I Carabinieri della Stazione Carabinieri di Sarnano hanno portato a termine, nelle ultime ore, due distinte operazioni di controllo del territorio finalizzate al contrasto dei reati contro la persona e del fenomeno legato all’uso e allo spaccio di sostanze stupefacenti.
Nel primo intervento, i militari hanno denunciato in stato di libertà un cittadino albanese di 30 anni, residente a Sarnano, ritenuto responsabile del reato di minaccia aggravata. I fatti risalgono alla notte del 18 maggio scorso quando, intorno alle 00.30, nei pressi di un pubblico esercizio del centro cittadino, l’uomo – secondo quanto ricostruito dai Carabinieri – avrebbe aggredito un operaio edile marocchino di 48 anni, residente in provincia di Napoli, minacciandolo con una bottiglia di vetro infranta.
La vittima, dopo l’episodio, si è recata autonomamente al Pronto Soccorso dell’ospedale di Amandola, dove i sanitari hanno riscontrato lesioni traumatiche giudicate guaribili in cinque giorni.
Nei confronti del trentenne, oltre alla denuncia penale, è stata contestata anche la violazione amministrativa per ubriachezza molesta. I Carabinieri hanno inoltre avanzato la proposta per l’applicazione di una misura di prevenzione, informando l’autorità giudiziaria e amministrativa competente.
Nel corso degli stessi servizi di controllo del territorio, i militari della Stazione di Sarnano hanno inoltre segnalato alla Prefettura un cittadino egiziano di 19 anni, residente nel comune, trovato in possesso di 0,3 grammi di hashish durante un’attività ispettiva. La sostanza stupefacente è stata sequestrata e il giovane è stato segnalato ai sensi dell’articolo 75 del D.P.R. 309/1990.
Incidente stradale poco dopo le 13 sulla superstrada, in direzione mare, poco prima dell'uscita di Tolentino Est. Per cause in corso di accertamento, un'autovettura e un furgone sono rimasti coinvolti in uno scontro che ha reso necessario l’intervento dei soccorsi.
Sul posto è intervenuta la squadra dei vigili del fuoco di Tolentino, che ha provveduto a estrarre il conducente dell'auto utilizzando attrezzature specifiche per gli incidenti stradali. Una volta liberato dall’abitacolo, l’uomo è stato affidato alle cure del personale sanitario del 118 e trasferito per accertamenti in ospedale. Non si troverebbe in gravi condizioni.
Per consentire le operazioni di soccorso e la messa in sicurezza dei mezzi coinvolti, una corsia della superstrada è stata temporaneamente chiusa al traffico. Sul luogo dell’incidente sono intervenute anche le forze dell’ordine per i rilievi e la gestione della viabilità.
Un viavai continuo di persone sospette all'interno di un condominio e le segnalazioni dei residenti sulla presenza di soggetti dediti al consumo di sostanze stupefacenti. È da questi elementi che è scattato il blitz degli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Civitanova Marche, culminato con l’arresto di un cittadino egiziano di 23 anni, sul quale pendeva un ordine di carcerazione.
Gli agenti della Squadra Volanti hanno fatto irruzione nell'alloggio segnalato, cogliendo di sorpresa tre persone all’interno. Alla vista delle divise, il 23enne nordafricano ha tentato di darsi alla fuga per sottrarsi al controllo, ma è stato immediatamente bloccato e immobilizzato dagli operatori prima che potesse far perdere le proprie tracce.
Mentre gli altri due soggetti identificati nell'appartamento sono risultati essere vecchie conoscenze delle forze dell'ordine, già presenti nella banca dati per vari precedenti di polizia a loro carico, il giovane egiziano è risultato completamente privo di documenti d’identità.
Accompagnato negli uffici del Commissariato della città costiera per essere sottoposto a fotosegnalamento e a più approfondite verifiche, i controlli terminalistici hanno fatto emergere una situazione giudiziaria decisamente pesante. A carico del 23enne risultava infatti un ordine di arresto emesso dalla Procura della Repubblica di Milano.
Il giovane straniero era stato precedentemente condannato alla pena complessiva di 4 anni e 11 mesi di reclusione per una lunga scia di reati gravi commessi in Nord Italia: rapina aggravata, lesioni personali, sequestro di persona e utilizzo indebito di carte di credito (l'ultimo dei quali commesso nel 2022).
Al 23enne restava ancora da espiare un residuo di pena pari a 2 anni e 2 mesi di reclusione. Al termine di tutte le formalità di rito e degli accertamenti sull'identità personale, gli agenti della Polizia di Stato hanno provveduto a tradurre l’arrestato presso la casa circondariale di Fermo, dove è stato ristretto per l'esecuzione della pena.
