Stabile il numero di furti di opere d'arte nelle Marche: 11 nel 2021 come l'anno precedente nel territorio di competenza dei carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Ancona. Le operazioni effettuate hanno consentito il recupero di 3.764 beni antiquariali, archivistici, librari e archeologici, di pregevole fattura, per un valore stimato pari a 1.228.000 euro.
Le persone denunciate in stato di libertà all'autorità giudiziaria sono state 133, di cui 34 per reati in danno al paesaggio. Questo si evince dal report relativo al 2021 presentato dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.
Andando nello specifico, sono stati 135 i beni antiquariali, archivistici, librari, recuperati; 3.058 i reperti archeologici recuperati, di cui: 2.044 interi, 673 frammenti e 791 di numismatica archeologica; sono stati 121 i reperti paleontologici recuperati; 21 le opere d'arte contemporanea contraffate recuperate. Il tutto frutto di numerosi controlli effettuati in aree archeologiche (78); paesaggistiche (132); esercizi antiquariali (109); mercati e fiere antiquariali (27).
Tra le attività di maggior rilievo condotte l'anno scorso si ricorda quella che ha portato al recupero del dipinto illecitamente asportato nella chiesa privata di San Filippo al Piano di Osimo, un olio su tela raffigurante la "Madonna con Santi".
L'opera è stata individuata e sequestrata all'interno di una villa a Falconara. Dagli accertamenti esperiti dagli storici dell'arte della Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per le Marche di Ancona, è emerso che si trattava del dipinto rubato nel novembre del 1994 dall'interno della chiesa osimana, che è stato restituito ai legittimi proprietari e nuovamente esposto per la devozione dei fedeli.
“La Procura di Macerata non contesta alcuna aggravante di tipo razziale e le accuse sono omicidio volontario e rapina. Si sono, dunque, definitivamente chiariti i contorni di questo terribile episodio: non c’entra nulla il razzismo, ma la furia omicida di Giuseppe Ferlazzo è stata alimentata da altri fattori che saranno certamente ben esaminati durante l’iter giudiziario”.
Lo dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia al Consiglio regionale delle Marche, Carlo Ciccioli, commentando l’omicidio di Alika Ogorchukwu. "In questa tragica vicenda anche la politica locale non ha dato il meglio di sé – precisa Ciccioli -. Fin da subito è iniziata un’agghiacciante strumentalizzazione che qualifica gli autori stessi”.
“Dalle critiche al post del Presidente Acquaroli nel quale non si è riportato il nome di Alika Ogorchukwu, in spregio alle più elementari regole di tutela dei familiari della vittima che, magari, ancora non erano stati informati dalle forze dell’ordine. Al successivo tentativo di inserire – prosegue il capogruppo FdI -, pervicacemente e a tutti i costi, la matrice razziale da parte della sinistra come fanno gli avvoltoi sui cadaveri”.
“E ciò nonostante gli investigatori, gli unici ai quali occorre dar fede, l’abbiano esclusa quasi immediatamente – puntualizza Ciccioli -. Fa specie constatare, per l’ennesima volta, come il Pd riesca a strumentalizzare tutte le vicende di cronaca della nostra Regione per un mero tornaconto elettorale e politico. Vergogna”.
"Invece di analizzare, insieme, ciò che è accaduto e, da politici degni di questo nome, lavorare per potenziare tutti quei servizi che possano andare incontro agli interessi dei marchigiani in termini di sicurezza e di cura delle fragilità mentali, optano sempre per ergersi come finti moralizzatori interessati solo a creare divisioni e fazioni, alimentando, loro sì, un clima di odio" conclude Ciccioli.
Convalidato l'arresto di Filippo Claudio Giuseppe Ferlazzo, l'operaio di 32 anni che venerdì scorso ha pestato a morte l'ambulante nigeriano Alika Ogorchukwu in pieno centro, a Civitanova Marche. Lo ha deciso il gip di Macerata Claudio Bonifazi dopo l'udienza di convalida dell'arresto che si è tenuta oggi nel carcere di Montacuto (Ancona).
Nell'ordinanza che dispone la custodia in carcere, il giudice fa riferimento all'arrestato come soggetto violento e con elevata pericolosità sociale, oltre che alla presenza di "evidenti gravi indizi di colpevolezza" e del pericolo di reiterazione del reato: in attesa dei risultati dell'autopsia, osserva il gip, sembra evidente che il decesso sia dovuto all'aggressione. Il giudice fa riferimento anche a un "disturbo bipolare" per il 32enne che però dovrà essere approfondito.
