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Cultura Macerata

I volti giovani del Fai di Macerata: in 11 hanno sfidato il Covid per le Giornate d'Autunno (FOTO)

I volti giovani del Fai di Macerata: in 11 hanno sfidato il Covid per le Giornate d'Autunno (FOTO)

Ecco i volti dell’ultima edizione delle Giornate FAI d’Autunno, gestita con successo dal nascente gruppo FAI giovani della Delegazione di Macerata con il supporto sanitario della Croce Rossa di Macerata.

Giornate intense nonostante la pandemia, che nella sede di Medicina legale dell’Ateneo Unimc, aperta al pubblico il 17, 18, 24 e 25 ottobre, hanno visto una grande affluenza di pubblico, fermo nel non rinunciare a viversi una delle più belle e significative giornate di turismo culturale dell’anno.

I giovani hanno affiancato con passione ed entusiasmo i volontari più esperti della Delegazione FAI locale che da anni dà vita agli appuntamenti nazionali del FAI nella provincia di Macerata mettendosi alla prova con uno dei momenti più esaltanti e impegnativi dell’agenda nazionale del Fondo Ambiente italiano.

Vista la delicatezza dell’apertura, da gestire secondo i protocolli Covid, e dati gli accordi stretti dalla Fondazione del Fondo Ambiente con la Croce Rossa italiana proprio al fine di tutelare al massimo i visitatori, la Delegazione ha chiesto la collaborazione dell’unità locale della Croce rossa nel gestire gli immancabili preliminari controlli per far accedere i visitatori.

La presidente del FAI Macerata, Maria Paola Scialdone, e la Presidente della Croce Rossa di Macerata Rosaria Ruiti del Balzo, hanno sottolineato con viva soddisfazione l’importanza di creare sinergie fra realtà che si impegnano a titolo gratuito per il bene della comunità nella convinzione che occasioni come questa moltiplichino energie e attivino processi virtuosi.

Il gruppo del nascente FAI giovani è costituito prevalentemente da studenti dell’Ateneo maceratese che si sono sentiti particolarmente a proprio agio ad aprire a un pubblico di non addetti ai lavori uno dei tesori culturali del loro Ateneo.

Di seguito le loro dichiarazioni e i loro profili:

Tommaso Lorenzini, 20 anni, studente di Giurisprudenza a Unimc molto impegnato nel panorama culturale e politico maceratese: "Mi sono avvicinato al FAI perché permette di partecipare alla conservazione, alla riscoperta e alla promozione delle meraviglie artistiche e architettoniche presenti nelle nostre città, con l'impegno di offrire un turismo culturale che sia d'eccellenza ma alla portata di tutti, spesso a pochi passi da casa".

 

Martina Lombardelli, 27 anni, laureata in biologia molecolare ad Ancona, frequenta un master a Firenze: "Per me il FAI è scoperta e riscoperta dei luoghi da cui sono stata “lontana” per 7 anni, nelle GFA 2019 e 2020 ho potuto visitare Rocca d’ajello, il centro storico di Camerino (chiuso al pubblico e aperto per l’occasione) e il palazzo che ospita il Dipartimento di Giurisprudenza che conoscevo ma che mi hanno sorpreso per la loro bellezza. Mi auguro di continuare questa esperienza dando sempre il 100%".


Stephanie Scutti, 22 anni,  Studentessa di beni culturali e scienze del turismo a Unimc: "All'età di 16 anni ho scoperto di avere una passione per il mondo dell'arte, lavorare come volontaria FAI non solo mi ha permesso di vivere un'importante esperienza formativa per il mio percorso di studi, ma anche di entrare a far parte di un gruppo di persone meravigliose dalle quali posso imparare molto".

 

Virgilio Gobbi, 33 anni, proprietario della libreria Catap di Macerata, laureato in Filosofia, studente di Beni Culturali Unimc: "Con il FAI perché è una grande fondazione: sposo interamente la sua missione di preservazione e condivisione del patrimonio culturale e penso che farne parte sia un'esperienza arricchente per me e portatrice di valore per tutta la collettività".

Mirko Canale, 34 anni, laureato in Scienze del Turismo a Unimc: "Vedo il FAI come una grande opportunità per il rilancio del turismo, che mi ha permesso di conoscere nuove persone e di visitare posti meravigliosi con percorsi guidati. Sostenere il FAI è un passo utile per il futuro di Macerata e di tutte le città italiane, soprattutto in questo momento di difficoltà".