Smantellavano pescherecci provenienti da tutta Italia, ma anziché smaltire i rifiuti secondo le rigide norme ambientali per intascare legalmente i ricchi incentivi comunitari, accumulavano i veleni e la componentistica meccanica in un'area privata. Una maxi operazione di polizia giudiziaria, coordinata in stretta sinergia dalle Procure della Repubblica di Macerata e Ancona, ha fatto saltare il banco nel porto di Civitanova Marche, portando alla luce un sofisticato sistema di illeciti ambientali e finanziari perpetrato da una ditta marchigiana operante nel settore delle demolizioni navali.
Il blitz è il risultato di un'articolata attività d'indagine condotta dai militari dell'Ufficio Circondariale Marittimo di Civitanova Marche insieme ai finanzieri del Reparto Operativo Aeronavale (ROAN) della Guardia di Finanza di Ancona e supportata sul campo dai tecnici specializzati dell'Arpam.
Gli investigatori hanno concentrato l'attenzione sull'insolito e massiccio flusso di motopesca che arrivavano nello scalo civitanovese da diversi compartimenti marittimi nazionali. Tutte imbarcazioni destinate alla rottamazione per ottenere i cospicui contributi europei del FEAMPA (Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l'Acquacoltura), erogati a patto che scafi e motori marini vengano avviati a una filiera di smaltimento certificata.
Le attività di osservazione, controllo e pedinamento sulla filiera dei rifiuti hanno permesso di accertare che la ditta marchigiana operava quotidianamente in totale spregio delle regole: l'azienda faceva sparire i pezzi delle navi senza produrre alcun Formulario di Identificazione dei Rifiuti (F.I.R.). Invece di conferire i materiali nei centri autorizzati, i responsabili svuotavano le stive e i comparti tecnici delle imbarcazioni, concentrando sistematicamente motori, componentistica e carburanti asportati in un sito di loro proprietà.
La perquisizione domiciliare e locale scattata nell'area ha svelato uno scenario inquietante: una vera e propria discarica abusiva di circa 700 metri quadrati, all'interno della quale erano stati impropriamente stoccati ben 2.500 metri cubi di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi. Oltre ai motori marini sottratti all'ultimo ciclo di demolizioni, i militari hanno rinvenuto altri blocchi motore derivanti da precedenti smantellamenti, insieme a una sfilza di autoveicoli, cicli e motocicli in totale stato di abbandono.
I risvolti dell'ispezione hanno assunto contorni ancora più pesanti sul piano penale e patrimoniale. Nel perimetro della discarica, le forze dell'ordine hanno infatti sequestrato 5.000 litri di gasolio agevolato detenuto illecitamente, sottratto e accumulato proprio durante i finti smantellamenti dei pescherecci. Tra i cumuli di rifiuti ferrosi e liquidi inquinanti è spuntato persino un pezzo di storia: un'anfora di eccezionale interesse archeologico, sottratta al patrimonio dello Stato e accumulata illegalmente nel sito.
Al termine delle operazioni, i militari hanno deferito a piede libero due soggetti alle Procure competenti per i gravi reati ambientali e finanziari constatati, ferma restando la presunzione di innocenza degli indagati fino a sentenza definitiva. L'operazione congiunta tra Guardia Costiera e Fiamme Gialle assesta un colpo durissimo alle frodi sul bilancio europeo, ristabilendo la legalità a tutela dell'ecosistema marino e degli operatori economici onesti del settore ittico.
CINGOLI - Intervento dei Vigili del Fuoco nel pomeriggio di oggi, intorno alle ore 15.15, lungo la SP 114 in località Grottaccia, per l’incendio di un autocarro.
Sul posto sono intervenute le squadre del comando di Macerata insieme al distaccamento volontario di Apiro. Le fiamme hanno interessato il mezzo pesante e si sono successivamente propagate ad alcuni alberi e sterpaglie presenti nelle immediate vicinanze.
I Vigili del Fuoco hanno provveduto alle operazioni di spegnimento e alla completa messa in sicurezza dell’area interessata, evitando ulteriori rischi per la circolazione e per l’ambiente circostante.
Non si segnalano persone coinvolte nell’episodio.
