Ci sono delle riflessioni, dei pensieri che sorgono spontanei quando si analizzano le problematiche della nostra salute e della qualità della nostra vita. Sono quasi degli ammortizzatori che tendono ad armonizzare principi scientifici, cause di malattia e rimedi terapeutici. Non hanno una valenza specifica, ma se poi ci si ragiona, si capisce che comunque interferiscono nella nostra vita quotidiana e sono collaterali alla ricerca di una buona salute e di uno stato di benessere.
La solitudine e l’amicizia sono delle categorie su cui ragionare e fare riferimento in questo ambito speculativo. La solitudine è uno stato d’animo, una condizione anzitutto interiore, piuttosto che corporale, che presuppone tristezza, malinconia, fragilità. La solitudine può essere vissuta anche in mezzo ad una folta folla quando non si riesce a comunicare, a rapportarsi con gli altri, a sentire empatia e magari complicità.
Può anche essere ricercata quando si ha la necessità di guardarsi dentro senza interferenze esterne, quando si cerca il silenzio per la contemplazione e la speculazione. In questo caso essere soli è una scelta. L’ascetismo degli eremiti è frutto della solitudine anche se spesso coniugato con la sofferenza e la privazione per espiare i limiti del corpo e liberare uno spirito puro.
La solitudine come la si rigiri è angoscia e se togliamo il piccolo spicchio dei pensatori e degli asceti, è per tutti gli altri uno stato negativo che assomiglia tanto ad una malattia, con sintomi importanti nel corpo e nella mente.
In una società come la nostra dove l’individualismo e l’egoismo la fanno da padroni in una scalata della gloria e del benessere quotidiano, sempre e comunque, tante persone restano indietro, restano sole per limiti intellettuali, per limiti di convivenza sociale, persino perché invecchiano e non hanno più energie.
Nelle grandi città, ma anche nei paesi sono moltissime le persone sole; è una popolazione invisibile e sofferente, spesso rassegnata ad una esistenza vegetativa e che preferisce nascondere la propria situazione piuttosto che ricercarne i rimedi. La solitudine è una malattia che si cronicizza con sintomi sempre più opprimenti che attanagliano corpo e mente.
L’antidoto più efficace, che anzitutto previene e può anche curare, è l’amicizia. Essa è quella categoria delle relazioni umane che ci fa aprire verso gli altri, che ci mette in contatto con i pensieri ed i sentimenti degli altri, che genera generosità e tolleranza verso l’altro fino a creare condivisione e complicità. L’amicizia quando è ricambiata, o anche solo apprezzata, combatte e sconfigge la solitudine nostra e di chi è oggetto del nostro sentimento. Può essere profonda ed esclusiva, ma esistono anche gli atti di amicizia che sono ugualmente efficaci.
Durante tutto l’anno, andare a trovare gli anziani soli, i malati invalidi, fare un piccolo regalo a chi è o si sente scartato ed emarginato può essere fondamentale per accendere una fiammella di speranza, per riesumare momenti di serenità e di gioia, per trasmettere un po’ della soddisfazione che noi proviamo quando passiamo del tempo con i nostri amici. Se la solitudine perde e l’amicizia vince il mondo sarà migliore e più vivibile per tutti.
Nel 1996 Franco Battiato pubblicò “La cura” all’interno dell’album “L’imboscata”. Il testo, scritto con il filosofo Manlio Sgalambro, è da sempre associato a un canto d’amore delicato, capace di evocare una relazione di coppia o un legame genitoriale.
Nell’ascolto, ci immedesimiamo facilmente in chi offre sostegno o in chi lo riceve. Ma siamo certi che questa fosse l’intenzione profonda dell’autore? Interpretare un’opera d’arte non è mai semplice: ogni ascoltatore ne rivela sfaccettature multiple. Proviamo allora una lettura diversa, immaginando che le parole descrivano un dialogo interiore all’interno della stessa persona.
Il genitore interiore che parla al bambino vulnerabile
Basandoci sull’analisi transazionale – teoria psicologica secondo la quale all’interno di ognuno di noi convivono tre stati dell’Io (Genitore, Adulto, Bambino) – possiamo vedere il genitore accudente che, aiutato dall’adulto razionale, guida il bambino interiore nel cammino dell’esistenza. “Ti proteggerò dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua vita... dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai”.
Con queste parole c’è l’intento di contenere ed equilibrare le emozioni incontrollate del bambino, spiegandogli come dare senso alle esperienze negative, necessarie per crescere. Un invito a superare i limiti, ricordandogli di essere un “essere speciale”, degno d’amore oltre ogni azione. Ed infine l’esortazione a coltivare la pazienza ed il silenzio nel fermarsi per conoscersi e amarsi. “Conosco le leggi del mondo e te ne farò dono”: un invito a studiare, ad andare oltre il noto, ad approfondire la scienza.
L’anima che eleva la materia
Una seconda interpretazione sposta il dialogo interiore su un piano spirituale: l’anima parla all’essere umano nella sua dimensione terrena e fisica. L’uomo combatte paure, ingiustizie, turbamenti, dolori e malattie, ma l’anima – estranea a queste dinamiche – lo eleva per condurlo a sé, ad una dimensione di silenzio e pace, lontano dalle distrazioni, per aiutarlo ad ascoltare la propria essenza.
“Le vie che portano all’essenza” tracciano appunto un percorso di consapevolezza, accessibile solo all’uomo illuminato attraverso pazienza e meditazione. È sempre amore, ma ultraterreno e universale: un’energia che unisce tutto nell’Uno
. “Conosco le leggi del mondo e te ne farò dono. Supererò le correnti gravitazionali, lo spazio e la luce per non farti invecchiare”. In queste chiavi di lettura, La cura trascende il romanticismo quotidiano per diventare un inno all’amore per se stessi e alla trascendenza. Battiato, maestro di sincretismi tra Oriente e Occidente, ci regala un’opera eterna: non solo una poesia, ma un balsamo per l’anima in cerca di sé.
Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana, "Chiedilo all'avvocato". Questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente la tematica relativa alla violenza giovanile e nello specifico le possibili sanzioni con il nuovo Decreto sicurezza 2026. Ecco la risposta dell’avv. Oberdan Pantana, alla domanda posta da una lettrice di Cingoli che chiede: “A quali conseguenze vanno incontro un minore e la sua famiglia se il ragazzo partecipa ad una rissa?".
Il caso di specie ci offre la possibilità di far chiarezza su una questione molto delicata, riguardante la violenza giovanile sempre più diffusa tanto da aver spinto il legislatore a rafforzare gli strumenti di prevenzione. In questa direzione si colloca il recente decreto sicurezza, D.L. n. 23/2026, che va a rafforzare le misure già introdotte dal "Decreto Caivano", convertito con la legge del 13 novembre 2023, n. 159.
A tal proposito, tale normativa prevede che, quando un minore con più di 14 anni commette nei confronti di altri minori reati come percosse (art. 581 c.p.), lesioni (art. 582 c.p.), violenza privata (art. 610 c.p.), minaccia (art. 612 c.p.) o danneggiamento (art. 635 c.p.), e non sia ancora stata presentata querela o denuncia, è possibile l’applicazione della procedura amministrativa dell’ammonimento da parte del questore con finalità preventive e dissuasive; in tal caso, il minore viene convocato insieme a un genitore o a chi esercita la responsabilità genitoriale e dell’incontro il questore redige apposito processo verbale che viene rilasciato copia agli interessati.
