Calzature, nelle Marche export in calo del 9,9%: persi 73 aziende e 1.356 posti di lavoro
Il calzaturiero marchigiano chiude il primo semestre del 2026 con un bilancio ancora difficile. Nei primi sei mesi dell’anno, infatti, l’export delle Marche è sceso del 9,9% rispetto allo stesso periodo del 2025, fermandosi a 540,3 milioni di euro. A pesare sono soprattutto le difficoltà sui principali mercati internazionali, mentre sul fronte produttivo si registra una contrazione sia del numero delle imprese sia degli occupati.
Il dato regionale si inserisce in uno scenario internazionale ancora caratterizzato da instabilità e tensioni geopolitiche. A livello nazionale, il settore calzaturiero ha chiuso il primo semestre con un fatturato in calo del 2,3%, mentre l’export nei primi cinque mesi dell’anno ha segnato una flessione del 2,4%. Nonostante il rallentamento delle vendite all’estero, il saldo commerciale è invece cresciuto del 9,6%, raggiungendo 2,16 miliardi di euro.
Per le Marche il quadro appare più complesso. Le prime cinque destinazioni dell’export, che complessivamente rappresentano il 48,1% del totale, mostrano andamenti differenti. La Francia cresce del 4,3%, mentre diminuiscono le esportazioni verso Germania (-3,8%), Stati Uniti (-8,6%), Cina (-19,7%) e Paesi Bassi (-10,7%).
Particolarmente pesante è la contrazione registrata verso alcuni mercati extraeuropei. L’export marchigiano di calzature verso il Medio Oriente è diminuito del 33,8%, mentre quello verso la Russia ha registrato un -43,5%.
Alle difficoltà sui mercati si aggiunge la contrazione della struttura produttiva. Secondo le stime del Centro Studi Confindustria Accessori Moda, elaborate su dati Infocamere-Movimprese, tra industria e artigianato il numero delle imprese attive – considerando calzaturifici e produttori di parti per calzature – è diminuito di 73 aziende rispetto a dicembre scorso.
Ancora più significativo il dato relativo all'occupazione: il saldo è negativo per 1.356 addetti.
Sul fronte degli ammortizzatori sociali arriva invece un segnale meno negativo. Le ore di cassa integrazione autorizzate nella filiera della pelle sono diminuite del 20,5%, attestandosi a circa 2,4 milioni di ore.
A livello nazionale, Assocalzaturifici sottolinea comunque la capacità del comparto di mantenere una forte presenza sui mercati internazionali.
«Il settore calzaturiero italiano continua ad affrontare una congiuntura economica complessa in continuità con il 2025 – commenta la presidente di Assocalzaturifici, Giovanna Ceolini – tiene comunque un certo posizionamento nella manifattura e continua a dimostrare capacità di adattamento e una forte vocazione internazionale».
Secondo Ceolini, le imprese stanno reagendo alle tensioni geopolitiche, al rallentamento della domanda e all'aumento dei costi. A rappresentare un elemento di forza resta il saldo commerciale, cresciuto del 9,6% nei primi cinque mesi dell’anno.
«È un risultato che testimonia la competitività delle nostre imprese e la capacità del Made in Italy di continuare a creare valore anche in una fase particolarmente difficile», sottolinea la presidente.
Qualche segnale positivo arriva anche dal mercato interno. Nel primo semestre gli acquisti delle famiglie italiane di calzature sono aumentati di circa il 2%, sia in volume sia in valore. A trainare la ripresa sono soprattutto le calzature da donna, che registrano una crescita del 4% sia nelle quantità acquistate sia nella spesa.
In aumento anche le calzature sportive e le sneakers, che segnano un +1,5% e rappresentano ormai oltre il 42% della spesa complessiva.
Per il comparto, dunque, il quadro resta caratterizzato da luci e ombre. Da una parte la capacità del sistema calzaturiero italiano di mantenere un saldo commerciale positivo e di intercettare alcuni segnali di ripresa dei consumi; dall'altra, per le Marche, una contrazione significativa dell’export e un ridimensionamento della base produttiva e occupazionale.
Per Assocalzaturifici, la priorità è ora sostenere le imprese attraverso interventi in grado di rafforzare competitività, investimenti e occupazione, così da preservare il ruolo del settore tra le eccellenze del Made in Italy.

cielo sereno (MC)
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