Durante l'udienza di convalida, al quale ha preso parte anche il pm e procuratore di Macerata facente funzione Claudio Rastrelli, Ferlazzo ha chiesto scusa per ciò che ha fatto e, come ha riferito la sua legale, avvocato Roberta Bizzarri, "ha chiarito che non c'è stata alcuna motivazione di tipo razziale" e che "a prescindere dal colore della pelle avrebbe comunque commesso quel gesto bruttissimo". La Procura contesta le accuse di omicidio volontario aggravato dai futili motivi e di rapina. Domani, alle 11, all'ospedale di Civitanova Alta verrà eseguita l'autopsia.
(Foto Ansa)
È fuori pericolo il ragazzo di 22 anni accoltellato lo scorso venerdì notte a Recanati da un 47enne, per futili motivi (LEGGI QUI). Il ragazzo ferito si è svegliato dal coma farmacologico, ha chiesto una penna e ha scritto un messaggio: “Sono vivo grazie al nigeriano”.
Il riferimento è a uno degli amici del giovane presenti sul posto al momento dell’accaduto che – secondo il racconto dei testimoni – ha fermato la furia del 47enne recanatese con un placcaggio. L’uomo è stato poi definitivamente disarmato dall’intervento di un barista che ha anche accompagnato il 22enne in ospedale.
Emergono, infatti, nuovi dettagli su ciò che è accaduto quella sera. I ragazzi si trovavano nel centrale luogo di ritrovo e festeggiavano anche la fine del corso al campus della Dante Alighieri, racconta il gruppo di amici del giovane accoltellato . Ad un certo punto è arrivato un signore agitato e ha detto che dovevano andarsene perché gli davano fastidio si è, quindi, diretto verso il ragazzo italiano di origine marocchina (unico di colore in quel primo gruppetto) e gli ha tolto gli occhiali. A quel punto il giovane ha reagito colpendolo con uno schiaffo e l’uomo è quindi uscito dal bar.
Tornato poco dopo, il 22enne ha urlato che il 47enne aveva un coltello a serramanico in mano e a quel punto il barista ha detto loro che dovevano uscire entrambi dal locale. Stando sempre al racconto degli amici del giovane ferito, il ragazzo, pratico tra l’altro di arti marziali, si è avviato per primo e l’uomo lo ha seguito. All’imbocco del vicolo, poi, il 47enne lo ha accoltellato alle spalle.
Il ragazzo, a quel punto, si è girato tentando una mossa marziale ma, indebolito dalla ferita alla spalla, ha ricevuto altri due fendenti al petto. Sentendo le grida, sono quindi intervenuti alcuni amici del 22enne, tra i quali un giovane nigeriano che è riuscito a fermare l’uomo impedendogli di continuare a colpire. Successivamente è intervenuto anche il barista che ha strappato il coltello dalle mani dell’uomo ormai immobilizzato.
“Non hai avuto paura? Hanno chiesto in auto al giovane nigeriano, che aveva salvato l’amico dalla furia omicida dell’uomo. –- No - ha risposto il giovane- ho vissuto a Londra e là gli accoltellamenti erano molto frequenti”.
Nella chiesa sconsacrata la "Confraternita' di Montappone (Fermo) è crollato parzialmente il tetto: la copertura è implosa finendo all'interno dell'immobile e alcuni coppi, sulla sommità dei muri perimetrali , lati est e sud, hanno subito uno scivolamento, minacciando di cadere sulla sede stradale. Il fatto è avvenuto nella serata di ieri.
Sul posto, nel centro storico, è intervenuto personale del Comando dei vigili del fuoco di Fermo, con l'ausilio di un'autoscala del Comando di Macerata. I pompieri hanno rimosso le parti 'pericolanti' e hanno proceduto a recuperare i beni depositatati in una stanza prospiciente il fabbricato stesso. Il perimetro è stato transennato dai vigili del fuoco per mettere in sicurezza l'area. Il cedimento non ha causato feriti
Ape car contro auto: due feriti trasferiti in ospedale. L'incidente si è verificato questa pomeriggio lungo la strada provinciale 2, ad Apiro, intorno alle 18:40. Lanciato l'allarme sono accorsi sul posto i mezzi di soccorso del 118. A seguito dell'impatto l'ape car ha anche subito un ribaltamento.
