Mattia Di Chiara, 22enne di Montegranaro, è in procinto di prestentare la sua nuova app.
Mattia ha inventato un'applicazione sulla strategia nel mondo del calcio, basata sulla carriera di un calciatore virtuale che potrà di volta in volta fare delle scelte e progredire nel mondo calcistico. Unica nel suo genere, la creazione di Di Chiara ricorda vagamente "Football Manager", storico videogioco calcistico usato da milioni di ragazzi e non. Possiamo quindi capire come le abilità di questo giovane ragazzo siano evidenti, infatti vivendo in un'epoca in cui il calcio è un ambito trattato da tutti e in molti modi diversi, Mattia è riuscito a lasciare tutti a bocca aperta aprendo un nuovo mondo sia nel calcio che nell'informatica.
L'app sarà inoltre disponibile sia per Android che per iOs e verrà presentata il 9 giugno alle ore 17 presso la ditta "Computers Assistant" a Civitanova Marche in via Colombo 70.
Un amante dei travestimenti, un vero patito delle maschere di Carnevale. Forse ora pentito. Visto che tutto il necessario è finito in un trolley prima e nel cassonetto, o meglio vicino a un cassonetto, poi. Avrà avuto necessità di fare spazio nel guardaroba, chissà? Di fatto c’è che la presenza della valigia chiusa ha insospettito i residenti della zona di via Carradori a Macerata, che hanno allertato anche le forze dell’ordine. Per appurare poi che il bagaglio aveva un contenuto del tutto innocuo, per quanto sicuramente insolito.
Una collezione di maschere e oggetti per travestimento degna di un vero appassionato. O di una famiglia numerosa. O di una banda di rapinatori? Dopo la banda dei Presidenti che tanto successo ha riscosso al cinema (e gli emuli non sono mancanti), la banda dell’Uomo Ragno. Anche se, Max Pezzali e gli 883 lo cantavano agli inizi degli anni Novanta, Spiderman la criminalità la combatteva, e nella loro celebre canzone faceva anche una brutta fine. Un mistero “mascherato” a Macerata.
L’invito alla reimpostazione delle proprie credenziali quali User ID e password sta diventando un vero e proprio incubo perché troppo spesso accade che dietro ad un messaggio, apparentemente innocuo ci può essere un tentativo di frode da parte di hacker e truffatori telematici che non aspettano altro la disattenzione del primo tra i tanti che ci può cascare.
Uno dei tipici messaggi che può pervenirci tramite email o app di messaggeria istantanea è quello pubblicato dalla Polizia Postale con uno degli ultimi post pubblicati sulla sua pagina Facebook “Commissariato di PS On Line – Italia” che ha rilanciato il rischio che ci può essere per gli utenti Apple che “possono essere ingannati da questo tipo di messaggio che se pur confezionato bene è pur sempre falso. L’unica sicurezza è non seguire i link ma accedere nelle proprie aree riservate attraverso la digitazione degli indirizzi ed inserimento delle credenziali richieste.”
È così che la forza di polizia impegnata in prima linea nelle attività investigative a tutela degli utenti della rete, per Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti", ci ricorda che è semplice cadere nella trappola se non si presta attenzione. È bene sottolineare che questo tipo di messaggi del tutto estemporanei debbano essere ignorati e quindi cancellati. Le credenziali necessarie per gli accessi ai nostri dispositivi, possono essere reimpostate solo attraverso i siti e le procedure ufficiali. Purtroppo però ancora troppi continuano a cadere nella trappola per la verosimiglianza dei messaggi e della grafica utilizzata dagli hacker molto simile a quelle ufficiale anche per il format ed i loghi utilizzati. L’unico strumento, quindi, per evitare di subire conseguenze negative è quello di leggere sempre le comunicazioni che pervengono sui nostri dispositivi.
Il circuito di pagamento Visa è bloccato in Europa. Lo ha confermato la società in un tweet, affermando che il servizio è "interrotto" e sta "impedendo di processare alcune transazioni". Visa sta investigando sulle cause e dice di essere "al lavoro per risolvere il problema il prima possibile".
Paymentsense, un servizio di pagamento che utilizza il circuito Visa, ha fatto sapere via Twitter di aver riscontrato "problemi con il suo servizio di autorizzazione dalle 14:36" e sottolineato che, al momento, il blocco risulta essere meno forte per i pagamenti contactless.
