Cultura

Chiara Francini inaugura “Maestria Letteraria”: a Corridonia il nuovo festival del libro

Chiara Francini inaugura “Maestria Letteraria”: a Corridonia il nuovo festival del libro

Debutta a Corridonia la prima edizione di “Maestria Letteraria – Festival del Libro e della Cultura”, una nuova rassegna dedicata alla lettura, alla cultura e al dialogo diretto tra autori e pubblico. L’appuntamento si terrà il 28 luglio alle ore 21.00 nella suggestiva cornice di Villa Fermani e vedrà protagonista Chiara Francini, che presenterà il suo libro “Le querce non fanno limoni”. Attrice, autrice e interprete tra le più apprezzate del panorama italiano, Francini porterà al pubblico un romanzo che intreccia memoria personale e storia collettiva, raccontando vite segnate dagli eventi del Novecento italiano, tra Resistenza, trasformazioni sociali e il valore delle scelte individuali. La serata si aprirà con la presentazione del libro “Destinazione accompagnamento” di Silvio Natali, primo momento di un incontro dedicato alle storie, agli autori e alla scoperta della narrativa contemporanea. “Maestria Letteraria – Festival del Libro e della Cultura” nasce con l’obiettivo di creare uno spazio di confronto, partecipazione e condivisione, valorizzando il libro come strumento di conoscenza e come occasione di incontro per tutta la comunità. L’ingresso è libero e gratuito, con posti a sedere disponibili.

27/07/2026 19:15
Teatri Unesco, il Vaccaj di Tolentino resta fuori dalla lista: “Dispiaciuti, lavoreremo per il reinserimento”

Teatri Unesco, il Vaccaj di Tolentino resta fuori dalla lista: “Dispiaciuti, lavoreremo per il reinserimento”

Il riconoscimento Unesco al Circuito dei Teatri Condominiali all’Italiana dell’Italia centrale rappresenta un traguardo storico per il patrimonio culturale italiano, ma porta con sé anche una nota di amarezza per Tolentino, il cui Teatro Nicola Vaccaj non è stato inserito nella lista definitiva dei beni riconosciuti. Le motivazioni ufficiali della decisione non sono ancora state rese note, ma alla base dell’esclusione, secondo le prime valutazioni, vi sarebbero i rigidi criteri adottati dall’Unesco e dall’Icomos, l’organismo incaricato di esaminare le candidature dei beni culturali. Tra i parametri principali figurano autenticità e integrità del bene storico, elementi ritenuti fondamentali per l’inserimento nella lista del patrimonio mondiale. Il Teatro Vaccaj, pur essendo stato oggetto di un importante intervento di recupero e restituito alla città nel rispetto del principio del “com’era, dov’era”, avrebbe risentito, secondo la valutazione tecnica, delle trasformazioni intervenute nel corso del tempo, che avrebbero fatto venir meno alcuni requisiti richiesti per il riconoscimento. Il sindaco di Tolentino Mauro Sclavi ha espresso il proprio rammarico per la mancata inclusione, sottolineando però il valore del percorso intrapreso. «La proclamazione del Circuito dei Teatri Condominiali all’Italiana come patrimonio Unesco dell’Italia centrale è una notizia di portata storica – ha dichiarato Sclavi –. Le Marche sono capofila di questo riconoscimento con otto teatri, dopo una selezione partita da 62 candidature e una lista ristretta di 14 beni, nella quale era presente anche il Teatro Vaccaj». Il primo cittadino ha spiegato che l’amministrazione attende ora di conoscere nel dettaglio le motivazioni tecniche dell’esclusione "per poter avviare un confronto con la Regione Marche e con gli altri teatri non inseriti nell’elenco finale, valutando eventuali possibilità future di reinserimento". Sclavi ha inoltre ringraziato tutte le istituzioni e i soggetti coinvolti nel percorso di candidatura, tra cui il Governo, il Ministero della Cultura, la Regione Marche, il coordinamento tecnico-scientifico, gli uffici regionali e comunali e la Compagnia della Rancia per il contributo fornito. «Sono certo del valore storico e culturale del nostro teatro – ha aggiunto il sindaco – che continuerà a rappresentare un punto di riferimento per la vita culturale della città e dell’intera comunità». Il Teatro Nicola Vaccaj, uno dei luoghi simbolo della storia culturale tolentinate, resta dunque escluso dal riconoscimento Unesco, ma il Comune punta a proseguire il percorso di valorizzazione di un patrimonio considerato centrale per l’identità della città.    

27/07/2026 16:13
Macerata Opera Festival, oltre 6.300 spettatori nel secondo weekend

Macerata Opera Festival, oltre 6.300 spettatori nel secondo weekend

Oltre 6.300 spettatori hanno partecipato al secondo fine settimana del Macerata Opera Festival, che ha confermato il positivo andamento della manifestazione nonostante le incertezze legate alle previsioni meteo e alcune sostituzioni nel cast de Il Trovatore. Le tre recite hanno raccolto il consenso del pubblico, composto da appassionati provenienti dalle Marche, da tutta Italia e dall'estero. Tra i protagonisti del weekend si è distinta il soprano Martina Gresia, chiamata a sostituire Marta Torbidoni, indisposta, nel ruolo di Leonora. La giovane artista ha affrontato uno dei personaggi più complessi del repertorio verdiano ricevendo un'ottima accoglienza dagli spettatori. Consensi anche per il tenore Haiyang Guo, interprete di Manrico, che recita dopo recita continua a consolidare la propria crescita artistica grazie a qualità vocali, espressività e dizione. Il festival si conferma così una vetrina internazionale per i giovani talenti dell'opera, capace di offrire importanti opportunità di crescita artistica e, allo stesso tempo, di richiamare un pubblico composto anche da abbonati e frequentatori di prestigiosi teatri europei, dalla Royal Opera House all'Opera di Vienna. Accanto agli spettacoli lirici, il weekend è stato arricchito da numerose iniziative collaterali promosse insieme ai partner della manifestazione. Tra queste gli appuntamenti realizzati con Mapei, TecnoCredito e Fratelli Simonetti, oltre allo spazio dedicato a Laboratori Ernesi 1978, che ha raccontato al pubblico la storia dell'azienda marchigiana, il suo percorso di ricerca e innovazione e il forte legame con il territorio e le materie prime locali. Anche attraverso queste attività il Macerata Opera Festival rafforza il proprio ruolo di ambasciatore delle eccellenze marchigiane, promuovendo non solo la grande tradizione operistica ma anche il patrimonio produttivo, culturale e creativo di un territorio che unisce mare, colline e montagne. La manifestazione può contare sul sostegno di una vasta rete di partner. Finproject è main sponsor, Banco Marchigianomajor sponsor, mentre tra i top sponsor figurano Enel, APM, Mapei, Rematarlazzi, Sardellini Costruzioni, TecnoCredito Commerciale e Laboratori Ernesi 1978. Accessibility partner è Simonelli Group. Tra gli sponsor sono presenti anche Romcaffè, Elettronica S.p.A. e Centro Accessori, mentre i children partner sono Astea Energia – Gruppo SGR, Clementoni e Naturneed. Automotive sponsor è Dongfeng Italia. Il festival è inoltre sostenuto da numerosi ordini professionali, associazioni di categoria, fornitori ufficiali, media partner, cultural partner e network internazionali che contribuiscono alla crescita e alla promozione della manifestazione.

