Si è conclusa ieri, presso il Tribunale di Macerata, una tappa fondamentale del procedimento giudiziario per l'omicidio di Gentiana Kopili, la 45enne brutalmente uccisa in strada a Tolentino lo scorso 14 giugno. L'udienza è servita a cristallizzare i risultati della perizia psichiatrica eseguita sull'ex marito, il 56enne Nicollaq Hudra, reo confesso del delitto.
Il dottor Luciano Secchiaroli, incaricato dalla GIP Daniela Bellesi su richiesta del pm Enrico Riccioni, ha depositato le conclusioni sul profilo psichico dell'imputato. Secondo l'esperto, Hudra sarebbe affetto da un delirio paranoide cronico. L'uomo, infatti, avrebbe agito sotto la spinta di una convinzione distorta: credeva che l’ex moglie stesse tentando di avvelenare lui e i loro figli.
Questa patologia avrebbe compromesso la sua capacità di intendere e di volere al momento delle 17 coltellate che hanno strappato la vita a Gentiana. Tuttavia, la perizia ha stabilito che Hudra è comunque capace di stare in giudizio, ovvero di comprendere e affrontare il processo a suo carico.
Il quadro clinico apre ora un complesso dibattito giuridico: resta, infatti, da capire come questa infermità parziale o totale possa influire sulle aggravanti contestate dalla Procura, in particolare quelle della premeditazione e della crudeltà. Il pm dovrà ora decidere se procedere verso la chiusura delle indagini o se nominare un ulteriore collegio peritale.
Nel frattempo, la difesa - rappresentata dai legali Michelangelo Strammiello e Sendi Simicija - ha segnalato una situazione di tensione nel carcere di Ferrara, dove l'uomo è attualmente detenuto. Hudra ha iniziato uno sciopero della fame per protestare contro la lontananza dai figli e chiedere il trasferimento in un altro istituto penitenziario. Il giudice, intanto, ha già respinto l'istanza dei legali che chiedevano lo spostamento del 56enne in una Rems (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza), la struttura dedicata ai detenuti con gravi patologie psichiatriche.
Tre persone sono state denunciate dai carabinieri di Montegranaro per insolvenza fraudolenta in concorso, dopo aver lasciato una struttura ricettiva del Fermano senza saldare il conto. Si tratta di due uomini e una donna, cittadini italiani di età compresa tra i 30 e i 45 anni, tutti già noti alle forze dell'ordine.
L'indagine è partita a seguito della querela presentata dal direttore della struttura ricettiva, che ha segnalato l'episodio avvenuto durante la scorsa estate. Secondo quanto emerso, i tre ospiti avevano usufruito dei servizi della struttura e delle consumazioni offerte, per un ammontare complessivo di circa 650 euro, salvo poi allontanarsi senza pagare.
Le attività investigative dei carabinieri hanno compreso escussioni testimoniali e il riconoscimento fotografico, permettendo di identificare con certezza i responsabili dell’episodio. L’accusa che pende sul loro capo è quella di insolvenza fraudolenta in concorso.
CAMERINO - Intervento dei Vigili del fuoco questa mattina in località Rio, dove si è verificata una fuga di gas a seguito della rottura di una tubazione interrata di media pressione.
Sul posto è intervenuta la squadra dei Vigili del fuoco di Camerino, che ha provveduto a mettere in sicurezza l’area interessata. A scopo precauzionale sono state evacuate due famiglie residenti nell’abitazione situata nelle immediate vicinanze del punto in cui si è verificata la perdita.
Nel frattempo, il personale di una ditta specializzata ha effettuato le operazioni necessarie per la riparazione della tubazione danneggiata. Per consentire l’intervento in sicurezza, l’area circostante è stata temporaneamente chiusa al traffico.
I Carabinieri di Civitanova Marche hanno denunciato due giovani per porto abusivo di armi durante controlli mirati nelle zone della movida e nei luoghi di aggregazione della città.
Il primo intervento ha riguardato un furgone fermato durante un posto di controllo. Il conducente, un 30enne residente nel Fermano, ha mostrato subito atteggiamento sospetto. La perquisizione personale e del veicolo ha permesso di trovare un coltello con lama di 6 cm, che è stato sequestrato.