Nessun problema sui circuiti American Express e Mastercard.
La Banca d'Inghilterra, che sovrintende ai servizi di pagamento elettronici come Visa, ha detto alla Bbc di essere "al corrente del problema che attualmente sta colpendo Visa e di lavorare con l'azienda per risolvere la situazione". E' ancora possibile di utilizzare le loro carte contactless per pagare i viaggi su autobus, treni e metro di Londra.
In Spagna, la Guardia Civil ha inviato un tweet per rassicurare le persone colpite dall'avaria. Sotto una foto di Johnny Depp nei panni dello scioccato capitano Jack Sparrow, la polizia scrive: "Stai calmo. Se non puoi pagare non è perché sei stato derubato o hackerato. Visa sta subendo un'avaria del servizio in Europa che sta bloccando i pagamenti delle sue carte".
I clienti delle banche nel Regno Unito, scrive il Guardian, sono ancora in grado di prelevare contanti dai bancomat, ma agli sportelli automatici si stanno creando lunghe code alimentate da chi teme di dover passare il fine settimana senza poter usare la carta di credito.
Con buone probabilità si è trattato dell'aereo più puzzolente del mondo. Potrebbe intitolarsi così l'avventura, finita bene, di un volo Transavia partito dall'aeroporto di Schiphol nei Paesi Bassi e diretto a Gran Canaria in Spagna. Destinazione che l'aereo non ha mai raggiunto. Perché a bordo c'era troppa puzza. Un passeggero ha infatti emanato odori quantomeno sgradevoli tanto da causare vomiti e svenimenti dei presenti. Un disagio che ha suscitato le proteste dei passeggeri e che ha convinto il pilota a richiedere un atterraggio di emergenza alla torre di controllo dello scalo di Faro, nel sud del Portogallo.
Come riferito dal portavoce della Transavia la puzza proveniente dal passeggero aveva invaso la cabina di pilotaggio e tutto il velivolo in maniera talmente forte da non lasciare scelta. L'unica possibilità di continuare il volo e portare tranquillamente destinazione tutti i viaggiatori era provvedere a un'igienizzazione immediata. Secondo quanto riferito, il personale a bordo del servizio Transavia ha cercato di metterlo in quarantena in un bagno del Boeing 737 prima che i piloti fossero costretti a deviare il volo. Così dopo aver chiesto e ottenuto senza indugio l'autorizzazione alla discesa, il pilota è atterrato nell'aeroporto di Faro. E qui il wc e la cabina sono stati puliti e ventilati dopodichè l'aereo è ripartito verso la sua destinazione finale.
Stranamente, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, non è stato il primo incidente maleodorante su un volo della Transavia quest'anno. A febbraio, un aereo Transavia da Dubai ad Amsterdam è stato costretto a fare un atterraggio di emergenza nella capitale austriaca di Vienna, dopo che un passeggero non riusciva a smettere di scoreggiare , causando una rissa tra diversi passeggeri. Tutto è bene quel che finisce bene.
Lampi, tuoni e pioggia mista a grandine, ma con un impeto non comune. Gli esperti le chiamano "supercelle" e stanno interessando anche il Maceratese. "Al centro temporali - spiegano da ilmeteo.it - si genereranno oggi sull’Appennino e scenderanno verso le Marche e l'Abruzzo. Sussiste oggi, come ieri, il rischio di Supercelle, ovvero formazioni temporalesche estese, ma isolate, ampie anche anche centinaia di km, che possono talora unirsi ad altre, generare altre figlie ovvero temporali secondari in sistemi multicella, provocare grandinate e trombe d’aria e addirittura auto rigenerarsi e pertanto durare più di qualche ora. Le supercelle sono l'unica struttura temporalesca in grado di creare eventi come grandinate di grosse dimensioni o formazioni tornadiche, non ci sono in zone montuose, ma si formano soltanto in zone pianeggianti".
Per diciannove mesi ha lasciato che la sua barba crescesse, con la promessa che l'avrebbe tagliata quando sarebbero arrivate a buon punto le consegne delle Soluzioni Abitative d'Emergenza per i suoi concittadini terremotati. E adesso quel giorno é arrivato, con tanto di video sul proprio profilo Facebook che testimonia l'atteso taglio. E' la storia di Manuel Bernardini: un ragazzo di Camerino che sin dalle ore immediatamente successive al sisma si é dato un gran da fare prima per prestare aiuto e, poi, per le attività dell'Associazione IoNonCrollo, che ha contribuito a fondare.