27/07/2026 14:30
Aperitivi Culturali, tre incontri tra Verdi, Rossini e arte a Macerata

Aperitivi Culturali, tre incontri tra Verdi, Rossini e arte a Macerata

Proseguono gli appuntamenti degli Aperitivi Culturali del Macerata Opera Festival, che dal 31 luglio al 2 agostoaccompagneranno il pubblico con tre nuovi incontri dedicati all'opera lirica, all'arte e all'approfondimento culturale. Gli eventi, ospitati come sempre alle ore 12 agli Antichi Forni, rientrano nelle iniziative per celebrare il ventennale della rassegna. Il programma ripartirà giovedì 31 luglio con "Ferro, fuoco e sangue: un approccio antropologico al Trovatore", incontro affidato all'antropologa napoletana Annalisa Di Nuzzo. Seguendo il percorso di studi tracciato da Ernesto De Martino, la relatrice analizzerà i tre elementi simbolici che attraversano il capolavoro verdiano: il ferro degli zingari, il fuoco degli accampamenti, delle pire e delle passioni, e il sangue che accompagna il destino dei protagonisti travolti dalla vendetta. Sabato 1° agosto sarà invece il momento del dialogo tra opera e arti figurative con "Visioni e profezie: tra dipinti e musica nell'età di Verdi". A guidare il pubblico sarà il critico d'arte Roberto Cresti, che approfondirà il fascino esercitato dall'Oriente e dal mito di Babilonia sulla pittura ottocentesca e sulle scenografie del Nabucco, mostrando come l'immaginario orientalista abbia influenzato anche la rappresentazione dell'opera. Domenica 2 agosto l'appuntamento sarà dedicato a Rosina, protagonista del Barbiere di Siviglia, con l'incontro "In difesa di Rosina", affidato alla giornalista e critica musicale Carla Moreni, storica firma de Il Sole 24 Ore. L'iniziativa sarà anche l'occasione per ricordare Angelo Foletto, giornalista e musicologo scomparso quest'anno, figura profondamente legata agli Aperitivi Culturali. Per molti anni Foletto è stato tra i protagonisti degli incontri, commentando le prime dello Sferisterio insieme ai registi e ai direttori d'orchestra. Nel 2024 aveva inoltre curato il volume dedicato ai sessant'anni dello Sferisterio, lasciando un contributo significativo alla divulgazione della storia del festival. Come di consueto, le letture saranno affidate a Gabriela Lampa, mentre video e regia sono curati da Riccardo Minnucci. Partner gastronomici dei tre appuntamenti saranno, nell'ordine, Basquiat, Antica Gastronomia e Centrale. Proseguono infine le iniziative dedicate ai vent'anni degli Aperitivi Culturali. È visitabile una mostra che ripercorre tutti i programmi realizzati dal 2006 al 2026, affiancata da un'esposizione multimediale con i contributi video trasmessi nel corso di questi due decenni, curata da Simone Pianesi di Limone Blu Studio. Per l'occasione è inoltre disponibile un opuscolo celebrativo realizzato per il ventennale della manifestazione.

27/07/2026 13:45
Da Marilyn a Moulin Rouge: a Popsophia il mito delle dive e la filosofia del musical

Da Marilyn a Moulin Rouge: a Popsophia il mito delle dive e la filosofia del musical

«The show must go on», cantavano i Queen. Ma a quale prezzo? Cosa spinge l’essere umano a ricercare il riconoscimento pubblico  pur di non rimanere nell'ombra? Se lo chiede Popsophia, il festival  nato 15 anni fa e che fino a lunedì trasformerà Civitanova Alta in un laboratorio di riflessioni sul presente. L’apertura di ieri sera, sotto la direzione artistica di Lucrezia Ercoli, ha inaugurato tre giorni dedicati al mondo dello spettacolo, all’illusione della fama e alla complessa anatomia del successo. La prima giornata si è aperta con una potente immersione nell'immaginario femminile del Novecento. Tre dive, tre icone universali, esplorate e svelate oltre la superficie della pura estetica. Brigitte Bardot e il mito della liberazione: Il sociologo Ivo Stefano Germano ha ripercorso l'impatto culturale della B.B. nazionale. Non una semplice stella del cinema, ma il simbolo di un'emancipazione sfrontata, capace di scandalizzare e rivoluzionare i costumi di un'intera epoca. Marilyn Monroe, cent'anni di enigma: nel centenario della nascita dell'attrice, lo scrittore Guido Vitiello ha tratteggiato la parabola tragica della diva per eccellenza. Monroe viene restituita come icona di una fragilità specchio di Hollywood: un corpo desiderato da tutti, ma una solitudine compresa da pochi. Claudia Cardinale, la metamorfosi della voce: ampio spazio è stato dedicato alla stella del nostro cinema da Gennaro Carillo. Per anni la Cardinale è stata solo «un corpo bellissimo senza voce», costretta a farsi doppiare per via della cadenza francese. È stato Federico Fellini, nel suo capolavoro 8½, a compiere il miracolo: restituirle la sua voce profonda, permettendole di abitare il film non più solo come oggetto dello sguardo, ma come soggetto narrativo. «Che cos'è la bellezza?» si è chiesto Carillo durante l’incontro. La risposta è stata: «Tutto ciò che turba, che sgomenta, che spezza l’equilibrio». Esattamente ciò che la Cardinale ha saputo fare sul grande schermo. La serata è poi proseguita con  il primo Philoshow: “È nata una stella. Filosofia del musical da Moulin Rouge a La La Land”. Sotto la direzione artistica di Lucrezia Ercoli, affiancata dalla filosofa e scrittrice Ilaria Gaspari, la musica diventa una  lente d'ingrandimento filosofica. Tra le note dei brani più celebri di Broadway e Hollywood, eseguiti dal vivo, l'analisi si è mossa sui seguenti temi:  Il bisogno primordiale di “essere visti”: Quanto la ricerca del successo risponde a una necessità identitaria e quanto alla paura dell'oblio? Il prezzo dell'ambizione: la gloria chiede sempre un prezzo, che spesso coincide con il sacrificio degli affetti o della propria autenticità. Il confine sottile tra finzione e realtà: Quando il riflettore si spegne, cosa rimane dell'artista? PopSophia conferma la sua cifra stilistica unica: abbattere la distanza  tra cultura alta e pop, dimostrando che anche dietro le  luci di un musical si nascondono le grandi domande che da sempre tormentano la filosofia. Lo spettacolo continuerà nella giornata di oggi e domani con altri incontri, spettacoli e philoshow.