In occasione della Giornata Internazionale dei Bambini Scomparsi, che si celebra in tutto il mondo ogni 25 maggio, la Prefettura di Macerata ha voluto rinnovare pubblicamente il proprio impegno sul fronte della tutela dei minori. La ricorrenza si inserisce in un percorso di costante prevenzione contro i fenomeni di sfruttamento, scomparsa e vulnerabilità che colpiscono l'infanzia e l'adolescenza, configurandosi come un momento cruciale di sensibilizzazione per istituzioni, famiglie, scuole e per l'intera comunità locale.
L'obiettivo primario resta quello di consolidare la sinergia e lo scambio informativo tra tutti gli attori sul campo, garantendo la massima tempestività operativa grazie a un collaudato coordinamento che vede collaborare la Prefettura con le Forze di Polizia, l'Autorità Giudiziaria e gli Enti locali.
Per tracciare un quadro nitido della situazione a livello locale, la Questura di Macerata ha elaborato una dettagliata ricognizione statistica relativa al triennio compreso tra il 2023 e il 2026. Dall'analisi dei dati è emerso che la stragrande maggioranza delle denunce presentate sul territorio provinciale si concentra nella fascia adolescenziale compresa tra i 14 e i 17 anni. Nella quasi totalità dei casi, le sparizioni sono riconducibili ad allontanamenti volontari da istituti educativi, contesti familiari complessi o comunità di accoglienza.
Nello specifico del periodo d'osservazione esaminato dagli uffici della Questura, in provincia di Macerata sono state registrate le scomparse di 107 minori stranieri e di 13 minori di nazionalità italiana. Per quanto riguarda il fenomeno legato ai ragazzi stranieri, si tratta per lo più di minori non accompagnati la cui fuga è motivata dal desiderio profondo di ricongiungersi con parenti o familiari già stanziati in altre aree del territorio nazionale o all'estero, all'interno del circuito europeo.
Sul fronte dei 13 ragazzi italiani, le operazioni di ricerca si sono concluse positivamente per tutti i soggetti coinvolti, i quali sono stati rintracciati e riaffidati alle rispettive famiglie o alle strutture di competenza. La lettura statistica applicata alla componente italiana ha evidenziato come la maggioranza dei casi abbia riguardato delle ragazze. Tra questi episodi si è registrato anche il caso di una giovane che, nel giro di pochissimi mesi dal primo rintraccio, ha reiterato l'allontanamento volontario dalla comunità che la ospitava. In entrambe le circostanze, tuttavia, il tempestivo intervento delle Forze di Polizia ha permesso di ritrovare la minore e di riaccompagnarla in sicurezza presso la struttura residenziale.
Nonostante i numeri descrivano un fenomeno che nell'ambito della provincia maceratese manifesta una portata complessivamente modesta, l'attenzione delle istituzioni resta altissima e la situazione continua a essere monitorata giorno per giorno.
Nel richiamare l'attenzione pubblica sul valore imprescindibile della responsabilità collettiva nella tutela delle fasce più giovani e indifese della popolazione, il Prefetto di Macerata ha voluto lanciare un messaggio chiaro: «La protezione dei bambini rappresenta una priorità assoluta delle istituzioni e dell'intera società. Nessun minore deve sentirsi solo o invisibile». Da qui l'invito formale rivolto dalla Prefettura a ogni singolo cittadino, affinché i riflettori e l'attenzione sociale su un tema così delicato non si accendano soltanto in concomitanza con la ricorrenza odierna, ma restino costantemente vigili per tutto il resto dell'anno.
Le immagini e il pesante sfogo affidati ai social avevano sollevato un'ondata di indignazione, riaccendendo con forza il dibattito sulla sicurezza urbana nel capoluogo. La vicenda ha trovato una svolta decisiva sul piano giudiziario con l'individuazione del presunto responsabile, ma a far discutere sono anche i dettagli emersi sul video-denuncia che ha fatto il giro del web.
I carabinieri della locale Stazione di Macerata hanno infatti identificato e deferito in stato di libertà un cittadino nigeriano di 36 anni, residente in città, ritenuto l'autore di un episodio di molestie e pedinamento avvenuto lo scorso 20 maggio.
La vicenda era diventata di dominio pubblico dopo lo sfogo di Tania Roscani, 28 anni, che aveva filmato la sua reazione in un video su Instagram diventato rapidamente virale. Registrato sotto i portici della Galleria Scipioni, nel cuore di Macerata, il filmato mostra la giovane visibilmente scossa mentre mostra un coltello e una bomboletta di spray al peperoncino, pronunciando parole destinate a far discutere: "Visto che lo Stato non ci protegge dobbiamo farlo da sole".