L’articolo 2 del d.l. n. 23/2026 (nuovo decreto sicurezza) introduce ulteriori modifiche alla disciplina dell’ammonimento nei confronti dei minori, rafforzando in particolare il sistema sanzionatorio che coinvolge i genitori: in caso di recidiva delle condotte da parte di un minore ultraquattordicenne già ammonito dal questore, la nuova norma prevede l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 200 a 1.000 euro nei confronti del soggetto che esercita la responsabilità genitoriale, con possibilità di pagamento in misura ridotta pari a 333 euro.
A differenza di quanto previsto in altri casi, non è prevista l’esimente della dimostrazione di non aver potuto impedire il fatto. Il decreto amplia inoltre i casi in cui l’ammonimento può essere applicato ai minori tra i 12 e i 14 anni, includendo alcuni reati considerati “spia” quando commessi con l’uso di armi o di strumenti atti a offendere portati senza giustificato motivo; viene poi stabilito che l’irrogazione delle sanzioni amministrative nei confronti degli esercenti la responsabilità genitoriale, sia per i minori infraquattordicenni sia per quelli ultraquattordicenni, spetta al Prefetto secondo la procedura prevista dalla l. n. 689/1981.
Davanti a episodi di violenza tra minorenni, la risposta dell’ordinamento non si limita più al comportamento del singolo, ma mira a coinvolgere direttamente anche i genitori nel percorso educativo dei figli, nella prospettiva di intervenire tempestivamente su fenomeni che, se trascurati, rischiano di degenerare in forme più gravi di criminalità giovanile.
Pertanto, in questo quadro normativo ed in risposta alla nostra lettrice, le novità introdotte dal decreto sicurezza incidono direttamente anche sulla posizione dei genitori, riprendendo l’esempio del ragazzo coinvolto in una rissa e successivamente destinatario dell’ammonimento del questore, le conseguenze non riguardano più soltanto il minore: se, dopo il primo richiamo formale, il giovane dovesse reiterare condotte analoghe o altre ipotesi di reato, come minacce, diffamazioni o altri comportamenti riconducibili al fenomeno del bullismo scatterebbe la responsabilità amministrativa degli esercenti la responsabilità genitoriale. Il messaggio del legislatore appare dunque chiaro: la prevenzione dei fenomeni di violenza tra giovani, non può essere demandata esclusivamente alle istituzioni, ma richiede un coinvolgimento diretto delle famiglie.
Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.
Aula multimediale gremita con oltre 120 presenze per l'evento che, lo scorso venerdì 6 marzo, ha riportato sotto i riflettori la figura di Ilario Altobelli, frate minore conventuale treiese che fu eminente astronomo e matematico.
L'incontro, organizzato dal Centro Studi Storici Maceratesi in collaborazione con il Comune di Treia e il patrocinio dell'Accademia Georgica, di Artemisia Lab e di Auser, ha esplorato il profondo rapporto scientifico tra Altobelli e Galileo Galilei durante gli anni cruciali della rivoluzione scientifica.
Ad aprire i lavori è stato il vicesindaco di Treia, David Buschittari, seguito dal messaggio del vescovo di Macerata trasmesso da Ivano Palmucci. Il cuore del convegno è stato affidato al professor Alessandro Giostra e al professor Alberto Meriggi, presidente del Centro Studi.
Proprio Meriggi ha ricordato come le ricerche siano nate dalle copie delle lettere di Altobelli a Galilei custodite nell’archivio dell’Accademia Georgica. Il legame tra i due scienziati ebbe inizio nel 1604, quando Altobelli osservò una supernova da Verona, avviando uno scambio epistolare su questioni di fede e scienza che coinvolse anche il cardinale Conti, vescovo di Ancona.
La serata è stata anche l'occasione per celebrare l'ottavo centenario della morte di San Francesco, offrendo una rievocazione storica del francescanesimo nel territorio treiese. Il professor Meriggi ha illustrato figure e luoghi spesso dimenticati, come il Beato Pietro o le sedi dei "fraticelli", esponenti del movimento pauperistico.
È emerso inoltre un legame fisico con il luogo dell'incontro: l'aula stessa sorge nell'area dell'antico convento di San Francesco dove Altobelli risiedette a lungo e contribuì all'abbellimento della chiesa, prima di morirvi nel 1637.
I lavori sono stati conclusi da Padre Ferdinando Campana, rettore del Convento del SS. Crocifisso di Treia, che ha tracciato la storia dell'ordine sul territorio attraverso documenti d'archivio.
La serata si è chiusa con il plauso dei carabinieri e delle autorità locali per l'ordine pubblico e la soddisfazione del direttivo del Centro Studi per la straordinaria risposta della cittadinanza e degli appassionati di storia, che hanno confermato l'eccellenza della manifestazione.
L’8 marzo nelle Marche non è stato solo una ricorrenza celebrativa, ma il momento della concretezza e del riconoscimento per centinaia di studenti. L’Osservatorio di Genere ha infatti scelto la Giornata Internazionale della Donna per proclamare i vincitori della IX edizione del concorso didattico regionale “Le Marche sulle vie della parità”.
Una scelta simbolica forte, volta a trasformare questa data in uno spazio di impegno civile dove la memoria femminile diventa cittadinanza attiva attraverso il lavoro svolto nelle classi durante tutto l’anno scolastico.
Il concorso, che promuove una cultura della parità nelle scuole di ogni ordine e grado, ha visto quest'anno una partecipazione significativa nonostante il dibattito spesso acceso sui temi dell'educazione affettiva.
La commissione ha premiato i progetti capaci di dare visibilità alle donne nella storia, nelle istituzioni e nel lavoro. Nella Sezione A, dedicata alla memoria di Michela Murgia, il primo premio è andato all'istituto “Luigi Donati” di Fossombrone con un progetto focalizzato sui diritti delle donne partendo da una ricerca storica locale.
Per quanto riguarda la Sezione B, incentrata sul lavoro, il gradino più alto del podio è stato conquistato dall'IIS Garibaldi Bramante Pannaggi di Macerata con un approfondimento sulla figura di Vandana Shiva.
Molto partecipata anche la sezione dedicata alle istituzioni e alle carriere, dove la My School - Scuola Internazionale Paritaria Bilingue ha ottenuto il primo posto e una menzione speciale per l'originalità con il lavoro "Maestre. Senza Voto". In questa categoria sono stati premiati anche l'IC Paladini di Treia (secondo posto) e il Liceo Caro-Preziotti Licini (terzo posto) con un percorso dedicato ad Ada Natali.
La cerimonia di premiazione ufficiale si terrà il prossimo 16 aprile 2026 presso l’Università di Camerino. In quell'occasione, gli istituti vincitori riceveranno contributi per l'acquisto di materiale scolastico, volumi della casa editrice Settenove e opere d’arte realizzate appositamente per questa edizione.
L’iniziativa, che gode del patrocinio dell'Ufficio Scolastico Regionale, si conferma un presidio fondamentale per la costruzione di una cultura del rispetto, dimostrando come la scuola marchigiana sappia essere luogo di pensiero critico e avanguardia sociale.
L’attività di contrasto all'illegalità condotta dai carabinieri di Civitanova Marche ha portato, nelle ultime ore, all’individuazione della presunta responsabile di un furto aggravato all'interno del polo commerciale della città.
