Loro Piceno brinda alla tradizione con il 54° Vino Cotto Festival: "È il nostro ambasciatore nel mondo" (VIDEO e FOTO)
A Loro Piceno il vino cotto non è soltanto un prodotto da degustare. È storia, identità e tradizione, un elemento che da generazioni accompagna la vita del paese e che, per cinque giorni, diventa il protagonista assoluto del borgo. È questo lo spirito del 54° Vino Cotto Festival, manifestazione che anche quest'anno ha portato nel centro di Loro Piceno visitatori, produttori, amministratori e appassionati.
Dopo Serrapetrona, Picchio News On Tour ha raggiunto il paese del vino cotto per raccontare una delle serate del festival, tra i profumi della cucina, gli stand dei produttori e la musica che accompagna il dopocena.
Per il sindaco Robertino Paoloni, questa edizione assume un significato ancora più particolare. «Siamo giunti alla 54ª edizione del Festival del Vino Cotto e quest'anno è un po' particolare perché abbiamo inaugurato il nuovo Museo del Vino Cotto». Un museo che rafforza ulteriormente il legame tra il paese e quello che il primo cittadino definisce il suo «ambasciatore nel mondo», grazie anche ai cinque produttori locali che portano il vino cotto oltre i confini italiani.
A rendere speciale l'edizione 2026 c'è anche il 40° anniversario del gemellaggio con San Nicolae in Sausa, celebrato proprio al Parco San Nicolae, uno degli spazi della manifestazione. Un doppio appuntamento che mette insieme memoria, relazioni e promozione del territorio.
Durante il festival Loro Piceno si trasforma completamente. Le iniziative non si concentrano in un'unica piazza, ma coinvolgono diverse zone del paese, con gli spazi dei produttori dove è possibile conoscere e degustare le diverse interpretazioni del vino cotto. «Magari siamo abituati a pensare che viene solo bevuto come bevanda dolce o con i tozzetti, in realtà viene utilizzato in molte maniere nell'alimentazione», ha ricordato Paoloni, citando anche la Sapa tra i prodotti legati a questa tradizione.

La serata ha rappresentato inoltre un momento di incontro per il territorio. Il sindaco ha infatti invitato a Loro Piceno i primi cittadini dell'Unione Montana dei Monti Azzurri, trasformando il festival in un'occasione di convivialità e confronto tra amministratori.
«È una bella iniziativa», ha commentato il presidente dell'Unione Montana Giampiero Feliciotti, sottolineando il valore del vino cotto non soltanto come prodotto, ma come espressione delle persone e delle famiglie che lo portano avanti. L'invito ai sindaci, ha spiegato, è stato anche un modo per ritrovarsi «fuori dalle solite parole politiche» e valorizzare la dimensione umana di chi amministra i 15 borghi dell'Unione.

Sulla necessità di creare occasioni di incontro tra i piccoli comuni si è soffermato anche Tonino Pettinari, ex presidente della Provincia di Macerata. «Le nostre comunità sono tanti piccoli scrigni di saggezza, di umanità, di volontà, di forza ma hanno bisogno anche di condivisione, di una comunità vera», ha sottolineato, evidenziando il ruolo dei rapporti tra amministratori e cittadini nella costruzione di un territorio più coeso.

Al centro della festa c'è naturalmente anche la gastronomia. A contribuire all'organizzazione è l'Associazione Divin Cotto, che collabora con la Pro Loco nella gestione degli stand. Il lavoro, come raccontato dal presidente Mattia Pettinari, comincia ben prima dell'apertura della festa e coinvolge diverse attività, dallo stand gastronomico a quello delle frittelle, fino agli appuntamenti del dopocena.
Il menù cambia ogni sera e punta sulle ricette della tradizione. «Ogni giorno i piatti cambiano perché vogliamo portare la tradizione all'interno del festival», ha spiegato Pettinari. Tra le proposte che accompagnano l'intera manifestazione ci sono i ravioli al Vino Cotto, mentre ogni sera viene proposto anche un primo speciale differente.

Ma il festival non si ferma a tavola. Dopo cena, infatti, il testimone passa alla musica. Al Parco Girona, dalle 23 circa, prendono il via dj set e concerti live, con un programma pensato soprattutto per il pubblico più giovane e per chi vuole continuare la serata dopo le degustazioni.
Tra i tanti visitatori arrivati a Loro Piceno c'è anche chi conosce già bene la manifestazione. Alcuni ospiti olandesi di un agriturismo e camping del territorio hanno raccontato di tornare ogni anno al Vino Cotto Festival, confermando la capacità dell'appuntamento di diventare un punto di riferimento anche per chi arriva da fuori.

Alla sua prima esperienza, invece, l'assessore al Turismo di Morrovalle Desirée Lupi è rimasta colpita dall'organizzazione e dall'atmosfera della festa. «È fondamentale, di vitale importanza valorizzare tutto quello che vedete qua, l'enogastronomia, il territorio, perché noi viviamo di questo. Dobbiamo ritornare a vivere di questo», ha osservato, richiamando l'importanza di iniziative capaci di mettere in risalto le peculiarità dei piccoli borghi maceratesi.
Il 54° Vino Cotto Festival proseguirà fino a domenica, con altri appuntamenti dedicati alla gastronomia, alla musica e alla degustazione. A chiudere la manifestazione sarà il tradizionale spettacolo dei fuochi d'artificio.
Cinquantaquattro edizioni dopo, Loro Piceno continua così a raccontare la propria storia attraverso un prodotto che è molto più di una bevanda: un patrimonio di tradizioni, saperi e relazioni, capace ancora oggi di riunire il paese e attirare visitatori nel cuore dell'estate.










cielo coperto (MC)
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