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Vivere Appignano sulla ricostruzione INRCA: presentata un'interrogazione al Consiglio Comunale

Vivere Appignano sulla ricostruzione INRCA: presentata un'interrogazione al Consiglio Comunale

Ormai da più di un anno dell’apertura del cantiere INRCA febbraio/marzo 2919 neanche l’ombra dell’inizio dei lavori di ricostruzione. Eppure l’allora Sindaco Messi,  in un post su facebook datato 13 marzo 2019,  annunciava l’apertura del cantiere: “Dietro questa rete c’è il cantiere dell’INRCA di Appignano, 10 anni di impegno per il mio Paese e 10 anni di promesse mantenute!”

Troppe campagne elettorali sono state fatte negli anni sulla ricostruzione INRCA e tante promesse elettorali,a breve, saranno rivolte ai cittadini appignanesi in vista delle elezioni Regionali. Noi del gruppo Vivere Appignano diciamo Basta!

Martedì 30 giugno 2020 è stata discussa l'interpellanza sull'INRCA in consiglio comunale dal Capogruppo Vittoria Trotta per fare luce sulla situazione del cantiere in questione. Alla seduta ha preso parte il direttore dell'INRCA il dott. Genga, per rispondere alle  motivazioni, che hanno portato all’adozione della variante in corso d’opera approvata con Atto del Dirigente INRCA n.5 del 08/05/2020 o precedenti; se la variante ha comportato una modifica dell’importo del Contratto d’appalto e, se così fosse, con quali risorse economiche si è fatto fronte (somme a disposizione, ribasso d’asta, ulteriori finanziamenti); la previsione della ripresa dei lavori e l’eventuale nuova scadenza per il completamento dell’opera conseguente all'adozione della Variante.

In sintesi è emerso come l’iter progettuale già in origine ha avuto un percorso tormentato, tanto che il progetto esecutivo a suo tempo ha richiesto importanti somme aggiuntive rispetto a quelle stanziate in fase di programmazione.

Il cantiere è stato inaugurato nel Febbraio del 2019 quando già si era a conoscenza di sopraggiunte disposizioni tecniche di adeguamento della struttura alla nuova normativa antisismica, comportando una sospensione immediata dei lavori che tuttora persiste.

La variante conseguente, a cui si è fatto ricorso ancor prima di iniziare i lavori, ha comportato un aumento dell’importo del Contratto d’Appalto per una cifra che sfiora il milione di Euro.

Un importo aggiuntivo rilevante per il solo adeguamento alla nuova normativa sismica, praticamente gran parte del ribasso d’asta è stato già bruciato in questa fase preliminare dei lavori.

Per di più la Variante è stata approvata senza che il Servizio di Tutela del Territorio della Regione Marche (ex Genio Civile) abbia ancora rilasciato il necessario Nulla Osta, speriamo che questo non comporti ulteriori imprevisti nella corretta realizzazione dell’opera.

Ancor più preoccupante è che il termine per la conclusione dei lavori è slittato di un anno mezzo, sempre che si abbia una ripresa a breve tempo.

Basta mettere il cappello sul nulla, basta con le prime pagine, le sfilate e le promesse, siamo già fuori tempo massimo.

 

 

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