Protagonista della vicenda è una 20enne originaria di Marino (provincia di Roma), ma domiciliata sulla costa, già nota alle forze dell’ordine per precedenti specifici. Secondo la ricostruzione dei carabinieri della stazione di Civitanova Alta, la giovane avrebbe colpito all'interno di un noto esercizio commerciale del centro "Cuore Adriatico", riuscendo a sottrarre diversi capi d’abbigliamento dopo aver eluso con destrezza i sistemi di vigilanza.
Grazie a rapidi accertamenti e alla visione delle immagini di sicurezza, i militari sono riusciti a identificarla e a deferirla alla Procura della Repubblica di Macerata per i reati di cui agli articoli 624 e 625 del codice penale.
L’operazione sulla costa non si è limitata al contrasto dei reati contro il patrimonio. I carabinieri della stazione di Civitanova Marche hanno infatti rintracciato e tratto in arresto un 35enne di origini romene, residente in provincia di Chieti, destinatario di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale presso la Corte d'Appello di Bologna.
L’uomo deve scontare una pena residua di 1 anno, 2 mesi e 24 giorni di reclusione per violazioni al codice della strada, specificamente per guida sotto l’influenza di alcol, commesse nel capoluogo emiliano nel 2020. Al termine delle formalità burocratiche, l’arrestato è stato trasferito presso la casa circondariale di Fermo, dove rimane a disposizione dell’autorità giudiziaria.
La Compagnia dei carabinieri di Tolentino ha intensificato nelle ultime ore il presidio del territorio, coordinando una serie di interventi mirati che hanno coinvolto l'Aliquota Radiomobile e le stazioni locali. L'operazione, volta a contrastare l'illegalità in diverse forme, ha portato a un arresto significativo a San Severino Marche.
I militari della locale stazione hanno infatti rintracciato un 81enne del luogo, destinatario di un'ordinanza di detenzione domiciliare emessa dall'Ufficio Esecuzioni Penali della Procura di Macerata. L'uomo deve scontare una pena definitiva di 5 anni per fatti risalenti al periodo tra il 2010 e il 2018 quando, abusando della sua funzione di amministratore di sostegno, si era appropriato indebitamente di ingenti somme di denaro appartenenti alla persona che avrebbe dovuto tutelare. Dopo le formalità di rito, l'anziano è stato trasferito presso la propria abitazione a disposizione dell'autorità giudiziaria.
L'attività dei carabinieri si è spostata poi nel centro abitato di Belforte del Chienti, a seguito di una segnalazione giunta al numero unico di emergenza 112. I militari dell'Aliquota Radiomobile sono intervenuti per fermare un 67enne che si stava esercitando con un arco professionale scagliando frecce verso un bersaglio fisso in una zona che metteva a rischio l'incolumità dei passanti e degli utenti della strada. L'uomo è stato immediatamente bloccato e denunciato a piede libero per i reati di porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere e getto pericoloso di cose.
Un altro episodio rilevante è avvenuto a bordo di un autobus del trasporto pubblico a Tolentino, dove i carabinieri della stazione locale hanno fatto luce su un odioso raggiro ai danni di due cittadini stranieri. Un 57enne residente nel Fermano, già noto alle forze dell'ordine, era riuscito a conquistare la fiducia di due uomini di origini senegalesi di 55 e 53 anni, promettendo loro facilitazioni per l'ottenimento della patente di guida italiana.
Attraverso raggiri ben orchestrati, il truffatore aveva convinto le vittime a versare 800 euro su una carta Postepay come presunto compenso per le pratiche. Grazie alla denuncia sporta dai due malcapitati, i militari sono riusciti a risalire all'identità del titolare della carta, denunciando il 57enne per il reato di truffa.
C’è un modo di abitare i luoghi che non passa per le grandi dichiarazioni, ma per la costanza dei gesti quotidiani. A Caldarola, dove il profilo del paesaggio porta ancora i segni profondi del sisma, l’Hotel Ristorante Tesoro rappresenta oggi un punto fermo, l’unico presidio della ristorazione in un centro che gradualmente sta dando segnali di ripresa. Lo si nota varcando la soglia a metà giornata: la sala è animata dal viavai quotidiano degli operai e dei tecnici impegnati nei numerosi cantieri della ricostruzione che punteggiano il Comune, una clientela che qui trova il ristoro necessario dopo ore di lavoro.
La storia di questo ristorante è una storia di donne. Una genealogia di competenza che ha trovato la sua espressione più sorprendente in Asia, la figlia di Sonia. Nel 2020, mentre il mondo si fermava a causa della pandemia e Asia aveva appena vent’anni, la scelta di assumere la gestione dell’attività avrebbe potuto sembrare una sfida azzardata. In un’età in cui spesso si cerca altrove la propria strada, lei ha scelto di raccogliere quella tracciata dalla sua famiglia, portando con sé una dedizione silenziosa e una maturità rara.
Oggi, Asia lavora fianco a fianco con la madre Sonia, coordinando una squadra composta interamente da personale femminile; una scelta che conferisce al locale un’impronta distintiva di cura e precisione. Chi entra al ristorante percepisce immediatamente questa sintonia: non è un’enfasi ostentata, ma una passione che trapela dall'ordine dei tavoli, dall'accoglienza mai distratta e dalla capacità di far sentire ogni ospite a "casa". È un’energia che il pubblico sembra ricambiare con puntualità: il locale è costantemente pieno, sia a pranzo che a cena, scandendo il ritmo di una comunità che qui ritrova i piatti della tradizione e i sapori di un tempo. Una scelta controcorrente, quella di chiudere nel weekend, che ribadisce un’identità chiara e una gestione consapevole dei tempi del lavoro e della vita.
A proposito di attenzione verso l’universo femminile e l'accoglienza, domenica 8 marzo, l'Hotel Ristorante Tesoro accoglierà- a cena- la conclusione di una giornata che si aprirà al Teatro di Caldarola con il concerto della Opus One Big Band, un evento solidale dedicato a una famiglia afghana giunta in Italia grazie ai corridoi umanitari e accolta dall'associazione La Goccia ODV di Macerata. Sarà un’occasione per riflettere, attraverso testimonianze dirette, sulla condizione delle donne in Afghanistan, proprio nel giorno dedicato ai loro diritti.
L'Hotel Ristorante Tesoro è la dimostrazione che, in un territorio che deve ricostruire anche i propri spazi di incontro, la costanza di una famiglia e la cura della gestione possono ancora fare la differenza, offrendo un luogo dove il buon cibo torna a essere un momento di condivisione e di speranza.
Non riesce il bis arancionero nella sfida con Firenze al Fontescodella, anticipo della quarta giornata del Girone A dei Playoff Challenge Serie A1 Tigotà: le toscane passano in quattro set, riscattando la sconfitta casalinga di sabato scorso e raggiungendo le arancionere a quota 3 punti in classifica. Sotto 1-0, le fiorentine fanno loro il match grazie ai 21 punti di Bukilic, top scorer e MVP del match, e ai 17 di Acciarri, super al servizio con 7 ace: in totale sono 15 le battute vincenti di Firenze. Per le maceratesi miglior realizzatrice Decortes con 19 punti, Il Bisonte vince anche la sfida a muro (11 vs 6).
