Riceviamo e pubblichiamo un comunicato del Consiglio di Quartiere Centro Storico" di Tolentino che organizza un incontro con i cittadini, dopo circa 1000 giorni dal sisma, per fare il punto della situazione sul piano Urbanistico, dei Servizi e Attuativo.
"Il Consiglio di Quartiere Centro storico promotore dell’iniziativa con lo scopo di realizzare un confronto e intercettare l’interesse dell’Amministrazione e dei residenti verso le problematiche emergenti e fortemente presenti ancora oggi dopo a circa 1000 giorni dal sisma ci troviamo ad affrontare, per individuate proposte progettuali e contributi importanti per l’individuazione di una strategia puntuale indirizzata alla ricostruzione.
Per individuare le azioni necessarie per una riconversione dell’opera edilizia, una riconversione del modo di costruire e ricostruire recuperando il patrimonio storico sia privato che pubblico presente nel nostro centro storico e di riflesso sull’intera città.
Per trovare attraverso un confronto linee guida necessarie, idee e proposte per arrivare ad progetto generale condiviso, finalizzato alla riorganizzazione o organizzazione del tessuto socio-culturale, socio economico, filiera commerciale e dei servizi, nel centro storico.
- Negli ultimi anni abbiamo assistito a politiche espansive periferiche, ora, oggi, siamo ad un bivio importante per tutti noi ed è giunto il momento di concentrarsi anche sul centro storico, concentrarsi in maniera puntuale e significativa sulla “ricostruzione” e non meno importante sulla riqualificazione degli ambiti urbani privati e pubblici, per offrire ai vecchi e nuovi residenti, ai cittadini, ai turisti, che arrivano al centro per motivi di servizi pubblici o privati o per shopping, una migliore qualità e attrattiva, attraverso la valorizzazione del centro storico e una nuova specializzazione commerciale.
La nostra iniziativa nasce con spirito di collaborazione per un avviare confronto, perche è nostra opinione di quanto sia importante, nel contesto della vita quotidiana, la partecipazione dei cittadini nella costruzione d’iniziative o progetti, non solo come semplici spettatori, ma anche come veri co-progettisti.
L’incontro organizzato, con i residenti nel centro e nella città, con gli operatori economici, a nostro avviso e ne siamo convinti si pone come un’importante fase di confronto, e per creare un momento di riflessione con tutte le componenti sociali e professionali, in un rapporto collaborazione e responsabilità per definire obbiettivi, priorità e linee di azione condivise, per la riqualificazione dell’ambito urbano e per migliorare le condizioni ambientali, sociali dell’intera comunità e rendere meno isolato lo spazio urbano del centro storico e in antitesi delle aree residenza a ridosso del centro.
Nella crescita e sviluppo urbano di una città e del suo territorio sono fondamentali i Piano Urbanistici Attuativi.
L’urbanistica è una scienza che detta le fasi, le regole, che sono inerenti allo sviluppo e la crescita del tessuto morfologico di una città, con equilibrio e razionale distribuzione, dalle aree residenziali, dagli edifici pubblici, dalle attività commerciali, ai servizi e alla viabilità, ecc.
Per una crescita omogenea e funzionale del tessuto urbano e del suo territorio ci dobbiamo affidare a regole che dettano la programmazione dello sviluppo in generale, fondato su iniziative di espansione ma anche di ricostruzione ed è per questo che abbiamo promosso questo incontro, per conoscere e far conoscere le problematiche inerenti.
Siamo convinti che questa nostra iniziativa, farà ancor più emergere, il senso di appartenenza della cittadinanza alla propria comunità e consentire così di sviluppare progetti utili e condivisi".
Come può un pneumatico a fine vita combattere il cambiamento climatico, limitare l’utilizzo delle risorse fossili e di energia e contribuire a rendere più sostenibili e “smart” le nostre città?
Da domani e fino al 16 marzo, al binario 1 della Stazione Centrale di Civitanova Marche, adulti e bambini troveranno una risposta a questa domanda visitando la carrozza allestita da Ecopneus all’interno del TrenoVerde, la storica campagna itinerante di Legambiente e Ferrovie dello Stato di cui Ecopneus è partner principale, quest’anno dedicata a una grande sfida globale: uscire dall’era delle fonti fossili e fermare i mutamenti climatici.
La terza carrozza del convoglio è tutta dedicata alla filiera del recupero e riciclo dei Pneumatici Fuori Uso (i PFU) di Ecopneus. La gomma di cui è costituito un pneumatico è infatti un materiale di eccezionale qualità utilizzato per realizzare asfalti “silenziosi” sicuri e duraturi, campi da calcio, superfici sportive polivalenti, isolanti acustici, oggetti dell’arredo urbano, energia e molto altro ancora.
All’interno della carrozza i visitatori troveranno una confortevole pavimentazione realizzata con oltre 1.000 kg di gomma riciclata sagomata e colorata per ricrearne alcune delle sue principali applicazioni, come ad esempio campi da tennis, piste ciclabili e per l’atletica. Illustrazioni, giochi e installazioni condurranno grandi e piccoli attraverso un percorso educativo per toccare con mano l’importanza di un corretto riciclo dei PFU e le molteplici applicazioni della gomma riciclata.