"Nelle settimane dopo il sisma - racconta Manuel - passavamo le notti a fare volontariato e provavamo a immaginare quando sarebbero arrivate le SAE. Rispondevo a me stesso che probabilmente mi sarebbecresciuta la barba nell'attesa, perché sospettavo che sarebbe stata lunga. E così ho fatto una sorta di fioretto, decidendo di non tagliarmi la barba fin quando non sarebbero arrivate le attese casette.
Una promessa e una scommessa, quindi, che é costata a Manuel anche tante più o meno simpatiche battute. "Mi hanno dato del vichingo, del vecchio saggio, del barbone -ha raccontato - Diciannove mesi sono tanti e ne ho sentite di tutti i colori. Qualcuno mi ha anche pressato. A tutti ho sempre risposto che avrei tagliato la mia barba quando la consegna delle SAE sarebbe arrivata a buon punto anche a Camerino e nei comuni del circondario. Mi é sembrato un modo personale per non far cadere l'attenzione su una cosa che mi stava a cuore. Io non sono in una casetta, ma sentivo la mancanza di queste strutture come se fossero per me. Mi sono sentito coinvolto in prima persona perché ho un sacco di amici che hanno aspettato (alcuni ancora aspettano) per troppo tempo una soluzione provvisoria per rivivere la propria città e tornare a essere comunità".
Tutor spenti su tutte le autostrade. l sistemi di controllo della velocità, secondo quanto riportato dal Sole24Ore, sono stati disattivati in attesa degli sviluppi del contenzioso che il 10 aprile ha visto la Corte d’appello di Roma condannare Autostrade per l’Italia (Aspi) per la contraffazione del suo brevetto.
Dopo la vertenza scattata il 10 aprile fra Autostrade per l'Italia e la Craft, l'azienda che ne rivendica i diritti sul brevetto, il funzionamento dei Tutor sulla rete autostradale, gestito dalla Polizia stradale, è stato sospeso.
Entro metà luglio questi sistemi, al centro di una disputa legale, saranno sostituiti da un nuovo apparecchio basato sul wi-fi: le telecamere prenderanno le targhe di tutte le macchine che transiteranno sotto i loro obiettivi e passeranno le informazioni ad un portale, che registrerà i dati e farà scattare l’eventuale sanzione.
Domenica 3 giugno si svolgerà la semifinale del talent televiso più apprezzato tra giovani e giovanissimi: Amici 2018 e anche da Macerata partirà un pullman per parteci alla puntata.
Chi è interessato può contattare il 349/4968523.
Due meloni "Yubari", sono stati venduti sabato nelle aste di Sapporo sull'isola di Hokkaido, nel nord del Giappone per una somma record di 3,2 milioni di yen (oltre 25.000 euro). La coppia è stata la prima dell'anno ad essere messa all'asta al mercato all'ingrosso di Sapporo ed è stata acquistata da un'azienda locale di confezionamento frutta. Questa somma, che sarebbe sufficiente per acquistare una nuova auto in Giappone, soppianta i 3 milioni di yen ottenuti due anni fa per due meloni Yubari.
I giapponesi hanno un culto della frutta di lusso e del melone Yubari, un melone Cantalupo coltivato sull'isola di Hokkaido e protetto da un'etichetta, un regalo molto popolare, come il buon vino. Pur pagando tali somme, i giapponesi non guardano al costo di acquisto, in particolare quando offrono la frutta, un dono prezioso nell'arcipelago. Nei reparti dei grandi magazzini dedicati o negozi specializzati, le opere d'arte della natura sono esposte come gioielli, protette da una rete bianca. Spesso vendute singolarmente, mele, pere, pesche, uva presentano forme perfette e lasciano un gusto squisito al palato. Anche nei supermercati di base, la frutta è ancora costosa: una sola mela spesso costa l'equivalente di 2 euro. Eppure osserva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” in Italia diciamo che la frutta è cara. Se amate la frutta e non potete farne a meno… beh, cominciate ad ipotecare casa vostra, come avviene in un qualunque supermercato “Tokyo food show”. Godiamo la frutta noi che possiamo!
