Comuni montani, il Consiglio di Treia chiede di rivedere il decreto: "A rischio scuola, sanità e agricoltura"
Il Consiglio comunale di Treia fa fronte comune contro il decreto attuativo della Legge Calderoli che ridefinisce l'elenco dei Comuni montani. L'assemblea ha approvato un ordine del giorno con cui chiede al Governo di rivedere il provvedimento che, a livello nazionale, esclude circa 700 Comuni dalla classificazione di "montani", tra cui 29 nelle Marche e lo stesso Comune di Treia.
Per il sindaco Franco Capponi, la questione va ben oltre una semplice modifica amministrativa.
«La firma del decreto – ha dichiarato – non comporta soltanto la perdita di una denominazione, ma del diritto ad accedere a fondi essenziali e a norme di tutela per la scuola, la sanità e lo sviluppo delle aree interne. In sostanza, mette a rischio la sopravvivenza di questi territori».
Sul documento si è registrata la convergenza di tutte le forze politiche rappresentate in Consiglio comunale. Tra gli interventi, quello del consigliere Andrea Mozzoni (Fratelli d'Italia), che ha espresso una dura critica nei confronti del provvedimento.
«Sono in totale dissenso – ha affermato –. Non considero questa una riforma, ma un taglio indiscriminato, privo di logica, che finisce per favorire dinamiche politiche lontane dalle esigenze dei territori dell'entroterra».
Nel suo intervento il sindaco ha poi illustrato le conseguenze che, secondo l'Amministrazione comunale, deriveranno dall'esclusione di Treia dall'elenco dei Comuni montani. Tra le principali preoccupazioni figurano la maggiore difficoltà nel mantenere aperti i plessi scolastici e nell'evitare accorpamenti di classi, la perdita delle agevolazioni fiscali per i terreni agricoli, il venir meno degli incentivi destinati ai medici di base che operano nelle aree interne e la cancellazione di bonus rivolti alle giovani famiglie e all'acquisto o alla ristrutturazione della prima casa.
Capponi ha inoltre criticato il metodo con cui sarebbe stato adottato il decreto, parlando di un «schiaffo istituzionale» nei confronti dei sindaci, dell'Anci, dell'Uncem e delle altre associazioni degli enti locali che, fino agli ultimi incontri con il Ministero, ritenevano fosse ancora aperto un confronto per modificare la normativa.
Secondo il primo cittadino, il decreto rischia di accelerare lo spopolamento dei piccoli centri, favorendo la chiusura delle aziende agricole, la riduzione dei servizi sanitari e scolastici e un progressivo impoverimento economico e sociale delle aree interne, con possibili ripercussioni anche sulla manutenzione del territorio e sul dissesto idrogeologico.
Per questo il Consiglio comunale ha chiesto una revisione della normativa e l'attivazione di misure compensative, ribadendo che la tutela dei Comuni montani rappresenta una priorità strategica per il futuro delle Marche.
«Difendere le aree interne – conclude Capponi – significa tutelare il presidio del territorio, la sicurezza ambientale, l'agricoltura, la qualità della vita e il patrimonio umano, culturale ed economico di una parte fondamentale della nostra regione».

cielo sereno (MC)
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