La Corte d’Appello di Ancona ha disposto un nuovo accertamento tecnico nell’ambito del processo legato alla strage della discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo, avvenuta l’8 dicembre 2018, nella quale persero la vita sei persone, tra cui cinque minorenni e una madre di 39 anni.
L’incarico è stato affidato al professore Tomaso Trombetti, docente di Tecnica delle Costruzioni all’Università di Bologna, chiamato a valutare nel dettaglio la tenuta delle balaustre dell’uscita 3 (via di esodo “S3”) del locale.
Il procedimento riguarda le presunte carenze di sicurezza della struttura e coinvolge otto imputati, tra cui i membri della Commissione di vigilanza sul pubblico spettacolo che autorizzò l’apertura della discoteca.
In primo grado, i giudici avevano assolto gli imputati dalle accuse più gravi di omicidio colposo plurimo e disastro colposo, disponendo invece condanne per falso con pene sospese fino a un anno e due mesi di reclusione.
Il nuovo consulente dovrà quantificare la forza esercitata dalla folla sulle balaustre laterali della via di fuga S3 e verificare se, qualora realizzate e progettate secondo le norme, le strutture avrebbero potuto resistere alla pressione. Il calcolo dovrà tenere conto di due parametri: 150 kg per metro lineare, valore previsto all’epoca della realizzazione, e 200 kg per metro lineare, riferimento normativo successivo adottato al momento del sopralluogo della Commissione provinciale di vigilanza.
In caso di eventuale cedimento, il perito dovrà inoltre stabilire i tempi dell’evento, confrontandoli con la ricostruzione già effettuata nella consulenza dell’ingegner Gianluigi Guidi.
Il professore avrà 90 giorni di tempo per depositare la perizia. Le operazioni inizieranno il 16 giugno, mentre la prossima udienza utile per l’esposizione in aula è fissata al 16 novembre.
Un tamponamento si è verificato nel pomeriggio di oggi, intorno alle 18, lungo la superstrada nel tratto compreso tra Morrovalle e Corridonia, interessato in questi giorni da lavori stradali con il conseguente cambio di corsia obbligatorio.
L’incidente ha coinvolto quattro veicoli e ha provocato lunghe code in entrambe le direzioni, sia verso Civitanova Marche sia verso Foligno, con forti rallentamenti alla circolazione.
Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e i Vigili del Fuoco, che hanno provveduto alla messa in sicurezza dei mezzi coinvolti. Due persone sono rimaste ferite in modo lieve e sono state trasportate all’ospedale di Macerata per gli accertamenti del caso.
Restano ancora da chiarire le cause che hanno determinato il tamponamento. Per i rilievi e le verifiche di legge è stata allertata la Polizia Stradale, che sta ricostruendo la dinamica dell’accaduto.
(Foto di repertorio)
Notte movimentata sulle strade di Montecassiano, dove un 21enne residente a Macerata ma domiciliato di fatto a Recanati è rimasto coinvolto in un incidente stradale mentre era alla guida di un ciclomotore Aprilia intestato a un’altra persona.
Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri della Stazione di Pollenza, il giovane avrebbe perso autonomamente il controllo del mezzo, finendo rovinosamente a terra. Sul posto sono intervenuti immediatamente i militari dell’Arma per i rilievi del sinistro, insieme ai sanitari del 118 che hanno prestato le prime cure al ferito prima di trasferirlo al Pronto Soccorso dell’ospedale di Macerata.
Nel corso degli accertamenti disposti dai Carabinieri, il 21enne è stato sottoposto agli esami tossicologici e alcolemici. Gli esiti hanno evidenziato un tasso alcolemico pari a 0,93 grammi per litro, superiore ai limiti consentiti, oltre alla positività ai cannabinoidi con valori superiori a 100 ng/ml.
I successivi controlli hanno inoltre permesso ai militari di accertare che il giovane non aveva mai conseguito la patente necessaria per condurre il motociclo.
Per questi motivi il ragazzo è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata. Le contestazioni riguardano la guida in stato di ebbrezza, aggravata dall’orario notturno, e la guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.
Momenti di forte tensione nel tardo pomeriggio di ieri, 20 maggio, nella frazione di Casette Verdini, a Pollenza, dove un uomo armato di pugnale ha provocato allarme tra residenti e passanti.