Il problema dell'abbandono dei rifiuti in città, a volte anche ingombranti, purtroppo è abbastanza frequente. Non è raro vedere foto nei social di elettrodomestici, mobili, sedie e qualsiasi altra cosa, lasciati in giro ovunque, dalle zone periferiche fino al centro città.
Da una decina di giorni, tra i rifiuti abbandonati in strada, segnaliamo anche una culla, completa di materasso e lenzuola, lasciata in via Alessandro Volta, la strada che corre parallela alla ferrovia, in zona Ceccotti.
Evidentemente, l'occupante è diventato ormai grande e bisognava disfarsi di quel lettino ma ci permettiamo di fare due semplici osservazioni. La prima è che, al costo di un solo euro, si sarebbe potuto far intervenire il servizio comunale di raccolta invece di rischiare di pagare molto di più nel caso di una eventuale sanzione. La seconda è che quella culla, che a prima vista non sembra malmessa, avrebbe potuto far comodo ad altri bambini, magari meno fortunati ed oltre ai diversi gruppi social in cui gli utenti regalano qualsiasi cosa, non più utilizzata, a chi la passi a prendere, a Civitanova esiste anche il centro del riuso, nei locali ristrutturati dell' ex mattatoio di via Fontanelle.
Da segnalare inoltre che quella che una settimana fa era una semplice culla abbandonata, negli ultimi giorni sta diventando una vera e propria discarica, con l'abbandono di altri oggetti in legno e cartoni, su un terreno che era già pieno di qualsiasi cosa, da cocci di stoviglie in frantumi, ciabatte di plastica e vestiario.
E’ davvero incredibile la storia che arriva direttamente dall‘ospedale Ruben Lenero di Città del Messico a cui si è rivolta una trentasettenne in preda a forti dolori di stomaco affermando di essere incinta e di non sentire più il bambino muoversi .
I medici che l’hanno visitata, non rinvenendo il battito cardiaco del bambino, hanno deciso per il trasferimento al Women's Hospital dove la donna è stata sottoposta a un intervento chirurgico d’urgenza. E’ qui che Lourdes Yanez, il chirurgo che si è occupato dell’operazione, si è trovato di fronte a una situazione a dir poco imprevedibile: quello che la donna aveva presentato come un bambino era in realtà un chilo di marijuana ancora fresca e sporca di terra avvolta in un involucro che si stava rompendo.
La donna, già nota alle forze dell’ordine per altri episodi in cui aveva simulato una gravidanza, è stata arrestata e poi rilasciata.
Madre Terra ha un nuovo abitante. Un allevatore di Denton ha sparato il 16 maggio ad una bestia che vagava a poche centinaia di metri dai suoi animali da fattoria, credendo che fosse un lupo. Ma dopo aver ispezionato la creatura, gli esperti non sono stati in grado di definire la sua specie. Dubitano che sia davvero un lupo perché i suoi denti sono troppo corti, le sue zampe anteriori anormalmente piccole e gli artigli troppo grandi.
Sui social network, commenta Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti", circolano teorie di tutti i tipi che potrebbero essere un lupo mannaro, un giovane orso grizzly o un parente del famoso Bigfoot. In un comunicato stampa, il Dipartimento di pesca, fauna selvatica e parchi del Montana afferma che si tratta di una giovane femmina non in allattamento, un membro della famiglia che include cani, volpi coyote e lupi.
"Non sappiamo cosa sia, stiamo aspettando l'analisi del DNA", afferma Bruce Auchly, portavoce del dipartimento. I risultati sono attesi entro una settimana. Al quotidiano "Ty Smucker", un esperto di lupi ha spiegato che "la sua pelliccia è diversa da quella dei lupi". "Le orecchie sono troppo grandi, le zampe sembrano un po' corte e piccole e il vello è strano, c'è qualcosa che mi sfugge".
La caccia al lupo è permessa nello stato del Montana. Ai residenti è permesso di uccidere un animale quando minaccia la loro proprietà.