26/07/2026 14:22
San Severino, il Teatro Feronia è patrimonio dell’umanità: "Premiata cura e tutela costante"

San Severino, il Teatro Feronia è patrimonio dell’umanità: "Premiata cura e tutela costante"

Il Teatro Comunale Feronia scrive la pagina più gloriosa della sua storia recente. Da oggi, il gioiello architettonico settempedano entra ufficialmente a far parte del patrimonio dell'umanità Unesco, inserito in una ristrettissima e selezionata cerchia di teatri storici distribuiti tra le regioni Marche, Umbria ed Emilia Romagna. Una consacrazione globale che premia non solo il valore artistico e monumentale della struttura, ma anche il legame indissolubile che, nei secoli, ha unito questo capolavoro di eleganza alla sua comunità, rendendolo il simbolo indiscusso della vita culturale cittadina. La notizia è stata accolta con profondo orgoglio e commozione dai vertici dell'amministrazione e della cultura locale, pronti a cogliere le enormi opportunità di visibilità internazionale che questo sigillo comporta. «Siamo immensamente orgogliosi di questo traguardo storico che dà lustro non solo a San Severino Marche ma all'intera regione, afferma il sindaco Rosa Piermattei. Questo riconoscimento premia la cura, la tutela e la costante valorizzazione del nostro patrimonio. Il Feronia è il cuore pulsante della nostra città, un luogo in cui la storia incontra il futuro. Continueremo a lavorare affinché questo tempio dell'arte resti un faro di crescita e coesione sociale». Francesco Rapaccioni (direttore de "I Teatri di Sanseverino"): «Entrare nel patrimonio Unesco è la consacrazione definitiva della nostra grandezza artistica e storica. Un risultato che premia la qualità della nostra programmazione e la capacità di mantenere vivo un palcoscenico che sa dialogare con il presente. Si apre ora una stagione di grandissime opportunità per la valorizzazione internazionale delle nostre attività culturali e di tutto il territorio». Con il prestigioso riconoscimento dell'Unesco, il Teatro Feronia si appresta a inaugurare una nuova era. L'obiettivo immediato è l'apertura a una platea globale, posizionando la città come meta imperdibile per gli amanti del turismo culturale e dello spettacolo dal vivo. Il sipario del Feronia è pronto ad alzarsi su grandi eventi internazionali, riaffermando con forza il suo ruolo centrale nella vita sociale e artistica della comunità marchigiana.

26/07/2026 13:12
“Il nostro onore si chiama fedeltà”: a Montecosaro la storia di Ordine Nuovo nel libro di Loredana Guerrieri

“Il nostro onore si chiama fedeltà”: a Montecosaro la storia di Ordine Nuovo nel libro di Loredana Guerrieri

