Recanati, caso reporter russi al liceo 'Leopardi': "Nessuna propaganda, rispettata l'autonomia degli studenti"
Dopo il polverone nazionale e le accuse di "propaganda filo-russa", arriva la ferma replica del Liceo "Giacomo Leopardi" di Recanati. Attraverso una nota ufficiale firmata dalla presidente del Consiglio d’Istituto, Rita Sisti, la scuola chiarisce i fatti a seguito della seduta del 10 febbraio, smentendo le ricostruzioni che hanno portato il caso fino in Parlamento.
La presidente chiarisce la natura dell'evento: "Il corso in questione rientrava tra i 60 corsi organizzati dagli studenti del liceo nell’ambito delle giornate culturali che si svolgono ogni anno e rientrano nel diritto di assemblea degli studenti, i quali gestiscono le suddette giornate in autonomia".
Sulla genesi dell'incontro, la Sisti aggiunge: "Il corso vedeva come relatore e organizzatore uno studente del nostro liceo molto appassionato di storia e ad esso ha partecipato un numero ridotto di alunni, su base del tutto volontaria".
Riguardo a quanto accaduto durante i collegamenti con i reporter nel Donbass, la Presidente riporta l'esito del confronto con i ragazzi: "Risulta che non si siano verificati attacchi alle istituzioni o diffuse narrazioni di parte o propagande partitiche di alcun tipo anche durante i collegamenti on-line con alcuni giornalisti".
Il Consiglio d'Istituto rivendica con forza il proprio operato: "La nostra scuola garantisce il pluralismo e la libertà di espressione finalizzati alla formazione di un pensiero critico, ma sempre nel rispetto dei limiti fissati dal nostro ordinamento, ed ha ben a mente le finalità educative e civiche proprie della istruzione pubblica".
In chiusura, la nota esprime una netta presa di distanza dalle polemiche politiche: "Ci si dissocia da qualsiasi forma di strumentalizzazione politica della nostra scuola, che non ha mai legittimato narrazioni propagandistiche o unilaterali, facendo sempre riferimento nel suo operato ai valori della nostra Costituzione".

cielo coperto (MC)
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