Stando alla ricostruzione ufficiale emersa dalle indagini lampo dei militari, la giovane è stata agganciata da un uomo che ha tentato un approccio insistente attraverso versi e fischi. Nel tentativo di sottrarsi alle molestie, la vittima ha cercato inizialmente riparo all'interno di una gelateria del centro e, successivamente, ha provato a rincasare a passo spedito.
L'uomo, tuttavia, l'ha seguita fino al portone del proprio condominio, prima di dileguarsi. Le immediate verifiche avviate dall'Arma a seguito della denuncia formale hanno permesso di dare un volto al molestatore, portando alla sua immediata segnalazione all'autorità giudiziaria.
L'operazione si inserisce nel quadro di un'ampia e costante attività di prevenzione e controllo del territorio disposta dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Macerata per contrastare la criminalità e incrementare la sicurezza percepita dai cittadini.
Nelle stesse ore, sul fronte del monitoraggio delle principali arterie stradali, i militari della sezione radiomobile hanno effettuato un mirato posto di blocco lungo Corso Cavour. Durante le operazioni è stato fermato un uomo di 29 anni residente a Corridonia.
L'accertamento approfondito tramite la banca dati interforze ha fatto emergere come il ventinovenne fosse gravato da un divieto di ritorno nel Comune di Macerata della durata di un anno, un provvedimento di prevenzione emesso dal Questore lo scorso 16 maggio e notificatogli appena tre giorni prima del controllo. Fermato in palese violazione della misura restrittiva a suo carico, l'uomo è stato conseguentemente deferito a piede libero per l'inosservanza delle prescrizioni di legge.
Prosegue l’attività di controllo del territorio da parte dei Carabinieri del Comando Provinciale di Macerata. Nelle ultime ore i militari sono intervenuti in due distinti episodi tra Camerino e Tolentino, denunciando una donna per minaccia aggravata e resistenza a pubblico ufficiale e un giovane automobilista per guida in stato di ebbrezza.
A Camerino i militari dell’Aliquota Radiomobile sono intervenuti per sedare una violenta lite tra conviventi. Secondo quanto ricostruito, una donna di 43 anni, originaria di Albano Laziale ma domiciliata in città, avrebbe minacciato il compagno brandendo un coltello nel corso della discussione.
All’arrivo dei Carabinieri la donna avrebbe opposto resistenza prima di essere riportata alla calma. L’arma è stata sequestrata e la 43enne è stata denunciata all’autorità giudiziaria per minaccia aggravata e resistenza a pubblico ufficiale.
A Tolentino i Carabinieri della locale Aliquota Radiomobile hanno denunciato un 26enne residente a Urbisaglia, già noto alle forze dell’ordine, per guida in stato di ebbrezza.
Il giovane era rimasto coinvolto lo scorso 6 aprile in un incidente stradale con feriti avvenuto nel territorio di Urbisaglia mentre era alla guida della propria Opel. Gli accertamenti clinici richiesti dai militari all’ospedale di Macerata hanno evidenziato un tasso alcolemico pari a 1,93 grammi per litro, quasi quattro volte oltre il limite consentito dalla legge.
Per il 26enne è scattata la denuncia ai sensi dell’articolo 186 del Codice della Strada, mentre restano in corso i provvedimenti amministrativi relativi alla patente di guida.
CIVITANOVA MARCHE - Una bisca clandestina all’interno di un circolo privato è stata scoperta dalla Polizia di Stato nel corso di un’operazione di controllo mirata svolta lo scorso 21 maggio. L’intervento ha portato a 11 denunce per esercizio di gioco d’azzardo e a una denuncia per resistenza a pubblico ufficiale.
L’attività investigativa era partita da alcune segnalazioni che indicavano un intenso via vai di persone all’interno del circolo, soprattutto nelle ore pomeridiane e serali. Gli approfondimenti della Squadra Mobile, con il supporto della divisione polizia amministrativa e sociale e della Polizia Scientifica della questura di Macerata, hanno consentito di documentare l’attività sospetta.
Durante il controllo, gli agenti hanno dovuto inizialmente superare la resistenza di alcuni avventori che avrebbero tentato di impedire l’accesso al locale, bloccando il cancello d’ingresso. Una volta entrati, la Polizia ha individuato una stanza nascosta, protetta da due porte e dotata di un sistema di videosorveglianza interna utilizzato per monitorare eventuali controlli.
All’interno erano presenti 26 persone, tra cittadini italiani e stranieri di età compresa tra i 50 e i 75 anni. In una sala è stato rinvenuto un tavolo da gioco con denaro contante e appunti con le puntate annotate. Secondo quanto accertato, venivano praticati giochi d’azzardo come la “Concia” e il “Trente-Quarante”, considerati giochi proibiti nei locali pubblici perché basati esclusivamente sulla fortuna e sul fine di lucro.
