i è svolto nei giorni 16 e 17 maggio 2026, il seminario intensivo di studio e formazione tradizionale e marziale. Ospitato dal Centro Arti Marziali e discipline del Benessere, a Piediripa, l’evento è stato organizzato da Andrea Bordi, Discepolo del Sifu Luigi Martone e Presidente dell'Asd Wuxing.
In parallelo alle attività formativa collettiva, Bordi ha inoltre avviato il percorso di aggiornamento tecnico relativo alla forma dei doppi coltelli.
Al termine delle attività, il maestro Martone ha espresso grande soddisfazione non solo per la serietà con cui il gruppo porta avanti il lavoro, ma anche per il clima di collaborazione e amicizia che ha caratterizzato l'intero evento.
La sessione di apertura di sabato è stata dedicata agli esami ufficiali e alla revisione tecnica della Danza del Leone, sotto la supervisione diretta del Caposcuola Nazionale della International Chiu Chi Ling Hung Gar Kung Fu Association, Sifu Luigi Martone.
In sede d'esame sono stati formalizzati i seguenti risultati:
Gabriele Cimorosi: conseguimento del Diploma di 2° Dyuhn (Allenatore).Demis Teodori (Istruttore Asd Wuxing) e Chiara Latini (Grado Nero): menzione per il lavoro svolto nello studio e nella preservazione della Danza del Leone.
Il pomeriggio di sabato e la mattinata di domenica sono stati riservati allo stage collettivo incentrato sulla forma Lau Gar Jeong.
Le sessioni di allenamento si sono concentrate sull'analisi approfondita dei principi strutturali, sullo studio delle applicazioni pratiche e sulle dinamiche biomeccaniche caratteristiche dell'Hung Gar tradizionale della Famiglia Chiu. All'evento era presente anche Massimiliano Pallotti, responsabile tecnico del settore Tai chi dell'associazione, in veste di praticante di stili esterni ed estimatore del Kung fu del maestro Martone. L'evento ha registrato la piena attuazione del programma tecnico previsto, consolidando la sinergia didattica tra i partecipanti e la commissione tecnica nazionale.
La Recanatese chiude una delle stagioni più difficili degli ultimi anni nel modo migliore possibile, travolgendo il San Marino e conquistando una salvezza sudatissima ma meritata. Una gara che vale molto più del risultato, perché certifica la capacità di un gruppo di rialzarsi dopo un’annata complessa, fatta di alti e bassi e di grande pressione psicologica.
Contro un avversario volenteroso ma poco incisivo, i giallorossi hanno inizialmente faticato a sciogliersi, frenati dalla paura e dalla posta in palio. Per oltre un’ora la squadra ha giocato con il freno a mano tirato, senza riuscire a esprimere pienamente il proprio potenziale, ma con il passare dei minuti la qualità è emersa fino a indirizzare la partita.
Il protagonista assoluto è stato Gianmarco Pierfederici, autore di una straordinaria tripletta che lo porta a quota 14 gol stagionali, un bottino che lo consacra come punto di riferimento offensivo e ne premia generosità, crescita e continuità. La sua prestazione ha sbloccato una partita rimasta in equilibrio troppo a lungo.
Il primo tempo ha offerto poche emozioni, con ritmi bassi e occasioni sporadiche. La Recanatese ha provato a rendersi pericolosa con alcune iniziative, tra cui un traversone di Ale per Masala e una conclusione di Chiarella respinta da Meli, oltre a un tentativo di D’Angelo nel finale di frazione. Il San Marino ha risposto con qualche ripartenza, ma senza mai impensierire seriamente la retroguardia ospite.
Nella ripresa la squadra di Recanati ha mostrato un atteggiamento più deciso e aggressivo. Il vantaggio è arrivato al 7’ proprio con Pierfederici, bravo a finalizzare un’azione ben costruita da Chiarella. Il gol ha sbloccato definitivamente la gara, permettendo ai giallorossi di giocare con maggiore serenità e controllo.
Il raddoppio è arrivato alla mezz’ora con Ciccanti, autore di un elegante pallonetto dopo un’azione nata da un lungo lancio di Vecchio, mentre il tris ha certificato la superiorità della Recanatese con una manovra corale rifinita ancora da Pierfederici. Nel finale è arrivato anche il gol della bandiera del San Marino con Sambu, utile solo per le statistiche.
La Recanatese può così tirare un sospiro di sollievo e celebrare una salvezza che, a un certo punto della stagione, sembrava complicata da raggiungere.
RECANATESE (3-4-2-1): Fioravanti; Giusti, Vecchio, Cocino; Gori (14’st Eleuteri), Scorza, Ferro (31’pt Carano), Mordini; D’Angelo (36’st Di Francesco), Chiarella (14’st Ciccanti); Pierfederici (40’st Pesaresi) All.G.Pagliari A disp. Zagaglia, Paoltroni, Fiumanò, Mehmedi
SAN MARINO (4-3-3): Meli; Pericolini, Shiba, Ale, Brighi; Golfarelli (29’st Zulu), Milazzo (35’st Giacomini), Ziello; Masala (13’st Sambou), Melloni (13’st Cum), Rubino (13’st Della Salandra) All.Biagioni A disp. Coletta, Muteba, Silvestri, Kadu
Arbitro: Mansour Faye di Brescia
Reti. 7’st Pierfederici, 30’Ciccanti, 38’e 39’ Pierfederici, 42’Sambu
Momenti di tensione nel pre partita della sfida playoff tra l’Azzurra Colli e il Fano. Un principio d’incendio si è infatti verificato nel parcheggio all’esterno dello stadio pochi minuti prima del calcio d’inizio della gara valida per i playoff promozione. Il play off per decidere chi andrà in eccellenza si sta svolgendo allo stadio Croce di Montegranaro tra Azzurra Colli e il Fano.
