Elezioni con il filtro bellezza: che fine ha fatto il coraggio di metterci la faccia vera?
A Macerata si avvicina l’appuntamento con le elezioni comunali del 24 e 25 maggio, ma oltre ai programmi e alle alleanze, a catturare l’attenzione è un altro aspetto della campagna: l’immagine.
Nelle ultime settimane, infatti, i tradizionali santini elettorali sembrano aver cambiato volto, avvicinandosi sempre più all’estetica dei social network. C’è la ventenne che appare appena uscita dal liceo, la sessantenne trasformata in una disinvolta quarantenne. Santini che ricordano più profili Tinder che candidature alla guida di una città. Fotografie ritoccate, filtri leviganti, immagini che attenuano o cancellano i segni del tempo restituiscono ritratti spesso lontani dalla realtà.
A onor del vero, non si tratta di una novità assoluta di questa tornata elettorale, ma di una tendenza che si inserisce in un’epoca dominata dall’immagine, dove l’ossessione dell’eterna giovinezza finisce per coinvolgere un po’ tutti, classe politica compresa.
La questione, tuttavia, non si limita a un fatto estetico. Al centro del dibattito emerge un tema più profondo: quello dell’autenticità. In un contesto in cui la politica è chiamata a costruire fiducia, la scelta di presentarsi con un’immagine percepita come artificiale solleva interrogativi sul rapporto tra apparenza e credibilità.
La comunicazione politica contemporanea è sempre più influenzata dai linguaggi digitali, dove l’immagine riveste un ruolo centrale. Tuttavia, proprio per questo, diventa cruciale interrogarsi su quale equilibrio mantenere tra cura della propria rappresentazione e aderenza alla realtà.

L’uso di filtri e ritocchi, infatti, può essere interpretato come un tentativo di rendersi più “presentabili”, ma rischia anche di trasmettere un messaggio opposto: quello di una distanza tra persona e immagine pubblica. Una distanza che, nel contesto politico, può incidere sulla percezione di affidabilità.
La riflessione si inserisce in un dibattito più ampio sul modo in cui i candidati scelgono di raccontarsi agli elettori, tra esigenze comunicative e richiesta crescente di trasparenza.
In vista del voto, resta quindi una domanda aperta: quanto conta oggi l’autenticità nella costruzione del consenso? Un interrogativo che riguarda non solo i candidati, ma anche gli elettori, chiamati a orientarsi tra immagine e sostanza.

nubi sparse (MC)
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