Da oggi i tre cuccioli di orso bruno salvati in Albania, grazie ad una complessa operazione internazionale, hanno una nuova casa al Bioparco di Roma. Il salvataggio è stato condotto dalle tre associazioni Salviamo gli Orsi della Luna, Four Paws e Salviamo gli Orsi Albanesi, insieme alla Fondazione Bioparco di Roma ed in collaborazione con i Ministeri del Turismo e dell’Ambiente albanesi.“Si tratta di due fratelli maschi, Gianni e Sam, nati all’inizio del 2017, e Mary, una giovane femmina, sottratti da condizioni di vita insostenibili”, spiega il Presidente della Fondazione Bioparco di Roma, Federico Coccìa. “In Albania infatti gli orsi vengono strappati alle madri quando sono molto piccoli, allevati dall’uomo, tenuti al guinzaglio come cagnolini e sfruttati per foto ricordo a pagamento, oppure utilizzati per attirare clienti in ristoranti e locali. Gli animali vivono in piccole gabbie, in condizioni intollerabili, spesso senza cibo né acqua, privati di qualunque forma di benessere. Diventati adulti - conclude Coccìa - risultano dunque inutili, oltre che pericolosi; ovviamente non possono essere rilasciati in natura, ove soccomberebbero”. Da oggi in poi i tre plantigradi vivranno in un’area costruita per loro accanto alla Valle degli Orsi, ricca di elementi naturali e di stimoli tali da garantire loro un elevato livello di benessere, nel pieno rispetto delle esigenze fisiologiche e comportamentali.Nei prossimi giorni i tre orsi non saranno visibili perché saranno sottoposti ai controlli veterinari e per consentire loro di ambientarsi nella nuova area.L'operazione di salvataggio“A giugno 2017 - racconta Yitzhak Yadid, responsabile zoologico Bioparco - grazie alle segnalazioni dei social media, si viene a sapere che un privato, proprietario di un albergo nel nord dell’Albania, detiene illegalmente due cuccioli di orso bruno. La mobilitazione è immediata: viene costituita una task force, composta dalle associazioni, dal Bioparco e da ispettori delle Aree Protette in Albania, che si reca nella località, dove identifica i due cuccioli. Vengono effettuati i controlli sanitari - continua Yadid - somministrati i vaccini ed impiantati i microchip. Ottenute le autorizzazioni per la confisca, a dicembre 2017 parte una seconda spedizione, i cuccioli vengono sequestrati e trasferiti temporaneamente nello zoo di Tirana, struttura anch’essa non idonea, dove si trova Mary, una femmina di orso bruno nata a inizio 2016 e confiscata ad un privato. Anche la storia di Mary è a lieto fine, visto che è stata accolta al Bioparco insieme a Gianni e Sam”.La situazione degli orsi in AlbaniaL’orso bruno è diffuso in tutto l’emisfero settentrionale e a livello globale non è considerato una specie a rischio di estinzione. Ma purtroppo esistono delle eccezioni, come il caso di alcune sottospecie e popolazioni isolate minacciate dal bracconaggio, dal commercio illegale e dalla riduzione dell’habitat. È il caso degli orsi dell’Albania, dove in natura sopravvivono ormai solo tra i 180 e i 250 individui e dove decine di orsi vengono detenuti illegalmente da privati per renderli un’attrazione turistica remunerativa.Negli ultimi tempi, grazie all’impegno delle associazioni ambientaliste e dei media locali, il caso degli orsi albanesi è stato portato all’attenzione della comunità internazionale. Con la collaborazione del Governo e Ministero dell’Ambiente e del Turismo albanesi, alcuni esemplari sono stati affidati a centri di recupero in Germania, Belgio e Italia. Credit foto: Archivio Bioparco – Massimiliano Di Giovanni
Arriva l’estate e la voglia tintarella diviene quasi irrefrenabile. E dietro questo desiderio vi è spesso la convinzione che le creme solari proteggano dal rischio di melanoma della pelle. Una credenza che però è destinata a rimanere tale, in quanto, secondo numerosi studi scientifici non troverebbe alcun fondamento. A ribadirlo è la Revue médicale suisse, la celebre rivista medica svizzera in lingua francese, in un articolo intitolato "il mito delle creme solari", pubblicato sull'ultimo numero, a firma del direttore Bertrand Kiefer. Questa tesi è fondata su un'analisi pubblicata in aprile che sintetizza ben 29 ricerche in cui sono state coinvolte oltre 300.000 persone. La conclusione è che non c'è alcun beneficio provato da parte dei filtri solari nella prevenzione del cancro alla pelle.