Primo set tutto di marca arancionera: dopo un buon avvio di Firenze (5-8) la CBF Balducci HR cambia marcia confezionando un 55% in attacco (8 per Decortes, 6 per Kokkonen) e tanta attenzione in difesa: da centro set le padrone di casa volano sul 20-16 e chiudono 25-18. Il Bisonte si ritrova nel secondo set grazie ad un servizio pungente (3 ace, 5-11) e respinge il tentativo di rientro arancionero (14-16) con l’attacco che sale al 43% (5 punti a testa per Knollema, Bukilic, Tanase e Acciarri) fino al 18-24, poi il turno in battuta di Ornoch prova a centrare una clamorosa rimonta (23-24), spenta però dal colpo di Knollema. Stesso tema nel terzo set: le maceratesi faticano in ricezione (Acciarri e Bukilic protagoniste al servizio) e Firenze ne approfitta piazzando due break (8-13 e 11-19) che segnano il parziale: le arancionere tentano un’altra rimonta risalendo fino al 18-21 ma le toscane tengono i nervi saldi chiudendo 20-25 (6 centri per Bukilic). Nel quarto le ragazze di coach Lionetti subiscono ancora il servizio fiorentino (altri 5 ace delle toscane), e Il Bisonte prima prende il largo con ancora Bukilic sugli scudi (7 punti nel set) poi centra un maxi break dal 9-16 al 9-25 che chiude la sfida.
Coach Lionetti schiera Bonelli-Decortes, Clothier-Mazzon, Kokkonen-Piomboni, Bresciani libero. Coach Chiavegatti mette in campo Morello-Bukilic, Acciarri-Malesevic, Knollema-Tanase, Valoppi libero.
Decortes a segno (4-3), Bukilic firma il 4-6, ancora Decortes (5-6), ace Bukilic, 5-8. Kokkonen in pipe (6-8), le arancionere restano a -2 (8-10), out Bukilic (9-10), Mazzon primo tempo, 10-11. Decortes contrattacco (11-11), Piomboni tocco vincente (12-12), invasione aerea Morello (13-12), toccato l’attacco Kokkonen, 14-12. Decortes lungolinea (15-13), Clothier passa (17-14), Kokkonen a segno (18-15), Mazzon palla sulla riga, 19-16. Decortes contrattacco (20-16), Kokkonen mani out (21-17), Decortes a segno (22-17), Piomboni passa, 23-18. Ancora Decortes (24-18), chiude Clothier a filo rete, 25-18.
Ace Acciarri nel secondo set (1-4), pallonetto Bukilic (1-5), Decortes a segno (2-5), primo tempo Mazzon, 3-6. Kokkonen non trova le mani del muro (4-8), ace Bukilic (5-10), muro Tanase (5-11), le arancionere restano a -5 (8-13), Decortes contrattacco, 9-13. Muro Kokkonen (10-13), ancora Decortes (11-13), pallonetto Bukilic (11-15), entra Kockarevic per Kokkonen, Decortes vincente, 13-16. C’è Sismondi per Clothier, invasione aerea Firenze (14-16), Decortes non passa (14-18), muro Decortes (15-18), Sismondi primo tempo, 16-19. Knollema contrattacco (16-21), entrano Batte e Ornoch per Bonelli e Decortes, muro Acciarri (16-22), Kockarevic a segno (17-22), Acciarri non passa, 18-22. Ace Acciarri (18-24), Kockarevic contrattacco (20-24), muro Mazzon (21-24), Mazzon a filo rete (22-24), Kockarevic vincente (23-24), chiude Knollema, 23-25.
Restano in campo Sismondi e Kockarevic (per Piomboni) nel terzo set, Decortes a segno (2-3), muro Tanase (2-5), Kokkonen vincente (3-5), out Malesevic, 4-5. Mazzon out (4-7), Acciarri out (6-7), muro Acciarri (6-9), fast Acciarri (6-10), Mazzon primo tempo, 7-10. Altro ace Acciarri (8-13), Kockarevic a segno (9-13), Decortes diagonale (10-14), Bukilic contrattacco, 10-16. Entrano Ornoch per Kokkonen e Batte per Bonelli, ace Knollema (10-17), Sismondi primo tempo (11-17), ace Malesevic (11-19), la palla cade nel campo Firenze, 12-19. Acciarri non passa (14-20), Decortes pipe (15-21), Knollema out (16-21), ancora errore Knollema, 17-21. Decortes contrattacco (18-21), errore arancionero (18-23), Bukilic contrattacco (18-24), Sismondi primo tempo (19-24), Knollema out (20-24), Kockarevic out, 20-25.
Quarto set con Ornoch in campo per Kokkonen, ace Acciarri (1-2), Malesevic a filo rete (1-4), altro ace Acciarri (1-5), Sismondi primo tempo, 3-6. Kockarevic out (3-7), poi la serba a segno (5-8), muro Acciarri, 6-10. Ace Bukilic (6-11), Acciarri contrattacco (6-12), ace Acciarri (8-15), Decortes non passa, 9-16. Bukilic contrattacco (9-17), entrano Batte e Crawford per Bonelli e Sismondi, Knollema contrattacco, 9-18. Difesa vincente di Valoppi (9-19), Crawford out (9-20), muro Bukilic (9-21), muro Knollema, 9-22. Knollema mani out (9-23), ace Morello (9-24), muro Bukilic, 9-25.
CBF BALDUCCI HR MACERATA - IL BISONTE FIRENZE 1-3 (25-18 23-25 20-25 9-25)
CBF BALDUCCI HR MACERATA: Clothier 2, Bonelli 2, Kokkonen 9, Mazzon 9, Decortes 19, Piomboni 2, Bresciani (L), Crawford, Ornoch 1, Kockarevic 5, Sismondi 5, Batte. All. Lionetti.
IL BISONTE FIRENZE: Tanase 7, Acciarri 17, Morello 6, Knollema 15, Malesevic 6, Bukilic 21, Valoppi (L), Agrifoglio, Lapini (L), Kacmaz, Villani, Colzi, Zuccarelli. All. Chiavegatti.
Arbitri: Cruccolini, Salvati.
Note - Spettatori: 420, Durata set: 25', 28', 22', 19'; Totale: 94'. MVP: Bukilic.
Nel tardo pomeriggio, il Soccorso Alpino e Speleologico Marche è intervenuto sul Monte Sibilla per soccorrere un escursionista di 73 anni proveniente da Roma. L’uomo era partito in mattinata per un classico itinerario che prevedeva la salita prima al Monte Zampa e poi al Monte Sibilla. Durante la camminata, l’escursionista è scivolato e ha perso l’orientamento a causa della nebbia e del buio, rendendo necessario l’intervento immediato delle squadre di soccorso. Fortunatamente l’azione rapida del Soccorso Alpino ha permesso di recuperare l’escursionista in sicurezza, evitando conseguenze più gravi. L’episodio ricorda l’importanza di affrontare le escursioni in montagna con la dovuta prudenza, soprattutto in condizioni di scarsa visibilità.
La Climacalor scatta, rimpingua, domina fino a metà gara ma poi perde il filo del discorso, soccombe nei successivi due quarti anche se all’epilogo esulta (58-54) con… moderazione.
In effetti capitan Severini e soci hanno interpretato il confronto con i co-leader del girone Silver del Campetto Ancona per il verso giusto fino all’intervallo lungo, imponendosi nel quarto d’avvio di 5 lunghezze ed allungando fino al +17 di metà gara.
