Una domenica che resterà impressa come una delle pagine più amare della storia della Civitanovese. La seconda retrocessione consecutiva è realtà, al termine di una stagione tormentata dall’inizio alla fine e conclusa con il peggior epilogo possibile: ultimo posto in classifica e discesa diretta in Promozione.
Il campo ha raccontato tutto il paradosso di questo campionato. La sfida contro la Fermignanese è stata lo specchio fedele di un’annata fuori controllo: imprevedibile, ma alla fine fatale. I rossoblù erano riusciti a portarsi avanti addirittura sul 4-1, dando l’illusione di poter chiudere con dignità e magari alimentare una speranza. Ma mentre dagli altri campi arrivavano notizie poco incoraggianti — con il Fabriano nettamente avanti sul terreno dell’Osimana — la tensione si è sciolta, lasciando spazio alla rimonta degli ospiti. Il 4-4 finale ha così assunto i contorni di una resa definitiva: la Fermignanese ha festeggiato la salvezza matematica, mentre la Civitanovese ha dovuto fare i conti con una retrocessione ormai inevitabile.
Eppure, nel momento più duro, la risposta del pubblico è stata forse il segnale più forte. I tifosi rossoblù hanno scelto la strada della consapevolezza e della ripartenza, come dimostrato dagli striscioni appesi in gradinata: “La nostra salvezza? È la fine di questa tristezza! Ricominciamo”.

Un messaggio chiaro, accompagnato da una presa di posizione netta anche sulle voci circolate nelle ultime settimane riguardo a possibili fusioni o acquisizioni di titoli sportivi: “Meglio un’onesta Promozione che una farsa fusione”.

A fine gara è arrivata anche la voce del presidente Francesco Borrelli, che ha provato a guardare oltre la delusione, tracciando le linee guida del futuro: “Oggi serviva un miracolo. Quando si arriva alla fine dovendo dipendere dagli altri risultati è sempre difficile. Ora è tutto da rifare: ripartiremo da zero, con un reset totale. Il progetto va avanti, serve solo più tempo. Il mio impegno e il mio piano industriale sono confermati. Dobbiamo ricostruire partendo da un settore giovanile forte e da una scuola calcio radicata nel territorio, capace di far crescere i giovani”.

Non è bastato, invece, il ritorno in panchina di Daniele Marinelli nelle ultime due giornate. Il tecnico, richiamato in extremis, non è riuscito a completare il miracolo sportivo, ma ha voluto sottolineare quanto fatto nel suo periodo di gestione: “Ringrazio il presidente per l’umiltà dimostrata nel richiamarmi, non è scontato. E ringrazio i ragazzi: con la vittoria sfumata nel finale avremmo fatto 25 punti in 20 partite. Su 30 gare sarebbe stata addirittura salvezza diretta”.
Numeri che alimentano inevitabilmente rimpianti, in una stagione dove gli errori e le difficoltà hanno pesato più di ogni possibile reazione. Ora resta solo da voltare pagina. La Civitanovese ripartirà dalla Promozione, con l’obiettivo dichiarato di ricostruire, ritrovare identità e tornare a guardare verso l’alto. Perché, come hanno ricordato i suoi tifosi, la vera salvezza potrebbe essere proprio questa: chiudere un capitolo doloroso per ricominciare davvero.