Secondo le prime informazioni, il principio d'incendio si sarebbe sviluppato in un’area del parcheggio adiacente all’impianto sportivo. Sono intervenuti i vigili del fuoco per gestire la situazione. La situazione è sotto controllo e non c'è grande allarmismo.
Spostandoci però all'interno dello stadio, dopo il gol del vantaggio dell'Azzurra Colli dopo 37 secondi, il gioco si è fermato. Secondo la ricostruzione un tifoso del Fano si è ferito alla mano mentre utilizava un petardo. Intervenuta l'ambulanza di servizio, mentro la finale è momentaneamente sospesa e non si gioca da 10 minuti.
Grande festa per l' A.S.D. Sforzacosta, che conquista con un turno d’anticipo la promozione in Seconda Categoria al termine di una stagione da protagonista. La formazione maceratese centra il salto di categoria grazie al successo ottenuto contro la Corridonia, approfittando contemporaneamente del rallentamento del Morrovalle, fermato sul pareggio dal Colbuccaro.
Un incrocio di risultati che ha permesso allo Sforzacosta di creare un distacco ormai irraggiungibile sulle inseguitrici, facendo scattare la festa davanti al proprio pubblico. Un traguardo atteso e meritato per la società maceratese, che torna così in Seconda Categoria dopo un periodo di assenza.
I numeri della stagione confermano il valore del cammino compiuto dalla squadra: nelle 27 giornate disputate fino ad ora sono arrivate 20 vittorie, 2 pareggi e 5 sconfitte, rendimento che ha consentito allo Sforzacosta di dominare il campionato e chiudere i conti con una giornata di anticipo.
Al triplice fischio è esplosa la gioia di squadra, società e tifosi, protagonisti di una giornata da ricordare per tutto l’ambiente biancorosso.
Una giornata intensa, capace di fondere festa, memoria e un profondo senso di comunità. Nel pomeriggio di ieri, sabato 16 maggio, la frazione di Passo di Treia ha ufficialmente riaperto il suo storico campo da calcetto parrocchiale, completamente rinnovato grazie al rifacimento del manto in erba sintetica.
L’inaugurazione è coincisa con i tradizionali festeggiamenti per il patrono Sant’Ubaldo, richiamando una straordinaria partecipazione di cittadini, autorità civili, militari e religiose.
La struttura, nata originariamente in terra battuta nel 2001 e trasformata in sintetico nel 2004 grazie al direttivo dell'epoca, rappresenta da sempre il cuore pulsante dell'aggregazione giovanile locale. Il giorno dell’Epifania del 2005 il rettangolo verde venne dedicato alla memoria di Leonardo Capponi, giovane sportivo treiese scomparso prematuramente nell’estate del 2004. Ieri, a distanza di anni, familiari e amici si sono stretti attorno a quel campo che continua a custodire il ricordo di tante giornate vissute insieme.
Particolarmente toccante è stato l'intervento di Francesco Francucci, presidente dell’oratorio passotreiese, che ha ricordato i suoi predecessori Marco Balestra e Sauro Cellocco, dedicando un pensiero commosso alla storica maestra Giuliana Tortolini. «Per me Leonardo non è solo un nome scritto all’ingresso, ma un compagno di classe, di squadra e un amico. Inaugurare nuovamente questo spazio dedicato a lui è qualcosa che mi emoziona nel profondo», ha dichiarato Francucci, ricordando come i campetti degli oratori siano i luoghi in cui nascono le vere amicizie e si impara il rispetto.
Ad aprire l'evento è stato il parroco Don Francisco, che ha evidenziato la necessità di ricostruire i rapporti umani dopo le ferite del sisma e della pandemia, ringraziando i numerosi benefattori che hanno permesso la sistemazione del campo.
Sul valore sociale dello sport è intervenuto anche il vescovo della diocesi di Macerata, Monsignor Nazzareno Marconi, che ha lodato l'impegno congiunto di parrocchia e amministrazione: «Condivido la volontà di ricostituire questo spazio, necessario per aiutare le persone a sentirsi comunità pur provenendo da storie diverse». Il Vescovo ha poi scherzato sulla multiculturalità della diocesi, che conta sacerdoti da ventisette nazioni: «In molti mi considerano il vescovo dell’Onu, ma questo dimostra che quando ci sono valori forti è possibile costruire insieme».
Anche il sindaco di Treia, Franco Capponi, ha preso parte alla cerimonia, definendo il nuovo sintetico come un tassello fondamentale che si inserisce nel piano di crescita della frazione, già al centro dei lavori per il nuovo polo scolastico e la palestra. «Questo è uno spazio dove i ragazzi possono socializzare liberamente», ha sottolineato il primo cittadino. «È un’inaugurazione importante come amministratore ma anche come familiare di Leonardo. Mi auguro che questo luogo metta insieme tanti giovani indipendentemente dalla loro provenienza».
Dopo il fatidico taglio del nastro, il nuovo terreno di gioco è stato ufficialmente "battezzato" con una sfida inaugurale che ha visto confrontarsi la squadra dei seminaristi maceratesi e una rappresentativa di calciatori passotreiesi, con la vittoria finale dei futuri sacerdoti al termine di un match combattuto. La festa è poi proseguita fino a sera tra la musica del coro parrocchiale, i riti religiosi per il patrono e i ben seicento panini preparati dai volontari, restituendo a Passo di Treia un presidio insostituibile di condivisione e aggregazione.
