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Sanità Provincia Macerata

Caso plasma, la relazione: "Non attuate misure di urgenza, tecnici dirottati in altri settori". Atti in Procura

Caso plasma, la relazione: "Non attuate misure di urgenza, tecnici dirottati in altri settori". Atti in Procura

Il caso dello spreco di sacche di plasma presso l’Azienda ospedaliero-universitaria delle Marche approda sui tavoli della magistratura. La Giunta regionale ha reso note le conclusioni della relazione tecnica redatta dal Nucleo ispettivo, istituito lo scorso 25 marzo per fare luce sulle criticità emerse nella scomposizione del sangue e nella dismissione del plasma.

Un documento che mette nero su bianco mancanze organizzative e gestionali, portando la Regione a stabilire l'invio degli atti alla Procura della Repubblica di Ancona, alla Procura della Corte dei Conti, al Ministero della Salute e ai Carabinieri del N.A.S..

Uno dei passaggi più critici della relazione riguarda l'impiego delle risorse umane. Sebbene la carenza di tecnici di laboratorio fosse stata inizialmente indicata come causa scatenante dello spreco, gli ispettori hanno rilevato che il numero di addetti assegnati alla Medicina Trasfusionale è rimasto "sostanzialmente sovrapponibile" al passato.

Tuttavia, il Nucleo ispettivo ha riscontrato una riduzione dei tecnici di laboratorio effettivamente assegnati all’Officina Trasfusionale. Il personale, anziché essere impiegato nella lavorazione del plasma, è stato adibito ad altri settori di attività, nello specifico il settore IED + urgenze. Una scelta gestionale che ha sguarnito l'area dedicata alla scomposizione del sangue proprio nei momenti critici.

Dall'analisi dei cartellini di marzo 2026, non sono emerse criticità nel rispetto degli obblighi contrattuali (orari, ferie o permessi) tali da evidenziare una particolare sofferenza del personale. Anzi, la relazione sottolinea uno scarso utilizzo di disposizioni d'ufficio per sopperire alle criticità di inizio marzo e un ricorso "residuale e minimo" alle prestazioni aggiuntive, a causa della mancata disponibilità manifestata dai dipendenti. 

Nella relazione si legge che non sono stati adottati strumenti per un diverso utilizzo delle sacche di sangue, una possibilità attuata solo dopo il verificarsi dell’evento. Inoltre, nonostante il pieno utilizzo dei congelatori, non sono state messe in atto misure logistiche d'urgenza, come l'approvvigionamento di nuovi macchinari.

Sotto la lente anche la gestione dei tempi: l'attività poteva essere focalizzata sull'etichettatura e il confezionamento del plasma da inviare all'industria (Takeda/Kedrion), un'azione che avrebbe permesso di svuotare i congelatori senza incidere sulla raccolta, visti i tempi di lavorazione del sangue compresi tra le 24 e le 72 ore.

Oltre all'invio dei documenti alle autorità giudiziarie per la tutela dei donatori e del sistema sanitario regionale, la relazione è stata trasmessa al Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera delle Marche e all'Agenzia Regionale Sanitaria. Il direttore generale dovrà ora riferire entro 15 giorni circa le azioni intraprese, i tempi di realizzazione e gli esiti attesi per rimediare alle criticità emerse dall'istruttoria.

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