È tra Civitanova e Porto Potenza, nel tratto di spiaggia libera, che stamattina una ragazzina di 14 anni è stata avvicinata e infastidita da un uomo, più grande di lei, che ha cercato di sfilarle la parte superiore del costume. A quel punto la minorenne si è messa a gridare mettendo in fuga il molestatore, stando a quanto raccontato dalla giovane ai carabinieri, un uomo sui 30/35 anni.
La 14enne ha dunque subito allertato i carabinieri che stanno indagando sull'accaduto.
Cade con il motorino a Treia, in contrada Piangiano. È accaduto oggi pomeriggio intorno alle 18.
Ad essere coinvolta una ragazza che dopo essere caduta da sola, è stata soccorsa dai sanitari del 118 e trasportata con l'eliambulanza in codice rosso all'ospedale Torrette di Ancona.
Sul posto anche la municipale di Treia.
Sorpreso in auto con oltre un chilo di droga. È quanto accaduto nei giorni scorsi ad un 41enne dipendendente del comune di Civitanova, ma residente a Camerino, A.G., che traportava marijuana a bordo della sua macchina.
L'uomo è stato sorpreso nel corso di un controllo notturno nella zona Lido Tre Archi a Porto Sant'Elpidio e gli uomini del commissariato di Fermo lo hanno arrestato.
A seguito dell'arresto A.G. è stato raggiunto da un provvedimento di spospensione da parte del Comune di Civitanova Marche,
Pubblicità affisse sugli alberi, ma i cittadini non ci stanno.
A Macerata è stata infatti segnalata l'affissione di locandine pubblicitarie con chiodi sugli alberi secolari di Villa Cozza.
"Una gran bella stonatura" si legge sul Facebook. "Ferito anche il famoso cipresso di Guadalupe"
E i cittadini si chiedono se non si può porre rimedio alla situazione.
Era finito al Pronto Soccorso in gravi condizioni e quelli che lo avevano accompagnato hanno raccontato che aveva preso una pallonata in testa. Ma sanitari e carabinieri ci hanno messo poco a capire che le cose erano andate diversamente. E, ora, un gruppo di cittadini di origini magrebine é finito nel registro degli indagati a seguito del lavoro coordinato dal sostituto procuratore Rastelli e condotto dai carabinieri del maggiore Marinelli.
Stando alle indagini, quel giovane che ora si trova ricoverato in prognosi riservata con un grave trauma cranico, infatti, sarebbe stato pestato per un regolamento dei conti tra piccoli spacciatori. Uno degli indagati, in particolare, sarebbe il responsabile del pestaggio.
L'attività investigativa è ancora in corso e, stando alle indiscrezioni trapelate, potrebbe portare oltre che all'individuazione del colpevole delle lesioni, anche allo smantellamento di un traffico di droga che interessa l'intera area costiera del Maceratese.
Nei mesi scorsi era stato accusato di atti sessuali per aver palpeggiato e infastidito insieme ad alcuni connazionali delle ragazze a Porto Recanati. Ieri é stato identificato come l'autore di uno scippo e, come se non bastasse, quando i carabinieri lo hanno perquisito lo hanno trovato in possesso di un flacone di metadone. Così, per un tunisino di 25 anni, sono scattate le procedure di rimpatrio, con gli stessi Carabinieri che lo hanno condotto al "centro espulsioni" di Brindisi.
Il giovane, infatti, non era in possesso neanche del permesso di soggiorno e risultava clandestino in Italia. L'intera indagine é partita quando, appena due giorni fa, un anziano é stato vittima di un tentativo di scippo. Grazie ad alcune testimonianze, i militari dell'Arma erano riusciti a risalire al venticinquenne tunisino che, tra l'altro, risultava già denunciato per violenza sessuale a seguito di un episodio avvenuto alcune settimane fa a Porto Recanati, fuori da una discoteca. Una volta identificato il tunisino, i carabinieri hanno fatto scattare la perquisizione, trovandolo in possesso di un flacone di metadone e accertando che il giovane risiedeva in Italia senza regolare documentazione.
Da qui il via alle procedure di espulsione, con il giovane che, come già detto, é stato trasferito a Brindisi in attesa di rimpatrio.
