Scuola Medi Macerata, la giunta replica a Lattanzi: "I fondi Pnrr impongono la demolizione"
Sulla scuola Enrico Medi di Macerata il Comune interviene per fare chiarezza, soprattutto nei confronti delle famiglie e della comunità del quartiere Vergini. Al centro del confronto c’è la proposta avanzata da Michele Lattanzi, capogruppo de L’Altra Macerata, di riconvertire l’attuale edificio scolastico in uno spazio destinato ad attività culturali e sociali (leggi qui).
Una proposta alla quale l’Amministrazione risponde ribadendo un punto: la demolizione dell’edificio non sarebbe una scelta discrezionale della Giunta, ma una condizione legata al finanziamento ottenuto attraverso il bando Scuola Futura.
A spiegare la posizione del Comune è l’assessore ai Lavori Pubblici Andrea Marchiori. «Il Comune di Macerata si è aggiudicato il bando Scuola Futura – chiarisce – che prevedeva la demolizione e la ricostruzione di una scuola caratterizzata da un basso indice di vulnerabilità sismica e situata in un’area classificata a rischio».
Il progetto, dunque, prevede la sostituzione dell’attuale edificio con una nuova struttura, pensata per garantire maggiore sicurezza e rispondere alle esigenze della comunità scolastica. Marchiori sottolinea inoltre il lavoro svolto con il Ministero per consentire la delocalizzazione della nuova scuola e mantenere operativa quella attuale fino alla conclusione dei lavori. «È stata una scelta importante per evitare disagi alle famiglie e garantire la continuità delle attività didattiche», aggiunge l’assessore.
Il punto centrale della replica riguarda il Pnrr. Il target relativo alla demolizione è fissato al 31 agosto 2026 e, secondo l’Amministrazione, si tratta di un termine vincolante.
«Rispettarlo non è una scelta dell’Amministrazione, ma un requisito inderogabile del bando e del finanziamento ottenuto», ribadisce Marchiori.
L’assessore entra quindi direttamente nel merito della proposta di Lattanzi: «La sinistra, che per venti anni ha promesso alle famiglie la nuova scuola delle Vergini, oggi crea ad arte una polemica priva di fondamento. È desolante come possa essere strumentalizzata una notizia così bella per la città, per i bambini e i docenti. Questo non è solo populismo, ma incompetenza».
E rivolgendosi direttamente al capogruppo de L’Altra Macerata conclude: «Il consigliere Lattanzi dovrebbe sapere che la demolizione è un target del bando Pnrr, non una scelta derogabile».
Sul tema interviene anche l’assessora alla Cultura e all’Istruzione Lorella Benedetti, che respinge l’ipotesi di conservare l’attuale edificio per destinarlo ad altre funzioni.
«Comprendiamo il valore affettivo che la scuola Medi rappresenta per il quartiere Vergini, ma un’Amministrazione ha il dovere di assumere decisioni responsabili e guardare prima di tutto alla sicurezza dei ragazzi», sottolinea Benedetti.
Per l’assessora, non è possibile mettere sullo stesso piano il valore storico e affettivo dell’edificio e la necessità di garantire agli studenti una struttura adeguata. «Stiamo parlando di una scuola con un basso indice di vulnerabilità sismica, inserita in un’area a rischio. Il finanziamento ottenuto attraverso il Pnrr nasce proprio dalla necessità di sostituire quell’edificio con una struttura nuova, sicura, moderna ed efficiente».
Benedetti definisce quindi irrealizzabile l’ipotesi di rinunciare alla demolizione per trasformare la vecchia scuola in uno spazio culturale o sociale. «Non si tratta di scegliere se conservare o meno un edificio per una diversa destinazione d’uso. Rinunciare alla demolizione significherebbe mettere in discussione il finanziamento ottenuto e perdere risorse fondamentali per il quartiere e per la città».
E aggiunge: «Non possiamo chiedere alle famiglie di rinunciare a una scuola nuova, sicura e adeguata per mantenere un immobile che presenta criticità strutturali e che, in caso di mancata demolizione, dovrebbe essere mantenuto con risorse comunali».
La replica alla proposta di Michele Lattanzi, capogruppo de L’Altra Macerata, è dunque diretta: «Il confronto è sempre possibile, ma non sulle condizioni del finanziamento. Le risorse Pnrr vanno utilizzate rispettando gli obiettivi per i quali sono state assegnate. Il nostro compito è consegnare ai bambini e alle famiglie del quartiere una scuola all’altezza delle loro esigenze, non conservare a ogni costo un edificio che il progetto prevede di sostituire».
«Questa – conclude Benedetti – non è una scelta contro il quartiere, ma una scelta per il quartiere. E soprattutto è una scelta fatta nell’interesse degli studenti, dei docenti e delle famiglie».

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