Il secondo episodio si è verificato in Piazza Conchiglia, dove un 21enne locale, innervositosi alla vista dei Carabinieri, è stato controllato e trovato in possesso di un coltello con lama di quasi 6 cm. Anche in questo caso l’arma è stata sequestrata e il giovane denunciato in stato di libertà.
I finanzieri della Tenenza di Porto Recanati hanno concluso un’importante operazione contro le frodi fiscali e contributive, smantellando un sistema illecito di somministrazione di manodopera e di emissione di fatture false. Nel mirino è finita una ditta individuale operante nel settore della consulenza amministrativa, il cui titolare è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Macerata.
L’indagine, disposta dal Comando Provinciale di Macerata, ha permesso di ricostruire la reale posizione fiscale dell’impresa, che fungeva da filtro all’interno di un più ampio schema fraudolento. L’attività della Tenenza di Porto Recanati prosegue e approfondisce quanto già emerso nel 2024 dalla Compagnia di Civitanova Marche, che aveva identificato un sistema simile di frode fiscale e contributiva per oltre 1,7 milioni di euro, denunciando i titolari di tre ditte individuali e sequestrando 11 veicoli e disponibilità finanziarie sui conti correnti degli indagati.
Le verifiche hanno rivelato che i lavoratori, pur formalmente assunti, venivano distaccati presso diverse attività commerciali nei settori turistico-alberghiero e food & beverage tramite una fittizia intermediazione. Complessivamente, sono stati individuati 490 lavoratori irregolari, emissioni di fatture per operazioni inesistenti per oltre 1,3 milioni di euro, omessi versamenti fiscali e previdenziali per più di 1 milione di euro, violazioni IVA per oltre 220 mila euro, oltre all’omessa presentazione delle dichiarazioni annuali dei redditi, IVA e sostituto d’imposta.
L’imprenditore denunciato dovrà rispondere dei reati di emissione di fatture false, somministrazione illecita di manodopera, omessa dichiarazione e omesso versamento di contributi previdenziali.
Una studentessa dell’Università Politecnica delle Marche ha salvato la vita di una donna colpita da arresto cardiocircolatorio mentre si trovava a bordo di un autobus a Milano. Protagonista del coraggioso intervento è la recanatese Elena Grassi, iscritta al terzo anno del corso di laurea in Tecniche di Radiologia Medica per Immagini e Radioterapia dell’Univpm.
Resasi subito conto della gravità della situazione, Elena ha applicato le manovre salvavita apprese durante il corso Blsd (Basic Life Support Defibrillation), che l’Ateneo mette a disposizione degli studenti dell’area medica. Senza esitazione ha iniziato il massaggio cardiaco, mantenendo attive le funzioni vitali della paziente fino all’arrivo dei soccorsi avanzati.
L’Università Politecnica delle Marche ha sottolineato come l’intervento di Elena rappresenti un esempio concreto di responsabilità civica e dimostri l’importanza della formazione universitaria nelle emergenze sanitarie. Grazie alla sua preparazione e lucidità, è stato possibile mantenere in vita la donna fino all’arrivo dei sanitari.
Il gesto di Elena ha ricevuto riconoscimenti anche dal dottor Tommaso Scquizzato, medico della Terapia intensiva cardio-toraco-vascolare dell’Irccs ospedale San Raffaele di Milano, che l’ha contattata personalmente per ringraziarla e per sottolineare l’importanza della diffusione dei corsi di rianimazione cardiopolmonare. L’episodio è stato condiviso anche dal professor Alberto Zangrillo sui canali social dell’ospedale.
Sull’accaduto è intervenuto anche il rettore dell’Università Politecnica delle Marche, Enrico Quagliarini. «Il gesto di Elena Grassi rappresenta nel modo più autentico i valori della nostra Università: competenza, responsabilità e servizio alla comunità. Questo intervento dimostra quanto sia fondamentale la formazione nelle emergenze sanitarie e rafforza il nostro impegno nel garantire competenze salvavita con un impatto reale sulla società».