Gli agenti hanno proceduto al sequestro del denaro, dei mazzi di carte e della documentazione relativa all’attività illecita.
Nel corso degli accertamenti sono emerse ulteriori irregolarità amministrative, tra cui la mancata esposizione della cartellonistica obbligatoria sulla videosorveglianza, la somministrazione di bevande a non soci e l’assenza del cartello sul divieto di fumo e delle autorizzazioni previste.
Sono stati inoltre riscontrati numerosi precedenti di polizia a carico di alcuni presenti. Al termine delle verifiche, il titolare del circolo è stato sanzionato amministrativamente e 11 persone sono state denunciate per gioco d’azzardo, mentre un’altra è stata denunciata per resistenza a pubblico ufficiale.
Le indagini proseguono per ulteriori approfondimenti da parte della Squadra Mobile e della Polizia Amministrativa.
SAN SEVERINO MARCHE – La città di San Severino Marche è in lutto per la scomparsa della professoressa Maria Cristina Perticarari, figura molto conosciuta e stimata non solo per il suo impegno nel mondo della scuola e della cultura, ma anche per essere stata la moglie dell’ex sindaco Adriano Vissani.
Il sindaco Rosa Piermattei e l’intera Amministrazione comunale hanno espresso profondo cordoglio alla famiglia, interpretando il sentimento di vicinanza dell’intera comunità settempedana in questo momento di grande dolore.
Maria Cristina Perticarari lascia un ricordo profondo nel tessuto sociale e culturale cittadino. Per molti anni ha insegnato italiano all’Istituto Tecnico Tecnologico Statale “Eustachio Divini”, distinguendosi per passione, competenza e sensibilità umana. Generazioni di studenti ricordano oggi la sua preparazione, la capacità educativa e l’attenzione verso i ragazzi.
Accanto all’attività scolastica, la professoressa Perticarari è stata una presenza importante anche nel panorama artistico locale. Regista, autrice e attrice del gruppo teatrale “L’Alternativa”, ha contribuito alla crescita culturale della città attraverso spettacoli e iniziative che hanno rappresentato momenti di partecipazione e condivisione per tutta la comunità.
La sua scomparsa, avvenuta all’età di 75 anni, lascia un grande vuoto tra quanti l’hanno conosciuta e apprezzata.
Maria Cristina Perticarari lascia i figli Michele, Valerio, Francesco e Giulio, le nuore Silvia, Milena, Emilia e Agnese, i nipoti Filippo, Luca, Davide ed Elisabetta, oltre al fratello Enrico.
La camera ardente è stata allestita presso la sala del commiato “Il Tempio degli Angeli” in via D’Alessandro a San Severino Marche. I funerali saranno celebrati domani, martedì 26 maggio, alle ore 10, nel Santuario della Madonna dei Lumi.
Ancora un incidente nel tratto della superstrada tra Corridonia e Morrovalle dove è presente il restringimento di carreggiata per un cantiere. Nel pomeriggio di oggi, intorno alle 17, un tamponamento a catena ha coinvolto tre veicoli in direzione mare, causando forti rallentamenti e lunghe code lungo l’arteria.
Si tratta del secondo episodio avvenuto nello stesso punto nel giro di poche ore. Già in mattinata, attorno alle 10.30, si era verificato un altro incidente nella medesima zona. Anche in questo caso, fortunatamente, non si sono registrati feriti.
La situazione del traffico è stata resa ancora più complicata dall’elevato numero di veicoli in circolazione nella prima domenica caratterizzata da temperature quasi estive, con molti automobilisti diretti verso il mare. Le code si sono formate in entrambe le direzioni, creando disagi alla viabilità per diverse ore. Sul posto è intervenuta la Polizia Stradale di Camerino, impegnata nei rilievi e nella gestione della circolazione per consentire il ripristino della normale viabilità in sicurezza.
Il tratto interessato continua a far discutere anche alla luce di quanto accaduto appena pochi giorni fa. Giovedì scorso, infatti, nello stesso punto della superstrada si era verificato un altro incidente che aveva coinvolto quattro automobili e provocato il ferimento di due persone, successivamente trasportate in ospedale.
La ripetizione di incidenti nello stesso tratto riaccende così l’attenzione sulle criticità legate al restringimento di carreggiata e sulla necessità di prestare la massima attenzione durante la percorrenza della superstrada.
