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La Cava, "Le parole di Liotti somigliano a quelle di Totò e la fontana di Trevi". Il futuro della Rata appeso a un filo

La Cava, "Le parole di Liotti somigliano a quelle di Totò e la fontana di Trevi". Il futuro della Rata appeso a un filo
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Ogni giorno che passa si riducono sempre di più le speranze di trovare una via di uscita alla crisi societaria che attanaglia la Maceratese. Entro il prossimo 30 giugno dovranno essere pagati i debiti sportivi pregressi, e dovrà essere approntata  la tassa di iscrizione al prossimo campionato di Lega Pro con la relativa fideiussione.

“La situazione è abbastanza compromessa, chi non lo dice non è una persona realista” dice Giorgio La Cava, l’imprenditore perugino che da tempo cerca “alleati” locali per provare a dare un futuro alla Maceratese. “Che i conti fossero un po’ ballerini si sapeva – aggiunge La Cava - ma la situazione della Maceratese si è complicata con il passaggio di quote al napoletano Liotti”.

Il nuovo amministratore unico della S.S. Maceratese srl, Claudio Liotti, prima ancora di presentarsi alla città ed ai tifosi biancorossi, ha indetto il silenzio stampa. Da Napoli non arrivano notizie di alcun genere, ma per quanto è dato sapere nessun debito è stato sanato. La Maceratese rischia di morire nel silenzio più assoluto, di perdere la terza serie per l’insolvenza dei dirigenti, fra le mani di chi mai ha avuto a cuore le sorti del sodalizio biancorosso.

“Ho letto le parole di Liotti, ha chiesto due mesi di tempo – fa La Cava - Sembra veramente il film in cui Totò voleva vendere la fontana di Trevi. Io mi auguro che abbiano le risorse, sarei veramente contento per la Maceratese”.

Quando, secondo Giorgio La Cava, si potrà sapere definitivamente che futuro spetta alla Maceratese? “Per me il 3 giugno è la data per dare l’ultimo spintone da una parte o dall’altra. Quando la Lega dirà se la nuova proprietà ha i requisiti di onorabilità e solvibilità necessari, oppure rimanderà la questione alla Covisoc. Forse in quei sette- dieci giorni qualcosa si potrebbe muovere”.

“Per salvare la Maceratese, il discorso economico è preminente, però ci sono anche delle incognite – continua La Cava - Faccia conto che uno abbia tutti i soldi per risolvere i problemi, bisogna fare vari passaggi, non è cosi immediata la soluzione. Liotti, solo per il disturbo di riceverti, qualcosa chiederà. A mio avviso va fatto un encomio ad Alessandro Chiaraluce, l’unico che cerca di unire le forze. Mi dispiace tanto per il gruppo, mi riferisco ai giocatori e all’allenatore. Se la squadra ha fatto così bene in questa situazione, la stagione ventura avrebbe potuto puntare ai play off. Federico Giunti è da elogiare, un allenatore che dopo quello che ha vissuto dice che la sua aspirazione è di rimanere a Macerata, è una brava persona”.

L’esistenza di un gruppo di personaggi locali che fanno riferimento allo studio Berrè nei giorni scorsi ha ridato un pizzico di fiducia alla tifoseria, dopo che l’ex presidente Maurizio Mosca è uscito allo scoperto. Ma le ultime parole pronunciate sull’argomento dal sindaco di Macerata, Romano Carancini, hanno raffreddato gli animi. “Non esiste una cordata e gli ultimi contatti fanno pensare ad un non interesse alla situazione”.

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