Che cosa è stato davvero Ordine Nuovo? A questa domanda tenta di rispondere il nuovo saggio della storica Loredana Guerrieri, “Ordine Nuovo. Il nostro onore si chiama fedeltà” (Futura Edizioni), presentato ieri sera a Montecosaro presso la casetta “Cavalieri”. L'iniziativa, organizzata dal Laboratorio di Idee locale, ha visto dialogare l'autrice e il vicepresidente dell'associazione Reano Malaisi in un viaggio documentale dentro l'ideologia, i paradossi e le derive radicali del neofascismo italiano tra gli anni Cinquanta e Settanta. Il volume, che vede la prefazione di Valerio Renzi, propone un’analisi storica del movimento Ordine Nuovo, ricostruendone la vicenda dagli inizi degli anni Cinquanta fino alla metà degli anni Settanta, in una fase caratterizzata dalle profonde trasformazioni politiche italiane e dalla contrapposizione ideologica della Guerra fredda. Guerrieri, dottoressa di ricerca in Storia politica contemporanea all’Università di Macerata, studiosa del neofascismo italiano e dell’estrema destra europea del Novecento, ha illustrato il percorso di un’organizzazione nata nei primi anni Cinquanta come centro studi interno al Movimento Sociale Italiano e successivamente separatasi dal partito nel 1956. Un rapporto complesso, segnato da momenti di distanza e da tentativi di ricomposizione, fino al rientro nell’area del Msi nel 1969. Nel corso dell’incontro è stato approfondito il profilo politico e culturale di Ordine Nuovo, movimento neofascista ispirato alla filosofia della Tradizione di Julius Evola e caratterizzato da una visione nazional-rivoluzionaria contraria al sistema democratico e partitico. Un’organizzazione che, come evidenziato nel libro, guardava non soltanto all’esperienza fascista storica, ma anche a suggestioni provenienti dall’ambiente dell’estrema destra europea e dal nazionalsocialismo. Il volume analizza il movimento attraverso documenti di polizia, riviste e materiali prodotti dagli stessi militanti, ricostruendo il percorso di una realtà che visse il paradosso di essere “fascista in democrazia”, oscillando tra il tentativo di partecipazione politica e le derive più radicali che portarono una parte degli aderenti verso la clandestinità, fino allo scioglimento del gruppo nel 1973. Particolare attenzione è stata dedicata anche al significato del motto “Il nostro onore si chiama fedeltà”, espressione ripresa dalle SS naziste e utilizzata dal movimento come simbolo di appartenenza e continuità ideale con il mondo dei vinti di Salò, che rivendicavano il legame con un passato considerato fondativo della propria identità politica e culturale. Durante l’incontro si è parlato ampiamente degli anni della tensione politica e delle vicende legate agli anni di piombo, incluse le connessioni tra i vertici del movimento e il terrorismo nero. Un focus particolare è stato dedicato alle complesse dinamiche generazionali dell'epoca: è emersa infatti l'iniziale e sorprendente vicinanza di Ordine Nuovo ad alcune istanze del '68, seguita però da un rapido e netto distacco per insanabili divergenze ideologiche. Ciononostante, il dibattito ha evidenziato come vi siano state persino temporanee convergenze e connessioni con la sinistra extraparlamentare, sviluppatesi esclusivamente in chiave critica e strategica contro il comune nemico: il sistema capitalista e la società borghese. Infine, sono stati sviscerati il tormentato rapporto con il Movimento Sociale Italiano, la peculiare concezione evoliana dell’Europa e la complessiva evoluzione del pensiero della destra radicale. Nel confronto con il pubblico è stato affrontato anche il tema dei possibili collegamenti con la destra contemporanea. Secondo l’autrice, le connessioni dirette con Ordine Nuovo sono oggi limitate, anche se alcuni esponenti della politica attuale possono talvolta richiamare simboli e linguaggi appartenuti a quella stagione, anche senza una piena consapevolezza delle origini storiche. L’incontro ha offerto una necessaria chiave di lettura su una delle pagine più oscure e meno indagate del secondo dopoguerra. Se la storiografia ha spesso concentrato l'attenzione su altri capitoli della strategia della tensione, il saggio di Loredana Guerrieri ha il merito di colmare un vuoto critico fondamentale. Attraverso un esame rigoroso di documenti d’archivio, rapporti di polizia e materiali della stessa militanza, il volume non si limita a ricostruire la parabola di Ordine Nuovo, ma ne svela i profondi legami ideologici e le derive radicali, restituendo complessità a un fenomeno che ha segnato tragicamente la storia della destra extraparlamentare italiana. (E.L.)  

24/07/2026 17:26
Camerino, il Convento di Renacavata conquista il Fai: è terzo nella classifica nazionale

Camerino, il Convento di Renacavata conquista il Fai: è terzo nella classifica nazionale