Si è disputata ieri sera, venerdì 15 maggio, alla Palestra Mancinelli la gara tra il Matelica Volley e Volley Torresi valevole per la promozione in prima divisione. A trionfare è stata la squadra nostrana, che il prossimo anno disputerà quindi il campionato di prima divisione, salendo così di categoria e portando la città di Matelica un gradino più in alto.
Ha espresso grande soddisfazione per la vittoria a nome di tutta l'amministrazione comunale l'assessore allo Sport Filippo Maria Conti: "La vittoria del Matelica Volley è un grande esempio per i giovani e non solo: portare avanti uno sport dà sempre grandi risultati, sul campo e fuori. Non solo per mantenersi in forma e divertirsi, ma anche per ottenere grandi risultati come quello di ieri sera che rendono orgogliosa l'intera comunità. Mi congratulo con tutta la squadra e la dirigenza del Matelica Volley per il brillante risultato: questa promozione non rappresenta soltanto una vittoria sportiva, ma il premio per tutte le sere passate in palestra, per ogni incoraggiamento reciproco e per la voglia di non smettere mai".
Si sono conclusi i lavori del nuovo campo da rugby di Villa Potenza, un’opera da oltre 2 milioni di euro che rappresenta un passaggio importante per lo sport maceratese e per la riqualificazione dell’area vicina a Helvia Recina. Il nuovo impianto, realizzato nella zona adiacente al centro fiere, consentirà infatti di trasferire l’attività rugbistica in una struttura moderna e attrezzata, lasciando spazio alla valorizzazione culturale, archeologica e turistica del vecchio campo.
Alla presentazione ufficiale erano presenti il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli, l’assessore allo sport Riccardo Sacchi, il presidente della Macerata Rugby Rolando Mozzoni, il dirigente dei servizi tecnici Tristano Luchetti, il coordinatore dei comitati regionali Guido Feletti e il presidente del comitato regionale Vittorio Petretti.
L’intervento, realizzato dalla Crocioni Costruzioni, è stato finanziato attraverso fondi PNRR e rigenerazione urbana. Come spiegato da Tristano Luchetti, il progetto permetterà di spostare definitivamente il rugby cittadino in una struttura “con dimensioni e qualità totalmente differenti”, mentre il vecchio campo sarà riconvertito a fini archeologici e turistici.
Durante i lavori sono state effettuate anche ricerche archeologiche, considerate fondamentali vista la vicinanza con l’area di Helvia Recina. Il nuovo centro sportivo comprende due campi, uno ufficiale completamente in erba e uno dedicato agli allenamenti, oltre a quattro spogliatoi, una palestra interna e una Club House con sala riunioni, cucina e servizi dedicati al tradizionale “terzo tempo”. Sulle strutture è stato inoltre installato un impianto fotovoltaico da 50 kilowatt.
Il nuovo impianto manterrà la storica intitolazione a Elia Longarini, come annunciato dal presidente Rolando Mozzoni. “Per noi oggi è davvero un sogno. Aspettavamo questo impianto da molto tempo e finalmente possiamo metterci piede. Questo ci permetterà di fare un salto di qualità sia a livello tecnico sia strutturale”.
Mozzoni ha sottolineato anche la volontà di rendere il centro uno spazio aperto alla città e alle associazioni del territorio. “Vorremmo che questo diventasse un centro aperto a tutti, non solo ai rugbisti. Abbiamo progetti sociali molto importanti, come il rugby integrato con i ragazzi che noi chiamiamo gli Astuti, una squadra composta da ragazzi autistici”.
Il nuovo impianto entrerà in funzione dalla prossima stagione sportiva, a partire da agosto, dopo il completamento delle procedure comunali per l’assegnazione.
Per la società biancorossa si tratta di un passaggio storico, come confermato anche da Guido Feletti: “Ci siamo conosciuti con Rolando quasi dieci anni fa. Sono contento che oggi la Rugby Macerata sia cresciuta fino a meritarsi uno spazio così importante. Questo impianto può essere un motore valido per fare crescere il rugby in città”.
Sulla stessa linea anche Vittorio Petretti, presidente del comitato regionale: “È bello vedere un’opera pubblica completata. Ora tocca a Macerata, alla federazione e alla regione riportare qui gli eventi che questo nuovo impianto merita. Macerata è uno dei centri regionali più attivi sul rugby integrato”.
Continua il percorso di costruzione del nuovo roster della CBF Balducci HR per il prossimo campionato di Serie A1 con un altro prezioso innesto: il Club maceratese ha raggiunto l’accordo per la stagione 2026/27 con la centrale Chiara Landucci, classe 2002 per 185 centimetri di altezza. L’arrivo nelle Marche della giocatrice emiliana, nell’ultima stagione protagonista in Serie A2 con la maglia di Messina, completa così il reparto al centro a disposizione di coach Valerio Lionetti.
Per Chiara Landucci, costantemente in campo nel campionato di A2 dal 2021 in poi, è arrivato così il momento del grande salto in Serie A1 con la divisa arancionera, grazie anche a concretezza, qualità e affidabilità dimostrate nelle stagioni vissute nel campionato cadetto, in cui ha spesso incrociato da avversaria proprio la CBF Balducci HR.
