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Politica Civitanova Marche

Civitanova, Marzetti attacca la maggioranza: "Chi tradisce è protetto da chi è tradito"

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«Il nuovo arrivato della politica, Vannacci, parla del “mondo al contrario”, mentre a Civitanova abbiamo la “politica al contrario”». Esordisce così Sergio Marzetti, ex assessore di area centrodestra, nel commentare la situazione politica cittadina dopo il passaggio del sindaco Fabrizio Ciarapica a Futuro Nazionale.

Marzetti parla di una situazione a suo giudizio paradossale: «Qui da noi chi tradisce è protetto da chi è tradito».

Il riferimento è alla scelta di Ciarapica di aderire a Futuro Nazionale assumendo anche l'incarico di responsabile regionale del partito. Una decisione che, secondo Marzetti, pur rientrando nella libertà individuale garantita dalla Costituzione, avrebbe conseguenze sul piano politico.

«Il cambio di casacca è legittimo e nel rispetto della libertà individuale sancita dalla nostra Costituzione – sostiene Marzetti – ma politicamente scorretto, incoerente e offensivo verso gli elettori che lo hanno votato».

L'ex assessore ritiene inoltre che il nuovo ruolo politico assunto dal sindaco sia incompatibile con la carica istituzionale ricoperta a Civitanova. «Il suo ruolo di sindaco è assolutamente incompatibile con il suo nuovo indirizzo politico – afferma – che, peggio ancora, gli ha permesso di essere nominato responsabile regionale di FN».

Nel mirino di Marzetti finisce anche la posizione del centrodestra cittadino e, in particolare, quella della maggioranza consiliare. L'ex assessore richiama l'intervento del consigliere regionale Pierpaolo Borroni, che ha invitato Ciarapica a rassegnare le dimissioni.

«Questa inaccettabile, ma da alcuni tollerata, anomalia è stata correttamente sottolineata dal consigliere regionale Pierpaolo Borroni – dichiara Marzetti – che, con coerenza, coraggio e dignità per il suo ruolo, invita il sindaco a dimettersi, rappresentando così il giudizio e la volontà dei propri elettori».

Secondo Marzetti, però, la stessa posizione non sarebbe stata assunta dalla maggior parte dei consiglieri di maggioranza. «Purtroppo lo stesso coraggio manca in gran parte dei consiglieri di maggioranza», sostiene.

Il riferimento è anche alla mozione di sfiducia nei confronti del sindaco. Per consentire la discussione del documento in Consiglio comunale, osserva Marzetti, sarebbe stato necessario un accordo con alcuni consiglieri dell'opposizione.

L'ex assessore contesta inoltre le motivazioni utilizzate da alcuni esponenti della maggioranza per esprimere contrarietà alla sfiducia, citando tra le altre gli eventuali «ordini di partito» e il rischio di un blocco dell'attività amministrativa in caso di commissariamento.

«Fa rabbrividire le puerili motivazioni di alcuni consiglieri contro la sfiducia: ordini di partito, blocco dell’attività amministrativa, il commissario penalizzerebbe vari settori, eccetera», afferma Marzetti.

E conclude con una dura accusa politica: «Quando l’unica vera motivazione è sulla bocca di tutti: mantenere fino alla scadenza la poltrona. Per quanto riguarda la città, qualcuno poi ci penserà».

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