Con oltre 350mila voti già raccolti a soli due mesi dal lancio della 13ª edizione del censimento "I Luoghi del Cuore" del FAI - Fondo per l'Ambiente Italiano, realizzato in collaborazione con Intesa Sanpaolo, prende forma una mappa dell'Italia meno conosciuta ma ricca di tesori storici, artistici e ambientali che le comunità locali vogliono tutelare e valorizzare. Tra i voti già conteggiati figurano anche oltre 62mila schede cartacee pervenute al FAI entro il 6 luglio, mentre sarà possibile continuare a sostenere i propri luoghi del cuore fino al 15 dicembre. Il censimento conferma ancora una volta il forte legame tra cittadini e territorio. Dai comitati spontanei alle associazioni, passando per Comuni, parrocchie e scuole, sono già circa un centinaio le realtà impegnate nella raccolta delle preferenze con l'obiettivo di far conoscere luoghi spesso esclusi dai grandi circuiti turistici oppure di raggiungere la soglia minima di 3.000 voti, necessaria per accedere ai bandi che consentono di richiedere contributi economici per interventi di recupero e valorizzazione. I primi tre classificati a livello nazionale potranno inoltre concorrere all'assegnazione di contributi rispettivamente da 70mila, 60mila e 50mila euro, previa presentazione di un progetto di restauro o valorizzazione. Nelle Marche il sito che sta ottenendo il maggior consenso è il Convento dei Frati Cappuccini di Renacavata, nel territorio di Camerino, che occupa attualmente il terzo posto nella classifica nazionale e il primo tra i luoghi marchigiani. Immerso tra le colline boschive e costruito in pietra locale, il complesso rappresenta il primo convento dell'Ordine dei Frati Cappuccini, nato nel 1528 grazie a Matteo da Bascio, frate francescano osservante originario del Montefeltro che intendeva recuperare lo stile di vita improntato a solitudine e penitenza di San Francesco. La struttura, acquistata nel 1529 da Caterina Cybo, vedova del duca di Camerino e sostenitrice di Matteo da Bascio, esisteva già nel Quattrocento come ospizio per pellegrini e viandanti lungo la Via Lauretana antica. Successivamente furono realizzati il dormitorio dei frati e gli spazi destinati all'accoglienza dei pellegrini. Nello stesso periodo venne riorganizzata la chiesa, all'interno della quale trova posto la preziosa terracotta invetriata policroma realizzata da Santi Buglioni tra il 1530 e il 1532 per la cappella di Santa Maria delle Grazie. Accanto al convento è presente anche un piccolo museo dell'arte cappuccina che custodisce una collezione di tabernacoli lignei marchigiani. Oggi il convento è ancora abitato dai frati e rappresenta il cuore spirituale del Cammino dei Cappuccini, itinerario di quasi 400 chilometri percorso ogni anno da migliaia di pellegrini. La partecipazione al censimento nasce dall'esigenza di reperire risorse per la riqualificazione degli spazi interni ed esterni del complesso. A supportare la raccolta voti sono i volontari FAI delle Marche. Al secondo posto nella classifica regionale si colloca Villa del Balì di Colli al Metauro, nel Pesarese, che ha già superato il migliaio di preferenze. La villa sorse attorno a una cappella altomedievale dedicata a San Martino e divenne proprietà dei conti Negusanti di Fano nel 1399. Nel 1568 il vescovo Vincenzo Negusanti fece costruire accanto alla cappella una grande residenza di campagna che utilizzava anche per le sue osservazioni astronomiche. Le quattro torri dell'edificio, infatti, consentivano di osservare il cielo da diverse prospettive. Nel 1677 la proprietà passò al conte Antonio Marcolini, Balì dell'Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano, titolo dal quale deriva il nome con cui la villa è ancora oggi conosciuta. Dal 1944 appartiene al Comune di Fano ed è concessa in comodato al Comune di Colli al Metauro. Dal 2004 ospita uno dei più importanti musei della scienza italiani, inserito dal Ministero dell'Istruzione tra i quattro più rilevanti del Paese. Con oltre 2.000 metri quadrati di spazi espositivi, rappresenta il secondo science center italiano per dimensioni e qualità delle attrezzature. La raccolta voti è sostenuta dai volontari FAI di Fossombrone. Tra i luoghi più segnalati figura anche Le Due Sorelle di Sirolo, il celebre doppio faraglione simbolo della Riviera del Conero. Le due formazioni rocciose emergono dal mare davanti a una piccola spiaggia di ciottoli bianchi raggiungibile esclusivamente via mare. L'area è uno degli scorci più suggestivi dell'Adriatico ma costituisce anche un ecosistema particolarmente fragile dal punto di vista geologico. Da anni infatti la falesia del Conero, come altri tratti costieri tra Numana e Portonovo, evidenzia criticità che richiedono interventi di tutela e conservazione. Molti voti stanno arrivando anche per la Chiesa dell'Assunta di Recanati, chiusa e inagibile dal terremoto del 2016. L'edificio venne costruito nel 1622 all'interno del Conservatorio dell'Assunta, istituito dalla nobildonna Barbara Massilla di San Ginesio, figura di primo piano nella Recanati del Cinquecento. Donna colta, religiosa e impegnata nel sociale, destinò la propria abitazione a monastero, successivamente trasformato in orfanotrofio ed educandato. La chiesa, progettata da Pietro Paolo Iacometti, rappresenta una rara testimonianza del passaggio tra Rinascimento e Barocco nelle Marche. Se l'esterno appare semplice e incompiuto, l'interno custodisce un ricco apparato decorativo con stucchi policromi, marmi, elementi scultorei e un altare maggiore di forte impatto scenografico. È presente inoltre un piccolo matroneo protetto da una grata che consentiva alle religiose di assistere alle funzioni senza essere viste. Dopo i danni provocati dal sisma del 2016, la copertura dell'edificio è stata gravemente compromessa e la chiesa è rimasta chiusa al pubblico. Per questo motivo la Fondazione IRCER, proprietaria dell'immobile, promuove la raccolta voti con il sostegno dei volontari FAI di Recanati. Completa la classifica regionale provvisoria Villa Salvati di Monte Roberto, uno dei più significativi esempi di architettura neoclassica marchigiana dell'età napoleonica. La villa, preceduta da un lungo viale alberato, fu costruita tra il 1805 e il 1820 per volontà di Serafino Salvati, ricco proprietario terriero che affidò il progetto all'architetto romano Giuseppe Camporese, tra i maggiori interpreti del primo Neoclassicismo. L'edificio presenta una pianta simmetrica e un ricco apparato decorativo riconducibile all'ambito di Felice Giani, con soffitti impreziositi da stucchi geometrici, motivi vegetali e richiami all'antichità classica. Il piano nobile è decorato da affreschi e il complesso comprende anche una cappella di famiglia a pianta centrale preceduta da un portico con colonne corinzie. Il comitato "Uniti per Villa Salvati", costituito appositamente per il censimento dal Comune di Monte Roberto, dalla Fondazione Salvati, dalla Pro Loco e dal Comitato tutela Pianello Vallesina e Municipi, punta a raccogliere i voti necessari per completare il recupero della villa e restituirla pienamente alla fruizione pubblica. La campagna è sostenuta dai volontari FAI di Jesi e della Vallesina. Per partecipare al censimento è possibile votare online sul sito dedicato oppure attraverso i moduli cartacei distribuiti nei punti di raccolta organizzati dai comitati promotori. Intesa Sanpaolo, partner del progetto dal 2004, continua a sostenere l'iniziativa nell'ambito del proprio impegno per la valorizzazione del patrimonio culturale italiano. La XIII edizione dei Luoghi del Cuore si svolge con il patrocinio del Ministero della Cultura e vede anche il sostegno della Rai, Main Media Partner del FAI, attraverso la collaborazione di Rai per la Sostenibilità ESG.

24/07/2026 16:25
“Baccanti” di Anagoor arriva a Urbisaglia: il mito di Euripide si trasforma in rito contemporaneo

“Baccanti” di Anagoor arriva a Urbisaglia: il mito di Euripide si trasforma in rito contemporaneo