Ad avere la peggio è stato proprio il conducente del motocarro a tre ruote, per il quale gli operatori dell'emergenza, valutata la situazione, hanno ritenuto opportuno il trasferimento all'ospedale di Jesi. Non si trova, in ogni caso, in gravi condizioni.
Lievi traumi sono stati riportati anche dal conducente dell'autoveicolo, trasportato per accertamenti all'ospedale di Cingoli, in codice verde. Spetterà alle forze dell'ordine ricostruire l'esatta dinamica di quanto accaduto.
La città di Civitanova Marche piange Gilberto Corallini. L'uomo si è spento nella giornata di sabato, all'età di 68 anni, presso l'ospedale Torrette di Ancona dopo una lotta tra la vita e la morte protrattasi per cinque giorni.
Fatale l'incidente di martedì scorso, quando l'uomo era caduto dalle scale di una palazzina a Fontespina, in via Falcone, mentre stava effettuando dei lavori. Corallini era molto conosciuto in città, in quanto titolare dell’impresa edile Im.Cos.
A lui si deve la costruzione di diversi complessi residenziali di Civitanova Marche e Montecosaro. Ancora non è stata fissata la data dei funerali, mentre la sua famiglia ha dato il consenso per l'espianto degli organi.
"Alika Ogorchukwu, un uomo di 39 anni, è stato picchiato a morte. Un’ingiustificabile azione che spero costerà caro a quell’uomo, se così si può definire". Così il capitano del Milan, Davide Calabria, attraverso un post pubblicato sul proprio profilo Instagram, ha espresso - in maniera netta - la propria posizione sull'omicidio consumatosi il 29 luglio sul marciapiede di Corso Umberto I a Civitanova Marche.
"Ingiustificabile come il fregarsene, riprendere con un telefonino la scena senza cercar di attirare l’attenzione o intervenire, per quanto una persona possa essere spaventata, incredula o non preparata - aggiunge il calciatore -. Un uomo stava per essere ucciso in quegli istanti. Non voglio credere che siamo arrivati al punto di farci scivolare di dosso un simile atteggiamento, senza nemmeno cercar di combatterlo".
"Non cerchiamo giustificazioni, siamo tutti colpevoli per una società sempre più incentrata all’odio e all’indifferenza - riflette il capitano rossonero in una lucida analisi sociale del fatto di cronaca -. Da una classe politica sempre più vergognosa, il cui primo pensiero è lo screditare chi non la pensa allo stesso modo invece di concentrarsi sui veri problemi del nostro paese per riuscire a risolverli".
"Da politici che pensano sempre più ai loro singoli poteri piuttosto che all’aiutarsi ed aiutare una popolazione sempre piu in difficoltà. Da noi cittadini ormai inermi di fronte a certe ingiustizie. Impariamo nel quotidiano a ritrovarci e ad amarci un po’ di più, all’aiutare il prossimo ed i più bisognosi, al far arrivare la nostra voce nei palazzi dove lo cose possono e devono cambiare", prosegue Calabria nella nota.
"Non ci sia più odio, non ci siano più distinzioni di razze e di genere. Possiamo e dobbiamo cambiare e migliorare una situazione ormai sfuggita di mano ed inaccettabile nel 2022. Siamo tutti fratelli del mondo. Alla famiglia di Alika, posso solo immaginare il dolore che state provando, vorrei mandarvi le mie più sincere condoglianze. E a te, Alika, spero tu possa riposare in pace, ma in un mondo migliore del nostro" conclude nella nota Davide Calabria.
Scontro tra due auto: un uomo soccorso in eliambulanza. È quanto avvenuto poco dopo le 13:30, in via Bellesi, in pieno centro storico, a Fermo. Dopo l’impatto, uno dei due mezzi coinvolti è finito fuori dalla carreggiata stradale, schiantandosi contro un albero.
L’occupante, un uomo di circa 60 anni che, al momento dei primi soccorsi è risultato privo di conoscenza, è stato estratto dai vigili del fuoco e consegnato al personale sanitario.
La causa del sinistro è ancora al vaglio degli agenti della polizia locale. Lanciato l'allarme sono accorsi sul posto i mezzi di soccorso del 118, un'ambulanza della Croce Verde di Fermo e l'automedica. I sanitari, valutata la situazione, hanno subito richiesto il supporto dell'eliambulanza.
L'elicottero del soccorso, una volta atterrato, ha poi trasferito l'uomo all'ospedale dorico di Torrette in codice rosso. Nessuna grave conseguenza, invece, per le tre persone a bordo della seconda auto.