"Le persone che applicano più creme non hanno avuto meno melanomi di altri", ha sottolineato Kiefer in un'intervista rilasciata alla televisione nazionale svizzera, non mettendo tuttavia in discussione l'efficacia della protezione contro le scottature causate dai raggi UVB. Secondo l’Istituto Superiore della Sanità, si stima che nell’ultimo decennio il melanoma cutaneo abbia raggiunto i 100.000 nuovi casi l’anno a livello mondiale: un aumento di circa il 15% rispetto al decennio precedente. Questo tumore è, in particolare, decine di volte più frequente nei soggetti di ceppo europeo (caucasici) rispetto alle altre etnie. I tassi di incidenza più elevati si riscontrano infatti nelle aree molto soleggiate e abitate da popolazioni di ceppo nordeuropeo, con la pelle particolarmente chiara. In Italia la stima dei melanomi, e dei decessi ad essi attribuiti, è tuttora approssimativa: si aggira attorno a 7.000 casi l’anno. Per quanto concerne la mortalità, sulla base della documentazione disponibile dalle strutture nazionali, esiste una difficoltà a distinguere, nei certificati di morte così come sono predisposti, il melanoma dagli altri tumori maligni della pelle.
A questa carenza lo specialista può sopperire induttivamente, sapendo che: a) il decesso per tumore cutaneo di una persona al di sotto dei 45 anni è molto probabile sia dovuto a melanoma; b) al di sotto dei 65 anni, solo raramente non lo è. Nell’ultimo quinquennio, dunque, in Italia i decessi attribuiti a melanoma cutaneo sono stati 4.000 nei maschi e oltre 3.000 nelle femmine, corrispondenti a tassi medi di mortalità rispettivamente di 5 e 6 su 100.000 abitanti l’anno. Però con punte di incidenza superiori a 10 per 100.000 abitanti in ambedue i sessi a Trieste e superiori al 6-7 per 100.000 a Genova, in Veneto ed in Romagna. Nelle Regioni italiane settentrionali la mortalità per melanoma cutaneo è – per entrambi i sessi - circa il doppio di quella registrata nelle Regioni meridionali. Nelle popolazioni europee, o di origine europea, tra il 1980 e il 2000 l’incidenza del melanoma cutaneo è aumentata ad un ritmo dei 4-8 % l’anno. A livello delle diverse sedi anatomiche, il maggior aumento dell’incidenza è stato per i melanomi del tronco e minimo per quelli della testa e del collo, per quelli delle gambe gli incrementi sono stati più marcati nel sesso femminile. L'unico modo per difendersi - secondo la rivista di medicina - è evitare i colpi di sole e proteggere i bambini con mezzi naturali. Ma soprattutto, far controllare le macchie della pelle e i nei da uno specialista. Individuare il melanoma quanto più precocemente possibile, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, rappresenta quindi la principale arma per tentare di ridurne la mortalità.
Una sequenza di 37 secondi dell'autista mostra il furgone alcuni secondi prima che colpisca un camion che arriva nella direzione opposta da Budapest, in Ungheria. La polizia ungherese sta attualmente indagando sulle circostanze dell'incidente, verificatosi martedì pomeriggio. Le nove vittime sono cittadini rumeni.
I passeggeri erano lavoratori agricoli che tornavano a casa dopo aver lavorato una stagione in Slovenia. Per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, il cellulare resta la prima causa di distrazione alla guida, ormai più pericolosa dell’eccesso di velocità e della guida in stato di ubriachezza. Solo per inviare un brevissimo messaggio tramite sms o Whatsapp occorre prendere il cellulare, sbloccarlo, aprire l’applicazione, scrivere il testo; operazioni che richiedono circa 10 secondi di tempo, durante i quali si percorrono 300 metri senza prestare alcuna attenzione alla strada.
Ancora peggio per i “selfie”: un autoscatto infatti distrae dalla guida per un tempo medio di 14 secondi, in cui si guida per oltre 400 metri praticamente alla cieca. Non parliamo poi di chi compone numeri di telefono, scrive email, o sostiene chat prolungate, magari a oltre 100 km all’ora. È evidente che siamo un popolo di cellulare-dipendenti.