E' successo a cavallo tra le Marche e l'Umbria, in località Ponte Antimo, nel territorio del comune di Foligno. Guidava ma la sua patente era scaduta nel 2001, quindi da 17 anni. Così un automobilista folignate, di mezza età, é stato fermato e multato dai vigili urbani. Gli è stata quindi ritirata la patente e comminata una sanzione amministrativa di 160 euro.Alla richiesta dei vigili urbani sulle motivazioni del mancato rinnovo, l'automobilista - in base a quanto si è appreso - non ha fornito spiegazioni alla municipale. Ora per riavere il documento di guida, dovrà sottoporsi a visita medica.
Un venticinquenne di Treia é stato denunciato dai Carabinieri della locale stazione per danneggiamento aggravato.
Qualche notte fa da cittadini del centro storico erano stati segnalati schiamazzi e urla, probabilmente ad opera di persone che avevano “alzato il gomito”. In particolare, il titolare di un ristorante o aveva avuto la spiacevole sorpresa di trovare gli arredi esterni danneggiati. Inoltre, alcuni ornamenti del centro storico, come i vasi di fiori di privati che abbellivano le vie del paese, erano stati oggetto di atti vandalici.
I carabinieri di Treia, ricevute le segnalazioni, hanno mosso le indagini e, visionando i filmati delle telecamere cittadine ed ascoltando alcuni testimoni, sono giunti all’individuazione e all’identificazione dell’autore.
Claudio Pinti, l'autotrasportatore accusato di avere fatto sesso non protetto con oltre 200 partner (donne e uomini), senza informarli di essere sieropositivo Hiv, è indagato anche per omicidio volontario.
La Procura di Ancona, ha aperto un ulteriore fascicolo, uno stralcio di quello principale per lesioni gravissime, per indagare sulla morte della moglie di Pinti, deceduta circa un anno fa, anche lei sieropositiva. Si cercano riscontri sul contagio anche alla donna che avrebbe poi portato alla morte e se Pinti avesse nascosto anche a lei di essere malato. Già acquisite le cartelle cliniche. Il 36enne di Montecarotto è ancora richiuso nel carcere di Montacuto dopo l'arresto per lesioni dolose gravissime, scattato il 12 giugno a seguito della denuncia della sua ex fidanzata, rimasta contagiata. Venerdì si attende il Riesame per la richiesta di scarcerazione avanzata dal suo legale, l'avvocato Alessandra Tatò.
Domani alle 12, nella sala giunta della Prefettura, verranno sottoscritti dal prefetto di Macerata e dai Sindaci dei Comuni di Civitanova Marche, Colmurano, Esanatoglia, Gualdo, Macerata, Montecosaro, Montefano, Monte San Giusto, Muccia, Penna San Giovanni, Pieve Torina, Sant’Angelo in Pontano e Urbisaglia i “Patti per l’attuazione della sicurezza urbana”.
Tali “patti”, che si aggiungono a quelli già sottoscritti con i Comuni di Appignano, Caldarola, Camerino, Camporotondo di Fiastrone, Castelraimondo, Cessapalombo, Loro Piceno Matelica, Mogliano, Montelupone, Monte San Martino, Pioraco, Porto Recanati, Recanati, Ripe San Ginesio, San Severino Marche, Sarnano, Serrapetrona, Tolentino e Valfornace, rappresentano importanti strumenti per la promozione della sicurezza urbana e per la realizzazione di forme sempre più incisive ed efficaci di monitoraggio delle aree e delle attività a rischio di illegalità e di degrado.
La sottoscrizione di tali Accordi permetterà infatti agli Enti locali firmatari di concorrere a livello nazionale per la concessione di un finanziamento finalizzato all’installazione di sistemi di videosorveglianza nelle aree più sensibili, individuate di comune accordo tra Prefettura e Comuni. I finanziamenti sono stati previsti dal Decreto legge n. 14/2017 convertito con la Legge n. 48/2018 per il triennio 2017-2019.
Il testo del Protocollo è stato predisposto dal Ministero dell’Interno d’intesa con l’Associazione Nazionale Comuni Italiani e alla sottoscrizione dovrà fare seguito la presentazione del relativo progetto tecnico, che una volta approvato in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica sarà esaminato da parte della Commissione di nomina ministeriale.