Un cittadino senegalese di 30 anni, già noto alle forze dell’ordine e irregolare sul territorio nazionale, è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Macerata con l’accusa di porto di armi od oggetti atti ad offendere.
L’allarme è scattato intorno alle 18.30, quando al Numero Unico di Emergenza sono arrivate diverse segnalazioni relative alla presenza, nei pressi del bar “H7”, di un uomo in evidente stato di alterazione psicofisica che urlava frasi sconnesse brandendo un grosso pugnale.
Sul posto sono intervenute tempestivamente le pattuglie del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Macerata e della Stazione di Corridonia. Grazie al rapido coordinamento delle ricerche, i militari sono riusciti a identificare il soggetto e a rintracciarlo poco dopo presso la propria abitazione a Pollenza.
Alla vista dei Carabinieri, il trentenne avrebbe manifestato un forte stato di agitazione, arrivando anche a danneggiare una porta dell’abitazione. I militari sono riusciti a contenerlo in sicurezza, evitando possibili conseguenze per sé stesso o per altre persone.
Sul posto è stato richiesto anche l’intervento del personale sanitario del 118, che ha successivamente trasportato l’uomo al Pronto Soccorso dell’ospedale di Macerata, dove si trova tuttora ricoverato per accertamenti specialistici di natura psichiatrica.
Nel corso delle verifiche effettuate lungo il tragitto percorso dal soggetto tra il bar e l’abitazione, i Carabinieri hanno rinvenuto l’arma di cui l’uomo si era disfatto: un pugnale lungo complessivamente 27 centimetri, con lama affilata di 14 centimetri. L’arma è stata sequestrata.
Gli accertamenti successivi hanno inoltre fatto emergere la posizione irregolare del trentenne sul territorio italiano. A suo carico risultava infatti un provvedimento di espulsione emesso dal Prefetto di Macerata, accompagnato dall’ordine del questore di lasciare il territorio nazionale entro sette giorni.
Il provvedimento gli era stato notificato appena una settimana fa, il 13 maggio, dopo un controllo effettuato a Macerata nei pressi dei Giardini Diaz, dove era stato fermato da una pattuglia del Radiomobile intervenuta in supporto ai controllori dell’Apm. In quell’occasione il giovane era stato trovato senza biglietto e privo di documenti di identificazione.
Condotto in caserma per il fotosegnalamento, dagli accertamenti era emerso che aveva già violato precedenti ordini di allontanamento dal territorio nazionale. Tuttavia, a causa dell’indisponibilità di posti nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR), era stato nuovamente destinatario di un decreto di espulsione con intimazione a lasciare autonomamente l’Italia, disposizione alla quale non aveva ancora ottemperato.
Cacciati dalle telecamere di sicurezza e bloccati dai militari mentre tentavano la fuga. Nella serata di martedì, i carabinieri delle stazioni di Visso e Ussita hanno denunciato a piede libero per tentato furto aggravato due operai edili, attualmente impiegati nei cantieri della ricostruzione post-sisma 2016 nell'alto Maceratese.
Il blitz è scattato nel pomeriggio grazie alla prontezza di un privato cittadino. L'uomo, monitorando il sistema di videosorveglianza della propria abitazione, si è accorto in tempo reale dell'intrusione dei due malviventi all'interno delle pertinenze della sua proprietà.
La successiva e immediata chiamata al 112 ha fatto scattare la risposta fulminea delle forze dell'ordine. I carabinieri sono piombati sul posto in pochissimi minuti, riuscendo a intercettare e sbarrare la strada al veicolo a bordo del quale i due operai stavano cercando di dileguarsi dopo essere stati scoperti. Durante il sopralluogo nell'area esterna della casa, i militari hanno rinvenuto e posto sotto sequestro un piede di porco, l'arnese da scasso utilizzato poco prima dai malfattori per tentare il colpo.
L'operazione ha raccolto il forte apprezzamento di Antonio Voto, segretario generale provinciale del sindacato Unarma Asc Macerata, che ha espresso massima gratitudine agli uomini in divisa. "Questo è l’esempio lampante della presenza dello Stato vicino ai cittadini già provati dagli eventi sismici del 2016 - ha dichiarato Voto -. Il presidio del territorio è fondamentale, soprattutto in un'epoca storica che vede il Centro Italia configurarsi come il più grande cantiere d'Europa. A distanza di dieci anni dal terremoto, i carabinieri continuano senza sosta i controlli per prevenire i reati contro il patrimonio e le persone".