Matilde Pierucci, 18 anni, studentessa di Lettere: "Ho da sempre la passione per la scrittura e la letteratura, ho scelto di iscrivermi al FAI perché da attivista ho molto a cuore la salvaguardia del territorio e dei patrimoni culturali del nostro Bel paese e credo che il FAI possa riuscire nell'intento".

 

Alessandro Carloni, 22 anni e studente alla facoltà di Beni Culturali e Turismo di Unimc: "Attraverso questo percorso ho maturato un interesse soprattutto per la valorizzazione dei luoghi e dei beni culturali e di come si può trovare un punto di contatto tra essi e il pubblico. Le giornate del FAI mi hanno permesso di fare un'esperienza sul campo e, al tempo stesso, mi hanno insegnato che anche negli edifici o luoghi meno conosciuti ci sono delle bellezze da scoprire".  


Desirè Zamponi, 20 anni, studentessa di Beni Culturali a Unimc, appassionata di storia e storia dell'arte: "Il FAI secondo me è consapevolezza perché coinvolgendo la comunità e soprattutto noi giovani permette di capire l'importanza di tutelare e valorizzare il nostro patrimonio culturale, risorsa fondamentale che costituisce la nostra identità".

 

Matteo Cedrone, 22 anni, studente di Giurisprudenza: "Il FAI è una famiglia. Il FAI è condivisione di sapere e conoscenze artistiche".

Apollonia Baldoni, 29 anni:"L'istituto di Medicina legale di Macerata ha offerto, in queste giornate FAI d'autunno, uno squarcio sulla vita universitaria della città, fatta non solo di libri. Un'esposizione di abiti tradizionali illustra la ricca storia della goliardia Italiana e dei suoi Ordini. Nella sorprendente sagrestia della Chiesa di San Paolo, successivamente convertita a teatro anatomico della facoltà ed ancora in sala lettura, si possono ammirare stucchi ed affreschi. Una ricca collezione di materiali didattici comprende minuziose ceroplastiche ed un'imponente atlante anatomico illustrato".

Sono Alexandra Florescu, faccio la dietista, e amo il FAI perché difende la storia e bellezza che abbiamo ereditato, due parti del nostro essere umani che, secondo me, sono fondamentali per essere (o diventare) la versione più nobile di noi stessi.

Di seguito anche le voci dei volontari della Croce Rossa di Macerata che hanno prestato un servizio diverso dal loro solito ma con lo spirito filantropico che caratterizza chi si presta senza ritorno economico a fare del bene alla collettività:


Leonardo Ascenzi, 16 anni, studente all'alberghiero di Loreto: "Per me il volontariato è dare tutto ciò che puoi agli altri senza ricevere niente in cambio, al massimo un grazie, ma quel grazie vale quanto un milione di euro. Una frase che dico sempre, non mia, ma di Bob Marley è: "vivi per te stesso e vivrai invano; vivi per gli altri e tornerai a vivere".

 

Andrea Pedrolli, 33 anni: "Ho sempre desiderato avvicinarmi al mondo del volontariato così 3 anni fa ho cominciato a collaborare con la Croce Rossa Italiana. Quello che allora non sapevo è che sarei entrato a far parte di una vera e propria famiglia che si occupa del prossimo a tutto tondo, sempre presente dove più c'è bisogno. Un'esperienza che mi ha cambiato letteralmente la vita e che consiglio caldamente a chiunque!".

 

Erwin-Giordano Quadrini, 22 anni: "Fare volontariato è un'attività che ti riempie le giornate e l'animo, doni tanto e ricevi forse di più. Sapere che con le tue piccole azioni puoi cambiare la giornata di una persona in difficoltà è un emozione unica che poche cose al mondo regalano. Rimarrà sicuramente una delle esperienze più belle e forti che abbia mai fatto, che mi ha cambiato in positivo, mi ha aiutato a crescere ed affrontare le sfide della vita, con la consapevolezza di avere alle mie spalle un grande famiglia come la Croce Rossa".

Samuele Ciccarelli, 20 anni, "la Croce Rossa è una grandissima associazione piena di gente coraggiosa e disposta a dare tutto per gli altri, ma sopratutto molto utile perchè è sempre presente nelle situazioni di emergenza ad esempio quella che stiamo vivendo in questo periodo, io sono qui da un anno e sto capendo che la croce rossa ha un ruolo sempre più fondamentale nella società". 

 

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