Un plauso è arrivato anche dal Comune di Ancona. L’assessore alle Politiche giovanili e all’Università, Marco Battino, ha contattato Elena per congratularsi personalmente. «Ho voluto esprimerle l’abbraccio di tutta la città per quello che ha fatto – ha scritto sui social – e l’ho invitata in Comune per incontrarla insieme al sindaco».
Battino ha ricordato come la tempestività e la formazione di Elena siano state decisive. «Grazie al suo coraggio e alla sua lucidità oggi il cuore della donna continua a battere. Questa vicenda dimostra quanto siano importanti i corsi di primo soccorso».
L’assessore ha aggiunto che il Comune intende promuovere la diffusione di corsi di primo soccorso in tutte le facoltà e nelle scuole superiori. «La storia di Elena dimostra come un semplice corso di manovre salvavita possa davvero fare la differenza», ha concluso.
I carabinieri del Comando Provinciale di Macerata hanno intensificato nelle ultime ore i servizi di controllo del territorio, mettendo in atto un'operazione coordinata per il contrasto allo spaccio e al consumo di stupefacenti. Le attività, che hanno interessato in particolare i comuni di Civitanova Marche e Tolentino, si sono concluse con quattro denunce in stato di libertà, una segnalazione alla Prefettura e il sequestro di hashish, cocaina e materiale per il confezionamento.
A Civitanova Marche, i militari hanno fermato un 20enne residente nel Fermano che si aggirava con fare sospetto nel centro cittadino. La perquisizione domiciliare ha permesso di rinvenire 50 grammi di hashish, 2 grammi di cocaina, un bilancino di precisione e una carta d’identità manomessa (privata del microchip). Per il giovane è scattata la denuncia non solo per detenzione ai fini di spaccio, ma anche per falsità materiale. Sempre nella città rivierasca, due giovani (un italiano di 22 anni e un indiano di 21) sono stati bloccati in un parco pubblico: addosso avevano 20 grammi di hashish già suddivisi in dosi e pronti per la vendita.
A Tolentino, i controlli stradali hanno portato alla segnalazione di un 30enne residente a Perugia, trovato in possesso di una dose di hashish per uso personale. Nel frattempo, a Montecassiano, i carabinieri hanno chiuso il cerchio su un grave episodio avvenuto a febbraio: un 44enne del luogo è stato denunciato per lesioni personali aggravate. L'uomo è ritenuto il responsabile di un'aggressione a colpi di coltello ai danni di due giovani fuori da un locale; oltre alla denuncia, è stata richiesta alla Questura l'applicazione del divieto di accesso ai pubblici esercizi (Daspo urbano).
Un autoarticolato è rimasto bloccato nel pomeriggio di oggi, poco dopo le 16:00, mentre percorreva via Giuliano da Sangallo a Porto San Giorgio. Il mezzo pesante è finito incastrato sotto il cavalcavia dell'autostrada A14, rendendo necessario l'intervento dei mezzi di soccorso per liberare la carreggiata e ripristinare la normale circolazione.
Sul posto è prontamente intervenuta la squadra dei vigili del fuoco di Fermo che, grazie all'impiego di un mezzo speciale 4x4, ha provveduto a disincastrare il veicolo e a effettuarne la messa in sicurezza. Le operazioni hanno permesso all'autoarticolato di riprendere la marcia una volta concluse le verifiche tecniche sul posto. I rilievi e la gestione della viabilità sono stati curati dalla polizia locale, che ha presidiato l'area per l'intera durata dell'intervento.
Tre presunti scafisti di origine egiziana sono stati arrestati dalla Polizia di Ancona dopo lo sbarco della nave umanitaria Ocean Viking, battente bandiera norvegese, della Ong Sos Méditerranée, con a bordo circa un centinaio di migranti soccorsi in due distinte operazioni di ricerca e soccorso (Sar).
Il fermo, disposto come persone gravemente indiziate di delitto, è scattato nella notte tra lunedì 9 e martedì 10 marzo, con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina aggravato.