Accanto ai complimenti per la brillante operazione, il segretario provinciale di Unarma ha voluto però sollevare una questione cruciale legata alla gestione della sicurezza nelle aree interne della provincia, dove l'avanzamento dei lavori sta richiamando migliaia di maestranze da fuori regione.
"Cogliamo questa occasione per palesare ancora una volta la grave carenza di personale che vede coinvolta l’intera Arma, ma in modo particolare l’alto Maceratese - ha concluso Antonio Voto -. Questo territorio avrebbe paradossalmente bisogno di un maggiore e robusto rinforzo di organico, proprio a causa dell’elevatissimo numero di operai che stanno arrivando in zona per i lavori della ricostruzione".
Un grave lutto ha colpito la comunità di Macerata e il mondo sportivo locale per la prematura scomparsa di Andrea Staffolani, 51 anni.
L’uomo, grande tifoso della Maceratese, è stato colpito da un malore che si è purtroppo rivelato fatale. La notizia si è rapidamente diffusa in città, suscitando profondo cordoglio e sgomento tra chi lo conosceva.
Numerosi i messaggi di vicinanza alla famiglia e agli amici, mentre la società SS Maceratese ha voluto esprimere pubblicamente il proprio dolore con un messaggio diffuso sui social.
“In questo momento di grande dolore, ci stringiamo con sincera vicinanza alla sua famiglia, ai suoi amici e a tutta la Curva Just. Un tifoso in più ci guarda dall’alto. Ciao Andrea”, si legge nella nota del club.
La scomparsa di Staffolani lascia un grande vuoto nella comunità sportiva maceratese, che lo ricorda come una presenza costante e appassionata sugli spalti. La Procura ha disposto l'autopsia sul corpo per chiarire le cause del decesso.
Momenti di apprensione questa mattina a Macerata, in un appartamento di via De Angelis, nella zona Pace, dove si è verificato un principio di incendio che ha coinvolto un forno domestico.
Secondo una prima ricostruzione, una donna di 86 anni si trovava in casa quando il forno avrebbe improvvisamente preso fuoco. Il fumo si è poi propagato anche ad altre stanze dell’abitazione.
Scattato l’allarme, sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, i sanitari del 118 e la polizia locale per mettere in sicurezza l’area e prestare i primi soccorsi.
L’anziana è stata trasportata in ospedale per accertamenti, ma secondo le prime informazioni non si troverebbe in gravi condizioni.
Al termine di mirati accertamenti, i Carabinieri della Stazione di Macerata hanno denunciato alla locale autorità giudiziaria un 49enne del posto, libero professionista e già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile del reato di falsità materiale commessa dal privato ai sensi degli articoli 477 e 482 del codice penale
I fatti risalgono all’11 maggio, quando l’uomo si è presentato presso il Comando Stazione per sporgere una denuncia di smarrimento. Nel corso delle procedure di identificazione, ha esibito la propria Carta d’Identità Elettronica (CIE), formalmente rilasciata dal Comune di Macerata.
L’attenzione dei militari si è però concentrata sul documento, che è risultato alterato. Secondo quanto ricostruito, la carta d’identità era infatti priva del previsto microchip elettronico, verosimilmente rimosso dal titolare nel tentativo di comprometterne le funzionalità di lettura e tracciamento digitale.
L’anomalia ha insospettito i Carabinieri, che hanno avviato gli approfondimenti del caso, al termine dei quali è scattata la denuncia all’autorità giudiziaria competente.
I Carabinieri della Stazione di Montecassiano hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata un giovane di 21 anni del posto, già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile dei reati di danneggiamento aggravato, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale.
I fatti si sono verificati nella tarda mattinata del 19 maggio, quando il giovane si è presentato presso gli uffici della Stazione dei Carabinieri per richiedere informazioni relative a una pratica di risarcimento danni.
Secondo quanto ricostruito, durante il colloquio avrebbe improvvisamente alzato i toni, manifestando uno stato di forte agitazione e inveendo contro il militare di servizio. Nonostante i ripetuti inviti alla calma, il 21enne avrebbe continuato a dare in escandescenze fino a lasciare precipitosamente la caserma.
