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Serie A e serie B: un divario sempre più evidente

Serie A e serie B: un divario sempre più evidente

Negli ultimi anni il divario tra grandi e piccole in serie A si è fatto sempre più marcato. Quest'anno, ha raggiunto il suo apice. Dopo venti giornate, infatti, il distacco tra la terz'ultima (il Palermo) e la quart'ultima (L'Empoli) è già di 11 punti. Non è un caso che due delle ultime tre (Pescara e Crotone) siano neopromosse. Da quando le due leghe si sono separate, il 14 ottobre 2005, il divario tra i due massimi campionati italiani è sempre stato più marcato.

I campionati di serie A e serie B sono sempre più distanti per qualità tecnica e competitività e lo si può notare, analizzando i differenti risultati delle tre neopromosse in questo campionato. Pescara, Crotone e Cagliari sommano in tre 45 punti, ma di questi, appena 9 (7 del Cagliari ed 2 del Pescara) sono stati conquistati contro le prime 9 in classifica. Deprimente, poi, il dato fuori casa: appena 3 punti presi, frutto del successo del Cagliari contro l'Inter. Di più: su 99 punti disponibili fuori casa, le tre neopromosse ne hanno intascati 11, grazie anche al successo a tavolino del Pescara sul Sassuolo.

Il divario tra neopromosse e il resto della serie A si spiega anche con l'allargamento della forbice tra il massimo campionato e quello cadetto. In serie B, da tempo, si assiste ad un appiattimento dei valori. Basta citare alcuni dati per rendersene conto. In questa stagione, le gare terminate con meno di tre gol (il classico Under 2.5 delle scommesse) è stato del 62.92%, mentre nel 48.33% dei casi, una delle due squadre non ha segnato. Equilibrio e pochi gol, quindi. Questo è il marchio di fabbrica della serie B. Non è un caso che il pareggio per 1-1 (17.92%) e quello per 0-0 (12.92%) siano i risultati più frequenti del torneo. In due sommano il 30.84% dei risultati possibili. Per fare un raffronto, basti dire che, sommando tutti i possibili successi fuori casa verificatisi (da 0-1 a 1-5) non si arriva a raggiungere la percentuale degli 1-1 (17.08%).

Una serie B così livellata verso il basso si ripercuote, per forza di cosa, sulla serie A. Se, infatti, chi sale, non è all'altezza, una volta che si trova in un torneo più complicato, è destinato a scendere velocemente. Non è un caso che, negli ultimi dieci anni è sempre retrocessa una neopromossa subito dopo la promozione con l'eccezione della stagione 2007-2008 quando le salirono Juventus, Napoli e Genoa. Lo scorso anno furono addirittura 2 su 3 le squadre che tornarono subito in B. Solo il Bologna si salvò. Lo stesso potrebbe accadere quest'anno con Pescara e Crotone che si avviano a scendere subito tra i cadetti.

Per capire come la differenza tra serie A e serie B sia abissale basti dire che la percentuale di over in serie A è del 57% contro il 37,08% della serie B. Il problema della scarsa qualità delle piccole si ripercuote anche sul torneo in termini di competitività. La serie A, infatti, è ultima in quasi tutti i dati statistici relativi alla competitività dei cinque maggiori campionati europei (Liga, Bundesliga, Premier League, Ligue1 e Serie A). Parlando in termini di betting, la serie A è terza in termini di gare che finiscono con il segno “gol” (51%). Più preoccupanti, però, sono altre statistiche. Il nostro campionato è, infatti, penultimo per vittorie fuori casa (29%, peggio solo la Liga con 28%), e prima per numero di gialli a gara (5, come la Liga). In pratica, da noi, il gioco è più frammentato rispetto gli altri tornei.

C'è, però, un altro dato statistico che fa capire come il nostro torneo stia andando verso una sorta di campionato scozzese. Nelle ultime 10 stagioni, il distacco tra la prima e la quinta in classifica è stato in media di 63 punti. In nessun altro torneo si è manifestato un simile dislivello.

Infine, da segnalare, un abbassamento progressivo della quota salvezza. Quest'anno, probabilmente, ci si salverà con meno di 30 punti. Negli ultimi tornei, pur aumentando le gare, la quota si è abbassata sempre di più. La media punti degli ultimi anni è di 36, come la Premier. La Bundesliga fa peggio, con 33, ma, va detto, lì il campionato è a 18 squadre, quindi ci sono 4 gare in meno.

Insomma, serie A e serie B sembrano vivere su due pianeti paralleli, destinati a non incrociarsi mai e niente fa presagire che questa situazione possa cambiare.




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