Corridonia, schiaffi e minacce alla compagna davanti ai figli: 44enne rinviato a giudizio
Un lungo calvario fatto di prevaricazioni, insulti quotidiani e aggressioni fisiche brutali, avvenute persino durante la gravidanza e sotto gli occhi dei figli minori. È il drammatico quadro emerso questa mattina, 8 aprile, presso il Tribunale di Macerata, nell’udienza preliminare davanti al giudice Daniela Bellesi a carico di S.M., 44enne residente a Tolentino, accusato di maltrattamenti in famiglia aggravati.
Al centro dell’udienza, la ferma posizione della persona offesa, una donna di Corridonia, che ha formalizzato la propria costituzione di parte civile attraverso il suo legale di fiducia, l'avvocato Oberdan Pantana. Pantana ha depositato un dettagliato atto di costituzione, sottolineando la gravità delle condotte contestate e chiedendo il risarcimento di tutti i danni, patrimoniali e morali, subiti dalla donna e dai suoi due figli piccoli.
Secondo il capo d’imputazione formulato dal sostituto procuratore Francesco Carusi, le vessazioni sarebbero iniziate nel 2020 per protrarsi fino al luglio del 2024. Gli episodi contestati sono molteplici: in un’occasione, l'uomo avrebbe sferrato un pugno contro il parabrezza dell'auto aziendale, mandandolo in frantumi, mentre la compagna - all’epoca incinta - e la figlia primogenita sedevano all’interno. Il secondo figlio della coppia sarebbe venuto al mondo appena il giorno successivo a quel terribile trauma.
Le indagini hanno ricostruito anche un violento episodio avvenuto il 29 luglio 2024 presso l'azienda di famiglia della vittima. Qui, l'imputato avrebbe afferrato la donna per il collo, spingendola contro il portellone di un'auto e stringendo la presa per circa quaranta secondi, lasciandola senza fiato finché l'intervento dei familiari della donna non ha interrotto l'aggressione.
L'avvocato Oberdan Pantana ha evidenziato come l’indole aggressiva dell’uomo non risparmiasse nemmeno i figli neonati, spesso scossi con forza per farli smettere di piangere o testimoni delle minacce di morte rivolte alla madre («Ti ammazzo», «Ti strozzo»). Una situazione di pericolo già riconosciuta in sede civile, dove è stato stabilito che l’imputato possa vedere i figli esclusivamente in presenza di persone di fiducia o della nonna paterna.
Al termine dell'udienza odierna, il Gup del Tribunale di Macerata ha accolto la richiesta della Procura e della parte civile rappresentata dall'avvocato Oberdan Pantana, disponendo il rinvio a giudizio per l'imputato. Il dibattimento, che segnerà l'inizio della fase processuale vera e propria per l'accertamento delle responsabilità, è stato fissato per il prossimo 4 marzo 2027 davanti al giudice Federico Simonelli, presso il Tribunale di Macerata. L'imputato è difeso dall'avvocato Alessandro Traini del foro di Fermo.

cielo sereno (MC)
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