Ennesimo episodio di violenza a Civitanova Marche, a poche ore di distanza dall’omicidio del 39enne Alika Ogorchukwu. Il teatro dell’aggressione è sempre lo stesso: corso Umberto I, dove un uomo è stato picchiato e immobilizzato da due persone (una si è poi subito allontanata).
Il grave fatto è avvenuto nella serata di ieri tra l’incredulità dei passanti che affollavano il cuore della città rivierasca. Anche in questo caso, la brutale aggressione è stata filmata dagli smartphone degli avventori e un video è diventato virale sui social.
Si vede un uomo insanguinato, schiacciato a terra da un altro per diversi minuti dopo essere stato picchiato. I contorni della vicenda sono ancora tutti da chiarire, ma resta lo sgomento per l’ennesimo episodio di violenza che si registra nel centro cittadino.
Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine, ma in quel momento i protagonisti della vicenda si erano già allontanati. A quanto risulta nessuno è finito al pronto soccorso.
I vigili del fuoco sono intervenuti questa mattina, alle ore 5:30 in via Ruffini a Civitanova Marche, per l’incendio di un’auto all’interno di un garage.
La squadra dei pompieri sul posto, con due autobotti, ha spento e fiamme e l’auto all’esterno del garage e messo in sicurezza l’area dell’intervento. Non si segnalano persone coinvolte.
I vigili del fuoco sono ancora al lavoro per gli ultimi accertamenti, non è ancora chiaro cosa abbia innescato il rogo.
Giovane mamma trovata morta in casa. Il dramma si è consumato ieri sera, poco dopo le 20, in un'abitazione in via del Littello ad Apiro, dove una 37enne è stata rinvenuta senza vita.
Stando ai primi accertamenti, dovrebbe essere stato un malore a non lasciarle scampo con il figlio di 14 anni il primo ad accorgersi di quanto era accaduto.
Lanciato l’allarme sono giunti sul posto i soccorsi della medica di Cingoli e della pubblica assistenza Piros, ma per la 37enne non c’è stato più nulla da fare.
Due multe per 1600 euro complessivi a due esercizi pubblici di Cingoli. È il risultato di un’operazione svolta nei giorni scorsi dai carabinieri della Compagnia di Macerata, insieme a quelli del nucleo antisofisticazioni e sanità di Ancona, al fine di arginare gli episodi di vandalismo e danneggiamenti recentemente verificatisi in città.
In un locale è stato accertato il mancato rispetto dei requisiti generali in materia di igiene, mentre nel secondo esercizio commerciale erano stati messi in vendita prodotti alimentari senza indicare gli ingredienti utilizzati per la loro preparazione.
Complessivamente, nel corso del controllo, sono state identificate 58 persone, 29 autoveicoli e contestate 3 sanzioni al codice della strada con conseguente ritiro di una patente per guida in stato di ebbrezza.
Alika Ogorchukwu, l'ambulante nigeriano di 39 anni ucciso ieri pomeriggio in pieno centro a Civitanova Marche, è stato seguito dall'aggressore, che lo ha colpito prima con la stampella, appartenente al 39enne, claudicante a seguito di un incidente stradale, facendolo cadere a terra e "poi a mani nude fino alla morte".
Lo ha detto il dirigente della Squadra Mobile di Macerata Matteo Luconi durante una conferenza stampa tenutasi presso il Commissariato di Polizia di Civitanova Marche. Non ci sono motivi legati all'odio razziale nell'omicidio commesso dal 32enne italiano Filippo Claudio Giuseppe Ferlazzo. "Le indagini sono in corso, ma la situazione è abbastanza chiara - ha detto Luconi - tutto sembra essere nato da una lite per futili motivi, con una reazione abnorme da parte dell'aggressore nei confronti della vittima che gli stava chiedendo l'elemosina".
È prevista lunedì l'udienza di convalida del fermo di Ferlazzo. "Chiedo scusa alla famiglia della vittima": queste le prime parole del 32enne campano, affidate ai suoi legali nel corso di un colloquio.
Dalla ricostruzione fornita dall'uomo, fermato per la morte dell'ambulante nigeriano, tra lui e il cittadino nigeriano sarebbe nata una lite perchè "l'ambulante chiedeva insistentemente l'elemosina e ha anche tenuto per un braccio la mia fidanzata". Ferlazzo lavorava da poche settimane in una fonderia di Civitanova Alta. "Saranno sentiti testimoni e visionate immagini delle telecamere per chiarire la dinamica del pestaggio", hanno aggiunto gli investigatori.
