Vince Civitanova e Renzi esclusi dalla riunione di maggioranza: "Esperienza amministrativa conclusa"
«La città merita chiarezza, non giochi di potere». È il messaggio lanciato dal consigliere indipendente Nicolò Renzi insieme a Vince Civitanova, dopo l’esclusione dalla riunione di maggioranza della lista civica e dello stesso consigliere.
Una decisione che riaccende le tensioni all’interno della coalizione e che, secondo Renzi e Vince Civitanova, rappresenta l’ennesimo segnale di una maggioranza sempre più divisa.
«Siamo di fronte a una situazione surreale, con una maggioranza sempre più confusa – attaccano –. Si convoca una riunione e si decide di escludere Vince Civitanova, la lista civica che quella stessa maggioranza ha contribuito, e non poco, a costruire, e il consigliere indipendente Nicolò Renzi».
Alla base dell’esclusione ci sarebbe la volontà di alcuni consiglieri di recarsi dal notaio per formalizzare le dimissioni da consiglieri comunali. Ma per Renzi e Vince Civitanova la questione va ben oltre la singola riunione.
«Quando si arriva al punto di decidere chi può sedersi al tavolo e chi no, siamo ben oltre la normale dialettica politica. Siamo davanti a una gestione del potere fatta di convenienze, ritorsioni e due pesi e due misure».
La posizione politica viene quindi messa nero su bianco: «Noi riteniamo conclusa questa esperienza amministrativa. Punto».
Renzi e Vince Civitanova respingono inoltre con fermezza qualsiasi ipotesi di accordo con il Partito Democratico.
«È ridicolo soltanto pensare che ci possa essere una qualsivoglia alleanza con il Pd. È evidente la pretestuosità e la strumentalità di chi afferma una simile stupidaggine».
Nel mirino finisce anche il tema del cosiddetto “tradimento”, evocato nelle ultime settimane nel confronto politico interno alla maggioranza. «In politica le parole molte volte sono dei macigni e, soprattutto, dovrebbero essere seguite dai fatti», sottolineano Renzi e Vince Civitanova. «Ci sono esponenti della maggioranza che oggi parlano di dimissioni, di sfiducia e di fine dell’esperienza amministrativa. Bene: vedremo se, quando arriverà il momento, alle dichiarazioni seguiranno davvero la votazione e le conseguenti assunzioni di responsabilità».
Un passaggio che richiama anche precedenti iniziative politiche assunte da esponenti dell’attuale maggioranza insieme alle opposizioni.
«Quando in passato altri esponenti dell’attuale maggioranza hanno assunto iniziative insieme alle opposizioni, nessuno ha pensato di convocare tribunali politici o di stabilire nuovi perimetri di maggioranza decidendo chi fosse degno di partecipare alle riunioni. Oggi, invece, sembra che ciò che ieri era legittimo sia improvvisamente diventato un tradimento. Alla faccia della coerenza».
Renzi e Vince Civitanova rivendicano quindi la propria autonomia politica. «Se qualcuno pensa che basti escluderci da una riunione per cancellare il nostro ruolo, si sbaglia. Noi non abbiamo bisogno del permesso di Ciarapica o di altri per essere ciò che siamo».
E ancora: «La nostra collocazione politica deriva dal voto dei cittadini, non dalle convocazioni di Ciarapica e nemmeno dalle decisioni di una maggioranza sempre più arroccata su sé stessa».
Nel mirino anche il sindaco Fabrizio Ciarapica, rispetto al quale viene contestata l’attuale collocazione politica: «Oggi, è bene ricordarlo, non rappresenta più quella squadra politica con cui era stato eletto».
Il messaggio finale è rivolto a tutti gli esponenti della maggioranza che in queste settimane hanno parlato di dimissioni e di fine dell'amministrazione.
«Invece di organizzare riunioni a porte chiuse per decidere chi è dentro e chi è fuori, sarebbe molto più serio guardare in faccia la realtà e assumersi ciascuno le proprie responsabilità».
La conclusione è altrettanto netta: «Noi la nostra scelta l’abbiamo fatta e ci mettiamo la faccia: riteniamo conclusa questa esperienza amministrativa e siamo pronti a sostenerne le conseguenze politiche».
E proprio a chi parla di sfiducia e dimissioni arriva l’ultima stoccata: «Dimostri, quando sarà il momento, che quelle parole non sono soltanto dichiarazioni da utilizzare nei comunicati o nelle interviste. Perché alla fine, più delle riunioni convocate per escludere qualcuno, più delle accuse di tradimento e più delle dichiarazioni di circostanza, conteranno le scelte concrete».
«La città merita chiarezza, non giochi di potere», concludono Renzi e Vince Civitanova.

nubi sparse (MC)
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