«Siamo contenti per aver portato a casa una partita difficile contro i dorici – commenta a fine gara coach Giacomo Funari – anche se la qualità della nostra pallacanestro offensiva messa in mostra nel primo tempo non è stata paragonabile a quella del secondo. Merito anche dei nostri avversari che hanno saputo quasi riacciuffarci. Dobbiamo però fare tesoro di queste partite per avere in futuro più pazienza nelle conclusioni. Ciò che dispiace è aver dilapidato un vantaggio di 17 punti fino ad aver chiuso con un misero +4. Questo comunque non ci impedirà, al ritorno, di puntare alla vittoria anche ad Ancona».
Unica nota stonata della serata è stato l’infortunio occorso a Riccardo Della Rocca. «Mi dispiace molto per il ragazzo – aggiunge coach Funari – che stava profondendo il massimo impegno in allenamento ed in gara. Speriamo che il ginocchio del nostro giocatore risponda in breve come dovrebbe, anche se temiamo un lungo stop, avendo riportato in passato un infortunio simile sempre nella stessa zona».
In attesa di novità, ci si augura positive, dall’infermeria, la Climacalor si rimbocca le maniche in vista della prossima trasferta di venerdì 13 (palla a due alle 21.30) a Chiaravalle con la quinta formazione del girone Silver di seconda fase.
CLIMACALOR: Magnatti, Ortenzi 2, Severini 3 (1 tiro da 3 punti), Migliorelli 10 (2t. da 3p.), Potenza 4, Atodiresei 6, Della Rocca, Corvatta 5 (1t. da 3p.), Magrini 15 (1t. da 3p.), Vissani 13 (2t. da 3p.), Vignati, Romitelli n.e.
All. Funari
CAMPETTO ANCONA: T. Solforosi, N. Solforosi 8, Curzi 9, Petreni 1, Pesaresi 4, Pajola 16, Pacini 5, Coen 11, Pasqualini
All. Cianforlini
NOTE: parziali: 19-14, 21-9, 9-15, 9-16; progressivi: 19-14, 40-23, 49-38, 58-54, nessun uscito per 5 falli.
Torna finalmente a sorridere la Cluentina, capace di sbloccarsi più sotto il profilo mentale che su quello prettamente tattico. La sensazione nitida emersa dal campo è quella di una squadra che era rimasta a lungo prigioniera delle proprie paure e dell’ansia di far risultato a ogni costo, quasi nel tentativo di esorcizzare una stagione che rischiava di scivolare verso un epilogo drammatico. Esce invece ridimensionato il Loreto: una compagine a tratti sfortunata, ma punita da ingenuità fatali, su tutte il fallo che ha propiziato il calcio di rigore del vantaggio biancorosso.
Le due formazioni si sono presentate al fischio d'inizio con umori diametralmente opposti. Il Loreto navigava sulle ali dell'entusiasmo, forte di un girone di ritorno d’altissimo livello che ha permesso ai loretani di tirarsi fuori dalle sabbie mobili della classifica. Un bottino di 12 punti nelle ultime 6 gare, impreziosito dal largo successo sulla Pinturetta e dai solidi pareggi contro corazzate come Castelraimondo e Potenza Picena, ne testimoniava l'ottimo stato di forma.
Scenario speculare per la Cluentina, nel pieno di una profonda crisi d'identità. Il pesante ko interno contro l'Élite Tolentino (2-4) e il conseguente esonero di mister Gesuelli erano stati seguiti da un'altra sconfitta identica a Porto Sant’Elpidio. Una flessione preoccupante che aveva eroso il vantaggio sulla zona calda, lasciando i biancorossi con un solo punto di margine sui play-out, dove Porto Potenza (24) e Pinturetta (22) rappresentavano ormai una minaccia concreta.
Gli ospiti – privi di Gleboki e Andrea Capitanelli – partono con personalità e si rendono pericolosi dopo un quarto d’ora di studio reciproco: al 16’ una splendida girata in area di Pigliacampo viene neutralizzata da un ottimo intervento di Pennesi. La Cluentina risponde al 23’ con una conclusione dalla distanza di Mancini che lambisce il palo.
Il match si accende definitivamente nel finale di frazione. Al 34’ l'arbitro inverte un fischio: fallo di Ciminari su Menghini, ma la punizione è per il Loreto; Rossini calcia una "fucilata" che sibila sopra la traversa. Tre minuti dopo è Gesuelli a scaricare un destro potente, ma il difensore loretano Pizzichini si immola respingendo la sfera. Al 38’ ci prova Pieristè, ma trova la pronta risposta di Elisei. Prima del riposo, brividi per i locali: al 40’ Pigliacampo scatta in contropiede ma viene arginato prima da Menghini e poi da Pennesi; al 46’ un corner di Stoppini pesca ancora Pigliacampo, ma la sua deviazione aerea trova l'opposizione provvidenziale di Di Marino.
In avvio di ripresa, la Cluentina prende prepotentemente in mano le redini del gioco. Al 52’ un'ingenuità di Pizzichini ai danni di Acquaviva costa il calcio di rigore: dal dischetto Mancini è glaciale e trasforma. Il gol funge da catarsi per i biancorossi che, liberati da un peso enorme, raddoppiano dopo meno di dieci minuti: Rossini commette un'incertezza su una palla alta e Acquaviva è il più lesto di tutti ad approfittarne, battendo Elisei.
Il Loreto, nel tentativo di riaprire i giochi, perde le distanze e si disunisce, prestando il fianco alle ripartenze locali. Al 62’ Acquaviva scatta (in posizione dubbia) e conclude, Elisei respinge poi concede il bis su Canuti prima di osservare il fendente di Mancini sibilare all’incrocio dei pali. Al 75’ è Monteverde a tentare la fortuna da lontano, trovando ancora un attento Elisei; all’87’ Canuti serve Ceesay, che però manca l’appuntamento con il gol. In pieno recupero, sale in cattedra Cullhaj con due occasioni d'oro: sulla prima (assist di Di Marino) e sulla seconda (rilancio di Ceesay), il portiere Elisei – senza dubbio tra i migliori in campo – compie due autentici miracoli, evitando un passivo peggiore.
A fine gara, mister Stefano Massi ha analizzato la prestazione sottolineando la compattezza del gruppo: "Il nostro grande merito, nonché la ricetta della vittoria, è stato ritrovare l'unione. In settimana abbiamo lavorato duramente dopo la sconfitta di sabato scorso, concentrandoci sul concetto di 'noi' che si era smarrito a favore di un individualismo pericoloso." Sulla necessità di sbloccarsi mentalmente, il tecnico conferma: "Sì, ma va anche detto che avevamo di fronte un avversario ostico che concede pochissima profondità. Dopo il vantaggio si sono dovuti scoprire e noi siamo stati bravi ad approfittarne. Anzi, avremmo potuto concretizzare meglio le tante occasioni prodotte".
Sabato la Cluentina affronterà il Montecassiano, ora distante una sola lunghezza: "Stiamo acquisendo la mentalità di chi deve lottare per la salvezza. Preferiamo guardare chi ci sta dietro, consapevoli che il Montecassiano è una squadra di qualità con individualità eccellenti. Hanno cambiato guida tecnica da poco e verranno da noi a caccia di punti e riscatto".