Secondo il dirigente della Squadra Mobile di Macerata Matteo Luconi la rapidità del primo intervento da parte della polizia, intervenuta immediatamente sul luogo e aiutata da alcuni testimoni, ha permesso di "cristallizzare la situazione", bloccando immediatamente l'autore dell'aggressione, che è stato arrestato "in flagranza di reato per omicidio volontario e rapina". La zona, centralissima, è coperta dai sistemi di videosorveglianza e all'episodio hanno assistito molti testimoni.
"Nel corso del comitato per l’ordine e la sicurezza subito doverosamente convocato dalla Prefettura - ha ribadito il sindaco di Civitanova Marche Fabrizio Ciarapica - è stata fatta una approfondita disamina di quanto accaduto, analizzando ogni aspetto delle modalità dell’aggressione e di un contesto come quello di Civitanova perfettamente attenzionato dalle forze dell’ordine".
"I controlli sulla costa sono stati intensificati da tempo, e l’impegno è quello di rafforzare il lavoro capillare già in atto a Civitanova, dove da settimane è stato approvato il Piano coordinato di controllo del territorio, strumento che consente appunto una maggiore presenza delle forze dell’ordine - ha aggiunto -. Si proseguirà su questa strada, con una attenta e mirata attività di pianificazione dei servizi di controllo, in un tessuto dove sono in funzione numerosi impianti di videosorveglianza, installati proprio per fungere da deterrente e coadiuvare le indagini delle forze dell’ordine".
"Siamo sconvolti per questo fatto di sangue - ribadisce il primo cittadino di Civitanova - è disumano. Non ci può essere nessuna giustificazione e di nessun tipo. In questo momento, il solo giudizio che possiamo dare è quello di ferma condanna. Ogni altro tentativo di etichettare un gesto che va oltre la comprensione umana, rischia di essere fuori luogo e va a ledere il rispetto del dolore della famiglia del nigeriano ucciso".
"Affermare che l’omicidio sia stato scatenato da odio razziale o altro, va solo a strumentalizzare un caso di cui non avremmo mai pensato di dare notizia nella nostra città. Al raptus efferato, irrazionale, incontrollabile rispondiamo con sdegno, dolore, solidarietà e con il rispetto della vittima e della sua famiglia, alla quale assicuriamo tutta la nostra vicinanza. Civitanova è una città viva, dinamica, accogliente, e lo voglio ribadire, l’atrocità accaduta ieri non rappresenta e non descrive il nostro territorio" ha concluso Ciarapica.
Sit-in in nel punto in cui è avvenuto l'atroce omicidio di Alika Ogorchukwu per chiedere giustizia. È quanto organizzato dalla comunità nigeriana di Civitanova Marche che, in maniera spontanea, si è ritrovata nei pressi del marciapiede in cui ieri si è consumato l'orrore. Luogo in cui, sino a questa mattina, era comparso - in segno di solidarietà e cordoglio - soltanto un solitario mazzo di fiori (leggi qui).
I manifestanti hanno voluto far sentire la loro voce e la loro vicinanza a Charity Oriachi, la moglie di Alika, mostrando dei fogli con stampata la foto della vittima e una sequenza dell'aggressione mortale. Il traffico è stato momentaneamente bloccato dalla presenza di alcuni partecipanti del corteo distesi sulla carreggiata stradale in segno di protesta.
Molti si sono mostrati arrabbiati per la mancanza di reazione da parte dei cittadini, che ieri non sono intervenuti per dividere Filippo Claudio Giuseppe Ferlazzo, il 32enne italiano arrestato, da Alika, limitandosi a riprendere la scena con i telefonini.
Registrati anche brevi momenti di tensione quando un passante ha preso le difese dell'aggressore, venendo di conseguenza circondato dai manifestanti. Ad evitare che la situazione degenerasse ulteriormente, è stato immediato l'intervento dei carabinieri e della Polizia di Stato, presenti sul posto per vigilare sul pacifico andamento della manifestazione.
Per placare gli animi è sceso, da Palazzo Sforza, anche il sindaco di Civitanova Marche Fabrizio Ciarapica che ha dialogato con i rappresentanti della comunità nigeriana: "Stamattina alle 8 ero a Macerata, in Prefettura, dove ho convocato un comitato dell'ordine e della sicurezza pubblica proprio per avere la massima attenzione delle istituzioni", ha dichiarato.