La crescita pallavolistica di Chiara Landucci prende forma alla Anderlini Modena, dove rimane per tre stagioni tra settore giovanile e Serie B2. Il valore dimostrato nel panorama dei vivai italiani le permette di effettuare subito il salto in Serie A2 nel 2021/22, quando approda alla Futura Giovani Busto Arsizio. Nell’annata successiva si trasferisce all’Esperia Cremona, dove resta per due stagioni consecutive, consolidando il suo ruolo nel secondo campionato italiano, poi nel 2024 il ritorno alla Futura, il Club che l’aveva chiamata all’esordio in Serie A. Infine, la stagione appena conclusa con la maglia di Messina, vissuta costantemente in campo con la formazione siciliana.
"Ho scelto la CBF Balducci HR Macerata perché penso sia la realtà giusta per potermi sviluppare e mettermi alla prova in un contesto competitivo come la Serie A1 - dice Chiara Landucci dopo la firma dell'accordo che la lega al Club maceratese per la prossima stagione - È sicuramente entusiasmante far parte di questo progetto e di una società seria che negli ultimi anni si è contraddistinta per i propri risultati".
"Sono sicura che con il gruppo creeremo la giusta amalgama per raggiungere gli obiettivi prefissati e per toglierci qualche soddisfazione - prosegue la centrale emiliana che esordirà in A1 in arancionero nel 2026/27 - Dalla prossima stagione mi aspetto di apprendere il più possibile dallo staff e dalle compagne. Cercherò di portare il mio contributo quotidiano nel lavoro in palestra e di creare un gruppo unito e pronto per le sfide del campionato. Sono certa inoltre che anche il pubblico farà la differenza, quindi non vedo l’ora di conoscervi tutti al palazzetto".
CIVITANOVA MARCHE – È Claudio Labriola il nuovo allenatore della Civitanovese Calcio. La presentazione ufficiale si è svolta nella mattinata di oggi presso la sede societaria all’interno del Polisportivo Comunale, alla presenza della dirigenza rossoblù e degli organi di stampa.
Ad aprire la conferenza è stato il presidente Francesco Borrelli, che ha sottolineato la soddisfazione della società per l’arrivo del nuovo tecnico.
«Abbiamo fortemente voluto Claudio Labriola – ha dichiarato – perché riteniamo che possa portarci a compimento del percorso e degli obiettivi che ci siamo prefissati. Il suo arrivo definisce la nuova visione tecnica del club. È un allenatore empatico, capace di motivare il gruppo e valorizzare al massimo i giocatori».
Parole di stima anche da parte del direttore sportivo Mauro Chiodini, che ha ribadito come Labriola fosse la prima scelta della società.
«Lo conosco bene e ho avuto modo di lavorarci a stretto contatto – ha spiegato il ds –. Oltre ai risultati ottenuti, ciò che mi ha sempre colpito è il rapporto umano creato con i giocatori. È un professionista serio, appassionato e con grande voglia di crescere. Ha ricevuto altre offerte importanti ma ha scelto Civitanova e questo ci rende orgogliosi».
Visibilmente emozionato il nuovo tecnico rossoblù, che ha parlato della sua nuova esperienza definendola “un grande onore”.
«Civitanova è una piazza prestigiosa e affamata di calcio, una realtà che vive questo sport con passione autentica – ha affermato Labriola –. Qui si va oltre la categoria. Chi farà parte di questo progetto dovrà dare tutto sé stesso ogni giorno».
L’allenatore ha quindi tracciato le linee guida del proprio calcio, annunciando una squadra aggressiva e propositiva.
«Mi piace una squadra capace di recuperare subito il pallone, dominare la partita e imporre il proprio gioco. Preferisco sistemi con quattro difensori e tre centrocampisti, ma sono aperto a diverse soluzioni in base alle caratteristiche dei giocatori. Voglio una squadra intensa, organizzata e con identità».
Labriola ha inoltre rivolto un pensiero alla tifoseria rossoblù.
«So che dovrò conquistare questa piazza con il lavoro e i risultati. Oggi non servono proclami ma fatti. Posso garantire massimo impegno per riportare orgoglio e identità alla Civitanovese».
Nel finale il nuovo mister ha ringraziato l’Osimana, società nella quale ha vissuto le sue ultime stagioni da calciatore e le prime da allenatore.
«Resterò sempre grato all’Osimana, ai tifosi e ai giocatori con cui ho condiviso un percorso importante della mia vita sportiva».
La Rappresentativa Under 16 della Lega Nazionale Dilettanti chiude il Torneo della Pace con un terzo posto che vale molto più di una semplice posizione in classifica, al termine di un percorso di crescita importante e senza sconfitte nei tempi regolamentari. Tra i protagonisti anche il giovane centrocampista classe 2010 della Maceratese Nicolas Principi, cresciuto nel quartiere Pace di Macerata, sempre presente nel cammino della selezione: per lui 5 presenze su 5, con 3 gare da titolare (tra cui l’intera finale per il 3° posto vinta 2-1 contro il FC LNZ Cherkasy) e 2 ingressi a gara in corso, a conferma della fiducia dello staff tecnico e della continuità del suo percorso.
Un’esperienza intensa e formativa, che lo stesso Principi racconta così.
Che tipo di esperienza è stata confrontarsi con squadre e giocatori di livello internazionale?“È stata un’esperienza molto intensa e formativa, sia a livello personale che calcistico, perché ho avuto la possibilità di confrontarmi con giocatori provenienti da realtà diverse e con un livello molto alto”.
