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Tolentino, la rivoluzione di John B. Arnold al Politeama: oltre i confini del Jazz

Tolentino, la rivoluzione di John B. Arnold al Politeama: oltre i confini del Jazz

Inaugurazione di stagione all’insegna del jazz sperimentale giovedì scorso al Teatro Politeama di Tolentino con John B. Arnold Quintet, primo dei quattro appuntamenti in cartellone in collaborazione con l’Associazione Tolentino Jazz.  Il batterista newyorkese, dopo la presentazione del suo libro “Revolutions in Modern Drumming” e la relativa Masterclass nel pomeriggio, ha offerto un saggio della sua moderna visione musicale suscitando grande interesse ed apprezzamento nel pubblico in sala.

Accompagnato da un eccellente gruppo composto da Ettore Carucci al pianoforte, Carlo Conti al sax, Francesco Fioriti alla tromba e Jacopo Ferrazza al contrabbasso, Arnold ha dato il via alla performance con “Hammamet”, primo di una serie di suoi brani in programma. Musicista di grande spessore che vanta collaborazioni prestigiose con nomi come Lee Konitz, Kenny Garret e Gary Thomas, John B. Arnold calca le scene da oltre 30 anni nel corso dei quali ha maturato un suo personale percorso reso visibile dal suo particolare approccio al suo strumento e alla composizione. La batteria di Arnold è un motore ritmico complesso ed estremamente variegato che in modo paritario rispetto agli altri strumenti partecipa alle esplorazioni timbriche che percorrono le sue creazioni musicali costruendo architetture poliritmiche in cui convivono echi di musica contemporanea e jazz destrutturato all’insegna di un pensiero ritmico-musicale innovativo e di una tecnica straordinaria.

Il concerto è stato contrassegnato anche da una prima esecuzione assoluta, “Brooklyn Notturno”, esperimento quasi di avanguardia, perfettamente riuscito, in cui è stata ancora più evidente l’ottica della ricerca che ha visto come punto focale l’improvvisazione collettiva, elemento presente anche in altre composizioni di Arnold, che rimanda alla memoria Mingus ed altri coraggiosi autori. Nelle musiche eseguite i temi sono stati affidati ai fiati, Conti e Fratini hanno sviluppato anche le lunghe sezioni dedicate all’improvvisazione, in cui a volte il climax è stato raggiunto da tutto il gruppo dopo tensioni parossistiche, sciolte in seguito dagli interventi dai toni più pacati e morbidi del pianoforte che ha svolto in più occasioni una funzione quasi catartica. A fine concerto Arnold ha omaggiato il nonno, il famoso songwriter Hoagy Carmichael autore di standard come “The Nearness of You” e “Stardust”, proponendo una rilettura di “Georgia on My Mind”, uno dei brani più noti del celebre parente. Dopo “Black Humour”, ultima creazione di Arnold in scaletta, anche il gradito bis, “Heart and Soul”,  è stato un nuovo arrangiamento di un classico di Carmichael.

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