Il vino cotto torna al centro della vita culturale di Loro Piceno. È stato inaugurato martedì 18 agosto il nuovo Museo del Vino Cotto, allestito negli spazi della cantina di Palazzo Mastrocola, in via Monte Grappa. Un luogo pensato per raccontare la storia e la tradizione di uno dei prodotti più rappresentativi dell’identità lorese e, allo stesso tempo
L’inaugurazione ha rappresentato un momento importante per l’intera comunità e si inserisce nel progetto portato avanti dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Robertino Paoloni, che ha individuato nella riqualificazione del borgo e nella valorizzazione del patrimonio storico e culturale una delle priorità del proprio programma.
L’intervento su Palazzo Mastrocola è stato possibile grazie a un importante finanziamento regionale destinato alla riqualificazione urbana. Loro Piceno si è classificato primo tra i Comuni del Maceratese, ottenendo un contributo di 300mila euro.

Ad aprire la serata è stato il sindaco Paoloni, che ha voluto ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del progetto: l’architetto Romina Tidei, il geometra Silvano Luchetti, l’architetto Rita Pettinari, Montanari Impianti e Opere Edili, Edil B.M. di Bartolini Mario, RSE Soluzioni Elettriche di Rossi Gianni, Marchingegno Srl, i progettisti tra cui l’architetto Francesca Eugenia Damiano, lo Studio Associato di Ingegneria Angeletti-Antolini, l’ingegner Pietro Angeloni e ETT Spa, che si occuperà dell’allestimento multimediale del museo.
La serata è stata introdotta anche dalla proiezione di un documentario realizzato appositamente per raccontare il vino cotto e il suo profondo legame con il territorio.

A illustrare il progetto di recupero è stata quindi l’architetto Francesca Eugenia Damiano, che ha espresso soddisfazione per aver preso parte all’intervento di restauro conservativo. I lavori sono stati realizzati nel rispetto degli elementi originari dell’edificio, con l’obiettivo di conservare l’autenticità della cantina e degli ambienti che oggi ospitano il museo.
È intervenuto successivamente Fausto Fiorini, presidente di Marchingegno Srl, società incaricata dell’elaborazione del progetto. Fiorini ha sottolineato come il lavoro abbia puntato soprattutto sulla conservazione dell’originalità del luogo e degli strumenti presenti, definendo quello inaugurato a Loro Piceno come un «museo in divenire», destinato a crescere e svilupparsi nel tempo.
A sottolineare il valore del progetto per il futuro dei piccoli borghi è stato Giampiero Feliciotti, presidente dell’Unione Montana dei Monti Azzurri, da sempre impegnato nel sostegno alle iniziative capaci di valorizzare i territori e contrastare lo spopolamento.
Ha quindi preso la parola Silvia Luconi, sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale, che ha elogiato il lavoro portato avanti da Loro Piceno, definendolo una «fucina» capace di far crescere giovani legati al proprio territorio. Luconi ha inoltre evidenziato il ruolo degli amministratori locali, sottolineando come attraverso l’esempio, l’impegno e il lavoro quotidiano sia possibile costruire risultati concreti per il territorio.
A chiudere gli interventi è stato il consigliere regionale Renzo Marinelli, che ha sottolineato il valore della tradizione e l’amore che da generazioni accompagnano la produzione del vino cotto, un prodotto capace di raccontare il territorio e rafforzarne l’identità.
Dopo la benedizione di padre Luigi e il tradizionale taglio del nastro, il nuovo Museo del Vino Cotto ha ufficialmente aperto le sue porte, consegnando alla comunità un luogo destinato a custodire la memoria di una delle sue tradizioni più rappresentative.
Ma il progetto guarda anche oltre il museo. L’obiettivo dell’Amministrazione comunale è infatti quello di trasformare l’intero centro storico in un vero e proprio museo diffuso, dove edifici, piazze, vicoli, architetture e tradizioni possano diventare parte di un unico percorso di conoscenza e valorizzazione.
«La nostra idea di Amministrazione è quella di avere musei diffusi per il paese, così che il paese stesso sia il museo», ha spiegato il sindaco Robertino Paoloni. Una visione che punta a fare del patrimonio storico non soltanto un elemento da conservare, ma una risorsa da vivere e condividere.
Il Museo del Vino Cotto rappresenta così un nuovo punto di partenza per andare alla scoperta di Loro Piceno. Una tradizione antica trova casa in uno spazio recuperato e restituito alla comunità, diventando allo stesso tempo occasione per raccontare il territorio e guardare al futuro.
Con Palazzo Mastrocola, Loro Piceno compie dunque un altro passo nel percorso di riqualificazione del centro storico. E il vino cotto, simbolo di una storia fatta di lavoro, tradizione e appartenenza, torna a essere protagonista di un racconto che dal passato guarda con fiducia al futuro del borgo.

cielo sereno (MC)
Stampa
PDF