CLUENTINA: R. Pennesi, Gesuelli (85’ Torresi), Pagliarini, Di Marino, Pieristè, Menghini, Lovascio (64’ Monteverde), Montecchiari (68’ Ceesay), Acquaviva (75’ Cullhaj), Canuti, Mancini (85’ Gentili). Allenatore: Stefano Massi
LORETO: Elisei, Pizzichini (64’ Garbattini), Castellani, Staffolani (71’ Scalella), Santarelli, Rossini, Ciminari, Stoppini, Salvati, Pigliacampo, Maggi (77’ Ben Fredj).
Allenatore: Giordano Bernabei
ARBITRO: Daniel Valori (Pesaro)
SPETTATORI: 150 circa
MARCATORI: 53’ Mancini (Rig), 61’ Acquaviva
La Settempeda torna ad assaporare il gusto della vittoria superando l’Azzurra Mariner, diretta concorrente per i playoff. Biancorossi che si impongono con il minimo scarto, rigore del bomber Marco Tulli, riducendo così il distacco dagli stessi rivieraschi a tre lunghezze, anche se il cammino verso l’appendice di fine torneo in questo momento si complica un po' (11 punti di margine fra seconda e terza, distacco che ad oggi significherebbe niente playoff…). Resta, comunque, tutto aperto e possibile nel girone B con ancora cinque turni da giocare e sarà un finale di campionato appassionante e incerto. Quello che più contava, però, per i biancorossi era dare, dopo una settimana complicata, una risposta immediata ed avere una reazione adeguata dopo le ultime due non buone prestazioni e questa è arrivata puntuale e in maniera netta e chiara con meriti da ripartire fra squadra e staff tecnico. Settempeda decisamente sul pezzo, concentrata, determinata, con la massima attenzione (anche nei piccoli dettagli) e performante in tutti i suoi elementi (ottimi tutti, ma ci sentiamo di elogiare il regista Pagliari e tutto il trio di difesa), ha trovato un successo meritato ed ineccepibile contro un avversario temuto e indubbiamente di valore anche se questa volta reso inoffensivo dalla prova gagliarda della squadra di Pierantoni. Insomma, pomeriggio ottimo per la Settempeda che ora dovrà trovare continuità e cercare di replicare atteggiamento e partita nelle restanti gare a cominciare dalla prossima sull’insidioso campo della Palmense.
Il Soverchia ospita la sfida di cartello fra Settempeda e Azzurra Mariner. Quarta contro terza. Punti pesanti in palio per i rispettivi obiettivi. Nei biancorossi sono indisponibili in tre, Perez, Quadrini e Russo; dal primo minuto c’è spazio per Sfrappini (secondo under e esterno a destra) e per Bonifazi (mezzala sinistra) oltre che per il rientrante Pagliari dopo il turno di stop. Tra gli azzurri ospiti assenza pesante quella di Cameli (doppietta all’andata) mentre per il resto spazio agli elementi più importanti da Nicolosi a Napolano, da Palladini all’under Cofini fino a Rodia.
Avvio di partita piacevole e con buoni ritmi. Settempeda con atteggiamento giusto e fin dal via dentro il match. Due angoli conquistati nel giro di pochi minuti confermano la buona vena dei locali e sugli sviluppi del secondo, giunto dopo bella iniziativa di Montanari, c’è un colpo di testa di Zappasodi insidioso, ma impreciso. Il primo serio tentativo dell’Azzurra cade al 21’ quando la Settempeda non riesce a concretizzare una lunga azione da corner e da lì riparte Palladini sulla sinistra che, dopo aver saltato Sfrappini, decide di andare al tiro da fuori area con rasoterra debole che Giulietti ferma senza difficoltà.
Al 25’ prima possibile svolta della gara con il calcio di rigore assegnato alla Settempeda. Lancio lungo a pescare Dolciotti sulla destra, il numero 16 entra in area, va sul fondo dove entra in contatto con Nicolosi (che protesterà tantissimo…) e finisce giù. L’arbitro ci pensa un po' e poi indica il dischetto. Tulli va all’esecuzione e non sbaglia, spiazzando il portiere con freddezza e precisione. Per il numero 28 undici in campionato e biancorossi avanti con merito.
Parte finale del tempo all’insegna dell’equilibrio anche se l’Azzurra mostra una leggera supremazia territoriale senza però costruire occasioni degne di nota. Dopo il riposo subito attivo Pagliari che scarica il destro dalla distanza con Coccia che deve impegnarsi per alzare sopra la traversa. Due angoli consecutivi creano apprensione alla difesa ospite che si salva su doppio tentativo biancorosso.
Al minuto otto Settempeda ad un passo dal raddoppio: discesa a sinistra di Bonifazi con cross per Guermandi che gira verso la porta trovando la replica del giovane Coccia. Angolo e colpo di testa di Dutto ribatte Napolano ben appostato. Poco dopo altra bella azione biancorossa con Dolciotti che imbuca per Bonifazi che può puntare la porta, ma viene bloccato sul più bello per un fuorigioco che lascia molti dubbi.
Al 13’ ci prova Palladini con un destro di prima che risulta centrale con Giulietti in comoda parata. I cambi ospiti non mutano l’inerzia del match che resta in equilibrio, ma c’è una Settempeda davvero concentrata che limita al meglio le sporadiche iniziative dei rivieraschi.
Al 31’ lampo del neo entrato Compagnucci (fuori Tulli) che cattura palla e da posizione defilata sulla sinistra dell’area manca di un soffio il bersaglio grosso anche per il riflesso di Coccia che riesce a toccare la palla. Al 40’ episodio più che dubbio nell’area dell’Azzurra: Compagnucci dribbla un avversario e si trova con la porta davanti però arriva un difensore a tutta velocità che va in scivolata colpendo il piede dell’attaccante di casa che resta a terra. Dalla tribuna sembra un evidente fallo e dunque rigore. L’arbitro invece non interviene e fa continuare.
Quando il gioco si ferma nasce un parapiglia fra diversi giocatori al termine del quale Guermandi e De Panicis vengono espulsi. Il recupero (5’) non cambia nulla e la Settempeda si riscatta in pieno dopo Cascinare, portando a casa tre punti importanti con pieno merito e dopo una prestazione convincente giustamente festeggiata con i propri tifosi.
SETTEMPEDA – AZZURRA MARINER 1-0
MARCATORI: pt 26’ Tulli su rigore
SETTEMPEDA: Giulietti, Brandi, Montanari, Pagliari, Zappasodi, Dutto, Sfrappini(29’st Eugeni), Dolciotti(46’st Paciaroni), Guermandi, Bonifazi(25’st Borgiani), Tulli(20’st Compagnucci). A disp. Marchegiani, Monachesi, Massacci, Meschini, Ammora. All. Pierantoni
AZZURRA MARINER: Coccia, Orsini(11’st Verdesi), Fabi Cannella, Manoni, De Vito, Nicolosi(42’st Panza), Napolano(25’st Schiavi), Rossi, Cofini, Palladini(36’st Bonifazi), Rodia(11’st De Panicis). A disp. Perozzi, Di Filippo, Colletta, Veccia. All. Morelli
ARBITRO: Campoli di Ancona. Assistenti: Belogi di Ancona e Caporaletti di Macerata
NOTE: espulsi 40’st Guermandi e De Panicis. Ammoniti Tulli, Brandi, Verdesi, Dutto. Angoli 7-1. Recupero pt 1’; st 5’
Prosegue il percorso partecipativo del progetto “Sinclinale Camerte - Paesaggio vitivinicolo del Verdicchio di Matelica”, promosso dal Centro Studi Luglio ’67 in collaborazione con gli otto Comuni partner. Dopo l’avvio del ciclo di incontri a Matelica lo scorso 16 dicembre e le successive tappe già realizzate nei territori coinvolti, il programma approda ora a Castelraimondo.