Un viaggio tra mito, poesia e teatro contemporaneo in uno dei luoghi simbolo dell’antichità marchigiana. Martedì 28 luglio l’Anfiteatro Romano di Urbisaglia ospiterà “Baccanti”, la nuova creazione di Anagoor firmata dal regista Simone Derai, appuntamento di punta del cartellone del TAU / Teatri Antichi Uniti, la rassegna regionale dedicata al teatro classico promossa da Regione Marche, AMAT, Ministero della Cultura e dai quindici Comuni del circuito. Lo spettacolo nasce dal lavoro della compagnia Anagoor insieme agli attori dell’Accademia Teatrale Carlo Goldoni del Teatro Stabile del Veneto e propone una rilettura contemporanea della tragedia di Euripide, capace di intrecciare rito, parola e movimento scenico. Al centro della rappresentazione c’è la ricerca sulla trance come elemento poetico e teatrale: le “Baccanti” diventano così una riflessione sull’identità, sul senso di appartenenza e sul rapporto tra individuo e comunità. Un confronto con il presente attraverso la forza del mito, in cui il teatro diventa spazio di trasformazione e di messa in discussione delle convenzioni. Le figure delle Baccanti, sospese tra estasi dionisiaca e ribellione, incarnano una dimensione collettiva che rompe i confini tra umano e divino, mettendo in crisi equilibri sociali e rapporti di potere. «In un audace viaggio nella tragedia – spiega il regista Simone Derai – Anagoor guida gli allievi del III anno dell’Accademia Teatrale Carlo Goldoni nell’esplorazione delle Baccanti di Euripide, immergendoli in un’esperienza che unisce rito, poesia e teatro». Derai descrive la scena come «un sabba notturno in cui un gruppo di ragazzi si immerge per giocare ancora una volta al teatro e praticare una malia sul pubblico». Un’esperienza nella quale la trasformazione coinvolge non solo i personaggi, ma anche gli spettatori, chiamati a lasciarsi attraversare dalla forza del rito teatrale. La nuova lettura di Anagoor si presenta come una riflessione sul presente e sulle fragilità della società contemporanea. «Una pratica magica curativa per un mondo malato e arido», secondo la visione del regista, un invito a superare chiusure identitarie e conflitti attraverso il potere dell’arte. Con questo appuntamento il TAU conferma la propria vocazione: riportare i grandi classici sulla scena contemporanea, creando un dialogo tra il patrimonio del teatro antico e le domande del nostro tempo. Lo spettacolo vede in scena Chiara Antenucci, Laura Maria Babaian, Mosè Bächtold, Pietro Begnardi, Gaia Capelli, Daniele Capitani, Greta Nola, Luca Passera, Margherita Russo, Margherita Scotti e Michele Tonicello. La musica e il sound design sono firmati da Mauro Martinuz. La produzione è del Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale. L’appuntamento è per martedì 28 luglio alle ore 21.30 all’Anfiteatro Romano di Urbisaglia. I biglietti sono disponibili all’Ufficio Turistico di Urbisaglia, nel circuito AMAT/Vivaticket anche online e la sera dello spettacolo alla biglietteria del teatro, aperta dalle ore 19.

24/07/2026 12:16
Fiastra celebra Pietro Polverini con un nuovo premio nazionale di poesia

Fiastra celebra Pietro Polverini con un nuovo premio nazionale di poesia

Fiastra raccoglie l’eredità poetica di Pietro Polverini con la nascita del Premio Nazionale di Poesia a lui dedicato. Il nuovo riconoscimento, promosso dal Comune di Fiastra in collaborazione con MediumPoesia e l’associazione RicostruiAMO Fiastra, nasce nel 2026 con l’obiettivo di valorizzare la poesia italiana contemporanea e mantenere viva la memoria di una delle voci più significative della sua generazione. Pietro Polverini (1992-2023) è stato un poeta capace di distinguersi per intensità e originalità. Il premio che porta il suo nome vuole ora offrire uno spazio di confronto tra autori, studiosi e lettori, sostenendo le opere più innovative e incisive del panorama poetico nazionale. Per la prima edizione sono stati selezionati i tre finalisti: Andrea Breda Minello, Maddalena Lotter e Davide Nota. Il Premio ha inoltre riservato un’attenzione particolare ai giovani autori, assegnando le menzioni di merito a June Scialpi e Abbadi Ali Fatmi, a conferma della volontà di valorizzare anche le nuove generazioni della poesia contemporanea. A valutare le opere in concorso è una giuria composta da importanti esponenti del mondo poetico e critico: Franco Buffoni, presidente onorario, insieme a Franca Mancinelli, Renata Morresi, Francesco Ottonello, segretario del Premio, e Luigi Socci. Il vincitore assoluto sarà scelto durante la cerimonia finale attraverso il voto di una giuria popolare, creando un momento di partecipazione diretta tra autori e pubblico. Un appuntamento che si svolgerà a Fiastra, luogo particolarmente legato alla biografia di Pietro Polverini. La premiazione è in programma al Castello Magalotti di Fiastra con inizio alle ore 18. A seguire, il pubblico potrà assistere al concerto del cantautore Lorenzo Sbarbati, che presenterà il progetto Rivoluzione originale. Con questa nuova iniziativa, Fiastra si propone come punto di riferimento per la poesia contemporanea, trasformando il ricordo di Pietro Polverini in un’occasione di incontro e scoperta di nuove voci.    

23/07/2026 17:53
Popsophia celebra Cesare Paciotti: la filosofia della scarpa in scena a Civitanova Alta

Popsophia celebra Cesare Paciotti: la filosofia della scarpa in scena a Civitanova Alta

A quindici anni dalla nascita del festival, Popsophia rende omaggio a uno dei grandi protagonisti del made in Marche. Lunedì 27 luglio, alle 18, l'Auditorium San Francesco di Civitanova Alta ospiterà "Ai piedi delle star. Cesare Paciotti e la filosofia della scarpa", una conferenza-spettacolo dedicata allo stilista civitanovese recentemente scomparso, che fu tra gli ospiti simbolo della prima edizione del festival nel 2011. A guidare l'incontro saranno Evio Hermas Ercoli e Lucrezia Ercoli, che ripercorreranno la figura di Paciotti e il valore culturale della sua produzione, trasformando la scarpa da semplice accessorio a oggetto capace di raccontare il desiderio, il potere, la seduzione e l'identità contemporanea. L'appuntamento sarà anche un momento di ricordo della storica partecipazione dello stilista alla prima edizione di Popsophia, quando salì sul palco insieme a Giampiero Mughini e sostenne la mostra dedicata al "D'Annunzio Segreto", con gli abiti e gli oggetti personali del poeta provenienti dal Vittoriale. Il dialogo proporrà una riflessione sul significato simbolico della calzatura nella cultura contemporanea. Le creazioni di Cesare Paciotti, con il loro stile neo-barocco e l'inconfondibile pugnale che ne caratterizza il marchio, saranno lette come elementi di un immaginario collettivo in cui la moda diventa linguaggio e rappresentazione sociale. Ad accompagnare gli interventi saranno immagini pubblicitarie, copertine, sequenze cinematografiche e televisive che hanno contribuito a trasformare la scarpa in una vera e propria icona del consumo. «Scegliere cosa indossare non è mai un gesto casuale – anticipa Lucrezia Ercoli –. L'abbigliamento segue una grammatica precisa ed è uno strumento attraverso cui comunichiamo chi siamo. La scarpa, in particolare, è il mezzo con cui entriamo nel mondo. Non è un caso che arte e filosofia, da Van Gogh a Heidegger, fino a Warhol e Jameson, abbiano affidato proprio alle scarpe il compito di raccontare le trasformazioni della società». Per Evio Hermas Ercoli, «la scarpa di Paciotti non è soltanto un bene di lusso, ma un segno capace di raccontare un immaginario che dalla provincia marchigiana ha conquistato il panorama internazionale. Il celebre pugnale diventa così il simbolo della forza del desiderio e di un pensiero che prende forma». La serata si aprirà con uno spazio dedicato ai progetti realizzati dagli istituti scolastici del territorio. Tra questi "Scarpopoli", ideato in collaborazione con il Liceo del Made in Italy Gentili di Tortoreto, che ha reinterpretato il celebre gioco del Monopoli per raccontare le fasi della produzione industriale della scarpa. Saranno inoltre presentate le creazioni delle studentesse dell'Istituto Bonifazi Corridoni, indirizzo Moda, che hanno realizzato un omaggio sartoriale dedicato a Marilyn Monroe. L'incontro rappresenta così un tributo a Cesare Paciotti e, allo stesso tempo, una riflessione sul rapporto tra moda, filosofia e cultura pop, nel segno di uno dei marchi che hanno contribuito a portare il nome delle Marche nel mondo.      