Nuovi disagi e lunghe code lungo la superstrada SS77 della Val di Chienti. Intorno alle ore 10:30 di questa mattina, si è verificato un tamponamento a catena in direzione mare, nel tratto compreso tra gli svincoli di Corridonia e Morrovalle. L'incidente è avvenuto in prossimità del restringimento di carreggiata dovuto alla presenza di un cantiere stradale per lavori in corso.
Si tratta dello stesso identico punto in cui già lo scorso giovedì si era registrato un analogo sinistro stradale. Questa mattina l'impatto ha visto coinvolte tre autovetture che viaggiavano verso la costa. Fortunatamente, a differenza dell'incidente di giovedì - nel quale erano rimasti coinvolti quattro veicoli con un bilancio di due feriti trasferiti in ospedale (leggi qui) -, lo scontro odierno non ha fatto registrare feriti tra i conducenti e i passeggeri dei mezzi coinvolti.
Le ripercussioni sulla circolazione stradale sono state immediate e pesanti. Nel tratto interessato dal sinistro si sono rapidamente formate lunghe code e rallentamenti chilometrici, costringendo gli automobilisti in transito a lunghe attese sotto il sole della mattinata.
Sul posto sono intervenuti tempestivamente gli agenti della polizia stradale per effettuare i rilievi di rito, gestire i flussi di traffico e coordinare le operazioni di rimozione dei mezzi incidentati al fine di ripristinare la regolare viabilità nel più breve tempo possibile.
I Vigili del fuoco sono intervenuti poco prima di mezzogiorno in via Smorlesi, a Montecassiano, per l’incendio di un furgone.
Sul posto sono state inviate due autobotti per domare le fiamme. La squadra dei Vigili del fuoco di Macerata ha provveduto allo spegnimento del mezzo e alla successiva messa in sicurezza dell’area interessata.
L’intervento si è concluso senza particolari criticità: non si segnalano persone coinvolte nell’episodio.
Presenti sul posto anche gli agenti della Polizia Locale, per i rilievi e la gestione della viabilità nella zona interessata.
Armi, droga e controlli a tappeto nel Maceratese durante un’operazione straordinaria dei Carabinieri della Compagnia di Macerata, che nelle ultime ore hanno intensificato le attività di prevenzione e repressione dei reati sul territorio.
Nel corso del servizio, condotto dal N.O.R. – Sezione Radiomobile e dalle Stazioni dipendenti con il supporto delle unità cinofile di Pesaro e del N.A.S. di Ancona, i militari hanno dato esecuzione a una serie di controlli mirati nei principali centri della provincia, con particolare attenzione ai luoghi di aggregazione giovanile e ai locali pubblici.
A Macerata, l’intervento scaturito da una segnalazione dei cittadini ha portato al controllo di un 22enne di origine kosovara, residente in città, trovato in possesso di una pistola a gas priva del tappo rosso di sicurezza e di un coltello a serramanico lungo 17 centimetri. Il giovane è stato denunciato in stato di libertà per porto di armi od oggetti atti ad offendere.
L’operazione si è poi estesa a Corridonia, Cingoli, Pollenza e Monte San Giusto, dove i controlli congiunti hanno portato al rinvenimento di sostanze stupefacenti nei confronti di due giovani residenti a Corridonia, rispettivamente di 18 e 19 anni, segnalati alla Prefettura per uso personale di droga.
Nel corso delle verifiche, in un esercizio pubblico di Monte San Giusto il N.A.S. ha accertato la mancata applicazione delle procedure HACCP, elevando una sanzione amministrativa di 2.000 euro al titolare.
Sempre nell’ambito delle attività di controllo del territorio, a Corridonia è stata notificata una misura cautelare nei confronti di una 69enne residente a Pollenza, accusata di atti persecutori ai danni di una persona offesa. Il provvedimento prevede il divieto di avvicinamento e l’applicazione del braccialetto elettronico, il cui utilizzo è stato temporaneamente differito per motivi tecnici.
Il servizio straordinario si è concluso con l’identificazione di 91 persone, il controllo di 27 veicoli e la contestazione di diverse violazioni al Codice della Strada.
Questa mattina, intorno alle ore 8, si è verificato un grave incidente lungo l’autostrada A14, nel territorio di Porto Recanati, in direzione sud, nei pressi della rampa di ingresso del casello.
Per cause ancora in fase di accertamento, un mezzo pesante guidato da un uomo di 50 anni di nazionalità lituana si è ribaltato, finendo contro il guardrail e sfondandolo. Nell’impatto è rimasta coinvolta anche un’autovettura condotta da un 70enne residente nell’Osimano.