Ultimo giorno per iscriversi a #TrippaSenzaFrontiere, la singolare competizione dedicata a comitive goliardiche. In cosa consiste? Si tratta di una sorta di Giochi Senza Frontiere in salsa nostrana e che avranno come filo conduttore la gastronomia maceratese e le tradizioni. L’evento andrà in scena a Tolentino, nell’ambito del Toc Festival 2018, domenica 27 maggio. Ma ci si potrà iscrivere solo fino a stasera, recandosi fisicamente presso l’Alimentari Fioretti, a Tolentino, oppure scaricando il modulo al link bit.ly/trippasz.
Suggestivo, e rigorosamente in dialetto, il programma ufficializzato dagli organizzatori, con tanto di regole del gioco. Le squadre dovranno essere composte da almeno cinque elementi, ognuno dei quali dovrà avere un ruolo ben definito. “Che siate maschi o femmine non importa – si legge - la composizione della squadra deve essere così: Lu Comannò: Il capo squadra che punta alla vittoria dosando bastone e carota con la propria squadra, buono come un nonno con la propria squadra, competitivo come lu patrò de la fabbrica con gli altri competitors; Lu Sbosematu: quillu che se magneria tutto, lu cibo, la piazza e se serve anche li componenti delle squadre rivali; Lu Saputu: quello che sa di tutto un po’ e anche quando non sa riesce a farla franca a colpi di arroganza; Lu Sverdu: veloce sia in senso figurato che in senso letterale. Sarà il cavallo vincente di alcune prove fisiche. Scattante come un giaguaro e scaltro come un lupo dei Sibillini; Lu Gufu: un po’ invidiusu e un po’ motivatore, incita la vostra squadra e scredita le altre”.
Dopo anni di amicizia virtuale si conoscono dal vivo grazie ad un viaggio in Italia. È la simpatica storia raccontata da Michele Rossi Mori, originario di San Severino, titolare della pizzeria "Bella Napoli" in viale Benadduci a Tolentino.
"Dopo anni di amicizia su Facebook - racconta Michele - direttamente dalla Florida sono venuti a trovarmi i coniugi Cheryl Todd e Garnett Todd. È stato un regalo e un piacere enorme anche perché la coppia ha organizzato l'intero viaggio in Italia solo dopo avermi conosciuto e aver ascoltato i miei racconti sul nostro Paese e sulle Marche".
Quando la "socialità" superà le barriere del web...
Nasce "La Falavalanciata", una crema gourmet di fave, nell'omonima frazione di Acquasanta Terme. L'idea e la sfida di due amici viene raccolta da una piccola azienda terremotata che da trent'anni opera nel mercato degli alimenti. La voglia di ripartire dopo un difficile periodo che ha segnato in negativo l'entroterra Piceno è stato il motivo principale che ha spinto la Riti Alimentari srl a farsi promotrice dell'iniziativa. In meno di un mese è uscita sul mercato con un'etichetta food che rappresenta la qualità dell'alta valle del Tronto e che vuole diventare un brand geografico: una ricetta semplice e ingredienti naturali ben abbinati che donano un sapore deciso come la gente del posto ma anche delicato come la natura circostante che rappresenta.
Il nome "Favalanciata" identifica una piccola frazione di Acquasanta Terme. Un paesino italiano del Centro Italia che ha subito pesantemente le conseguenze del sisma del 24 agosto 2016.L'origine del nome, tramandata da nonni a nipoti, viene da una storiella popolare nella quale un contadino della zona seminava la fava senza ottenere buoni risultati. Quegli sforzi invece oggi sono alla base di una idea di rilancio e di un progetto socio economico della zona. Le istituzioni di Acquasanta Terme sostengono attivamente la scelta fatta dai professionisti del luogo. L'obiettivo comune è creare un indotto dietro alla diffusione di una crema gourmet per promuovere una zona specifica del cratere del Centro Italia. Ma anche dare vita ad un'eccellenza alimentare, una crema di fave, collaborando con i maggiori distributori del settore, ristoratori, chef e raggiungendo in un futuro prossimo anche i mercati esteri. Con un prodotto naturale e qualitativamente elevato, l'intenzione è far tornare a coltivare terreni incolti della zona e contribuire a finanziare le attività di una piccola comunità marchigiana che vuole ritornare a vivere e superare le difficoltà post-sisma.