21/07/2026 19:08
Montecosaro, Loredana Guerrieri presenta “Ordine Nuovo”: un’analisi sul neofascismo italiano

Montecosaro, Loredana Guerrieri presenta “Ordine Nuovo”: un’analisi sul neofascismo italiano

Montecosaro - Un appuntamento dedicato alla storia politica italiana contemporanea è in programma a Montecosaro Scalo con la presentazione del nuovo libro di Loredana Guerrieri, dal titolo “Ordine Nuovo. Il nostro onore si chiama fedeltà” (Futura editrice). L’incontro si terrà giovedì 23 luglio alle ore 21.15 presso la casetta di legno “Cavalieri”, in via Tiziano, ed è organizzato dal Laboratorio di Idee di Montecosaro. A dialogare sui contenuti del volume saranno l’autrice e Reano Malaisi, vicepresidente dell’associazione. Il libro propone una ricostruzione storico-politica del movimento Ordine Nuovo, formazione neofascista nata nei primi anni Cinquanta come centro studi interno al Movimento Sociale Italiano e successivamente separatasi dal partito. Attraverso l’analisi di documenti di polizia, riviste e materiali prodotti dal gruppo, il volume approfondisce gli aspetti ideologici, culturali e politici che hanno caratterizzato l’evoluzione del movimento, inserendolo nel contesto del secondo dopoguerra italiano. L’opera ripercorre le diverse fasi attraversate da Ordine Nuovo: dal tentativo di collocazione all’interno del sistema politico istituzionale fino alle posizioni più radicali che portarono una parte dei suoi esponenti verso la clandestinità dopo lo scioglimento del gruppo, avvenuto nel 1973. Un lavoro di ricerca che punta a ricostruire, attraverso fonti e documentazione storica, uno dei fenomeni più discussi della politica italiana del Novecento, analizzandone il percorso e il rapporto con il contesto democratico nel quale si sviluppò. Loredana Guerrieri, laureata in Scienze politiche e con un dottorato di ricerca in Storia politica contemporanea all’Università di Macerata, si occupa principalmente di neofascismo. “Ordine Nuovo. Il nostro onore si chiama fedeltà” rappresenta la sua prima monografia, ma arriva dopo una produzione scientifica composta da circa venti saggi, tra cui uno in lingua tedesca, e quattro curatele. L’incontro di Montecosaro sarà quindi un’occasione per approfondire un capitolo complesso della storia politica italiana attraverso una prospettiva basata su fonti e ricerca storica.    

21/07/2026 17:30
Camerino, la mostra su San Francesco racconta arte e memoria ritrovata

Camerino, la mostra su San Francesco racconta arte e memoria ritrovata

Si è svolto venerdì 17 luglio al Museo diocesano "G. Boccanera" di Camerino l'incontro dedicato alla mostra "San Francesco. Immagini ritrovate", promossa dalla Conferenza Episcopale Marchigiana con il sostegno della Regione Marche e realizzata come un museo diffuso che coinvolge i tredici Musei Diocesani delle Marche. L'iniziativa si è aperta con i saluti del sindaco Roberto Lucarelli e con la testimonianza del funzionario storico dell'arte Pierluigi Moriconi, offrendo al pubblico l'opportunità di approfondire non solo le opere esposte, ma anche il lavoro di studio, recupero e valorizzazione che ha reso possibile l'allestimento della mostra, dedicata alla presenza francescana nel territorio dell'Arcidiocesi di Camerino. La direttrice del Museo, Barbara Mastrocola, ha introdotto il percorso espositivo, illustrato dallo storico dell'arte Matteo Mazzalupi, che ha posto al centro dell'attenzione una delle opere simbolo della città, l'Annunciazione di Spermento di Giovanni Angelo d'Antonio, proveniente da una chiesa francescana degli Osservanti. Tra i capolavori esposti figura anche la Madonna del Rosario con San Domenico e San Francesco di Giovanni Andrea De Magistris, proveniente dalla chiesa dei Santi Gregorio e Valentino di Caldarola. L'opera è presentata insieme alla tavoletta raffigurante la Natività, recuperata nel 2012 dopo essere stata trafugata insieme agli altri pannelli dedicati ai misteri del Rosario, mai più ritrovati. L'incontro ha inoltre acceso i riflettori sul patrimonio archivistico della diocesi, restaurato grazie ai fondi dell'8xmille alla Chiesa cattolica. L'archivista Luca Barbini ha illustrato il valore dei documenti conservati, soffermandosi in particolare su una pergamena del 1224, con un inserto del 1223, nel quale compare un riferimento a San Francesco ancora vivente, documento di particolare rilievo storico. La mostra si propone così non solo come un'esposizione di opere d'arte e documenti antichi, ma come un percorso capace di restituire frammenti della storia del territorio, valorizzando il patrimonio culturale come strumento di conoscenza, identità e partecipazione della comunità.   L'esposizione resterà aperta fino al 31 agosto, dal martedì alla domenica e nei giorni festivi, con orario 10-13 e 16-19.