"Condanniamo senza se e senza ma quanto avvenuto, siamo non solo addolorati ma stretti attorno al dolore della famiglia e della comunità nigeriana tutta. Charity, in un momento di bisogno come questo, non si sentirà sola in nessun modo". Il primo cittadino ha voluto abbracciare la vedova, prima di accoglierla in Comune. Nella delegazione che è salita a Palazzo Sforza c'è anche l'avvocato Francesco Mantella, legale di Alika e ora della sua famiglia.
(Immagini di Alfredo Moglianesi)
"Un plauso agli operatori della Volante e della sala operativa del commissariato di Civitanova Marche che grazie alla loro professionalità hanno individuato e fermato nel giro di pochi minuti il responsabile della vile aggressione ai danni di Alika Ogorchukwu. Un plauso anche agli uffici investigativi per la prosecuzione dell’importante attività d’indagine. Un risultato di rilievo per la Polizia di Stato in provincia se consideriamo le difficoltà che quotidianamente affrontano i colleghi per la mancanza di risorse umane, tecniche ed economiche". Questo quanto dichiara il segretario generale provinciale del sindacato Siulp della Polizia di Stato, Damiano Cioppettini.
"Parliamo di settori che, nonostante tutto, continuano a funzionare grazie all’enorme professionalità dei poliziotti e allo spirito di abnegazione che continua a contraddistinguerli. La Polizia di Stato sta drammaticamente vivendo le conseguenze del blocco del turn-over - aggiunge il segretario provinciale del Siulp -. Ogni anno decine di poliziotti se ne vanno in pensione e solo una minima parte è rimpiazzato. Questa situazione sta minando l’operatività e l’efficienza di quasi tutti gli uffici, compresa la Polizia Stradale. Il dipartimento della pubblica sicurezza non può dimenticare che esiste anche la provincia di Macerata. Un appello alla politica locale affinché si facciano portavoce di queste problematiche".
"La mancanza di sicurezza genera paura, incertezza e disagio sociale - puntualizza Cioppettini -. La città costiera è disseminata di telecamere di video sorveglianza. Il Siulp da tempo chiede l’attivazione delle immagini in diretta presso la Sala Operativa del Commissariato. Poter visionare in diretta tali immagini permetterebbe nell’immediato l’individuazione dei responsabili di un delitto e delle loro vie di fuga o proteggere gli operatori della Volante che già sanno in anticipo cosa sta accadendo in un determinato luogo d’intervento. Passano i mesi ed i più svariati cavilli burocratici negano alla cittadinanza ed alla polizia di Stato uno degli strumenti più moderni ed efficaci per la costruzione della sicurezza in città".
"Da anni questa organizzazione sindacale difende la specificità della Volante, nata e formata per il controllo del territorio e il soccorso pubblico, non per il rilevamento degli incidenti stradali. La Volante deve essere pronta e disponibile se un cittadino è in pericolo di vita, ha i ladri in casa o stanno scippando una signora anziana. Non possiamo privare la comunità di quest’importante risorsa perché gli operatori in quel momento sono fermi per il rilievo di un tamponamento. Il Siulp da sempre è dalla parte della sicurezza degli operatori e dei cittadini, lottiamo per la sicurezza di tutti" conclude Cioppettini.
Mentre ancora siamo attoniti per l'uccisione del 39enne Alika Ogorchukwu, vittima dell'episodio di brutale violenza ieri pomeriggio in centro a Civitanova, dobbiamo segnalare un altro grave episodio di violenza consumatosi questa notte a Recanati, in vicolo Alemanni, lungo la stradina che dall’ex Cinema Nuovo conduce in via Porta San Domenico.
Verso l'una di notte si è scatenata una violenta lite tra un 47enne recanatese (O.P) e un ventiduenne (E.A.), nato in città ma di origini nordafricane, per motivi ancora al vaglio dei carabinieri della Compagnia di Civitanova Marche diretta dal comandante Massimo Amicucci.
Ad un tratto il recanatese ha estratto un coltello e ha inferto tre pugnalate alla vittima, crollata a terra. I residenti hanno immediatamente allertato i soccorsi che - giunti prontamente sul posto - hanno trasportato il ventiduenne all'ospedale di Recanati dove i medici, vista la gravità del suo quadro clinico, hanno trasferito il giovane recanatese al nosocomio Torrette di Ancona, tramite ambulanza. All'ospedale dorico è stato subito sottoposto a delicatissimo intervento chirurgico durato per diverse ore. Attualmente è in condizioni critiche e prognosi riservata.
