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INTERVISTA - Il professor Giordano: "Per l'immunità è necessario vaccinare l’80% della popolazione"

INTERVISTA - Il professor Giordano: "Per l'immunità è necessario vaccinare l’80% della popolazione"

Grazie all'amicizia di lungo corso con il direttore Guido Picchio, la Redazione di Picchio News ha nuovamente raggiunto l’accademico napoletano di fama mondiale, il professor Antonio Giordano, direttore dello Sbarro Institute for Cancer Research and Molecular Medicine della Temple University di Philadelphia e rappresentante del Ministero dell'Ambiente italiano. 

Al professor Giordano, abbiamo chiesto di illustrarci l’evoluzione della pandemia in relazione anche alle varianti del Covid-19 che stanno spuntando fuori e un giudizio sull’impatto che ha avuto la prima ondata della campagna di vaccinazione.

Nelle Marche è da poco iniziata la seconda somministrazione delle dosi dei vaccini anti covid al personale sanitario. Stando ai primi dati, che idea si è fatto della risposta immunologia alla prima ondata di vaccinazione?

“Ad oggi, sappiamo, che l’immunità naturale, ossia quella sviluppatasi dopo aver contratto la patologia, è documentata fino a circa 8 mesi dall’infezione. Per valutare l’immunità indotta dal vaccino sarà importante monitorare la durata della protezione dei vaccinati. Attualmente, la scarsità di dati non permette ancora di fare previsioni. Tuttavia, le premesse, che i vaccini producano una risposta immunitaria duratura ci sono tutte. Uno studio pubblicato la scorsa settimana sul New England Journal of Medicine, mostra che il vaccino Moderna è in grado di stimolare la produzione di anticorpi neutralizzanti stabile a 3 mesi dalla seconda iniezione di vaccino. Per questi motivi è importante ricordare alla popolazione che, al momento, non siamo ancora protetti. Per esserlo dovremo vaccinarci in massa, sottoporci a una doppia dose vaccinale e, monitorare lo sviluppo di anticorpi.”

Oltre ai sanitari, nelle case di riposo sono invece arrivati invece i vaccini ‘Moderna’. Quali sono le differenze considerando la fragilità delle persone a cui vengono somministrati?

“Le agenzie predisposte ad elargire le approvazioni alla somministrazione di farmaci, EMA ed FDA (Europea e Americana) rispettano protocolli rigidi e severi, e pertanto, autorizzano farmaci che hanno concluso e pubblicato correttamente tutte le fasi sperimentali. I vaccini Pfizer e Moderna, sono i primi anche per metodica utilizzata: sono farmaci ad RNA; non prevedono l’utilizzo di virus attenuati e sono facili da modificare nel caso fosse necessaria qualche correzione indotta da mutazioni del virus.”

Quando pensa che si potranno avere dei riscontri incisivi da questa campagna in termini di immunità della popolazione al virus?

“Per parlare di riscontri tangibili sarebbe necessario che almeno l’80% della popolazione fosse vaccinato. Stiamo parlando di una pandemia scatenata da un agente virale che necessita di esseri umani per diffondersi. Quindi, dovremo pazientare e attendere, continuando ad assumere atteggiamenti responsabili.”

L’imponente campagna di screening di massa ‘Marche Sicure’ sta procedendo speditamente su tutto il territorio regionale. Le risposte da parte delle popolazione non sono state uniformi nelle varie citta, a tal proposito quanto pensa che sia utile per un cittadino aderire volontariamente?

“Sono dell’opinione che non bisogna imporre nulla. Al momento la risposta alla vaccinazione è elevata perché principalmente si tratta di persone impegnate in ambito sanitario e, quindi, istruite in tal senso. Quello che credo sia necessario, è una importante e rigorosa campagna di informazione in grado di indicare a tutta la popolazione i vantaggi della vaccinazione, la loro scarsa pericolosità, in modo che ciascuno possa responsabilmente scegliere la miglior tutela per gli altri e per se stesso. “

Vista la seconda ondata crede che il contagio abbia subito un’evoluzione visto anche lo sviluppo di queste nuove varianti del Coronavirus?

“I dati sanitari dell’Inghilterra non sono rassicuranti. Le varianti virali sembrerebbero avere una maggiore capacità di diffusione anche se non altererebbero l’efficacia dei vaccini. La proteina Spike coinvolta nei meccanismi di infezione non sembra subire modifiche a causa delle mutazioni generatesi nel virus, pertanto, l’appello è sempre lo stesso: continuare ad assumere atteggiamenti responsabili in modo da dare il tempo alla popolazione di vaccinarsi.”

In Italia l’ultimo Dpcm per contrastare la diffusione del virus ha colpito nuovamente bar e ristorati ai quali sono stati imposte nuove limitazioni. Quando incide realmente il flusso di persone durante lo svolgimento di tali attività?

“Non è semplice per i governatori assecondare le necessità di tutti e contrastare la pandemia. Le scelte adottate dal Governo sono ponderate da un team di esperti. Come anticipato nella risposta precedente, il virus necessita degli esseri umani per diffondersi, quindi lo spostamento delle persone assume un ruolo chiave rispetto al problema.”

Oltre ai professionisti a soffrire degli effetti di questa perdurante emergenza sanitaria sono anche i giovani e giovanissimi. Dal suo punto di vista quanto crede sia stato forte l’impatto psicologico su questa specifica parte?

“Sicuramente l’impatto è stato intenso e gli effetti li vedremo quando tutto sarà finalmente terminato. “

A tenere banco ora è appunto la riapertura delle scuole. La Regione Marche ha deciso di ripartire in presenza al 50% per le superiori. Lo ritiene un rischio da correre o una necessità per ritornare gradualmente alla normalità?

“Le scelte prese dal Governo sono ponderate da un team di esperti. Credo che un graduale ritorno alla normalità sia desiderio di tutti ma soprattutto dei giovani che necessitano dell’istruzione ma anche della socialità. Tuttavia, spero che il sistema che ruota intorno alla scuola (es. i mezzi pubblici in primis) sia sufficientemente adeguato.”

Quando pensa che si potrà tornare a respirare un’aria di normalità e soprattutto senza mascherine?

“Per fare affermazioni certe abbiamo bisogno di dati, di conferme sperimentali. Il virus ci ha insegnato che non è mai il caso di rilassarci, siamo sicuramente fiduciosi dei nostri mezzi e speriamo nelle capacità dei vaccini di renderci immuni, ma rispetto al quando potremo ritenerci liberi non possiamo fare previsioni.”

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