Uno dei salvataggi, avvenuto nel pomeriggio del 5 marzo, aveva riguardato 64 persone di varie nazionalità: 37 del Bangladesh, 12 del Pakistan, 6 dell’Eritrea, 5 della Somalia, 3 dell’Egitto e 1 dell’Afghanistan, tra cui 11 minori non accompagnati. I migranti viaggiavano a bordo di una piccola imbarcazione blu in legno a doppio ponte con motore fuoribordo, poi abbandonata alla deriva.
Le indagini della Squadra Mobile di Ancona, condotte tutta la notte, hanno permesso di individuare tre uomini tra le persone sbarcate dalla Ocean Viking, ritenuti i presunti scafisti della barca utilizzata per il trasporto dei migranti.
D’intesa con il sostituto procuratore di turno presso la Procura di Ancona, i tre uomini sono stati sottoposti a fermo di polizia giudiziaria per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, aggravato dall’elevato numero di persone trasportate e dal rischio messo in pericolo per la loro vita. Successivamente sono stati condotti presso la Casa Circondariale di Ancona Montacuto, a disposizione dell’Autorità giudiziaria
I militari della Arma dei Carabinieri della Stazione di Tolentino hanno dato esecuzione a un ordine di espiazione di pena definitiva con applicazione della detenzione domiciliare nei confronti di un uomo di 78 anni residente nello stesso comune.
Il provvedimento è stato disposto dal Tribunale di Sorveglianza di Ancona e riguarda una condanna a un anno e due mesi di reclusione per il reato di omessa dichiarazione dei redditi d’impresa.
Secondo quanto stabilito dall’autorità giudiziaria, al condannato non sono state concesse misure alternative alla detenzione, anche in considerazione del fatto che l’uomo non svolge alcuna attività lavorativa.
Dopo le formalità di rito, i Carabinieri hanno accompagnato il 78enne presso la propria abitazione, dove sconterà la pena in regime di detenzione domiciliare.
I Carabinieri della Stazione di Penna San Giovanni hanno denunciato in stato di libertà un uomo di 55 anni, originario di Palermo ma residente nel comune marchigiano, ritenuto responsabile di indebito utilizzo di strumenti di pagamento.
L’indagine è partita dopo la denuncia presentata da una vedova novantenne del posto, che si era accorta di aver smarrito la propria carta di debito. Secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma, tra il 30 dicembre 2025 e il 2 gennaio 2026 l’uomo, entrato in possesso del bancomat verosimilmente perso dall’anziana, avrebbe effettuato diversi prelievi non autorizzati allo sportello ATM della Bper Banca del centro cittadino. In pochi giorni sarebbero stati sottratti complessivamente 1.349 euro, approfittando della disponibilità della tessera.
Determinanti per le indagini sono state le immagini dei sistemi di videosorveglianza: i Carabinieri hanno analizzato i filmati dello sportello bancomat e delle telecamere presenti in paese, riuscendo a ricostruire gli spostamenti dell’uomo. L’incrocio degli elementi raccolti ha permesso di identificarlo e di denunciarlo all’Autorità giudiziaria.
L’Arma dei Carabinieri ricorda ai cittadini, in particolare alle persone anziane, di non conservare mai il codice PIN insieme alla carta di pagamento e di procedere immediatamente al blocco della tessera in caso di smarrimento o furto.
Il mondo politico e culturale marchigiano piange la scomparsa di Luciano Magnalbò, avvocato, ex parlamentare, scrittore e pittore. L'uomo si è spento all'età di 83 anni all'hospice di Macerata dove si trovava ricoverato.
Una figura poliedrica che nel corso della sua vita ha saputo coniugare l’impegno professionale e politico con una forte passione per la cultura e le arti.
Dopo la laurea in giurisprudenza conseguita all’Università degli Studi di Napoli Federico II, Magnalbò si abilita alla professione forense nel 1968, iniziando la sua attività a Civitanova Marche. Negli anni Settanta coltiva anche l’interesse per la pittura, frequentando l’Accademia di Belle Arti di Macerata dove è allievo del maestro Remo Brindisi.