Tale organismo valuterà le domande di concessione dei finanziamenti ed i contenuti di ogni progetto, assegnando un punteggio derivante dall’applicazione di criteri stabiliti nel Decreto del Ministero dell’Interno del 31 gennaio 2018.
L’ammissione al finanziamento avverrà in base ad una graduatoria nazionale, predisposta al termine della fase valutativa, fino all’esaurimento delle risorse stanziate.
Si è spento questa mattina a seguito di una inesorabile malattia all'Hospice dell'ospedale di Macerata all'età di 74 anni Arrigo Antolini. Fra i fondatori di Forza Italia a Macerata, è stato anche consigliere comunale e candidato sindaco.
Lascia quattro figli: Arianna, Barbara, Alfredo e Beatrice, oltre alla moglie Maria Michela Ciciretti Antolini.
La salma di Arrigo Antolini sarà esposta nel Centro Funerario Città di Macerata in via dei Velini.
Il coordinamento comunale e il gruppo consiliare di Forza Italia-Macerata esprimono il più sentito cordoglio alla famiglia Antolini "per la perdita del caro Arrigo".
Cordoglio è stato espresso anche da Enrico Ruffini: "In qualità di presidente dell'Automobile Club Macerata e della Società Filarmonico-Drammatica, ma soprattutto come amico di lunghissima data, desidero esprimere profondo cordoglio per la morte di Arrigo Antolini.
A lui rivolgo un saluto profondamente grato per il lavoro fatto in qualità di consigliere dell'AC Macerata, di cui faceva parte con tutta la passione che nutriva per l'automobilismo sportivo, praticato negli anni '70. Lo ripeteva con orgoglio, "Non cancellate 'Forza Arrigo'!" la scritta che i tifosi di allora gli avevano tributato in una curva del percorso della Sarnano Sassotetto.
E ancora come socio ultradecennale della Filarmonica: sempre attivo, legatissimo fin dalla vicepresidenza con Pasutto, Arrigo si è profuso come solo lui sapeva fare, con la signorilità che lo contraddistingueva nei modi e nell'animo".
Uno scontro frontale tra due auto si è verificato nella tarda mattinata odierna in località Marciano, a pochi chilometri da San Severino Marche.
Due le persone ferite: uno dei due è stato trasportato all'ospedale di Ancona in eliambulanza, non sarebbe comunque in pericolo di vita.
Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118.
E' accaduto domenica scorsa, poco dopo la mezzanotte, quando al bar Piper90 di Montecosaro Scalo, è arrivato un ragazzo in biciletta, sui 20/25 anni, seminudo e con un grosso cerotto sulla fronte.
Con un sorriso che quasi stonava con quella situazione disagiata, vedendo i loro volti sorpresi, scherzando, si è rivolto alle persone presenti all'esterno e ha chiesto loro se facesse freddo, per poi entrare e prendere una bibita.
Parlando con il barista, il ragazzo ha confidato che fino al pomeriggio ce l'aveva una maglietta ma che, a causa della ferita alla testa, si era sporcata di sangue e l'aveva dovuta buttare, rimanendo così come si era presentato. Non si sa da dove venisse e non era mai stato visto nel bar, dove è rimasto, probabilmente per scaldarsi un po', una ventina di minuti ma quando stava per ripartire ha detto che doveva raggiungere Macerata.
Fortunatamente per lui, le sue parole sono state ascoltate da una delle persone presenti nel bar che ha fatto il bellissimo gesto di donargli una vecchia felpa ed un paio di pantaloni che aveva in auto, alleviando, anche se parzialmente, il disagio del freddo pungente che il povero ragazzo stava per affrontare per tornare a casa.
Barcolla in mezzo alla strada che porta verso l'Hotel House, con evidenti pericoli per sè e per gli automobilisti, e finisce in ospedale.
E' successo nel tardo pomeriggio di oggi a Porto Recanati, dove era stato segnalato un giovane di colore che, molto probabilmente per aver alzato troppo il gomito, camminava barcollando in mezzo alla strada, rischiando più volte di essere investito.