Cosa ti porterai per sempre dietro di questa esperienza?“Quello che più mi porterò sempre dietro è il legame con gli altri ragazzi. Non avendo fatto allenamenti insieme e non conoscendoci, siamo comunque riusciti a creare un bellissimo rapporto che ci ha permesso di diventare un gruppo unito e di andare avanti nella competizione”.
Che valore ha per te chiudere questa esperienza sul podio con la Rappresentativa?“Ha un valore molto importante perché è il risultato dell’impegno messo in campo. Arrivare terzi, senza conoscerci e confrontandoci con squadre forti e di livello, ci ha dato grande soddisfazione”.
(Credit Photo: Lega Dilettanti)
Il ciclismo marchigiano perde una delle sue figure più autorevoli e amate. All'età di 86 anni si è spento Mario Bolletta, un uomo che ha dedicato l'intera esistenza alla bicicletta, prima come corridore e poi come storico direttore sportivo. Stimato da tutto l’ambiente per la sua rara competenza e una passione d'altri tempi, Bolletta è stato per decenni un autentico punto di riferimento e un maestro di vita per generazioni di giovani atleti.
La carriera di Bolletta è iniziata sui pedali come dilettante, categoria in cui ha collezionato ben 26 successi. Una volta sceso dalla sella, ha trovato la sua vera vocazione in ammiraglia, guidando realtà storiche del territorio come Europlastica, Logical System, Latini Cucine e Sicc Jesi. La sua professionalità lo ha portato fino al mondo del professionismo con i team Krka e Mobilvetta, portando i suoi ragazzi a conquistare titoli italiani e a raggiungere i massimi livelli mondiali.
Negli ultimi anni, con la generosità che lo contraddistingueva, era tornato alle origini dedicandosi al ciclismo giovanile con la Esinplast Spendolini Giammy Team e mettendo la sua sapienza a disposizione della Federciclismo regionale come tecnico.
La notizia della sua scomparsa ha scosso profondamente il movimento ciclistico. Il presidente regionale della FCI Marche, Massimo Romanelli, ha voluto tributargli un ultimo saluto carico di commozione: "Mario lascia un vuoto incolmabile. Grazie per tutto quello che hai dato alle Marche e al ciclismo. Lo ricorderemo con un minuto di raccoglimento in tutte le manifestazioni del fine settimana".
Romanelli ha espresso il cordoglio di tutto il movimento regionale stringendosi al dolore della moglie Maria Carmela e dei figli Tiziana e Marco. La salma di Mario Bolletta sarà esposta a partire dalle ore 16:30 di oggi presso la sala del commiato Anibaldi e Pandolfi a Moie di Maiolati Spontini. Il funerale si terrà domenica 17 maggio, alle ore 9:00, nella chiesa di San Giuseppe a Jesi, dove la comunità e il mondo dello sport si ritroveranno per l'ultimo omaggio a un grande protagonista della storia sportiva marchigiana.
La Futsal Macerata chiude nel migliore dei modi la stagione del campionato provinciale di calcio a 5 del CSI Macerata Serie B, conquistando un eccellente primo posto che vale la promozione diretta in Serie A per la prossima stagione sportiva.
Un risultato importante e meritato per la formazione maceratese, guidata dal presidente Fabrizio Fattori, punto di riferimento costante e instancabile della società.
Grande soddisfazione anche per lo staff tecnico: il mister Andrea Pugliese, alla sua prima stagione sulla panchina della Futsal Macerata, è riuscito nell’impresa di costruire un gruppo solido e competitivo, capace di superare ogni aspettativa iniziale e raggiungere un traguardo che a inizio stagione sembrava difficile da immaginare.
La società desidera inoltre esprimere un sentito ringraziamento agli sponsor, che con il loro supporto hanno contribuito in modo determinante alla crescita del progetto sportivo, e a tutti i tifosi che hanno seguito la squadra con costanza sia nelle gare casalinghe che in trasferta. Un pensiero speciale va anche a chi, pur non potendo essere presente sugli spalti, ha sempre dimostrato vicinanza e sostegno.
Tra le figure fondamentali della stagione spicca anche il dirigente accompagnatore e addetto all’arbitro Michele Contigiani, elemento chiave nell’organizzazione quotidiana del gruppo squadra.
La rosa protagonista di questa storica promozione è composta da: Andrea Albani, Nadir Bajrami, Alessio Cercaci Organetti, Leonardo Cirilli, Ray Brayan Contreras Valenzuela, Andrea Ferroni, Alex Foresi, Filippo Marangoni, Andrea Molinari, Emanuele e Fabio Salvi, Alessio Cericola, Fabio Tibaldi, Alessandro Valentini, Alex e Endry Vincenzetti.
Una stagione da incorniciare per la Futsal Macerata, che entra ufficialmente nella storia del club e pone le basi per un futuro ancora più ambizioso.
Il tappone appenninico che doveva scoprire le carte dei big del Giro d'Italia 2026 non ha tradito le attese, ma per i tifosi marchigiani ha regalato un sapore dolce-amaro. La salita del Blockhaus, 13,6 km di ascesa brutale con punte al 14%, ha consacrato il predominio in salita del danese Jonas Vingegaard, grande favorito della vigilia, ma ha anche mostrato al mondo intero la stoffa di Giulio Pellizzari.
Il ventiduenne di Camerino è stato l'unico capace di guardare negli occhi il fuoriclasse danese nel momento cruciale della corsa, al momento del suo primo scatto. La gara si è accesa a circa 6 chilometri dalla vetta quando Vingegaard, dopo il grande lavoro dei suoi gregari Piganzoli e Kuss, ha sferrato l'attacco decisivo. Mentre tutti gli altri favoriti perdevano contatto, Pellizzari ha risposto presente, incollandosi alla ruota del capitano del Team Visma. Il camerte ha tallonato il fuoriclasse per circa dieci minuti.