L’iniziativa è rivolta alle imprese del comparto enogastronomico, ai ristoratori, ai produttori e, più in generale, a tutte le realtà interessate a contribuire alla costruzione di un’identità gastronomica riconoscibile e condivisa: una cucina in grado di raccontare il legame con i luoghi, con le materie prime e con le tradizioni locali, valorizzando il patrimonio culturale della Sinclinale Camerte.
L’incontro avrà un’impostazione pratica e partecipata. Attraverso un’attività guidata di co-progettazione, i presenti saranno accompagnati in un lavoro che intreccia dimensione narrativa e proposta culinaria, con l’obiettivo di sviluppare una prima idea di piatti o menù ispirati alla Sinclinale Camerte, fondati su ingredienti del territorio e su interpretazioni contemporanee coerenti con il paesaggio.
Un’occasione di confronto dedicata a ristoratori, produttori, operatori e amministratori locali per costruire insieme una proposta identitaria legata ai sapori di questo territorio. L’appuntamento è per lunedì 9 marzo 2026 dalle ore 20.30 alle 22.30 presso la Sala Consiliare del Comune di Castelraimondo in via Papa Giovanni XXIII. Per informazioni e aggiornamenti: www.sinclinale.it
Per anni abbiamo pensato che l’alimentazione dipendesse soprattutto da ciò che mettiamo nel piatto: calorie, nutrienti, qualità degli alimenti. Negli ultimi anni la ricerca ha mostrato che esiste un altro fattore, spesso trascurato, che può influenzare profondamente il metabolismo: il tempo. Ognuno di noi possiede un orologio interno che regola sonno, produzione ormonale, metabolismo degli zuccheri e sensazione di fame. Questo sistema coordina molte funzioni dell’organismo nelle 24 ore e influenza come il corpo utilizza l’energia.
Oggi la nutrizione viene osservata da una prospettiva nuova: non conta solo cosa mangiamo, ma anche quando lo facciamo. Una recente revisione italiana del 2026 propone una versione aggiornata della dieta mediterranea basata sul cronotipo, cioè sulla predisposizione individuale a essere più attivi al mattino o alla sera. Alcune persone raggiungono il massimo della concentrazione la mattina, altre solo nel tardo pomeriggio o di sera. Questa differenza, più biologica che abitudinaria, si riflette anche nei comportamenti alimentari.
Il metabolismo non funziona allo stesso modo nelle 24 ore. Studi di crononutrizione mostrano che sensibilità all’insulina, uso del glucosio e regolazione degli ormoni della fame cambiano nel corso della giornata. In generale, il corpo gestisce meglio l’energia la mattina e nel primo pomeriggio. Consumare più calorie in queste ore favorisce il controllo glicemico, mentre mangiare molto tardi aumenta il rischio di sovrappeso e disturbi metabolici. Orari irregolari dei pasti possono creare un disallineamento tra comportamento alimentare e fisiologia.
Il cronotipo influisce anche sull’aderenza alla dieta mediterranea. Chi è mattiniero tende a fare colazione e concentrare energia nelle prime ore, con indicatori metabolici più favorevoli. Chi è serale, invece, spesso salta la colazione, sposta i pasti principali verso sera e ha orari più variabili, associati a maggior rischio di obesità e diabete.
Per questo, i ricercatori propongono di aggiornare la piramide mediterranea includendo il fattore tempo. Gli alimenti cardine rimangono gli stessi – frutta, verdura, legumi, cereali integrali, pesce e olio extravergine d’oliva – ma la distribuzione dei pasti diventa strategica: più energia al mattino e a pranzo, cena leggera e anticipata, orari regolari per mantenere sincronizzati i ritmi circadiani.
Alimentazione, sonno e ritmo biologico sono un sistema integrato. La dieta mediterranea resta uno dei modelli più solidi, ma i suoi benefici possono aumentare rispettando i ritmi del nostro corpo. La salute metabolica non dipende solo dalla qualità del cibo, ma anche dal momento della giornata in cui lo consumiamo.
In occasione della Giornata Internazionale della Donna domani (domenica 8 marzo), a partire dalle ore 18, la Sala Stemmi del Palazzo Municipale di San Severino Marche ospiterà un incontro di straordinario valore storico e culturale: la presentazione del libro "Il ritratto inatteso" di Simona Gregori (AmalaS_unta Edizioni).
L'opera ricostruisce la vicenda umana di Ruby Wertheimer (1890-1941/42), esponente dell'alta borghesia ebraica londinese, finita per i paradossi della storia nell'internamento libero a San Severino Marche durante la Seconda guerra mondiale.
La figura di Ruby Wertheimer non è nota solo agli storici ma anche agli appassionati d'arte: la donna è infatti ritratta nel celebre dipinto di John Singer Sargent "Essie, Ruby and Ferdinand, Children of Asher Wertheimer", oggi esposto alla Tate Britain di Londra e considerato un manifesto della modernità sociale del XX secolo. Suo padre, Asher Wertheimer, era un facoltoso mercante d'arte legato da profonda amicizia a Sargent, che divenne grazie a queste committenze il ritrattista più ricercato dell’élite britannica.
Dallo sfarzo della Londra cosmopolita, il destino condusse Ruby nel novembre del 1941 a San Severino Marche, un borgo allora isolato che si scoprì improvvisamente un "concentrato di mondo". Qui Ruby trovò la morte il 3 dicembre 1942 a causa di una cancrena diabetica, venendo sepolta nel cimitero monumentale cittadino.
La pubblicazione nasce da una ricerca storica pluriennale promossa dalla sezione Anpi “Cap. Salvatore Valerio” con il patrocinio del Comune di San Severino Marche. Il progetto si inserisce in un’indagine più ampia sui campi di internamento nella provincia di Macerata e sulle figure degli "internati liberi". Il volume di Simona Gregoriintreccia abilmente la ricostruzione biografica con l'analisi del rapporto tra la famiglia Wertheimer e l'artista Sargent, analizzando le caratteristiche del quadro che ha reso Ruby immortale.
La serata, che rientra nella rassegna de I Teatri di Sanseverino, si aprirà con i saluti istituzionali del sindaco della Città di San Severino Marche, Rosa Piermattei, e di Donella Bellabarba, presidente della sezione Anpi locale.
A dialogare con l'autrice Simona Gregori saranno Maria Letizia Paiato dell’Accademia Belle Arti di Bologna ed Annalisa Cegna dell’Università di Macerata e dell’Istituto Storico della Resistenza Macerata.
L'incontro sarà condotto da Francesco Rapaccioni, direttore artistico de I Teatri di Sanseverino.
L'ingresso è libero e la cittadinanza è invitata a partecipare a questo viaggio nella memoria che collega idealmente le grandi gallerie d'arte europee con la storia profonda del territorio marchigiano.