Una volta all’esterno, avrebbe proseguito con frasi offensive nei confronti dei militari e, in un momento successivo, avrebbe raccolto un mattone scagliandolo contro i veicoli in sosta nel piazzale, danneggiando lievemente l’autovettura privata di un militare in servizio presso la Stazione.
A quel punto i Carabinieri sono intervenuti per bloccare il giovane e metterlo in sicurezza, al fine di evitare ulteriori rischi per sé e per terzi. Il 21enne avrebbe opposto resistenza, spintonando i militari e tentando di darsi alla fuga a piedi.
Il soggetto è stato raggiunto e fermato dopo pochi metri. Considerato il suo stato di agitazione psicofisica, è stato richiesto l’intervento del personale sanitario del 118, che lo ha preso in carico per le cure del caso.
Al termine degli accertamenti, per il giovane è scattata la denuncia in stato di libertà all’autorità giudiziaria competente.
Un uomo è stato arrestato dalla Guardia di Finanza di Ancona con l’accusa di detenzione di materiale pedopornografico, aggravata dall’ingente quantitativo di contenuti posseduti e dall’utilizzo di strumenti informatici per ostacolare la propria identificazione online.
Secondo quanto emerso dalle indagini, durate alcuni mesi e coordinate dalla Procura di Ancona, l’indagato deteneva oltre 500mila file tra immagini e video a esplicito contenuto pedopornografico, archiviati in supporti informatici per un totale superiore a 2 terabyte di dati. Il materiale risultava organizzato in una complessa struttura di cartelle e sottocartelle, configurando una vera e propria raccolta sistematica di contenuti illeciti.
L’attività investigativa è stata condotta dal Gico del Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Ancona, anche attraverso l’impiego di militari specializzati in Computer Forensics e Data Analysis. Gli investigatori hanno utilizzato tecniche avanzate di analisi digitale per ricostruire i flussi di dati e le modalità di acquisizione e conservazione del materiale.
Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati computer, smartphone e dispositivi di archiviazione utilizzati dall’indagato. Inoltre, è stato disposto l’oscuramento di un sito web e di un canale su una piattaforma di comunicazione e social media riconducibili all’attività illecita.
Le indagini avrebbero inoltre evidenziato l’ipotesi che l’uomo fosse inserito in circuiti criminali attivi nella condivisione di materiale pedopornografico attraverso sistemi peer to peer e altre reti di scambio digitale. Per eludere i controlli, avrebbe utilizzato diverse tecniche informatiche finalizzate a occultare i dati di navigazione e mantenere l’anonimato online.
L’arresto rappresenta l’esito di un’articolata attività investigativa che ha consentito di interrompere una rete di diffusione di contenuti illegali e di individuare un ingente archivio digitale di materiale relativo ad abusi sessuali su minori.
Tragico incidente stradale nel pomeriggio di oggi a Pioraco. A perdere la vita è stata Maria Luisa Brunetta, 89 anni, residente in paese. L'anziana si trovava alla guida della propria auto quando, per cause ancora in corso di accertamento, è uscita di strada.
L’incidente è avvenuto intorno alle 14.30 in località Paradiso. Secondo una prima ricostruzione, l’anziana aveva raggiunto in precedenza la zona dei Piani di Lanciano per fare rifornimento di carburante con la sua Hyundai i10. Successivamente, mentre stava facendo ritorno verso casa, giunta all’altezza della prima curva dopo il rettilineo in prossimità del distributore, avrebbe perso il controllo del mezzo, finendo fuori dalla carreggiata e impattando contro un albero.
Lo schianto è stato violento e non ha lasciato scampo alla donna. A dare l’allarme è stato un passante che si trovava nella zona. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e una pattuglia dei Carabinieri, ma per l’89enne non c’è stato nulla da fare.
Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti, quella di un possibile malore improvviso alla guida, che potrebbe aver causato la perdita di controllo dell’auto.
Sono in corso gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente.
I carabinieri della stazione di Macerata hanno rintracciato e arrestato un 27enne marocchino, residente nella provincia di Milano ma domiciliato nel capoluogo maceratese, già sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari.
Nei suoi confronti i militari hanno eseguito un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Milano, a seguito di una condanna definitiva per violenza sessuale aggravata e lesioni personali aggravate.