Accanto all’attività professionale, Magnalbò si dedica con passione alla ricerca storica e alla scrittura. Come ricercatore d’archivio è autore della saga “Storie di Famiglia”, un’opera dedicata alla ricostruzione delle vicende di un antico ceppo gentilizio che ha dominato il territorio marchigiano tra il fiume Chienti e il fiume Tesino dal IX secolo fino al 1300.
Nel secondo volume della serie, intitolato “Storie di Famiglia – Mi chiamo Magnalbò”, la narrazione prosegue spiegando l’origine del soprannome Magnalbò, documentato per la prima volta in un atto notarile del 25 novembre 1416. Il terzo volume della trilogia, dedicato al periodo tra il 1700 e il 1805, era in fase di stesura.
Magnalbò si è cimentato anche nella narrativa gialla pubblicando con la casa editrice Albatros Il Filo i romanzi Assassinio in villa e La Contessa scomparsa, due storie ambientate nelle Marche tra il Fermano e il Maceratese, caratterizzate da toni leggeri e ironici.
Parallelamente ha scritto saggi politici dedicati a un Manifesto della Destra, pubblicati tra il 2000 e il 2006, e fino al 2010 ha curato personalmente un blog di satira politica. Tra le sue passioni anche la poesia, spesso composta in dialetto e ispirata al mondo rurale del secondo dopoguerra.
L’impegno politico porta Magnalbò a essere eletto nel 1996 al Senato della Repubblica nelle file di Alleanza Nazionale. Durante il mandato è membro della 1ª Commissione permanente (Affari costituzionali), della 9ª Commissione (Agricoltura e produzione agroalimentare) e della Giunta per gli affari delle Comunità europee.
Nel 2001 viene riconfermato al Senato sempre con Alleanza Nazionale, assumendo anche il ruolo di vice capogruppo del partito. In questa legislatura è vicepresidente della 1ª Commissione permanente (Affari costituzionali), capogruppo nella 14ª Commissione (Politiche dell’Unione europea) e membro del Comitato Schengen.
Tra i primi a ricordarlo è il consigliere comunale di Macerata Pierfrancesco Castiglioni: «Ho appreso con grande dolore della morte del senatore Luciano Magnalbò, amico di tante battaglie politiche fin dai tempi di Alleanza Nazionale. Era una persona poliedrica, di grande umanità e generosità, con la quale era sempre interessante confrontarsi, magari davanti a un piatto di cacciagione e a un buon bicchiere di vino».
Con la sua scomparsa se ne va una figura che ha lasciato un segno non solo nella politica, ma anche nella vita culturale del territorio marchigiano.
Macerata – Poco prima delle 21:00, i Vigili del Fuoco di Macerata sono intervenuti in via Verdi a seguito di un incidente stradale. Una vettura, dopo aver urtato un’auto parcheggiata, si è ribaltata su un fianco.
La conducente, una ragazza di 25 anni, è rimasta bloccata all’interno dell’abitacolo ed è stata estratta dalla squadra dei pompieri, che ha provveduto anche a stabilizzare il veicolo. La giovane è stata affidata alle cure del personale sanitario presente sul posto, per poi essere trasportata all'ospedale cittadino.
Al fine di permettere le operazioni di soccorso e garantire la sicurezza dell’area, la strada è stata temporaneamente chiusa al traffico. Non risultano altre persone coinvolte nell’incidente. Sul posto erano presenti anche le forze dell’ordine per i rilievi.
Si sono concluse nella notte tutte le operazioni previste dalla procedura nazionale a seguito dello sbarco della nave umanitaria Ocean Viking, giunta ieri pomeriggio al porto di Ancona. I migranti presenti a bordo sono stati poi distribuiti nelle strutture individuate nelle Marche e nelle altre regioni italiane. Lo rende noto la Questura di Ancona.
Nella prima fase dello sbarco, gli agenti dell’Ufficio Immigrazione hanno intervistato ciascun migrante per verificare l’eventuale richiesta di asilo. Fondamentale è stato il contributo della Polizia Scientifica, che ha allestito diverse postazioni di fotosegnalamento per garantire l’identificazione puntuale di tutte le persone a bordo.
Particolare attenzione è stata riservata ai minori, accolti in sicurezza grazie all’impegno del personale della Divisione Anticrimine della Polizia di Stato. I giovani sono stati affidati ai competenti enti e successivamente sistemati in associazioni umanitarie appositamente individuate.
