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"Contro la guerra e il riarmo": le Marche scendono in piazza per la pace

"Contro la guerra e il riarmo": le Marche scendono in piazza per la pace

L’appuntamento è fissato per sabato 7 marzo ad Ancona, dove una grande manifestazione regionale attraverserà il cuore della città per gridare un "no" deciso al ritorno della forza bruta come strumento di regolazione dei conflitti. Il corteo partirà alle ore 16:00 da piazza IV Novembre, nella zona del Passetto, per snodarsi in un cammino di testimonianza civile che culminerà in piazza Cavour. Sarà un momento di mobilitazione corale, promosso dal Forum Permanente per la Pace delle Marche, per unire giovani, educatori, organizzazioni religiose e forze politiche in una "maggioranza di coscienza" capace di opporsi alla demolizione del diritto internazionale.

La manifestazione di Ancona non è solo un atto simbolico, ma il riflesso di un’analisi lucida e propositiva sulle attuali derive geopolitiche. Il Forum denuncia "una vera e propria istituzionalizzazione della morte, dove il prevalere della violenza e della sopraffazione annulla il valore della vita umana in nome di interessi di potere".

Al centro della protesta c’è il rifiuto del processo di riarmo globale: i dati parlano chiaro, indicando come migliaia di miliardi di euro vengano sottratti a settori vitali come la sanità, la ricerca scientifica, l'assistenza sociale e la lotta al cambiamento climatico per alimentare l’industria bellica, mentre basterebbe una frazione di quegli investimenti per garantire istruzione e acqua potabile a livello globale.

Un punto cardine della mobilitazione riguarda la difesa della scuola dalla "militarizzazione della cultura". Le istituzioni educative devono restare luoghi di pensiero critico e non luoghi di addestramento ideologico al conflitto. La proposta marchigiana punta con forza su un modello di difesa non armata e nonviolenta, attraverso la creazione di Corpi civili di pace pronti a intervenire nelle zone di crisi, dall’Ucraina a Gaza, per aprire spiragli di mediazione laddove oggi imperversa lo scontro feroce. "Si chiede un immediato cessate il fuoco e una cornice di sicurezza comune europea, sostenendo al contempo il diritto del popolo palestinese a uno Stato indipendente e sicuro al fianco di Israele", si legge in una nota del Forum.

L’appello che risuonerà tra il Passetto e Piazza Cavour abbraccia anche le "guerre dimenticate", esprimendo solidarietà ai popoli iraniano e curdo e opponendosi all'isolamento di nazioni colpite da sanzioni economiche. In un momento in cui i venti di guerra sembrano restringere gli spazi della democrazia — influenzando anche le normative nazionali su sicurezza e immigrazione — la piazza di Ancona si pone come un faro di dissenso costruttivo. La pace, dunque, viene rivendicata non come un principio astratto, ma come l’unica scelta politica ed economica urgente per garantire la sopravvivenza del pianeta e la dignità di ogni pe

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