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Sanità

Caso plasma scaduto nelle Marche, Sciapichetti: “Fatto gravissimo, tutelare i donatori"

Caso plasma scaduto nelle Marche, Sciapichetti: “Fatto gravissimo, tutelare i donatori"

Angelo Sciapichetti - presidente dell’Aido di Macerata, segretario provinciale del Pd ed ex presidente regionale dell’Avis - interviene sul caso delle sacche di plasma scadute e non utilizzate emerso nelle Marche, riportando l’attenzione su una vicenda che ha suscitato forte preoccupazione nel mondo della donazione e della sanità. Nel suo intervento, Sciapichetti richiama la necessità di distinguere con nettezza le eventuali responsabilità gestionali dal valore civico e solidale rappresentato ogni giorno da donatori e associazioni, sottolineando al tempo stesso la gravità di quanto emerso e la necessità di fare piena chiarezza.

L’ex presidente regionale Avis invita a tenere il confronto pubblico lontano da strumentalizzazioni politiche, per tutelare il valore della donazione e il patrimonio umano che rappresenta: “Rispetto a quanto sta emergendo relativamente alle sacche di plasma scadute e non utilizzate la priorità assoluta da parte di tutti, deve essere quella di lasciar fuori le polemiche di parte per salvaguardare il mondo della solidarietà e dei donatori di sangue che rappresentano un patrimonio inestimabile di solidarietà e di civismo che nulla hanno a che vedere con il fatto, gravissimo ed esecrabile, di cui hanno parlato le cronache in queste ore. Il sangue rimane l'elemento salvavita per eccellenza che può solo essere donato”.

Sciapichetti richiama poi la sua esperienza personale e associativa, evidenziando lo stupore per un episodio che, a suo giudizio, colpisce una realtà che per anni è stata considerata un punto di riferimento nel panorama nazionale: “Confesso che ho stentato a credere che sia avvenuto nella nostra regione un fatto del genere. Il Dipartimento interaziendale di medicina trasfusionale delle Marche è stato sempre un fiore all'occhiello nel panorama nazionale, nonostante le sue criticità di organico che ci sono state dalla nascita ad oggi ma che negli ultimi anni sono maledettamente peggiorate, tanto che un fatto simile non si è mai verificato. Sento il dovere morale di intervenire non come rappresentante politico ma come ex donatore ed ex presidente regionale dell'Avis che ha contribuito, insieme al compianto dottor Piani a costituire il dipartimento stesso”.

L’attenzione si sposta sul significato stesso della donazione, che secondo Sciapichetti rende ancora più dolorosa e grave ogni eventuale dispersione di sacche raccolte: “ Le donazioni gettate via fanno scandalo e indignano perché anche una sola sacca fatta scadere rappresenta un fatto di proporzioni gravissime e inaccettabili in quanto è frutto della generosità di una persona che non ha fatto un'offerta economica qualsiasi ma ha donato una parte di sé stesso dal valore inestimabile in quanto ogni donazione serve a salvare una vita umana. È un sacrilegio, una profanazione, un fatto che addolora e colpisce profondamente ogni donatore, la sua comunità e non solo”.

Sciapichetti sottolinea quindi la necessità di un immediato accertamento dei fatti e delle responsabilità, soffermandosi sull’intervento annunciato dal presidente della Regione: “Voglio sottolineare positivamente l’intervento immediato del presidente Acquaroli che ha dichiarato che quanto sarebbe successo “non solo è grave ma inaccettabile" istituendo una commissione per verificare realmente come sono andate le cose, per fare chiarezza e accertare le responsabilità nella catena di comando che, se quanto è stato dichiarato è vero, vanno duramente sanzionate perché un fatto del genere non possa più accadere”.

Infine, l’ex presidente regionale Avis richiama anche le segnalazioni già avanzate sul fronte delle criticità organizzative e ribadisce che donatori e associazioni non possono essere associati alle cause di quanto accaduto: “Così come voglio ringraziare il consigliere Antonio Mastrovincenzo, per aver denunciato già da tempo una situazione insostenibile all'interno del Dipartimento. Una cosa è certa e va sottolineata con forza: l’Avis con i suoi donatori sono solo le vittime di una situazione, (la carenza di personale) che l'associazione denuncia, inascoltata, da tempo e non può avere riflessi negativi sull'attività di donazione perché i malati in attesa di un intervento, un trapianto o una terapia non possono attendere”.

 

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