Sul posto è intervenuta una pattuglia della Finanza di Porto Recanati e un'ambulanza della Croce Azzurra, sempre di Porto Recanati, per accertarsi delle condizioni del giovane. Dopo averlo portato via dalla strada, è stato caricato su un'ambulanza che si è diretta verso l'ospedale di Civitanova. Le sue condizioni sono al vaglio dei sanitari.
Questa è la storia di Massimo e della sua voglia di farcela. Da solo, finché ha potuto. Con l'aiuto di qualcuno quando la situazione è diventata insostenibile. Aiuto che si è trovato a chiedere fino a perdere la speranza. Fino a trovare qualcuno che lo ha ascoltato e lo sta aiutando concretamente, con una raccolta di generi di prima necessità e qualsiasi forma di supporto che gli permettano di tornare a lavorare. Condizione indispensabile per risalire dal fondo.
Questo è il suo racconto: "Ho 59 anni, sono originario di Macerata, anche se ora vivo in una frazione di Fermo. Ho sempre lavorato, il tracollo è arrivato con il divorzio, mi sono trovato nel nord Italia solo, con la mia macchina e la volontà di non affogare. Quindi sono ritornato nelle Marche e ho iniziato a lavorare come venditore porta a porta, visto che nessuno mi assumeva vista l'età. Con il tempo la mia macchina inizia ad avere dei cedimenti: costose, troppo per me, le riparazioni. Fortunatamente qualcuno mi ha messo a disposizione una casa di campagna dopo 15 giorni in cui ho dormito e vissuto in auto".
"Per estrema necessità - prosegue - ho iniziato a chiedere aiuto ad enti, associazioni, amici con i quali ho condiviso moltississimo volontariato, ma ora che ne avevo davvero bisogno io, ho trovato tutte le porte chiuse. L'ultima possibilità e stata quella di chiedere una mano a Forza Nuova, pensando di avere ancora una volta le stesse risposte negative come successo con le altre forze politiche. Ho trovato due ragazzi speciali, con un cuore e dei valori che credevo estinti, che mi hanno in qualche modo adottato ridandomi la speranza di un futuro, anzi la certezza di un futuro. È difficile riuscire ad esprimere lo stato d'animo attuale, perchè ho chiesto loro la possibilità di ricominciare a vivere. Forza Nuova è stata l'unica forza politica che ha realmente fatto, senza promettere".
Che cosa ha fatto Forza Nuova Marche? Come detto, ha avviato una mobilitazione per raccogliere scarpe, bombole del gas, generi alimentari e soprattutto un'auto con la quale possa tornare al suo lavoro e rimettersi in carreggiata.
E per venerdì sera alle 21 è stata organizzata una cena di beneficenza alla trattoria Zeta di Porto Recanati.
I carabinieri della Stazione di Treia hanno denunciato alla procura di Macerata per uso di atto falso e ricettazione una donna del frusinate, 27enne, già nota alla giustizia.Una signora della zona, dopo aver portato all’incasso un vaglia postale, per una discreta cifra, apprende che l’effetto era stato già monetizzato. Ovviamente sorpresa, si rivolge ai carabinieri di Treia i quali iniziano una serie di accertamenti fatti di acquisizione ed analisi di documentazione sia postale sia bancaria.
Scoprono che il vaglia, identico per caratteristiche all’originale, tranne che per il beneficiario, era stato depositato su un conto corrente di una banca del nord Italia e quindi poi incassato.L’indagine ha permesso di individuare l’intestatario del conto e quindi chi materialmente aveva poi incassato il titolo. Sono in corso ulteriori indagini.
Incidente nel pomeriggio di oggi lungo la strada per Montelupone. Un furgone che usciva dall'incrocio per contrada Isola si è scontrato con una vettura. Dinamica ed eventuali responsabilità sono al vaglio della poliza stradale. Sul posto è intervenuto il 118 che ha provveduto a trasportare in ospedale una persona, rimasta ferita in maniera non grave.
Droga ai giovanissimi. Clienti anche di 13 anni tra quelli “serviti” da un gruppo di spacciatori che i carabinieri della compagnia di Osimo hanno arrestato nella notte. Recanati, Loreto, Montefano, Osimo e Castelfidardo, queste le piazze dove i tre arrestati, secondo le indagini, operavano, rifornendo i clienti di cocaina e hashish. Tossicodipendenti conosciuti dalle forze dell’ordine, ma, come detto, anche giovanissimi consumatori che venivano riforniti a domicilio, dopo aver concordato un incontro generalmente in luoghi pubblici per cercare di mimetizzarsi il più possibile.
