Economia, Camera Marche, il presidente Sabatini: "Nuovi mercati e diversificazione per competere" (VIDEO)
In un contesto geopolitico segnato da tensioni, nuovi equilibri e mercati sempre più difficili da prevedere, internazionalizzare e diversificare diventano per le imprese una necessità strategica, oltre che un’opportunità di crescita.
È questo il messaggio al centro di Open Marche, la giornata promossa dalla Camera di Commercio delle Marche che ha portato a Colli del Tronto circa 80 imprese marchigiane e i rappresentanti di 16 Camere di Commercio Italiane all’Estero, da New York a Tokyo, da Londra a Melbourne.
Una giornata di incontri B2B, con appuntamenti individuali durante i quali le aziende hanno potuto confrontarsi sui mercati di maggiore interesse, individuare possibili partner, conoscere canali distributivi e condizioni di accesso. Un confronto diretto con una rete che conosce dall’interno territori, regole, consumi e dinamiche commerciali.
«Mettiamo in campo tante possibilità per il sistema imprenditoriale marchigiano» spiega il presidente di Camera di Commercio delle Marche, Gino Sabatini, «e con Open Market abbiamo fatto qualcosa di interessante proprio per tutti quei settori che vogliono approcciare nuovi mercati. Crediamo fortemente che il sistema camerale possa essere un volano importante per l’internazionalizzazione».
Sabatini nel suo intervento ricorda «i dati positivi» trainati dalla nautica e sottolinea come le Marche siano una regione in cui le imprese sanno esprimere «una manifattura di alta qualità, innovativa, tecnologica».
«Le adesioni a Open Marche confermano quanto le nostre imprese vogliano confrontarsi direttamente con i mercati internazionali – prosegue Sabatini, che è anche vicepresidente di Unioncamere – Portiamo nelle Marche una rete che conosce da vicino territori, regole e abitudini di acquisto dei Paesi a cui le nostre aziende sono interessate per il loro business. I mercati cambiano in fretta: diversificare è sempre più una condizione per restare competitivi».
Export, una geografia sempre più diversificata
Secondo i dati Istat elaborati dall’Ufficio Statistica e Studi di Camera Marche, la Francia resta il principale mercato, con 1,37 miliardi di euro di interscambio nel 2025 e una crescita dell’export del 12,8% nel primo semestre 2026.
In Europa crescono anche Spagna (+8,4%), sostenuta dai macchinari (+30%), e Regno Unito, mentre la Polonia vale 569 milioni di euro. Più complesso il quadro della Turchia, che con 280 milioni registra nei primi sei mesi del 2026 una flessione dell’export del 14%.
Sul fronte americano, gli Stati Uniti rappresentano uno dei principali mercati di sbocco, con 956 milioni di euro nel 2025 e una crescita dell’export che nel primo semestre 2026 quasi raddoppia. Il Canada, con 102 milioni, cresce del 20,4%. Più contenuti i valori di Guatemala e Repubblica Dominicana, che mostrano però opportunità legate soprattutto a macchinari e comparti specializzati.
In Asia la Cina vale 296 milioni di euro, con farmaceutico e moda in testa, e cresce del 9,5% nel primo semestre 2026. Il Giappone raggiunge 101 milioni, mentre il Vietnam, pur partendo da un valore di soli 19 milioni, registra una crescita del 62,6%. Hong Kong rappresenta invece un hub strategico per l’area Asia-Pacifico, con opportunità che spaziano dal lusso alla tecnologia, dal food & beverage alla logistica.
Segnali positivi arrivano anche da mercati più lontani: l’Australia vale 114 milioni e cresce del 21,2%, mentre il Sudafrica, con 33 milioni, registra un incremento del 19,7%.
Pozza: le Camere all’estero rendono accessibili mercati sempre più complessi
«Le Camere di Commercio italiane all’estero sono oggi qui di nuovo, grazie alla collaborazione con la Camera di Commercio delle Marche, dopo la Convention Mondiale del 2023, per incontrare le imprese marchigiane e consolidare i rapporti con questo territorio dinamico e assai orientato all’export» spiega Mario Pozza, presidente Assocamerestero.
Per Pozza «la forza dell’Italia è data dalle sue piccole e medie imprese e per questo il lavoro delle Camere italiane all’estero è quello di rendere i mercati, oggi sempre più difficili da prevedere e comprendere, accessibili e a portata di export per tutte quelle aziende che hanno un buon prodotto e hanno voglia e capacità per investire nel proprio futuro».
Cardinali: l’internazionalizzazione richiede una strategia
Per il presidente di Confindustria Marche Roberto Cardinali, la sfida dell’internazionalizzazione richiede una strategia.
«Oggi l’internazionalizzazione va vista come una strategia, va pianificata, bisogna fare investimenti e spesso bisogna essere anche presenti – spiega -. Sono quindi richieste risorse, tempo e soprattutto competenze. Queste occasioni diventano un modo, da un lato, per costruire relazioni e, dall’altro, per comprendere in maniera più approfondita quelle che sono le necessità di un mercato. Ovviamente non c’è un prodotto che vale bene per tutti: è chiaro che l’internazionalizzazione, appunto come strategia, va supportata e affiancata anche a un adeguato sviluppo dei prodotti, che devono sempre più rispondere in maniera specifica a differenti mercati e differenti esigenze.
L’export in questo momento nelle Marche mostra dati positivi, chiaramente dati che sono anche influenzati da due settori particolarmente rilevanti, come la cantieristica navale, che comunque trascina un indotto importante all’interno della nostra regione, e anche la filiera farmaceutica. Abbiamo settori che tengono molto bene, che da anni mostrano performance positive, come ad esempio l’agroalimentare e la meccanica. Abbiamo poi, dall’altro lato, comparti che mostrano più difficoltà, come ad esempio il comparto della moda e delle calzature, particolarmente influenzato anche da quelli che sono i conflitti in corso».

cielo sereno (MC)
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