I fatti per i quali il giovane è stato condannato risalgono al periodo compreso tra il 2023 e il 2024 e sono stati commessi nella città di Milano. La pena stabilita dall’Autorità giudiziaria è di 3 anni e 4 mesi di reclusione.
Una volta rintracciato, il 27enne è stato accompagnato in caserma per le formalità di rito. Successivamente, i carabinieri lo hanno trasferito alla Casa circondariale di Fermo, dove è stato messo a disposizione dell'autorità giudiziaria.
L’operazione rientra nell’attività di controllo del territorio e di esecuzione dei provvedimenti disposti dalla magistratura, svolta quotidianamente dall’Arma anche nei confronti di persone già sottoposte a misure cautelari.
Una donna di 29 anni, cittadina rumena, senza fissa dimora in Italia e già nota alle forze dell’ordine, è stata denunciata dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Macerata per furto aggravato in concorso.
L’intervento dei militari è scattato nel pomeriggio di domenica, 17 maggio, dopo la segnalazione arrivata dalla responsabile di un noto punto vendita all’interno del parco commerciale "Corridomnia Shopping Park" di Corridonia.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, la ventinovenne, con il supporto di un minore, sarebbe riuscita a superare la barriera delle casse portando via un televisore da 55 pollici. Il complice minorenne, subito dopo il colpo, si è dileguato prima dell’arrivo della pattuglia.
I militari, giunti rapidamente sul posto, hanno avviato gli accertamenti e ricostruito la dinamica anche attraverso l’analisi delle immagini registrate dal sistema di videosorveglianza del negozio. I filmati avrebbero confermato che la donna, approfittando di un momento di distrazione del personale, è uscita dall’esercizio trascinando con sé il televisore di grandi dimensioni.
La fuga, però, è stata interrotta dall’addetto alla vigilanza del centro commerciale, che è riuscito a bloccare la donna e a ricondurla all’interno del punto vendita, in attesa dell’arrivo delle forze dell'ordine.
La refurtiva, del valore commerciale di circa 300 euro, è stata interamente recuperata e restituita alla responsabile del negozio. Al termine degli accertamenti, la 29enne è stata deferita in stato di libertà alla competente autorità giudiziaria per il reato di furto aggravato in concorso, previsto dagli articoli 624 e 625 del codice penale.
Seguiva una studentessa lungo il tragitto casa-scuola, prima tormentandola alla fermata del pullman e poi continuando a pedinarla fin dentro l'istituto scolastico. Un incubo per una giovane studentessa che si è concluso grazie al tempestivo intervento della Polizia di Stato di Macerata. L'attività, coordinata dall'Ufficio Immigrazione della Questura, ha portato all'identificazione e al conseguente rimpatrio immediato di un cittadino egiziano di 25 anni, risultato irregolare sul territorio nazionale dopo il rigetto della sua richiesta di protezione internazionale.
I fatti hanno preso il via nella mattinata dello scorso 6 maggio. La studentessa si trovava alla fermata dei pullman di Tolentino in attesa del mezzo per raggiungere la scuola a Macerata, quando è stata avvicinata dal 25enne straniero. L'uomo ha tentato un approccio parlandole in lingua araba e in italiano, chiedendole con forte insistenza i contatti social.
Nonostante il fermo rifiuto della giovane, che ha cercato di isolarsi ascoltando la musica nelle cuffiette, il 25enne ha continuato a seguirla salendo sullo stesso autobus. Una volta arrivati a Macerata, il giovane senza fissa dimora ha proseguito nel suo intento, pedinando la ragazza a piedi fino all'ingresso dell'istituto scolastico, pur senza mettere in atto aggressioni fisiche. Nel frattempo, la giovane è riuscita ad avvisare telefonicamente la dirigente scolastica, la quale ha immediatamente allertato il 113.
Davanti ai cancelli della scuola sono così intervenuti gli operatori dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura, che hanno bloccato e identificato lo straniero. Gli accertamenti sulla sua posizione in Italia hanno fatto emergere una situazione di totale irregolarità: l'uomo aveva infatti ricevuto il rigetto dell’istanza di protezione internazionale da parte della Commissione di Milano, provvedimento scaturito a causa di alcuni precedenti di polizia per lesioni a pubblico ufficiale commessi nella città meneghina, che hanno fatto scattare il nulla osta all'espulsione.