Tuttavia, lo sforzo estremo per reggere il ritmo del bi-vincitore del Tour de France ha presentato il conto nel finale: un "fuori giri" dovuto all'inesperienza gli ha indurito le gambe. Pellizzari ha perso contatto dal leader e si è fatto superare dall'austriaco Gall. Il giovane camerte ha, quindi, tagliato il traguardo in quarta posizione, a 1’05” da Vingegaard preceduto di pochissimo anche dal compagno di squadra Jai Hindley che lo ha superato proprio nella volata finale.
Nonostante la fatica negli ultimi chilometri, il bilancio per lo scalatore di Camerino è più che positivo. La maglia rosa Afonso ha perso quasi tre minuti dal fuoriclasse danese, insieme a big del calibro di Bernal e Caruso. Pellizzari, quindi, ha scalato le gerarchie della generale: ora occupa la quinta posizione assoluta, a soli 3 secondi dal quarto posto del compagno Hindley e a meno di un minuto dal podio virtuale occupato da Felix Gall. Domani, per Giulio, il ritorno nelle sue Marche con il traguardo finale della tappa di sabato fissato a Fermo.
La prestazione sul Blockhaus conferma che Pellizzari non è più solo una promessa, ma una realtà del ciclismo internazionale. Aver retto il passo di Vingegaard su una delle salite più dure d'Europa è un segnale chiaro: la strada verso il podio finale del Giro è difficile, ma il "duca" ha dimostrato di avere il motore per lottare con i più grandi.
La salvezza del Chiesanuova è il frutto di un percorso di squadra, ma nella partita decisiva è stato Nicolò Di Matteo a scrivere il momento chiave. Nei 90 minuti regolamentari diventati 134, la formazione ha conquistato la permanenza in Eccellenza, la quinta consecutiva nella massima categoria regionale.
La gara, vissuta come uno spartiacque tra salvezza e retrocessione, si è accesa in pieno recupero quando Di Matteo, mezzala classe 2004 arrivata a novembre dal Montegranaro, è stato il più rapido a trovare il gol dell’1-1 sotto porta. Una rete che ha rimesso in equilibrio la sfida, poi proseguita ai supplementari fino al verdetto finale.
“Non mi sento affatto un eroe – ha dichiarato Di Matteo – ma sono felicissimo perché era una partita importantissima. Un conto è giocare in Eccellenza e un conto in Promozione”.
Sull’azione del gol ha spiegato: “È stata una cosa istintiva, l’Urbania aveva appena perso un giocatore per infortunio e dovevano ancora sistemarsi nelle marcature”.
Decisivo anche il momento personale, con un’esultanza speciale: “Sono andato verso mio padre che era allo stadio e la sera prima gli avevo detto che avrei segnato. Sabato sera avevo telefonato ai miei e l’avevo detto davvero”. Una rete che per lui rappresenta un punto alto della carriera: “Sì, è la più importante”.
Nonostante la gioia, il centrocampista ha voluto sottolineare il lavoro collettivo: “Tanti ringraziamenti, ma il merito della salvezza non è solo mio, è il risultato di mesi di lavoro insieme”.
Infine la dedica: “Alla mia famiglia, alla mia ragazza e alla società, perché questa salvezza ce la meritavamo proprio”.
La prima opzione è quella giusta. Come già preannunciato dal nuovo ds Mauro Chiodini nel corso della sua conferenza di presentazione (leggi qui), per la Civitanovese la priorità era ingaggiare come prossimo allenatore Claudio Labriola. E così è stato: l'ufficialità è arrivata pochi minuti fa, direttamente da una nota della società rossoblù.
Il mister dopo aver raggiunto l’accordo per la separazione con la propria società di appartenenza, l'Osimana Calcio, siederà sulla panchina rossoblù a partire dal primo luglio 2026.
Labriola, classe 1983, nella sua carriera da calciatore ha calcato alcune tra le piazze più significative tra professioni e dilettanti: Pro Vercelli, Avellino, Olbia, Lugano, Fermana, Ancona, Vis Pesaro e molte altre. Ha chiuso la propria carriera con la maglia dell’Osimana Calcio, realtà nella quale ha poi esordito come tecnico.
Alla guida dei giallorossi è rimasto per tre stagioni, vincendo al primo anno la Coppa Italia di categoria, in finale, contro la Maceratese. La presentazione del mister è prevista per sabato 16 maggio, alle ore 15:00, presso la sede operativa della società all’interno del Polisportivo Comunale.
Una nuova frontiera dello sport tradizionale approda ufficialmente nelle Marche: sabato 16 maggio, a partire dalle ore 16:15, la tensostruttura di via Enrico Mattei a Corridonia ospiterà un evento storico per il movimento sportivo regionale.
Si tratta del primo allenamento aperto organizzato dall’Asd Dodgeball Corridonia, la prima associazione marchigiana dedicata a questa disciplina a essere ufficialmente iscritta alla FIGeST Federazione Italiana Giochi e Sport Tradizionali.
L’appuntamento non è solo un momento di pratica sportiva, ma una vera e propria "prima" istituzionale. Saranno infatti presenti allo speciale open day Andrea Robbia, tecnico federale e responsabile dodgeball FIGeST, per illustrare le regole e le dinamiche di questo sport dinamico e inclusivo, e la presidente regionale FIGeST Marche, Catia Luciani, a testimonianza dell’attenzione che la Federazione sta rivolgendo alle nuove discipline emergenti.