Ad avere la peggio il conducente del tir. Il camionista, rimasto incastrato nell’abitacolo, è stato estratto grazie all’intervento dei Vigili del Fuoco del distaccamento di Civitanova Marche e successivamente trasferito in condizioni che hanno richiesto particolare attenzione all’ospedale regionale di Torrette di Ancona tramite eliambulanza. Anche il conducente dell’auto ha riportato ferite ed è stato affidato alle cure del personale sanitario del 118.
Sul posto sono intervenuti tempestivamente i sanitari del 118, i volontari della Croce Rossa di Porto Potenza e della Croce Gialla di Camerano, insieme alla Polizia Stradale, alla Polizia Autostradale e al personale della Società Autostrade. I Vigili del Fuoco hanno provveduto alla messa in sicurezza dei veicoli e dell’area interessata, operando in collaborazione con i soccorsi sanitari per le operazioni di estrazione dei feriti.
L’incidente ha avuto pesanti ripercussioni sulla circolazione, con code che hanno raggiunto anche un chilometro in direzione sud e forti rallentamenti per gli automobilisti in transito. Le operazioni di rimozione dei mezzi e di ripristino della normale viabilità sono proseguite per diverse ore, causando ulteriori disagi lungo il tratto interessato.
Una scossa di terremoto di magnitudo ML 3.6 è stata registrata nella notte tra venerdì e sabato nel Maceratese, con epicentro localizzato a circa cinque chilometri a sud-est di Fiordimonte.
Il sisma è avvenuto alle 2.13 ora italiana del 23 maggio 2026, ad una profondità di 8 chilometri. Le coordinate geografiche rilevate sono 43.0002 di latitudine e 13.1143 di longitudine.
La scossa è stata localizzata dalla Sala Sismica dell’INGV di Roma ed è stata avvertita in diversi comuni dell’area montana dell’entroterra marchigiano, in particolare nel territorio del Camerte. Al momento non si segnalano danni a persone o edifici, ma il movimento tellurico ha destato preoccupazione tra i residenti, molti dei quali hanno percepito chiaramente il sisma durante la notte.
L’evento si inserisce nella consueta attività sismica che interessa l’Appennino centrale, area storicamente caratterizzata da frequenti movimenti tellurici monitorati costantemente dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.
Scontro tra un'auto e una moto sulla strada provinciale 485, a Civitanova Marche, all'altezza della frazione di Santa Maria Apparente. L'impatto, avvenuto intorno alle 18:20 di oggi, ha causato il ferimento del conducente del mezzo a due ruote e della passeggera, per i quali si è reso necessario il trasferimento in eliambulanza a Torrette.
Secondo una prima ricostruzione della dinamica, un fuoristrada e una moto Kawasaki stavano procedendo nella stessa direzione di marcia, diretti verso il centro di Civitanova Marche. Al momento della svolta del veicolo a quattro ruote per immettersi nell'area di servizio del distributore di carburante Ip, sarebbe avvenuto l'impatto con la due ruote.
A causa dell'urto, il conducente della moto - un uomo di 35 anni - e la ragazza che viaggiava sul sedile posteriore come passeggera, una giovane di 25 anni, sono stati disarcionati dalla sella e sono caduti sull'asfalto.
Sul posto sono intervenuti immediatamente i vigili del fuoco del locale distaccamento e il personale sanitario del 118, supportato dalle ambulanze della Croce Verde di Civitanova Marche e della Croce Verde di Monte San Giusto. Valutata la dinamica del sinistro e i traumi riportati dai due ragazzi, i medici dell'emergenza hanno ritenuto opportuno richiedere l'intervento dell'eliambulanza.
I due feriti sono stati stabilizzati sul posto e trasferiti in ambulanza fino al vicino presidio ospedaliero di Civitanova, dove nel frattempo è atterrato l'elicottero "Icaro" proveniente da Ancona. Entrambi i giovani sono stati successivamente trasportati in volo presso il nosocomio di Torrette di Ancona per accertamenti clinici più approfonditi. Da quanto si apprende, nessuno dei due si troverebbe in gravi condizioni. I rilievi di rito per stabilire l'esatta dinamica e le responsabilità del sinistro sono stati affidati agli agenti della polizia locale.
Una violenta carambola tra più mezzi si è verificata nel primo pomeriggio di oggi lungo l’Autostrada A14, in direzione nord, al chilometro 296, nel territorio comunale di Cupra Marittima, in provincia di Ascoli Piceno.