Dopo le formalità di rito, il giovane egiziano è stato inizialmente accompagnato e trattenuto presso il Centro di Permanenza e Rimpatrio (CPR) di Palazzo San Gervasio, in provincia di Potenza. Successivamente, il 13 maggio, l’Ufficio Immigrazione ha completato l'iter burocratico: il personale specializzato della Polizia di Stato ha preso in carico il 25enne, conducendolo sotto scorta fino allo scalo aereo di Roma Fiumicino, dove è stato imbarcato sul volo per il rimpatrio definitivo nel suo paese d'origine.
Momenti di autentico terrore si sono consumati nella prima mattinata di venerdì scorso, 14 maggio, nel cuore del centro cittadino di Civitanova Marche. Al culmine di un violento diverbio scoppiato per futili motivi, un 61enne del posto, già ben noto alle forze dell'ordine e sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale, ha estratto e brandito contro il contendente una mannaia da macellaio della lunghezza di circa 23 centimetri.
L'immediato intervento dei carabinieri della stazione locale ha evitato che la situazione degenerasse ulteriormente, permettendo di bloccare l'aggressore e di disarmarlo prima che potesse ferire l'altra persona, un 49enne residente in città.
I militari, impegnati nel costante controllo del territorio, sono prontamente intervenuti sul luogo della lite. Dopo aver immobilizzato il 61enne e posto sotto sequestro l'arma bianca, hanno proceduto al deferimento dell'uomo in stato di libertà all'autorità giudiziaria. A carico dell'indagato sono scattate le accuse di minaccia aggravata dall’uso delle armi, porto abusivo di oggetti atti ad offendere e violazione degli obblighi della sorveglianza speciale.
Nel quadro della medesima attività di monitoraggio e contrasto alla criminalità, i carabinieri di Civitanova Marche hanno portato a termine un'altra importante operazione di servizio. Nelle scorse ore, i militari hanno dato esecuzione a un ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Brescia nei confronti di un 55enne, originario della provincia di Reggio Calabria ma da tempo residente in città.
L'uomo, che si trovava già ristretto in regime di detenzione domiciliare, deve espiare una pena detentiva definitiva a 2 anni e 10 mesi di reclusione a seguito di una condanna per gravi reati commessi tra il 2016 e il 2017 nella provincia di Bergamo. Le accuse mosse nei suoi confronti riguardano l'evasione fiscale e illeciti in materia finanziaria. Al termine delle formalità di rito espletate in caserma, l’arrestato è stato tradotto e associato presso la Casa Circondariale di Fermo, dove rimarrà a disposizione dell'Autorità Giudiziaria mandante.
Il pugno duro della polizia locale di Civitanova Marche colpisce l'abusivismo commerciale e la tutela dei consumatori. Nell'ambito dei controlli mirati e pianificati dal comandante Cristian Lupidi, i nuclei operativi hanno passato al setaccio le attività della movida e del centro, riscontrando irregolarità amministrative e sanitarie che hanno portato a sanzioni pecuniarie per oltre 10.000 euro.
Il primo blitz è scattato nella serata di venerdì scorso, quando gli agenti del Nucleo Operativo Pronto Intervento e Sicurezza hanno effettuato un controllo ispettivo all'interno di uno chalet sul lungomare. Dagli accertamenti documentali effettuati, è emerso che l'attività veniva esercitata in assenza del necessario titolo abilitativo. Inoltre, la documentazione sanitaria sarebbe apparsa gravemente lacunosa, con il manuale di autocontrollo (HACCP) non aggiornato. Per la mancata autorizzazione è scattata una maxi-sanzione amministrativa da 5.000 euro, mentre per le carenze sui protocolli sanitari verrà inoltrata dagli agenti una segnalazione ufficiale all'azienda sanitaria territoriale.
Un copione quasi identico si è ripetuto nel cuore del centro cittadino. Qui, il Nucleo Operativo Tutela del Consumatore ha riscontrato pesanti irregolarità su un'altra attività commerciale. A seguito delle verifiche, sarebbe stato accertato come il gestore effettuasse il servizio di somministrazione al pubblico al tavolo senza alcuna autorizzazione, procedendo inoltre a un'occupazione di suolo pubblico completamente abusiva. Anche in questo caso, i verbali complessivi hanno superato i 5.000 euro di multa.