Un gusto freschissimo e dissetante, capace di soddisfare sia chi è alla ricerca del gelato gastronomico, sia gli amanti delle eccellenze del territorio. Nasce il “Gelato al Bianchello d’Autore” l’inconsueto quanto goloso prodotto di alta qualità “made in Marche”, presentato venerdì 18 maggio al Festival del Gelato Artigianale di Pesaro, dai migliori professionisti del settore.
E non poteva essere se non la città natale di Gioachino Rossini, che nel 2018 celebra i 150 anni dalla scomparsa del Cigno, a ospitare la presentazione dell’originale gusto al sapore della DOC Bianchello del Metauro che si propone di diventare simbolo delle gelaterie della provincia per la prossima estate. Un modo per sottolineare, ancora una volta, l’attitudine “buongustaia” di Rossini e di questa fetta d’Italia che tanto deve al celebre compositore ed eccelso gourmet.
A prendersi in carico ricerca, sperimentazione e assaggio del “Gelato al Bianchello d’Autore” sono stati 9 gelatieri provenienti da tutto lo Stivale (Milano, Sesto San Giovanni, Roma, Gubbio, Correggio, Messina, Varese) che hanno cercato il connubio vincente tra l’alimento “re” dell’estate e una bevanda che notoriamente va a scontrarsi con le temperature troppo fredde che ostacolano la percezione olfattiva e i sapori del vino.
A trovare il giusto equilibrio è stata l’unica donna partecipante alla sfida, Laura Poloni, 32 anni, della gelateria Artico di Milano che ha presentato un gelato alla crema con Bianchello del Metauro e pesche: “L’uso delle pesche, ingrediente spesso abbinato al vino, è stata una scelta vincente e voluta per esaltare le note profumate di questo grande prodotto marchigiano”.
Il bilanciamento degli zuccheri è stata la parte più difficile della preparazione (che prevede come primo passaggio la pastorizzazione della miscela di base del gelato e come secondo la realizzazione di una classica crema pasticcera all’italiana): “Per equilibrare gli zuccheri apportati dal Bianchello ho cotto a lungo le pesche nel vino per far evaporare l’alcool e, solo alla fine, dopo aver mantecato, ho aggiunto un bicchiere di vino”.
L’iniziativa è promossa dai 9 produttori di Bianchello del Metauro DOC che hanno aderito al progetto “Bianchello d’Autore” sostenuto da IMT - Istituto Marchigiano Tutela Vini: Bruscia, Cignano, Claudio Morelli, "Il Conventino di Monteciccardo", Di Sante, Fiorini, Mariotti Cesare, Terracruda, Fattoria Villa Ligi. Obiettivo delle cantine è sottolineare il valore di un “vino dal sapore autentico” e annunciare come i gusti gelato e i sorbetti realizzati con i vini stiano diventando “di tendenza” in gelateria.
“Sfidiamo gli amanti del gelato e i sommelier meno categorici ad assaggiare la novità dell’estate 2018 – dicono – Siamo certi sapranno apprezzeranno la versatilità di questo gusto per abbinamenti a piatti dolci e salati che potrebbero sembrare arditi ma che in realtà esaltano ingredienti, piatti e i sentori caratteristici della nostra grande DOC”.
Le nove cantine avevano già attestato il legame tra Bianchello del Metauro DOC e Rossini con una presentazione ufficiale fatta al Vinitaly 2018 e proponendo un evento, nel dicembre 2017, che ha unito musica e vino per “dare rilievo ai due amori che hanno caratterizzato e reso celebre Rossini in tutto il mondo, la musica e la sua passione culinaria, meno nota ma altrettanto geniale, nell’anno in cui Pesaro celebra il 150° anniversario dalla morte del maestro gourmand”.
La DOC Bianchello del Metauro, nel 2019, compirà i suoi primi 50 anni. Traguardo importante per un vino che ha segnato la storia del territorio sin dal 207 a.C. quando, come racconta Tacito, il Bianchello del Metauro ebbe un ruolo fondamentale sull’esito della terribile battaglia del Metauro quando i romani combatterono contro l’esercito cartaginese di Asdrubale, sconfitto a causa del troppo vino - il Bianchello del Metauro, appunto - bevuto.