MARCELLI DI NUMANA – Una terrazza affacciata sulla spiaggia di Marcelli e, lì accanto, il Monte Conero con la sua maestosa presenza. Ieri sera l’evento della rassegna “FilosofARTE” si è svolto qui, al White Beach Club, il nuovo concept firmato da Arturo Neumann, imprenditore e figura storica dell’accoglienza e dello sviluppo turistico della Riviera del Conero (erede della celebre tradizione di famiglia che ha legato il proprio nome alla nascita e allo sviluppo del prestigioso Villaggio Taunus).
Con il White, Neumann ha lanciato una location che si distingue non solo per una proposta enogastronomica di alta qualità, ma anche per la sua atmosfera suggestiva: un salotto sotto le stelle di fronte al mare.
A fare gli onori di casa e ad introdurre la serata è stato Gianluca Crocetti, ideatore e fondatore del format culturale FilosofARTE, affiancato dallo stesso Arturo Neumann. L'imprenditore si è detto particolarmente sensibile e vicino alle tematiche di attualità, libertà d'espressione e dibattito civile portate avanti con veemenza da Giuseppe Cruciani. Tra le prime file del numeroso pubblico presente ha assistito all'incontro anche l’assessore al turismo di Civitanova Marche, Mara Orazi.
In questo scenario suggestivo, la serata di mercoledì 12 agosto ha visto protagonista Giuseppe Cruciani, intervistato dal giornalista Gianmarco Landi, per la presentazione del suo ultimo libro: “Libertà. Tutto Cruciani dalla A alla Z – L’alfabeto del politicamente scorretto” (Cairo).
Con il consueto tono provocatorio e senza filtri, il conduttore de La Zanzara ha aperto il suo intervento analizzando l'attuale scenario politico e concentrandosi su Roberto Vannacci. Per Cruciani, il generale rappresenta «un politico anomalo, di vecchio stampo, che sa stare in mezzo alla gente facendo una campagna elettorale porta a porta».
Il suo successo, ha sottolineato l'autore, è il sintomo di qualcosa che non ha funzionato nelle dinamiche tradizionali del centrodestra. La ricetta per la vittoria alle urne? «Un’alleanza tra la Meloni e Vannacci», figura quest’ultima che ha proposto, come nuovo sindaco di Milano, un generale che preveda soluzioni drastiche come il «rastrellamento di Rogoredo e fare piazza pulita dei maranza».
Cruciani non ha risparmiato stoccate al sistema politico nel suo complesso: «La politica non è una cosa seria: vende sogni e cavalca le emozioni dell’elettorato. Per vincere spesso si vende fumo, e chi sceglie di non farlo, alla fine, non raccoglie risultati», riferendosi in particolare a Carlo Calenda.
Sui temi dell'ordine pubblico, il giornalista ha espresso una critica diretta all'esecutivo guidato da Giorgia Meloni, considerata rea di non essere riuscita a portare avanti una campagna sulla sicurezza davvero incisiva. Secondo Cruciani serve una linea dura: «Bisogna militarizzare le stazioni delle grandi città come Milano e Roma, presidiando non solo i piazzali antistanti, ma soprattutto le vie limitrofe».
Sul fronte immigrazione, la polemica si è concentrata contro quello che definisce il «finto buonismo» delle sinistre, ribadendo la necessità del blocco dei flussi clandestini: «Considero l’Italia come casa mia: non posso fare entrare a casa mia chi non conosco, persone di cui si ignorano identità, data di nascita o se abbiano un lavoro».
Sollecitato da Landi, Cruciani ha poi attaccato le derive del femminismo militante, colpevole a suo dire di «attaccarsi a ogni singola parola o atteggiamento per usarlo in chiave anti-maschile, arrivando al paradosso di giudicare perfino un semplice sguardo come una molestia».
Sulla questione dei diritti omosessuali, pur rifiutando categoricamente le classificazioni basate sugli orientamenti personali («Ognuno è libero di fare ciò che vuole e la classificazione è del tutto inutile»), ha ribadito un principio per lui fondamentale: «Affinché uno Stato possa prosperare, alla base della società deve esserci una struttura composta da un uomo e una donna che fanno figli».
Un passaggio importante dell'incontro è stata la difesa di Mario Roggero, il gioielliere piemontese condannato a 14 anni e 9 mesi di reclusione (con un risarcimento di 3 milioni di euro) per aver reagito a una rapina. Cruciani, che ha perorato la sua causa per oltre due anni, precisa: «Non lo considero un eroe, né un modello da seguire. È un anti-eroe, un borghese che desiderava solo lavorare, non amato dalla stampa o dai VIP. Ma Pannella mi ha insegnato che portando avanti casi estremi si possono cambiare le cose».
Per il giornalista è inaccettabile che chi subisce un'aggressione nel proprio luogo di lavoro non venga tutelato: «È assurdo non essere protetti dallo Stato. Servono riforme immediate sulla legittima difesa: al momento dell'aggressione non si può misurare con il bilancino lo stato di turbamento psicologico della vittima».
Cruciani chiude l’intervento affrontando il tema ambientale, con un attacco frontale alle politiche europee di transizione ecologica: «L’ideologia green sta distruggendo il tessuto industriale e le aziende italiane. Per me l'ambientalismo radicale non è altro che un volto del comunismo».
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