A margine delle operazioni, il comandante Cristian Lupidi ha voluto sottolineare l'indirizzo strategico impresso al Comando: "Il servizio della polizia locale ha ormai assunto una valenza fortemente strategica, poiché permette di intercettare non solo le classiche irregolarità legate alla circolazione dei veicoli, ma di agire attivamente a tutela del consumatore, della salute pubblica e dell'economia sana della città". Lupidi ha poi confermato che i controlli amministrativi e ispettivi andranno avanti con la massima fermezza anche nei prossimi giorni.
(Foto di repertorio)
Un pomeriggio di ordinario controllo del territorio che si è trasformato in pochi istanti in un inseguimento ad alta tensione. È il bilancio dell'operazione più movimentata messa a segno domenica scorsa, 17 maggio, dagli agenti della polizia locale di Civitanova Marche sotto la direzione del comandante Cristian Lupidi.
Tutto è iniziato durante il servizio pomeridiano, quando una pattuglia ha notato un'auto procedere a forte velocità, esibendosi in brusche e repentine accelerazioni con tanto di stridore di pneumatici sull'asfalto. Una condotta pericolosissima, aggravata dal fatto che in quel momento le strade cittadine erano particolarmente trafficate per via del weekend.
Nonostante l'alt intimato ripetutamente dagli agenti e l'attivazione delle sirene, l'automobilista ha schiacciato il piede sull'acceleratore tentando la fuga. Ne è nato un concitato inseguimento stradale, conclusosi fortunatamente senza incidenti o feriti. Una volta bloccato, il conducente – un cinquantenne residente nel Maceratese – ha subito mostrato i sintomi dell'ebbrezza: l'etilometro ha infatti confermato un tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l (oltre tre volte superiore ai limiti di legge).
Per l'uomo, che si trovava alla guida di un veicolo non suo, è scattato l'immediato deferimento all'autorità giudiziaria per guida in stato di ebbrezza, a cui si è aggiunto il nuovo reato di rifiuto di fermarsi per sottoporsi a controllo di polizia stradale, introdotto proprio per punire chi fugge mettendo a repentaglio l’incolumità pubblica.
Lo stato di alterazione dell'uomo non è scemato nemmeno davanti alle divise: il cinquantenne ha infatti indirizzato insulti e minacce agli agenti operanti, rimediando così una denuncia anche per oltraggio e minaccia a pubblico ufficiale, oltre alle sanzioni amministrative per guida pericolosa e rumori molesti.
Sempre sul fronte della sicurezza stradale, l’attenzione dei nuclei operativi ha portato nei giorni scorsi al fermo di un’utilitaria che sostava in città con una targa temporanea tedesca (Zoll) ormai scaduta. A carico del proprietario è scattato il sequestro finalizzato alla confisca del mezzo, una sanzione amministrativa che potrà toccare i 1.731 euro (la cifra esatta sarà stabilita dalla Prefettura) e un ulteriore verbale da 900 euro per la totale assenza della copertura assicurativa obbligatoria.
(Foto di repertorio)
Ha agito d'istinto, mettendo subito in pratica quanto imparato negli anni di studio e corsia. Alessandro Misericordia, 33 anni, originario di Sant'Elpidio a Mare e specializzando in medicina interna all'ospedale di Baggiovara, è stato tra i primi a prestare soccorso ai pedoni travolti sabato scorso nel centro di Modena dal 31enne Salim El Koudri, alla guida di una Citroen C3
Il giovane medico marchigiano ha raccontato quei drammatici momenti all'Ansa, ripercorrendo gli attimi immediatamente successivi all’impatto. "Ero in centro città per fare delle compere per la casa, in un negozio, quando ho sentito il rumore di un forte impatto - ha spiegato Misericordia -. Sono uscito e ho visto una donna con le gambe amputate (di nazionalità tedesca, ndr). Così ho subito preso dei guanti e, insieme a un’infermiera, l’ho raggiunta cercando di fermare l’emorragia con la mia cintura".