Secondo una prima ricostruzione effettuata dalla Polizia Autostradale, all’uscita della galleria San Basso una Fiat Bravo è finita contro una fila di veicoli che stava rallentando a causa di lavori in corso presenti lungo il tratto autostradale.
L’impatto, particolarmente violento, ha coinvolto in successione un furgone cabinato-furgonato, un’Alfa Romeo Giulietta e una Fiat Panda.
Ad avere la peggio è stato il conducente della Fiat Bravo, rimasto gravemente ferito. L’uomo è stato soccorso dal personale sanitario del 118 e trasferito in codice rosso tramite eliambulanza all’ospedale regionale di Torrette di Ancona. Il velivolo è atterrato nel campo sportivo di Pedaso prima di ripartire verso il nosocomio dorico.
Feriti anche due occupanti del furgone, operai di una ditta edile, trasportati all’ospedale di San Benedetto del Tronto in condizioni non gravi. I sanitari hanno inoltre prestato assistenza alla donna alla guida della Fiat Panda.
Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco del distaccamento di San Benedetto del Tronto, impegnati nelle operazioni di messa in sicurezza dei veicoli e dell’area interessata dall’incidente.
Un cittadino straniero di 29 anni, regolare sul territorio nazionale ma senza fissa dimora in Italia, è stato denunciato a piede libero dagli agenti della Polizia di Stato. Il giovane è stato sorpreso e fermato nel pomeriggio di ieri mentre si trovava nel capoluogo in evidente stato di alterazione psicofisica, violando la misura di allontanamento che pendeva sul suo conto.
L'operazione è stata condotta dagli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Macerata. Durante il consueto e quotidiano servizio di pattugliamento e controllo delle vie cittadine, la Volante della Polizia ha notato il soggetto in via Trento, seduto direttamente sul marciapiede e intento a consumare una birra, circondato da diverse altre lattine già vuote lasciate a terra accanto a lui.
I poliziotti hanno immediatamente proceduto a fermare l'uomo per l'identificazione. Preso atto dei sintomi lampanti e inequivocabili dovuti all’eccessivo consumo di sostanze alcoliche, gli operatori hanno dapprima sanzionato amministrativamente il giovane per il reato di manifesta ubriachezza.
Successivamente, l’equipaggio della Volante ha voluto approfondire gli accertamenti tramite la consultazione delle banche dati in dotazione alle forze dell'ordine. Gli accertamenti più approfonditi hanno così permesso di appurare che il 29enne, di origini tunisine, era in realtà gravato da un provvedimento di divieto di ritorno nel comune di Macerata.
La misura di prevenzione era stata emessa formalmente dal questore di Macerata lo scorso 16 maggio, con una validità stabilita per il periodo di un anno, ed era stata regolarmente notificata al giovane soltanto due giorni addietro a Civitanova Marche.
Nonostante il divieto tassativo di rimettere piede nel territorio comunale maceratese fosse freschissimo di notifica, il 29enne ha deciso comunque di fare ritorno in città. Di fronte alla palese violazione, il giovane tunisino è stato condotto dagli agenti presso gli uffici della locale Questura per l'espletamento delle procedure di rito, dove è stato sottoposto ai rilievi dattiloscopici e fotosegnaletici.
Al termine degli accertamenti d'ufficio, l'uomo è stato deferito a piede libero all'autorità giudiziaria per aver infranto il provvedimento dell'autorità ed essere tornato abusivamente nel comune dal quale era stato allontanato.
I Carabinieri della Stazione di Montecassiano hanno denunciato in stato di libertà all’autorità giudiziaria un 20enne di origine egiziana, ritenuto responsabile di violazioni alla normativa sul soggiorno e risultato privo di validi documenti di identificazione.
L’intervento è avvenuto nella tarda mattinata di ieri, 21 maggio 2026, a Macerata, presso la fermata dell’autobus situata nei pressi dei Giardini Diaz. I militari sono intervenuti su richiesta del personale addetto ai controlli dell’azienda di trasporto urbano, che aveva individuato a bordo di un mezzo pubblico un passeggero senza regolare titolo di viaggio e sprovvisto di documenti d’identità.
Il giovane, risultato senza fissa dimora, disoccupato e incensurato, è stato accompagnato in caserma per gli accertamenti di rito. Attraverso le procedure di fotosegnalamento i Carabinieri sono riusciti a risalire alla sua esatta identità.
Successivamente il 20enne è stato accompagnato presso l’Ufficio Immigrazione della Questura di Macerata, dove nei prossimi giorni verrà esaminata l’istanza di protezione internazionale presentata dal giovane cittadino egiziano.