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Curiosità Potenza Picena

Cobas-Santo Stefano: "Più di 70 ore di lavoro tra due riposi, turni massacranti. È intollerabile"

Cobas-Santo Stefano: "Più di 70 ore di lavoro tra due riposi, turni massacranti. È intollerabile"

Da diversi mesi il Cobas-Santo Stefano è impegnato in una lotta sindacale sulla questione dei turni di servizio di operatori socio sanitari e infermieri dell'Istituto di riabilitazione Santo Stefano di Porto Potenza Picena.

"Nel mese di ottobre 2021 la direzione aziendale ha imposto unilateralmente dei turni di servizio con i quali i lavoratori si sono trovati a svolgere un orario settimanale inferiore rispetto a quanto previsto dal contratto collettivo nazionale di categoria (38 ore), per poi essere chiamati a recuperare le ore mancanti o attraverso il rientro a lavoro durante un giorno di riposo, o attraverso la decurtazione coatta di ore di ferie", riferisce il sindaco in una nota. 

Il Cobas denuncia anche "casi intollerabili", con "infermieri e operatori che si sono trovati a svolgere più di 70 ore di lavoro tra due riposi. Oggi, dopo mesi di battaglia sulla questione, la direzione aziendale vuole introdurre un'ulteriore modifica attraverso la quale pretende di far recuperare le ore lavorative 'in debito' attraverso un rientro a lavoro che avrebbe luogo nello stesso giorno in cui i dipendenti smontano dal turno di notte".

"Una simile programmazione avverrebbe nel totale disinteresse delle esigenze assistenziali in quanto questo orario comporterebbe una dannosa diminuzione dell'assistenza nella fascia pomeridiana - aggiunge il Cobas Santo Stefano nella nota -. Superfluo aggiungere come, attraverso un simile orario di lavoro (che tanto ricorda quelli di fine '800), non vi sia alcuna preoccupazione per la qualità dell'assistenza prestata". 

"Viene anche da pensare che forse la direzione aziendale stia semplicemente usando il trucco di un orario improponibile con l'obiettivo di attingere, a costo zero, alle ferie dei lavoratori. In tal caso emergerebbe in maniera ancora più sfacciata come Kos Care cerchi di fare ulteriore profitto sulle spalle dei lavoratori. Ma lascia ancora più sbigottiti il fatto che la Giunta Acquaroli, nella sua duplice veste di committente e garante dei servizi erogati da una struttura come il Santo Stefano, permetta il perpetuarsi indiscriminato di tali intollerabili politiche di accaparramento e di totale mancanza di rispetto nei confronti dei lavoratori" conclude nella nota l'organizzazione sindacale. 

 

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