Il dodgeball, pur essendo percepito come uno sport moderno, affonda le sue radici nei giochi di squadra più antichi e popolari, come la "palla prigioniera". La sua integrazione all'interno della FIGeST sottolinea la volontà della Federazione di rinnovarsi, intercettando l’interesse delle generazioni più giovani senza perdere il legame con la socialità e il confronto fisico leale, tipici degli sport di tradizione.
L’ingresso del dodgeball nel panel federale marchigiano rappresenta un tassello fondamentale in un 2026 che ha visto un’espansione senza precedenti per la FIGeST Marche. Con 66 ASD affiliate sul territorio - che spaziano dalla ruzzola al lancio del formaggio, dalle freccette al tiro alla fune - la Federazione continua a consolidare la sua presenza capillare. Il dodgeball, insieme alle freccette, rappresenta la nuova linfa vitale che sta permettendo di abbassare l'età media degli iscritti, promuovendo uno stile di vita attivo tra i giovanissimi.
"L’apertura dell’Asd Dodgeball Corridonia è un traguardo che ci rende orgogliosi - dichiara la presidente regionale Catia Luciani - L’evento di sabato servirà per dare il benvenuto ufficiale a una disciplina che incarna perfettamente i valori FIGeST: agonismo, coordinazione e, soprattutto, spirito di squadra. Il fatto che sia la prima società marchigiana del settore dimostra quanto il nostro territorio sia ricettivo e pronto a sperimentare nuove forme di sportività che sappiano unire il divertimento alla disciplina federale".
C’è anche la palleggiatrice della Cbf Balducci Hr Macerata Asia Bonelli nella lista delle 30 azzurre selezionate dal commissario recnico Julio Velasco per la Volleyball Nations League 2026.
Nella giornata odierna il ct azzurro ha comunicato l’elenco delle atlete che prenderanno parte alla prestigiosa competizione internazionale dell’estate 2026, inserendo anche la regista arancionera tra le protagoniste del gruppo della Nazionale Femminile Seniores.
Per la Cbf Balducci Hr si tratta di un motivo di grande soddisfazione vedere Asia Bonelli entrare a far parte del roster azzurro della Vnl, competizione che riunisce le migliori Nazionali del panorama mondiale. Un riconoscimento importante per il percorso della palleggiatrice e per il lavoro svolto quotidianamente.
Si chiude con un secondo posto di grande prestigio il terzo campionato regionale di Serie C1 di calcio a 5 del Bayer Cappuccini.
La formazione maceratese ha visto sfumare l’accesso alla fase nazionale dei playoff dopo la combattuta sconfitta per 5-6 contro l’Apd Chemiba Cerreto, al termine di una partita intensa e giocata fino all’ultimo minuto.
Un risultato che però non cancella l’eccellente stagione disputata dalla società presieduta da Fabrizio Fattori, protagonista di un percorso ben oltre le aspettative della vigilia.
Grande merito viene riconosciuto anche al tecnico Emanuele Salvi che, alla sua seconda stagione in panchina, è riuscito a guidare il gruppo verso un traguardo importante nonostante l’assenza del top player Nazareno Thomas Renki.
La società ha voluto ringraziare pubblicamente sponsor, tifosi e tutti coloro che hanno sostenuto il progetto nel corso dell’anno, sia al palazzetto che nelle trasferte, sottolineando il valore umano e sportivo di una realtà che da 22 anni rappresenta un punto di riferimento del futsal maceratese.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche ai dirigenti e collaboratori che quotidianamente affiancano la squadra dentro e fuori dal campo: Manolo Picchio, Mauro Iesari, Michele e Matteo Contigiani, Leonardo Coviello, Alessandro Cossali e Alessandro Valentini.
Tra gli atleti protagonisti della stagione figurano Andrea Albani, Paolo Bonfigli, Alessio Cericola, Daniele Di Bernardo, Paolo Luciani, Mirko Massucci, Carlos Augustin Nazarolf, Mario Palazzesi, Andrea Palma, Daniele Persichini, Tommaso Ricchitelli, Jacopo Serantoni, Hamza Silmi e Fabio Tibaldi, oltre ai giocatori che hanno fatto parte del gruppo nella prima parte di stagione.
Nonostante la delusione per il mancato accesso alla fase nazionale, il Bayer Cappuccini archivia così una stagione che conferma la crescita e la solidità del progetto sportivo biancorosso.
Jonathan Ciabuschi è arrivato a Macerata a stagione in corso, ma ci ha messo pochissimo a diventare uno di quei giocatori che la gente sente “suoi”. Sei gol in tredici partite, molti dei quali pesantissimi, dentro una rincorsa salvezza complicata e tutt’altro che scontata. Numeri importanti, certo, ma riduttivi per raccontare l’impatto avuto dall’attaccante ascolano in biancorosso. Perché Ciabuschi è entrato nel cuore della piazza soprattutto per quello che trasmette: fame, cattiveria agonistica, spirito di sacrificio e quell’atteggiamento da combattente che l’Helvia Recina ha imparato ad amare subito. Sarà forse anche per quel cognome che, da queste parti, non può che strappare un sorriso, ma Jonathan ha conquistato i tifosi soprattutto con il suo modo di stare in campo. “Lo squalo”, come racconta la sua esultanza con la pinna dopo ogni gol. Anche se il primo centro all’Helvia Recina fu celebrato in maniera diversa: inchino sotto la Curva Just, quasi un gesto d’amore immediato verso il popolo biancorosso.