++ AGGIORNAMENTO ORE 16:00 ++
È stato arrestato dai militari della stazione carabinieri di Recanati con l’ipotesi di reato di tentato omicidio aggravato dai futili motivi e porto abusivo di arma da taglio il quarantasettenne recanatese che questa notte ha aggredito e colpito con diversi fendenti al torace un ventiduenne.
Secondo quanto emerso dalle indagini tutto sarebbe scaturito quando un gruppo di giovani del posto, insieme ad alcuni studenti che festeggiavano la chiusura del loro campus nel centro storico di Recanati, si trovavano nei pressi del bar Mirò sito in Via Cavour e sono stati avvicinati da un uomo che, sconosciuto a tutti e senza apparente giustificato motivo, ha cominciato a dibattere con alcuni di loro perché lamentava di essere stato disturbato, tanto che molti hanno deciso di allontanarsi dal posto per evitare ulteriori problemi.
La discussione è andata degenerando e si è protratta fino al vicino vicolo Alemanni dove, inaspettatamente, l’uomo ha tirato fuori un coltello a scatto dalla tasca del suo pantalone e ha cominciato a colpire al torace e alla schiena uno dei giovani del gruppo, nonostante i tentativi dei suoi amici di bloccare la sua furia inaudita.
L’intervento del gestore del bar è stato risolutivo poiché, richiamato dalle urla dei ragazzi, è accorso immediatamente in strada e, senza alcuna esitazione, ha bloccato e disarmato l’uomo mentre tentava di colpire ancora il ragazzo ormai ferito in più parti del torace e della schiena.
Quindi, allertati dai cittadini, sono intervenuti i carabinieri delle stazioni di Recanati e Porto Recanati che, sulla scorta delle numerose testimonianze acquisite e la visione di alcuni filmati di videosorveglianza, hanno raccolto univoci e incontrovertibili elementi di reità a carico dell’operaio recanatese, tratto definitivamente in arresto per i fatti descritti e accertati nella flagranza.
Dopo essere stato medicato presso il pronto soccorso dell’ospedale di Civitanova Marche per le escoriazioni subite, il 47enne è stato accompagnato al carcere di Ancona Montacuto in attesa dell’udienza di convalida fissata per lunedì primo agosto. Il coltello è stato recuperato e sottoposto a sequestro, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Patto di amicizia tra San Ginesio, Capodistria e la comunità autogestita della nazionalità italiana di Capodistria e di Crevatini. La Festa di Santa Brigida celebrata lo scorso sabato nel giardino della chiesetta in Crevatini consacrata alla Santa protettrice delle donne, è stata occasione di rispetto delle tradizioni.
L’evento, promosso dalla Comunità Italiana di Crevatini, con il contributo del Comune e della CAN – Comunità autogestita della nazionalità italiana di Capodistria, nonché dell’Unione Italiana e dell’Università Popolare di Trieste, è stato fortemente voluto da Maria Pia Casagrande, nel ruolo di facente funzioni dopo due decenni di presidenza. Sempre nel rispetto della tradizione sono tornati ad omaggiare Santa Brigida gli amici di San Ginesio.
Guidati dal vicesindaco Daris Belli, ha ravvivato la serata una rappresentanza rievocativa dei tamburini Terremotus e degli sbandieratori Grazia et Furia di San Ginesio Marco Belloni, Alessio Borroni, Roberto Compagnucci e Mirko Tardella.
La parte ufficiale ha visto intervenire l’ospite d’onore il Console Generale d’Italia a Capodistria Giovanni Corviello, il Vice Sindaco di Capodistria Mario Steffé quale latore di un messaggio del primo cittadino Ales Brzan, il Presidente della CAN di Capodistria Fulvio Richter, il Presidente della Comunità locale Marjan Stropnik e il Vice Sindaco di San Ginesio Daris Belli quale latore di un messaggio del primo cittadino Giuliano Ciabocco.
Le autorità hanno annunciato la formalizzazione dell’accordo di collaborazione con il Comune di Capodistria, le CAN di Capodistria e Costiera e la Comunità degli Italiani di Crevatini, nella prima settimana di settembre, ospiti in San Ginesio su espresso invito del Sindaco, esteso per l’occasione al Console, cui il Vice Sindaco ha donato una targa raffigurante la Battaglia di Sant’Andrea.
L’obiettivo dell’intesa è salvaguardare e potenziare le rispettive identità e tradizioni da tramandare alle future generazioni, con progetti sinergici nei campi della cultura, del turismo, del sociale, delle scienze e dell’architettura.
