Civitanovese a rischio retrocessione: lo 0-0 con il Fabriano Cerreto scatena la rabbia dei tifosi e la squadra delude ancora
Al triplice fischio la Civitanovese viene richiamata a rapporto dai tifosi, con alcuni giocatori invitati a togliersi la maglia. La protesta al Polisportivo cresce, e lo 0 a 0 contro il Fabriano Cerreto, ottenuto nonostante l’uomo in più per l’espulsione di Di Cato nella mezzora finale, avvicina pericolosamente la squadra di Massimo Silva alla retrocessione diretta. La curva rossoblù, ancora in attesa della prima vittoria casalinga del 2026, si aspettava molto di più: nelle ultime tre partite sono arrivati solo due punti e a quattro giornate dalla fine solo la matematica permette di sognare di evitare i playout.
Tra le delusioni spicca Ardemagni, arrivato per rinforzare un attacco fino a oggi sterile, ma non si può puntare il dito contro un singolo giocatore. Il mercato di riparazione si è rivelato fallimentare, e ora la Civitanovese ne paga le conseguenze. Il primo tempo contro il Fabriano Cerreto, fanalino di coda come i rossoblù, non ha visto alcun tiro in porta della squadra di casa. Nella ripresa qualche spunto in più, ma la delusione resta preponderante. Restano Trodica e Montegranaro in trasferta, Jesina e Fermignanese in casa: le ultime sfide del campionato saranno decisive. Il presidente Francesco Borrelli, arrivato durante le festività natalizie e parlando di 14 finali, ha visto la squadra non essere all’altezza.
Prima della partita, gli ultras avevano fatto visita alla squadra durante la rifinitura del sabato mattina, consapevoli dell’importanza vitale dello scontro contro il Fabriano Cerreto: solo la vittoria poteva evitare guai. Silva conferma Ardemagni al centro dell’attacco, rientra Visciano dalla squalifica e parte titolare Nacciarriti. Candia resta fuori per infortunio, mentre Pensalfini non figura tra i convocati per un battibecco con l’allenatore.
Un imprevisto colpisce anche l’arbitraggio: uno degli assistenti non è disponibile per uno stiramento, e viene chiamato Nicolò Bruscantini. Tra i tifosi in tribuna si nota l’ex presidente onorario Daniele Maria Angelini, che discute con Borrelli sulle prospettive future, comprese voci di eventuale acquisto di un titolo sportivo in caso di seconda retrocessione consecutiva. Le squadre entrano in campo con oltre mezz’ora di ritardo, mentre la curva canta “Papa Francesco salvaci tu da lassù”, affidandosi a una protezione divina dopo stagioni deludenti.
La partita racconta poco: primo tempo senza tiri in porta per i rossoblù, con un’occasione per il Fabriano Cerreto al 40’ con Gnahe che colpisce solo l’esterno della rete. Alla fine della prima frazione i tifosi contestano duramente i giocatori. Nella ripresa, al 49’, Franco serve Ardemagni ma il portiere Tafa respinge. Al 63’ Di Cato viene espulso per proteste, lasciando la Civitanovese in superiorità numerica. Silva inserisce un altro attaccante solo dopo qualche minuto, con l’uscita di Nacciarriti fischiata dai tifosi. Al 74’ Baiocco calcia dal limite, ma Tafa respinge in angolo. Dopo cinque minuti di recupero, il fischio finale conferma il rischio di seconda retrocessione consecutiva.
CIVITANOVESE (3-4-2-1): Servalli; Martiarena, Romero, Sanchez (40’ st Sciarra); Marietti (26’ st De Arriba), Visciano, Malaccari,
Baiocco (15’ st Piccinin); Franco (42’ st D’Ancora), Nacciarriti (15’ st Alexis Mendes); Ardemagni. A disp.: Massenz, Lorenzoni,
Cancellieri, Barone. All. Silva.
FABRIANO CERRETO(3-5-2): Tafa; Stortini, Malagrida, Trillini; Gnahe, Bracciatelli, Malagrida, Danilo Mendes (31’ st Merciari),
Bologna; Ndiaye (47’ st Palmieri), Di Cato. A disp.: Palazzo, Brodetto, Crescentini, Broda, Di Matola, Chiavellini, Amico. All. Bonura.
Arbitro: Mauro Tomei di Serpi (Bruscantini di Macerata e Lauro di Jesi).
Note: spettatori 600 circa. Calci d’angolo 2 a 4. Espulso Di Cato
al 18’ del secondo tempo per proteste. Ammoniti Malagrida, Ndiaye, Merciari, Bonura. Recupero: 5’ (1+4).

cielo sereno (MC)
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