Potenza Picena, fango e gas metano sversati in mare: scatta la denuncia della guardia costiera
Una pericolosa fuoriuscita di acqua, fango e gas metano dal sottosuolo di Potenza Picena, originata da una trivellazione profonda e sversata direttamente in mare attraverso i canali comunali, ha fatto scattare una complessa indagine della guardia costiera di Civitanova Marche, culminata con il deferimento dei presunti responsabili alla Procura della Repubblica di Macerata per reati ambientali.
L'attività investigativa ha preso avvio il 18 dicembre 2025, a seguito di una prima segnalazione inoltrata dai vigili del fuoco di Macerata relativa alla fuoriuscita di fluidi da una perforazione realizzata circa un anno prima in prossimità del litorale potentino. Secondo quanto accertato nelle primissime fasi dell'intervento, il foro, spinto a una profondità di oltre 80 metri, avrebbe intercettato una falda in pressione contenente acqua e gas metano, provocando la repentina e incontrollata risalita in superficie di liquidi, fango e sostanze gassose.
Nel corso dei successivi accertamenti, i militari della Capitaneria di Porto, operando in stretta collaborazione con i tecnici specializzati dell'ARPAM, hanno accertato - anche mediante mirati campionamenti ed esami tecnici di laboratorio - che le acque provenienti dalla perforazione non venivano isolate, bensì convogliate attraverso un canale di scolo direttamente nella rete comunale delle acque meteoriche, con recapito finale e sversamento nel mare Adriatico.
Gli elementi raccolti e le evidenze scientifiche emerse dagli accertamenti hanno quindi spinto gli investigatori della guardia costiera a deferire all’autorità giudiziaria i presunti responsabili del danno ambientale.

poche nuvole (MC)
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