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Matelica espugna il 'Nereo Rocco' e fa sognare patron Canil: "emozione unica e contro ogni previsione"

Matelica espugna il 'Nereo Rocco' e fa sognare patron Canil: "emozione unica e contro ogni previsione"

In ogni ambito della vita la “prima volta” è sempre preceduta da un misto di tensione, paura e notti insonni. Ci si può preparare al meglio, ma aprire le porte a nuove sensazioni e modi di vivere genera spesso una certa irrequietudine che, il più delle volte, fa sì che l’esperienza del primo passo sia tutt’altro che memorabile.

Non è stato questo il caso del Matelica, la matricola della Lega Pro che, domenica scorsa ha bagnato il suo esordio nel “nuovo mondo” del professionismo scrivendo una pagina di storia allo stadio “Nereo Rocco” di Trieste.

È il minuto 12 del primo tempo, quando il capitano biancorosso De Santis deposita alle spalle del portiere alabardato Offredi quella palla che alla fine dei giochi varrà tre punti e segnerà  una “prima volta” da favola per la compagine di mister Colavitto.

Gli stadi non sono ancora aperti al pubblico, ma per la neopromossa Matelica sono scattati ugualmente gli applausi da parte di tutti i presenti. Il vantaggio maturato nel primo tempo non ha comunque ha appagato i biancorossi che al netto delle occasioni create avrebbe forse meritato qualcosa in più ma per giocatori,  addetti ai lavori e soprattutto per il patron Mauro Canil era forse difficile sperare in un esordio più bello: “E’ stato un inizio contro ogni previsione – ha esordito con una voce ancora vibrante dall’emozione il numero uno del Matelica - sapevamo che andavamo incontro ad una corazzata oltre che seria candidata alla vittoria campionato. Solo i nomi che attualmente compongono la rosa alla Triestina mettevano spavento; quindi pensare di arrivare al “Nereo Rocco”, stadio 30.000 persone situato in una città che è 23 volte Matelica, e riuscire a portare a casa i tre punti era difficile immaginarlo”.

“Non vorrei peccare di presunzione, ma se avessimo vinto anche 2-0 forse non ci sarebbe stato niente da male per come si era messa la partita – ha continuato Canil - con questo non voglio mancare di rispetto alla Triestina che sono sicuro che raggiungerà i vertici della classifica anche se oltre a lei ci sono altre 3/4 compagini candidate al successo”.

Una gara vissuta con il cuore in gola per tutta la truppa biancorossa sin dai primi istanti: “E’ stata una partita spettacolare giocata ad un'intensità incredibile ma era anche quello che avevo chiesto sabato prima di partire per Trieste ai miei ragazzi– ha sottolineato il patron - . Con le nostre limitate possibilità economiche, in questa stagione ci siamo affidati ad un gruppo di giocatori che avevamo già in dote l'anno scorso, integrandolo con dei ragazzi giovani vogliosi di costruirsi un futuro – ed ha aggiunto -  a loro ho detto ‘adesso se avete voglia di mettervi in mostra è tutto nelle vostre mani’ e così è successo; quindi credo la partita di ieri sia stato un momento indimenticabile e difficilmente ripetibile”.

Correva l’anno 2009 quando Mauro Canil decise di prendere le redini del Matelica che ai tempi stazionava nei bassi fondi della prima categoria. Ora dalla terzultima serie è balzato alla terza serie nazionale dove è entrato sbancando il tavolo di una delle nobili del calcio italiana: “Non ho detto una parola per tutti i 94’ più quello aggiunto dall’arbitro sul finire della gara – ha scherzato Canil - non ho aperto bocca, ma l'esplosione di felicità che ho provato dentro è stata ed è ancora tanta. Sento ancora male al torace perché la tensione era a livelli altissimi e vedere realizzarsi davanti a miei occhi questo sogno non è stata neanche semplice trattenere tutta la voglia di esultare – ha spiegato - . Ho visto la prima parte di gara dietro la panchina della Triestina, mentre la seconda dietro quella del Matelica così alla fine sono riuscito abbracciare tutti ragazzi ed è stata un’emozione grandissima”.

Vittoria di prestigio e classifica di serie C subito mossa; obiettivi raggiunti in pieno per i biancorossi che ora saranno di scena domenica all’Helvia Recina di Macerata contro la FeralpiSalò: “Se mi metto a fare l 'elenco delle persone che devo ringraziare non finisco più -ha dichiarato il patron biancorosso - a partire dai commercialisti e avvocati che ho in azienda fino ad arrivare al direttore sportivo, sanitari, segretarie e tutti i volontari che hanno dato una mano importante a titolo gratuito”.

“Credo questa comunità d’intenti rappresenti un chiaro messaggio che è passato sia a Matelica che a Macerata, città nella quale abbiamo trovato un’ottima ospitalità e di questo devo ringraziare la precedente amministrazione, ma spero che anche con questa nuova si possa continuare sulla stessa linea” , osserva Canil.

“Quando ho preso il Matelica ricordo che era invischiato nella zona retrocessione della prima categoria, ora in quello stadio quest'anno ci giocheranno tutti i campionati nazionali giovanili - . Se avessimo parlato 11 anni fa di arrivare a questi livelli penso ci avrebbero preso per pazzi – e conclude - quindi credo che possiamo ritenerci più che soddisfatti nel vedere tanti giovani di categoria giocare nel nostro impianto”.

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