21/07/2026 14:00
La memoria brucia, la vendetta resta: il Trovatore accende lo Sferisterio

La memoria brucia, la vendetta resta: il Trovatore accende lo Sferisterio

È un Trovatore intenso ed emotivamente coinvolgente quello che torna allo Sferisterio di Macerata. Complesso, stratificato e tormentato come solo l'opera di Verdi sa essere, l'allestimento firmato da Francisco Negrin riesce a restituire tutta la forza di una vicenda in cui amore, vendetta e senso di colpa si intrecciano fino alla tragedia. A colpire è soprattutto la forza evocativa della messinscena: un allestimento quasi metafisico e minimalista, che rinuncia all'accumulo per affidarsi ai simboli. In uno spazio austero e scuro, apparentemente spoglio, sono proprio la semplicità delle forme e la profondità delle immagini a trasportare lo spettatore dentro la vicenda. Le scene di Louis Désiré e i costumi di Diego Méndez costruiscono un universo sospeso, dove il passato continua a pesare sul presente. Il palcoscenico diventa il vero protagonista: le due immense tavole che attraversano la scena vengono percorse e ripercorse dai personaggi, come un confine tra ciò che è stato e ciò che non può più essere. La torre di Saragozza domina lo spazio come simbolo di memoria e prigionia, mentre il fuoco accompagna tutta la rappresentazione diventando il filo conduttore dell'opera: è il fuoco dell'amore, della rabbia e della vendetta, ma soprattutto quello di un passato che continua ad ardere. Tra le immagini più potenti della regia ci sono la presenza del bambino che tormenta Azucena e la corda rossa che lega simbolicamente passato e presente. Il bambino diventa la materializzazione del senso di colpa e del peso che la donna porta con sé, mentre la corda finisce per imprigionarla proprio come la vendetta che guida ogni sua scelta.  Anche il finale trova una forte coerenza visiva: le due grandi tavole che hanno attraversato tutta la rappresentazione vengono infine arse, completando il percorso simbolico di uno spettacolo in cui tutto sembra consumarsi sotto il peso delle passioni e delle ferite del passato. A conquistare la scena sono soprattutto le protagoniste femminili. Marta Torbidoni regala una Leonora intensa e convincente, capace di unire agilità vocale e profondità drammatica. La cantante è pienamente calata nel personaggio, restituendo una donna combattuta tra amore, sacrificio e dolore, con una prova di grande partecipazione emotiva. Accanto a lei, Sofija Petrovich costruisce un'Azucena magnetica e tormentata, figura centrale del dramma verdiano. La sua interpretazione restituisce tutta la complessità di una donna divorata dal ricordo e dalla vendetta, sospesa tra sofferenza e ossessione. Sono loro, Leonora e Azucena, a sostenere il cuore emotivo dell'opera. La serata è stata segnata dalla sostituzione di Piero Pretti con Haiyang Guo nel ruolo di Manrico. Il tenore affronta una parte tra le più impegnative del repertorio verdiano con una prova corretta, ma che fatica a trovare la necessaria intensità: il fraseggio appare prudente e manca quella forza interpretativa capace di restituire pienamente il tormento del personaggio, pur crescendo nel corso della rappresentazione. Il Trovatore di Negrin trova così la propria forza nella sottrazione: uno spazio austero e oscuro che, invece di creare distanza, accompagna lo spettatore dentro una tragedia fatta di fuoco, memoria e destino. Uno spettacolo in cui ogni elemento ricorda che, nel mondo di Verdi, il passato non smette mai davvero di bruciare.

20/07/2026 13:30
"Con te partirò" allo Sferisterio: il violinista Valentino Alessandrini conquista i social

"Con te partirò" allo Sferisterio: il violinista Valentino Alessandrini conquista i social

La musica come strumento di promozione del territorio e il patrimonio culturale delle Marche come protagonista. È questa la filosofia che accompagna il percorso artistico del Maestro Valentino Alessandrini, violinista marchigiano che negli ultimi anni ha trasformato i luoghi simbolo della regione nel palcoscenico dei suoi videoclip musicali. Un progetto che unisce arte, valorizzazione del territorio e comunicazione digitale, con l'obiettivo di raccontare le bellezze delle Marche attraverso un linguaggio moderno e coinvolgente, capace di avvicinare soprattutto le giovani generazioni al patrimonio storico, artistico e paesaggistico regionale. L'ultimo lavoro rappresenta una tappa importante del suo percorso. Alessandrini ha infatti realizzato il videoclip della sua personale reinterpretazione di "Con te partirò", il celebre brano portato al successo da Andrea Bocelli, scegliendo come scenografia l'Arena Sferisterio di Macerata, uno dei monumenti più rappresentativi della cultura marchigiana. Per il violinista si è trattato di un riconoscimento significativo, che testimonia l'apprezzamento per un progetto artistico capace di coniugare qualità musicale e promozione del territorio. Pubblicato sui social il 16 giugno scorso, il videoclip ha riscosso un notevole successo. Al 20 luglio ha superato le 204mila visualizzazioni su Facebook, raccogliendo centinaia di commenti positivi. Molti utenti hanno espresso apprezzamento per l'iniziativa e il desiderio di assistere a un'esibizione dal vivo del violinista proprio nella suggestiva cornice dello Sferisterio. Il progetto conferma come la musica possa diventare un efficace strumento di promozione culturale e turistica, capace di valorizzare il patrimonio marchigiano attraverso immagini evocative e interpretazioni musicali in grado di raggiungere un pubblico ampio, soprattutto grazie ai canali digitali. L'attività del Maestro Alessandrini prosegue anche sul fronte discografico. È infatti in uscita il nuovo album "Violin Covers Vol. 5", che sarà presto disponibile sulle principali piattaforme digitali. Un nuovo capitolo della carriera di un artista che continua a distinguersi per la capacità di raccontare la propria terra attraverso il linguaggio universale della musica. Quando arte, paesaggio e cultura si incontrano, il risultato diventa qualcosa di più di un semplice videoclip: un invito a riscoprire le Marche attraverso emozioni, immagini e note, contribuendo a far conoscere le eccellenze del territorio anche oltre i confini regionali.

20/07/2026 11:31
Copyright © 2020 Picchio News s.r.l.s | P.IVA 01914260433
Registrazione al Tribunale di Macerata n. 4235/2019 R.G.N.C. - n. 642/2020 Reg. Pubbl. - n. 91 Cron.