"A Treia il modello dell'accoglienza diffusa. Così abbiamo ridato dignità a 50 cittadini ucraini"
Sono passati quattro anni da quel febbraio 2022 che ha cambiato per sempre il volto dell'Europa, e la comunità di Treia continua a essere un punto di riferimento solido per chi è fuggito dal conflitto in Ucraina. Attraverso un protocollo d'intesa con la Prefettura, il Comune ha saputo trasformare l'emergenza in un percorso di stabilità, ospitando fino a 50 cittadini ucraini grazie al Centro di Accoglienza Straordinaria (CAS), finanziato con risorse europee e del Ministero dell’Interno.
La particolarità del "modello Treia" risiede nell'accoglienza diffusa: le famiglie non sono state isolate, ma ospitate in appartamenti dislocati sul territorio, molti dei quali messi a disposizione generosamente dalle famiglie treiesi. Questa scelta ha permesso a 18 tra bambini e ragazzi di integrarsi nelle scuole locali e agli adulti di partecipare attivamente alla vita cittadina, contribuendo anche a rivitalizzare il centro storico.
"Abbiamo voluto costruire un modello che garantisse dignità e autonomia - spiega il sindaco Franco Capponi - mettendo a disposizione appartamenti e un sostegno concreto. Non è stata solo una risposta all’emergenza, ma un percorso strutturato. Oggi i bambini frequentano le nostre scuole e le famiglie hanno costruito relazioni forti, anche se dietro l'integrazione resta la ferita aperta di chi ha dovuto lasciare la propria casa senza sapere se potrà mai tornarci".
Tra i volti di questa comunità c’è quello di Kristina Lysyhanych, wedding planner arrivata da Odessa nel marzo 2022 con il marito Serhii e il figlio Daniel. In questi quattro anni la loro famiglia è cresciuta: a Macerata è nata la piccola Nicole, che a settembre inizierà la scuola dell’infanzia.
Nonostante la piena integrazione, il sentimento resta sospeso: "Siamo consapevoli che il futuro dei bambini è qui, ma viviamo in un limbo - racconta Kristina - il pensiero all'Ucraina c'è sempre. Sono grata al sindaco e alla comunità per l'umanità ricevuta, ma è fondamentale non dimenticare: la Russia è responsabile dell'invasione e la memoria è la base della giustizia".

nubi sparse (MC)
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