In pochi mesi è diventato un idolo della tifoseria, trascinando la Maceratese nei momenti più delicati della stagione e dando un contributo decisivo al raggiungimento della salvezza. Con lui abbiamo ripercorso questi mesi intensi, dal debutto lampo fino al futuro ancora tutto da scrivere.
L’impatto di Ciabuschi con il mondo biancorosso è stato immediato. A San Mauro Pascoli bastarono pochi minuti dal suo esordio per trovare subito il gol e iniziare a lasciare il segno. Un inserimento rapidissimo, facilitato come racconta dai rapporti già esistenti con alcuni elementi della squadra e della società, ma anche dalla capacità dell’attaccante ascolano di calarsi immediatamente nella mentalità della piazza. "Il fatto di conoscere bene il ds De Cesare, con cui ho anche giocato in passato, e avere altri amici ascolani come De Angelis e Morganti, mi ha permesso di integrarmi benissimo. Ma anche il calore della tifoseria. A me piacciono le sfide e le pressioni e quello mi ha dato la spinta in più. Sono arrivato in una piazza abituata sempre a un certo tipo di categorie, che ha ritrovato entusiasmo dopo anni difficili. Quello mi ha dato la giusta carica”.
Quella connessione con la tifoseria, del resto, si è percepita fin da subito. Ciabuschi è diventato rapidamente uno dei beniamini dell’Helvia Recina, non soltanto per i gol segnati ma per il modo in cui vive il calcio e il rapporto con la curva. Un legame che, racconta lui stesso, affonda le radici anche nella sua storia personale. “Il rapporto creatosi con la tifoseria mi ha stupito fino a un certo punto: parliamo comunque di una tifoseria amica di quella di cui faccio parte, ovvero quella dell’Ascoli Calcio, di cui oltre ad essere stato calciatore lo scorso anno sono stato sempre tifoso. Avendo sempre frequentato gli ambienti della curva so quanti sacrifici fanno le persone per seguirci, soprattutto in trasferta. Quindi ho sempre sentito il bisogno di dare qualcosa in più per loro”.
Il capitolo più importante resta però quello legato alla salvezza. Una missione complicata, in una stagione vissuta non senza difficoltà, tra cui anche il cambio in panchina. E proprio su questo Ciabuschi si sofferma, sottolineando il valore umano prima ancora che tecnico del traguardo raggiunto. “La salvezza ha un grandissimo valore. Per come si era messa l’annata, anche col cambio allenatore, che rappresenta un fallimento per tutti, anche per noi giocatori, perché paga sempre una persona per tutti e questo secondo me è sbagliato. Il nuovo allenatore, Lauro, si è messo subito a disposizione, mostrando grande umiltà nonostante la sua carriera parli chiaro. Ci siamo compattati e siamo riusciti a portare a casa un traguardo non scontato. Per alcuni era il primo anno di Serie D. Molti lo scorso anno avevano vinto il campionato e poi quando ti ritrovi a doverti salvare è diverso. Fortunatamente ne siamo usciti con personalità e attaccamento. Mi ha destabilizzato un po’ non poter festeggiare un traguardo importante come la salvezza insieme ai tifosi, perché per tanti motivi purtroppo non siamo riusciti”.
Ora è tempo di staccare un po’ la spina e guardarsi intorno. Il futuro verrà discusso più avanti. Adesso la priorità per il bomber biancorosso sembra essere soprattutto una. “Dopo questi mesi intensi non sto pensando tanto al futuro quanto alla mia famiglia. Quest’anno sono stato tanti mesi fuori, tra Grosseto e Macerata, che anche se è vicina ad Ascoli comunque ho vissuto lì. Adesso sto pensando a stare vicino alla famiglia e poi verso fine mese parleremo con il presidente e la dirigenza e vedremo quello che sarà”.
(Credit Photo: Francesco Tartari | S.S. Maceartese)
Il Panathlon Club Macerata organizza un importante appuntamento dedicato ai valori dello sport e dell’eccellenza italiana, con la partecipazione della pluricampionessa olimpica Francesca Lollobrigida e del direttore tecnico della Nazionale Italiana Pista Lunga Maurizio Marchetto.
L’iniziativa rappresenta un’occasione speciale per la città di Macerata e per tutto il territorio, che avrà modo di accogliere due figure di riferimento del pattinaggio di velocità italiano e internazionale, protagoniste di risultati prestigiosi e di un percorso sportivo di altissimo livello.
Il programma prenderà il via giovedì 14 maggio con l’incontro istituzionale previsto alle ore 19.00 con il Sindaco di Macerata e l’assessore allo sport.
A seguire, alle ore 20.00, si terrà la conviviale organizzata presso La Filarmonica, a Palazzo Bourbon del Monte, in via Gramsci 30 a Macerata.
La giornata di venerdì 15 maggio sarà invece dedicata ai giovani e al mondo della scuola. Dalle ore 10.00 alle 12.00, Francesca Lollobrigida e Maurizio Marchetto incontreranno gli studenti dell’ITE “Alberico Gentili” nell’aula magna dell’istituto di via Cioci 6. Sarà un momento di confronto e testimonianza sui temi dell’impegno, della determinazione e della cultura sportiva, con particolare attenzione ai valori educativi dello sport.
Attraverso questa iniziativa, il Panathlon Macerata conferma il proprio impegno nella promozione dello sport come strumento di crescita personale, formazione e condivisione, favorendo il dialogo tra campioni, istituzioni e nuove generazioni.