Un intervento immediato, svolto in condizioni estremamente delicate, mentre intorno emergeva la gravità dell’accaduto. “Mi sono girato e ho visto altre persone a terra – ha raccontato ad Ansa –. A quel punto sono andato a controllare come stessero, se fossero coscienti e respirassero. Ho fatto rivalutazioni continue fino a quando non è arrivata la prima ambulanza che ho diretto verso la donna con le gambe amputate, la paziente in condizioni peggiori”.
Tra i feriti soccorsi anche una donna con diversi traumi importanti. "Aveva fratture al femore, al bacino e all’avambraccio e stava iniziando a respirare male. Le ho preso subito un accesso venoso periferico", riferisce il medico.
Misericordia ha voluto sottolineare anche il lavoro di squadra messo in campo nei primi minuti dell'emergenza: "Vorrei ringraziare tutti i colleghi che sono intervenuti, almeno quattro medici e altrettanti infermieri. Tutti fondamentali nella gestione della prima fase emergenziale".
Infine il pensiero alle vittime e alle conseguenze umane di quanto vissuto: "È stato un qualcosa che mi segnerà per tutta la vita e spero che i pazienti che abbiamo gestito ora abbiano il miglior decorso possibile". Il medico ha poi ringraziato tutte le forze intervenute sul posto: "Grazie a forze dell’ordine, vigili del fuoco e personale del 118. La gestione dell’emergenza è stata ottima".
(Credit foto: Ansa Marche)
Un grave incidente stradale si è verificato nel pomeriggio di oggi, nel territorio comunale di Corridonia. Poco dopo le ore 16:30, per cause ancora in corso di accertamento da parte delle forze dell'ordine, due autovetture si sono scontrate in un violento impatto frontale mentre transitavano lungo la carreggiata in contrada San Vincenzo.
L'allarme è scattato immediatamente, mobilitando la macchina dei soccorsi. Ad avere la peggio nello scontro è stata la donna alla guida di uno dei due veicoli: a causa dei traumi riportati, i sanitari del 118 intervenuti sul posto hanno ritenuto necessario il trasferimento d’urgenza, in codice rosso, presso l’ospedale regionale Torrette di Ancona.
A bordo dell'auto si trovava anche il figlio minore della donna, undicenne, il quale - fortunatamente in condizioni meno preoccupanti - è stato comunque trasportato a bordo di un'ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale di Macerata per tutti gli accertamenti e le cure del caso.
Oltre al personale medico e ai sanitari, sul luogo del sinistro sono intervenuti tempestivamente i vigili del fuoco del Comando provinciale di Macerata, che hanno collaborato alle operazioni di soccorso e hanno provveduto alla delicata messa in sicurezza del tratto stradale interessato e dei mezzi incidentati. I rilievi di rito e la gestione della viabilità sono stati affidati alle forze dell'ordine, impegnati a ricostruire l'esatta dinamica del violento impatto.
Due salvataggi in meno di tre ore e due animali sottratti a un tragico destino. È la movimentata mattinata dei Vigili del fuoco marchigiani, protagonisti oggi, lunedì 18 maggio 2026, di due delicati interventi a Fano e Macerata per mettere in sicurezza un capriolo caduto in mare e un gattino intrappolato in un tubo.
La prima emergenza è scattata a Fano poco prima delle 7:00, quando la squadra del distaccamento locale è dovuta intervenire d'urgenza all'interno del porto turistico Marina dei Cesari. Un capriolo, probabilmente disorientato, era scivolato nel bacino portuale non riuscendo più a risalire. I Vigili del fuoco, lavorando in stretta sinergia con il personale della società che gestisce la struttura, sono riusciti a raggiungere l'animale in acqua, a metterlo in sicurezza e a riportarlo sulla banchina. Il capriolo è stato successivamente affidato alle cure del Centro Recupero Animali Selvatici (Cras).
Poche ore dopo, intorno alle 9:30, la centrale operativa di Macerata ha attivato la squadra del comando provinciale per una seconda emergenza in via Domenico Annibali. A far scattare i soccorsi è stata una dipendente dell'Ast che, sentendo un insistente miagolio, ha scoperto un gattino di pochi mesi bloccato all'interno di una conduttura. I pompieri hanno operato con cautela per individuare il punto esatto del tubo, riuscendo infine a estrarre il felino sano e salvo. Il piccolo micio è stato poi affidato alla stessa impiegata che aveva lanciato l'allarme.