Dalle fasi di sbarco fino a quelle di smistamento, la Squadra Mobile ha svolto accertamenti per verificare eventuali collegamenti con il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Il complessivo dispositivo di ordine pubblico, coordinato dalla Prefettura di Ancona e disposto con ordinanza del questore Capocasa, ha visto l’impiego integrato di Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Capitaneria di Porto e Polizia Locale.
Tutte le operazioni sono state condotte senza interruzioni e si sono concluse regolarmente, garantendo sicurezza, regolarità e assistenza ai migranti sbarcati.
La città di Tolentino ha appreso con sgomento la morte prematura a soli 39 anni di Martina D’Este, figlia di Massimo già consigliere comunale che proprio per starle vicino aveva rassegnato le proprie dimissioni dall’incarico pubblico, dando dimostrazione che ci sono valori più importanti della quotidianità e della politica.
"Caro Massimo - afferma Sclavi - non avrei mai voluto scriverti questo messaggio e non bastano gli occhi pieni di lacrime per dimostrarti la nostra vicinanza e il nostro affetto. Ti sono accanto come padre comprendendo il grande dolore che provi nell’innaturalezza che ti costringe a salutare una figlia e porgo il cordoglio della Città, dell’Amministrazione comunale e di tutti noi, al padre e all’uomo sempre leale e collaborativo per il bene della nostra comunità".
"Ti siamo vicini e abbracciamo Stefania e tutta la tua famiglia e ricorderemo Martina per il suo sorriso, per la sua forza e il suo coraggio nell'affrontare la malattia. È stato un vero esempio per tutti noi e ci mancherà non vederla tra i tavoli della sua piccola osteria e non assaggiare le sue prelibate e ricercate proposte enogastronomiche. Le più sentite condoglianze al marito Daniele Nardi e a tutta la famiglia", conclude Sclavi.
Un incendio è divampato nella notte all'interno di un appartamento a Sant'Elpidio a Mare: i vigili del fuoco hanno domato le fiamme e portato in salvo una donna e il suo gatto. Erano circa le 4.30 quando da via Veneto, a Sant'Elpidio a Mare, è partito un sos per un incendio divampato all'interno in un'abitazione. Sul posto è intervenuta la squadra dei vigili del fuoco di Fermo, con un'autobotte e un'autoscala.
I pompieri hanno subito provveduto a spegnere le fiamme sviluppatesi nella cucina e alla successiva messa in sicurezza dei locali interessati dal rogo. Una donna è stata evacuata dall'appartamento e, durante le operazioni di soccorso, il personale del 115 ha anche tratto in salvo un gattino presente nella casa. Precauzionalmente, sono intervenuti anche i sanitari del 118 e i carabinieri.
Rimane a terra dopo essere stato colpito da una vettura in transito. È quanto avvenuto nel pomeriggio di oggi, intorno alle 18:30, in via Madre Teresa di Calcutta, non distante dall'uscita dello svincolo della superstrada 'Tolentino Ovest'.
Secondo le prime ricostruzioni effettuate dalle forze dell'ordine, una donna al volante di un'auto stava procedendo in direzione del centro abitato quando, per cause ancora in corso di accertamento, ha urtato l'uomo che stava camminando a bordo della carreggiata. L'impatto, avvenuto con lo specchietto del veicolo, è stato avvertito dalla conducente, che si è immediatamente fermata per prestare i primi soccorsi.
Sul luogo del sinistro sono prontamente intervenuti i sanitari del 118 e i carabinieri della locale Compagnia. L'uomo, di circa cinquant'anni, ha ricevuto le prime cure sul posto prima di essere trasferito in ambulanza presso l'ospedale di Macerata per gli accertamenti del caso. Fortunatamente, le sue condizioni non sarebbero gravi.
Treia – Una risposta ferma contro i reati predatori nel territorio maceratese. I Carabinieri della Stazione di Appignano, a conclusione di una mirata attività d’indagine, hanno denunciato alla Procura della Repubblica due cittadine bulgare, di 20 e 37 anni, ritenute responsabili di furto aggravato in concorso.
