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Giorno della Memoria, Civitanova ricorda la Shoah: “Mai più indifferenza davanti ai crimini del presente”

Giorno della Memoria, Civitanova ricorda la Shoah: “Mai più indifferenza davanti ai crimini del presente”

Un richiamo forte alla memoria come responsabilità viva e quotidiana, capace di parlare non solo del passato ma anche del presente. Si sono svolte a Civitanova Marche le celebrazioni cittadine per il Giorno della Memoria, aperte dall’intervento di Mirella Paglialunga, vice presidente del Consiglio comunale facente funzioni, che ha invitato la comunità a un impegno attivo contro ogni forma di discriminazione.

“La giornata della memoria deve insegnare a dire mai più – ha affermato – e a sollecitare la nostra presa di posizione, senza indifferenza, contro tutte le discriminazioni ed i crimini del presente, i crimini contro i più deboli, contro le donne, contro i bambini”. Un appello a trasformare il ricordo della Shoah in coscienza civile e responsabilità collettiva.

Paglialunga ha ricordato come la Legge 211 del 2000 istituisca il Giorno della Memoria “affinché la memoria possa impedire la nascita di nuovi totalitarismi e di ulteriori forme di negazione dei diritti dell’uomo”. Educare alla memoria, ha sottolineato, significa “costruire un antidoto ai fascismi”, ricordando che “la Repubblica Italiana, nata dalla Resistenza, si fonda sulla lotta al fascismo e che la Costituzione è un baluardo contro il ritorno di ideologie inumane”.

Nel suo intervento, la vice presidente del Consiglio comunale ha definito l’Olocausto “uno dei più gravi crimini internazionali della storia”, richiamando le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “La memoria non deve essere solo ricordo del passato, ma deve garantire un impegno per i diritti umani nel presente”. Da qui il riferimento anche agli altri genocidi e agli atti genocidari avvenuti dopo la Shoah, “fino alla drammaticità delle condizioni del popolo di Gaza, dove ad oggi si contano circa 67.000 morti”.

Le celebrazioni hanno avuto inizio nel vicolo della Luna, nell’area dell’ex Ghetto ebraico di Civitanova Alta, con il ritrovo delle autorità civili e militari, per poi proseguire all’Istituto di Istruzione Superiore “Leonardo da Vinci”, coinvolgendo attivamente il mondo della scuola.

Nel corso della mattinata è intervenuto anche il sindaco Fabrizio Ciarapica, che ha ribadito il valore attuale della memoria: “Ricordare la Shoah significa assumersi una responsabilità morale quotidiana. La memoria non è solo commemorazione, ma impegno concreto a difendere la dignità umana, a contrastare ogni forma di odio, razzismo e discriminazione”. Centrale, secondo il primo cittadino, è il ruolo dell’educazione: “Solo attraverso le giovani generazioni possiamo costruire una società più giusta e capace di riconoscere i segnali dell’intolleranza prima che si trasformino in tragedia”.

Agli studenti si è rivolta direttamente l’assessore ai Servizi socio-educativi Barbara Capponi, ponendo una domanda chiave: “Quale fu il vero potere che rese possibile tanto orrore?”. La risposta, secondo l’assessore, va ricercata nella “cultura del nemico”, una tentazione sempre attuale che porta a demonizzare l’altro. “Se chi rappresenta idee diverse diventa un nemico – ha spiegato – non c’è più limite e tutto diventa possibile”. Da qui l’invito ai ragazzi a una “resistenza culturale quotidiana”, ricordando che “si possono rinnegare le idee, non le persone”.

La giornata si è conclusa con l’intervento della professoressa Clara Ferranti sul tema “Il valore pedagogico della Memoria” e con le riflessioni degli studenti dei diversi istituti scolastici cittadini. Il manifesto del Giorno della Memoria 2026 è stato realizzato dagli studenti dell’Istituto Bonifazi – sezione Grafica e comunicazione, a testimonianza di un percorso che affida alle nuove generazioni il compito di custodire e rinnovare la memoria.

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