Forza Italia Macerata annuncia con soddisfazione l’ingresso nel partito di Carlo Scheggia, giornalista professionista, Innovation Manager e imprenditore, di Paola Cassese, figura molto conosciuta e stimata nel territorio anche per il suo impegno nella valorizzazione della tradizione presepiale legata al Museo tipologico Cassese, e di Giuseppe (Pino) Tesei, ex dirigente di Confartigianato ed ex assessore della giunta Menghi.
Ad accoglierli è la segretaria comunale Barbara Antolini, che esprime grande apprezzamento per queste nuove adesioni.
Sono molto contenta dell’ingresso di Carlo Scheggia, Paola Cassese e Giuseppe Tesei in Forza Italia. Parliamo di tre figure diverse ma tutte profondamente radicate nel territorio. Carlo rappresenta una professionalità poliedrica capace di coniugare informazione, impresa e innovazione; Paola porta con sé una grande esperienza nella valorizzazione culturale e nella promozione di una tradizione importante come quella dei Presepi Cassese; Giuseppe Tesei rappresenta invece una figura di grande esperienza amministrativa e associativa maturata negli anni sia nel mondo imprenditoriale che nelle istituzioni.
Le adesioni di Carlo, Paola e Giuseppe dimostrano come Forza Italia continui ad attrarre persone competenti, radicate nel territorio e desiderose di dare un contributo concreto alla crescita della nostra comunità. Sono certa che il loro apporto sarà prezioso per rafforzare la nostra azione politica e amministrativa.
Paola Cassese, inoltre, è stata candidata alle elezioni comunali del 2020 nella lista civica Parcaroli Sindaco, esperienza che testimonia il suo impegno civico e la sua attenzione verso la vita amministrativa della città.
Con questi ingressi, Forza Italia Macerata prosegue il proprio percorso di rafforzamento, puntando su professionalità, competenze e nuove energie al servizio della città e del territorio.
Ingressi molto apprezzati dal partito e celebrati anche alla presenza del segretario regionale Francesco Battistoni, del segretario provinciale Gianluca Pasqui e dell’assessore Riccardo Sacchi.
Grande partecipazione alla Soirée Musicale organizzata dal Rotary Club Macerata “Matteo Ricci”, che ha unito musica e solidarietà in una serata benefica alla Società Filarmonica di Macerata. Oltre 100 partecipanti hanno preso parte all’iniziativa, contribuendo alla raccolta di 2mila euro destinati al progetto internazionale “End Polio Now”, la campagna globale per l’eradicazione della poliomielite.
L’evento è stato promosso dal presidente del club Tobia Sardellini, con il coordinamento di Massimiliano Fraticelli, e ha visto l’esibizione musicale di Talk Radio & Friends, che ha animato la serata creando un clima di condivisione e partecipazione.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto a Banca Mediolanum e al dottor Pierpaolo Verdenelli per il sostegno all’iniziativa. Grazie alla somma raccolta e al sistema di co-finanziamento della Fondazione Bill & Melinda Gates, sarà possibile acquistare circa 10mila dosi di vaccino orale contro la polio, contribuendo a proteggere migliaia di bambini nelle aree del mondo più esposte alla malattia.
La serata si è conclusa con un gesto simbolico dedicato alle donne presenti: un omaggio floreale consegnato in vista della Giornata Internazionale della Donna, che ha aggiunto un ulteriore tocco di gentilezza a un appuntamento all’insegna della solidarietà.
Tolentino ha fatto da cornice al tradizionale torneo di burraco a coppie e a quello di briscola, organizzati dal Rotary Club Tolentino, presieduto da Iole Rosini, in collaborazione con l’associazione Tolentino Burraco Aps. L’appuntamento, che si è svolto domenica scorsa al Country House La Contrada, ha visto confrontarsi 132 giocatori provenienti da tutta la provincia e da altri centri marchigiani, tra cui anche il giovane Manuel Pistacchi, di soli 10 anni.
A vincere il torneo di burraco sono stati Serena Sereni e Ivan Dignani di Tolentino, seguiti da Luigi Ventura e Oriella Leonori di San Severino Marche e da Marco Rusca e Patrizia Teloni di Tolentino. Nel torneo di briscola, primo posto per Fabrizio Bernabei e Adorina Bordo di Serrapetrona, seconda posizione per Riccardo ed Ettore Belli, terzi Daniele Sparvoli e Maurizio Lucarelli, e quarto posto per Alberto Caprioli e Francesco Panata.
I ricchi premi ai vincitori e gli omaggi a tutti i partecipanti hanno arricchito una giornata che, oltre al gioco, ha avuto un nobile scopo: la raccolta di 3.405 euro destinati al Rotary Campus Marche, progetto di inclusione sociale rivolto a ragazzi con disabilità. Ogni anno, grazie a questo progetto, 130 ragazzi e altrettanti accompagnatori possono trascorrere una settimana gratuita in un villaggio turistico, partecipando a attività formative e ricreative.
All’evento erano presenti il vicesindaco di Tolentino Alessia Pupo e il governatore del Distretto Rotary 2090 per l’anno 2026-2027 Stefano Gobbi, a conferma del valore sociale e aggregativo dell’iniziativa.
Il torneo si conferma così un momento di solidarietà e comunità, capace di unire passione, gioco e impegno concreto a favore di chi ha più bisogno
Il 14° Gran Premio dell'Industria di Civitanova, abbinato al 9° Memorial Cesare Lattanzi, torna ad infiammare le strade della zona industriale di Civitanova Marche. Gli organizzatori dell'Asd CAM Fermo rinnovano una tradizione in pieno avvio di stagione e riportano al centro della scena agonistica i dilettanti under 23 ed élite.
Domenica 15 marzo si gareggia sulla distanza di 105 chilometri, in un circuito di 3,5 chilometri completamente pianeggiante da ripetere 30 volte. A metà gara, al termine del quindicesimo giro, è posto un traguardo volante. Il ritrovo è fissato alle 10:00 presso Moretti Group, la presentazione delle squadre partecipanti dalle 13:55, la partenza alle 14:30 in via Vincenzo Breda e l'arrivo è previsto in una fascia oraria compresa tra le 16:40 e le 17:00.
Per un totale di 139 iscritti, queste le 24 squadre al via: US Cattoli Andrea, UC Pistoiese Team, Velo Club Avezzano, Pro.Gi.T Cycling Team, Campana Imballaggi Morbiato Trentino, Bike Academy-Marchini Costruzioni, Beltrami TSA-La Risorsa Umana, VPM Moretti SCS, UC Pregnana, Bologna Bike Academy, Futura Team, Maltinti Lampadari, Team Gaiaplast Bibanese, Aran Cucine Vejus, Rime Drali, Team Hopplà, Polisportiva Tripetetolo-Seanese, Team Technipes-#inemiliaromagna, Gragnano Sporting Club, Nippo Nuovacomauto Obor, Solme Olmo Arvedi, Beltrami TSA Tre Colli, SC Padovani Polo Cherry Bank e MG K-Vis Costruzioni e Ambiente.
Dal punto di vista agonistico l'evento, a carattere nazionale FCI e patrocinato dall'Amministrazione Comunale di Civitanova Marche, si preannuncia di massimo livello. Per questo si daranno battaglia i migliori atleti italiani under 23 ed élite, pronti a lasciare subito il segno ad inizio stagione. Un appuntamento che non è solo spettacolo sportivo ma rappresenta anche un importante trampolino di lancio per chi sogna il salto nella categoria superiore professionistica.