I tre arrestati, ufficialmente operai, sono un civitanovese di 46 anni, L.C., un 37enne residente a Recanati, E.S., e un 35enne, A.M., residente a Castelfidardo. Denunciata la compagna di quest’ultimo, prossima a partorire. Proprio dalla casa della coppia è partito il blitz. I carabinieri, dopo una lunga attività di indagini e pedinamenti, si sono appostati nei pressi della casa con l'intento di documentare la compravendita di droga. E non c'è voluto molto tempo prima che qualcuno si facesse avanti.
Prima un soggetto conosciuto come spacciatore si è presentato all’abitazione, poi i due uomini successivamente arrestati. Dopo aver ricevuto un pacco sospetto, i due, anche loro già conosciuti come orbitanti nel mondo della droga, sono ripartiti in auto. Poche centinaia di metri e i carabinieri li hanno fermati. In un marsupio i militari hanno rinvenuto cinque panetti di hashish per un peso totale di 550 grammi contenuti nel sacchetto appena ricevuto. Oltre i panetti, al 37enne di Recanati sono stati sequestrati altri 270 grammi di hashish e 11 di cocaina, mentre all’altro sono stati trovati 310 euro e 1 grammo di coca. Secondo i carabinieri, il giro di spaccio fruttava 40mila euro al mese.
Una protesta pacifica e silenziosa, con cartelli e bocche imbavagliate, quella voluta per il pomeriggio di oggi dalla famiglia di Pamela Mastropietro. Un gruppo di persone, tra cui anche Alessandra Verni e Marco Valerio Verni, rispettivamente mamma e zio di Pamela, hanno manifestato poco fa davanti alla Domus San Giuliano, a Macerata per chiedere giustizia e verità per la diciottenne uccisa e fatta a pezzi nei mesi scorsi nel tristemente noto appartamento di Via Spalato 124.
"Parteciperemo al consiglio comunale aperto sui temi dell'immigrazione che si terrà tra poco - ha detto Marco Valerio Verni, zio di Pamela e rappresentante legale della famiglia - con questo bavaglio rosso. Un colore che simboleggia il sangue, perché i tragici fatti di Macerata siano stimolo per mettere fine allo spaccio e alla violenza in qeusta città".
Ma non é tutto. La piccola manifestazione, infatti, doveva svolgersi all'interno del seminario, ma all'ultimo minuto c'é stato un no, con la famiglia e gli amici di Pamela che hanno dovuto ripiegare sugli spazi esterni. "Un fatto grave - aggiunge Verni - La nostra é una protesta pacifica e silenziosa e non riusciamo a capire perché ci siano stati negati spazi. L'accoglienza non dovrebbe riguardare sempre e solo l'immigrazione, accoglienza sarebbe stato anche consentirci oggi di manifestare nel luogo richiesto".
Un fatto, quello del diniego del vescovo all'utilizzo degli spazi, che non é andato giù alla consigliere di minoranza, Deborah Pantana, che ha affermato: "Volevamo solo mettere un manifesto all'interno dell'aula".
(in aggiornamento)
Era con un gruppo di amici, tutti in sella alle loro bici, per una escursione sulle strade della campagna di Cingoli. Ma quella che doveva essere una mattinata di allenamento e di sport ha rischiato di trasformarsi in tragedia per un sessantunenne di Osimo. In uno dei campi che costeggia la strada, infatti, c'era un gregge di pecore con tanto di cani a guardia degli ovini. E' proprio uno dei cani che, alla vista del gruppo di ciclisti, si é avventato su di loro, senza aggredirli ma cercando di farli scappare, proprio come avrebbe fatto con i predatori.
Ma, purtroppo, ha provocato la caduta dell'osimano, che ha battuto violentemente la testa nonostante indossasse il caschetto di protezione. L'uomo é stato immediatamente soccorso e successivamente trasferito in eliambulanza all'Ospedale Regionale Torrette di Ancona. Non é in pericolo di vita, ma l'entità del trauma cranico riportato ha suggerito approfonditi accertamenti.