L’incontro di settembre sarà anche l’occasione per avere come gradita ospite la famosa autrice Isabella Flego, insegnante, scrittrice, poetessa, già deputata, presidente della Can di Capodistria, vicesindaco e sindaco di Capodistria, con la presentazione del suo libro “Memorie da sopra l’equatore”, grazie alla prestigiosa collaborazione dell’Info Libro di Capodistria nelle vesti di Nicoletta Casagrande.
L'indifferenza per quanto accaduto ieri pomeriggio nel centro di Civitanova, quando un uomo è stato aggredito ed ucciso di fronte agli occhi di tanti testimoni, continua. Continua e chiede di essere raccontata e documentata. Perché il dovere di cronaca dovrebbe avere anche la finalità, in casi gravi come quello accaduto, di scuotere le coscienze.
Per questo parliamo anche oggi di indifferenza. Parliamo di quell'indifferenza "urlata" dal luogo in cui si è verificato l'omicidio. Un luogo privo di una qualsiasi espressione di cordoglio alla famiglia della vittima, a sua moglie che ieri con le sue urla di dolore si è precipitata da San Severino, dove viveva con il figlio e il marito, in Corso Umberto, dove lo ha trovato a terra privo di vita.
Non un fiore, non una candela: chissà, sarebbero stati deposti se quell'uomo avesse fatto parte della comunità cittadina? Invece nulla per Alika Ogorchukwu, nigeriano di 39 anni, che si trovava a Civitanova per lavorare come ambulante.
Ieri sera l'unica traccia della tragedia che si era consumata intorno alle 14, era un sacchettino bianco rimasto a terra, che conteneva una birra Heineken intera. Quel sacchettino che la vittima dell'aggressione, come appare in un video che la nostra redazione sceglie di non mostrare, aveva lanciato a meno di un metro da lui, verosimilmente nel tentativo di liberarsi le mani per provare a difendersi.
Questa mattina un amico della redazione che ieri ha preso visione insieme a noi di quella triste scena, ha sentito il desiderio di provvedere per non lasciare così squallidamente vuoto quel marciapiede (come visibile in foto, ndr).
Le pagine dei giornali sono affollate di notizie che parlano di inaudita violenza esercitata contro i soggetti più deboli. Riteniamo doveroso far riflettere sul fatto che l'intervento di più persone unite a bloccare e ad allontanare l'aggressore dalla propria vittima, avrebbe forse condotto ad un finale diverso.
"La scomparsa del maestro Luigi Balducci lascia un vuoto incolmabile nel mondo dell’arte settempedana. Con lui se ne va la più importante figura di artista del panorama culturale locale del secondo Novecento. Una grande perdita che merita sicuramente di essere celebrata ed è per questo che l’Amministrazione comunale ha già deciso di organizzare, prossimamente, una mostra con le sue opere con il consenso della famiglia cui va la vicinanza di tutta la nostra comunità”. L’assessore alla Cultura e vice sindaco del Comune di San Severino Marche, Vanna Bianconi, ricorda lo scultore Balcucci scomparso nei giorni scorsi all’età di 99 anni.
Nel giardino della propria abitazione da sempre fanno bella mostra le sue sculture che affascinando per la profonda espressione creativa e l’utilizzo magistrale dei materiali. Era un “autodidatta di ingegno”, come ha amato definirlo il critico, giornalista e sociologo Alberto Pellegrino, sottolineando che “per tutta la vita Balducci ha lavorato rimanendo costantemente fedele alla sua orinale personalità, alla sua visione della vita e dell’arte, mettendo nello stesso tempo sempre in discussione le sue opere per arrivare a nuove scoperte, a nuove invenzioni o reinvenzioni, sempre pronto al cambiamento, sempre fedele a un suo tormento interiore”.
Nell’analizzare la sua evoluzione artistica, un altro critico, Nevio Iori, ha scritto di Balducci: “Solo chi non accetta l’arte come gioco, ma come sublimazione del naturale in sé perché continua contrapposizione fra il reale e il metafisico, fra il naturale e il surreale per trarre metamorfosi del pensiero fatto forma, dello spirito che plasma cose per fermarle nello spazio, nel tempo, nell’anima del prossimo, ha dubbi e tormenti”. Minatore, operaio, artigiano del marmo e del legno, partigiano e attivista politico, Balducci ha lasciato comunque un segno indelebile nel mondo dell’arte e non solo.