Confisca del profitto, la Cassazione cambia le regole: a Macerata il confronto tra magistrati e avvocati
La confisca del profitto cambia volto dopo la pronuncia delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione. E cambia, di conseguenza, anche il lavoro di magistrati, investigatori e avvocati. È la questione al centro del convegno organizzato dalla Camera Penale di Macerata "O. Olivelli - D. Valori" all'Auditorium Dante Cecchi della Biblioteca Mozzi Borgetti.
«Abbiamo chiamato fra i maggiori esperti nazionali in materia di confische», ha spiegato l'avvocato Paolo Giustozzi, responsabile della Scuola di formazione della Camera Penale, introducendo il confronto dedicato alla sentenza n. 13783, depositata l'8 aprile 2025.
La pronuncia interviene sulla confisca nei casi di concorso nel reato e stabilisce che, esclusa ogni forma di solidarietà passiva, ciascun concorrente possa essere sottoposto a confisca limitatamente a quanto concretamente conseguito. La quota deve essere provata nel contraddittorio tra le parti e, quando non sia possibile individuarla, può essere applicato il criterio della ripartizione in parti uguali. Gli stessi principi valgono per il sequestro finalizzato alla confisca.

A spiegare la portata della decisione è stato Raffaello Magi, consigliere della Corte di Cassazione, Prima sezione penale. Il punto centrale riguarda la posizione dei singoli concorrenti: «Mentre prima si poteva aggredire ciascun concorrente nel reato per l'intera somma che si era realizzata, adesso si può aggredire ciascun concorrente solo per la parte del profitto che è stata effettivamente incamerata».
«Non è una riforma di tipo legislativo, è una riforma di tipo interpretativo», ha precisato Magi. La pronuncia è quindi già applicabile e incide direttamente sulle modalità con cui vengono affrontati sequestri e confische nei procedimenti penali.

Una novità che interessa anche il lavoro di magistrati e investigatori. Giovanni Fabrizio Narbone, procuratore della Repubblica di Macerata, ha sottolineato come la sentenza «cambia il modo di lavorare di tutti noi», aprendo nuovi problemi soprattutto nella fase delle indagini.
Il nodo è riuscire a ricostruire quanto abbia effettivamente ottenuto ciascun concorrente, mantenendo insieme «l'interesse della collettività a recuperare i profitti illeciti derivanti dai reati» e la tutela dei diritti delle persone sottoposte a procedimento.

Il confronto ha riunito magistratura, avvocatura e università. Oltre a Magi e Narbone, sono intervenuti Lorena Puccetti, avvocata del Foro di Vicenza e componente dell'Osservatorio misure patrimoniali e di prevenzione dell'Unione delle Camere Penali, Vincenzo Gramuglia, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Macerata, e il professor Roberto Acquaroli, ricercatore di diritto penale all'Università di Macerata, avvocato e membro della Camera Penale.
L'iniziativa è stata organizzata con il patrocinio del Comune di Macerata e la partecipazione di Banca Macerata. A portare i saluti istituzionali sono stati, tra gli altri, l'assessore alla Cultura Lorella Benedetti, il presidente del Tribunale Paolo Vadala, la presidente della Sezione penale Francesca Grassi e il presidente dell'Ordine degli Avvocati Paolo Parisella.







cielo coperto (MC)
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