L’indagine trae origine dalla denuncia presentata lo scorso 14 ottobre da una 71enne residente nel comune, derubata del portafoglio mentre si trovava all’interno di un supermercato in località Chiesanuova di Treia. Il bottino, contenente esclusivamente documenti d’identità, seppur modesto, aveva suscitato preoccupazione per le modalità con cui era stato commesso.
Grazie a una pronta ricostruzione dei fatti e a un’attenta analisi degli elementi raccolti, i militari dell’Arma sono riusciti a risalire all’identità delle due donne. Entrambe, senza fissa dimora e già note alle forze dell’ordine, sono state individuate come autrici del furto.
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La Polizia di Stato ha intensificato nello scorso weekend i servizi di prevenzione delle cosiddette “stragi del sabato sera” lungo la fascia costiera della provincia di Macerata.
I controlli, svolti dalla Sezione Polizia Stradale sotto la supervisione del Compartimento Marche di Ancona e in coordinamento con la questura di Macerata, rientrano nelle direttive ministeriali volte a contrastare la recrudescenza degli incidenti stradali giovanili, con particolare attenzione alla guida sotto l’effetto di alcol o sostanze stupefacenti.
Nel corso dei controlli a Civitanova Marche, le pattuglie hanno ritirato 11 patenti di guida, per un totale di 160 punti decurtati. Di queste, 5 contestazioni erano di tipo penale: 2 riguardano donne neopatentate e 3 uomini neopatentati.
Altre 4 contestazioni amministrative hanno interessato due giovani donne e due giovani uomini tra i 20 e i 26 anni. Infine, due neopatentati – un ragazzo e una ragazza – sono stati fermati con un tasso alcolemico superiore ai limiti consentiti.
Si è presentato come appartenente alle forze dell’ordine e ha chiesto documenti e dati personali a un gruppo di ragazze minorenni. Per questo un uomo di 47 anni, residente a Macerata, è stato denunciato dalla Polizia di Stato al termine degli accertamenti.
L’episodio è avvenuto nel tardo pomeriggio di sabato 7 marzo in piazza Cesare Battisti. Intorno alle 18.30 la sala operativa della Questura ha ricevuto una segnalazione al Numero unico di emergenza 112 riguardante un uomo che, dichiarandosi un appartenente alla Guardia di Finanza, stava avvicinando alcune giovanissime chiedendo loro di esibire i documenti di identità e di fornire il numero di telefono.
La situazione ha subito destato sospetti e agitazione tra le ragazze, sei adolescenti che si trovavano in centro per una passeggiata. Il loro nervosismo non è passato inosservato: ad accorgersene sono stati due carabinieri liberi dal servizio e in abiti civili, insieme a un’insegnante che aveva riconosciuto una delle proprie alunne e si è avvicinata per capire cosa stesse accadendo.
Secondo quanto riferito dalle ragazze agli agenti intervenuti poco dopo sul posto, l’uomo avrebbe chiesto non solo i numeri di telefono, ma anche informazioni sulla residenza e sui genitori. Durante il colloquio avrebbe inoltre affermato di poterle «portare via con sé quando voleva» nel caso avessero detto delle bugie.
Spaventate dall’atteggiamento dell’uomo, le giovani hanno richiamato l’attenzione delle persone presenti in piazza, ricevendo immediatamente aiuto. È stata quindi allertata la Polizia di Stato.
Gli agenti della Volante dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, una volta giunti sul posto, hanno identificato l’uomo, che presentava un evidente stato di ubriachezza ed era già noto alle forze dell’ordine per precedenti di polizia. Il 47enne è stato accompagnato negli uffici della Questura per ulteriori accertamenti.
Nel frattempo le minorenni sono state affidate ai genitori, invitati a raggiungere gli uffici di polizia per ricostruire quanto accaduto.
Al termine delle verifiche l’uomo è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica per usurpazione di titoli o onori, sostituzione di persona, minaccia e violenza privata. Nei suoi confronti è stata inoltre contestata la violazione per ubriachezza in luogo pubblico ed è stato disposto un ordine di allontanamento.