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Cronaca Macerata

Inchiesta “Ricostruzione”, Pistarelli non risponde al gip: la difesa prepara il ricorso

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Si è avvalso della facoltà di non rispondere Fabio Pistarelli, ex capo di gabinetto del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, dimessosi dall’incarico nel dicembre 2025. L’interrogatorio di garanzia si è svolto nel carcere di Montacuto, ad Ancona, davanti alla gip Sonia Piermartini, nell’ambito dell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia denominata “Ricostruzione”.

A riferire la decisione è stato il legale dell’ex dirigente regionale, l’avvocato Gabriele Cofanelli, all’uscita dalla casa circondariale. Il difensore ha spiegato che Pistarelli sta preparando una memoria per illustrare la propria versione dei fatti.

La difesa contesta inoltre la sussistenza del pericolo di inquinamento delle prove e annuncia un ricorso al Tribunale del Riesame contro la misura della custodia cautelare in carcere. Al centro dell’impugnazione, in particolare, l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione.

Secondo quanto precisato dal legale, a Pistarelli non vengono contestate né l’aggravante mafiosa né l'accusa di spreco di denaro pubblico.

Pistarelli è tra le persone arrestate nell'ambito dell'indagine “Ricostruzione”, che ipotizza, tra gli altri filoni investigativi, l'esistenza di un sistema di appalti pubblici pilotati da un gruppo di soggetti, con presunti episodi di corruzione e la corresponsione di denaro o altre utilità.

L'ex capo di gabinetto è stato raggiunto dalla misura cautelare insieme ad altre otto persone coinvolte, a vario titolo, nell'inchiesta. Nel corso delle attività investigative gli sono stati sequestrati diversi materiali, tra cui un computer e agende.

Nello stesso contesto investigativo, anche l'imprenditore Enrico Crucianelli, arrestato per diverse contestazioni, ha partecipato all'interrogatorio di garanzia in collegamento.

L'indagine della Dda di Ancona riguarda anche presunte infiltrazioni nella ricostruzione post sisma da parte di aziende che, secondo le ipotesi investigative, sarebbero collegate a organizzazioni criminali di matrice 'ndranghetista e camorristica.

Il bilancio dell'operazione comprende otto arresti, 51 persone indagate e 17 società coinvolte. Sono state inoltre eseguite oltre 50 perquisizioni in 13 province distribuite tra Marche, Lazio, Campania, Calabria, Emilia-Romagna, Umbria e Veneto.

La vicenda giudiziaria è ora destinata a proseguire con le iniziative annunciate dalla difesa, mentre gli accertamenti dovranno chiarire le singole posizioni e le responsabilità eventualmente attribuibili agli indagati. 

( Nell'immagine principale, il legale Gabriele Cofanelli: foto Ansa)

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