“Partecipare al viaggio del TrenoVerde – per Ecopneus è il terzo anno consecutivo – è un’ottima occasione per mostrare ai tanti studenti e cittadini coinvolti il valore e l’importanza del riciclo dei PFU, attraverso i tanti campi di applicazione di questo straordinario materiale: dalle mattonelle antitrauma delle aree giochi per i più piccini alle strade, dai campi da basket e pallavolo delle palestre scolastiche ai dissuasori di sosta, dalle panchine e le fioriere fino agli isolanti per l’industria edile” ha dichiarato Giovanni Corbetta, Direttore Generale di Ecopneus “Dedichiamo molta attenzione all’educazione, perché la cultura della tutela dell’ambiente deve essere un valore centrale specialmente per le nuove generazioni, i cittadini adulti di domani”.
Nel 2018 Ecopneus ha raccolto e gestito nelle Marche 8.068 tonnellate di PFU. A livello provinciale, 2.377 tonnellate sono state raccolte nella Provincia di Ancona, 1.959 in quella di Pesaro e Urbino, 1.611 a Macerata, 1.065 a Fermo, 1.056 tonnellate nella Provincia di Ascoli Piceno.
Il TrenoVerde è partito il 15 febbraio da Roma ed ha già toccato Palermo, Bari, Napoli, per poi tornare a Roma e proseguire verso Pescara, Arezzo e Civitanova Marche. Le prossime tappe saranno Rimini (18-20 marzo), Padova (22-24 marzo), Genova (26-28 marzo), Torino (30 marzo-1 aprile) e Milano (3-5 aprile).
Ben 114 equipaggi al via e una giornata riuscitissima sotto tutti i punti di vista, in particolare quello organizzativo. Il club 1^a Ridotta Fuoristrada ha salutato tra gli applausi la quarta edizione del San Severino Adventure, raduno automobilistico non agonistico patrocinato dal Comune e iscritto al calendario nazionale della Fif, la Federazione Italiana Fuoristrada.
L’evento ha interessato le campagne e le zone di altura settempedane con un percorso che dal piazzale del Commercio, nel rione Settempeda, ha ben presto lasciato l’asfalto per inerpicarsi su diversi sterrati di difficoltà programmata con passaggi molto tecnici e impegnativi in terreni realmente impraticabili con mezzi normali.
Solo i piloti più esperti sono riusciti a non accumulare penalità. Tutto si è svolto comunque sotto la supervisione degli iscritti al club 1^a Ridotta che hanno garantito assistenza, presenti pure diversi mezzi di soccorso, durante l’intero percorso che si è concluso poi con l’arrivo in località Berta.
Gli equipaggi sono giunti non solo dalle Marche ma anche dall’Emilia Romagna, dall’Abruzzo, dal Lazio e dall’Umbria. Praticamente gli appassionati del 4x4 estremo di tutto il centro Italia si sono dati appuntamento a San Severino Marche per una giornata che ha visto sulla linea dello start, ad inaugurare la manifestazione, anche il sindaco Rosa Piermattei.
Il raduno ha permesso, vista la finalità turistica, anche di presentare le bellezze del territorio con le sue tantissime strade sterrate percorribili in qualsiasi stagione. Al termine del raduno una ricca lotteria ha visto assegnare vari premi a molti dei partecipanti.
Questa mattina, il Comandante Regionale Marche della Guardia di Finanza, Generale di Brigata Fabrizio Toscano, si è recato in visita alla Tenenza di Porto Recanati, dove, accolto dal Comandante Provinciale, Colonnello Amedeo Gravina e dal Comandante della Tenenza, Luogotenente C.S. Diego Crovace, ha incontrato i militari in forza al Reparto.
Nel corso dell’incontro, il Generale Toscano ha affrontato le tematiche più rilevanti relative al personale, all’attività operativa e alla logistica.
La visita è stata l’occasione, per il Comandante Regionale, di rivolgere ai finanzieri portorecanatesi il proprio plauso per l’impegno e lo spirito di servizio profuso nelle attività di prevenzione e repressione di ogni forma di illegalità, sia economico-finanziaria che, soprattutto, connesse allo spaccio di sostanze stupefacenti, alla contraffazione dei marchi e all’abusivismo commerciale.
Bellissima esperienza quella vissuta presso lo stand “Marche book style” allestito da “Giaconi Editore” all’interno del festival delle eccellenze “Tipicità”, svoltosi al Fermo Forum Domenica 10 Marzo.
Uno spazio di grande interesse è stato dedicato ad Appignano, borgo del maceratese rappresentato da Calamita Mariano Consigliere comunale con delega alle attività produttive, dalla MAV – Scuola di Ceramica Maestri Vasai Appignanesi e da Scattolini Giacomo presidente della locale Associazione dei Legumi.
Sono state proposte esperienze di lavorazione e di creazione di piccoli manufatti di ceramica attraverso la modellazione al tornio e sono state offerte degustazioni dei legumi tipici di Appignano quali fagiolo Solfi, Cece Quercia e Roveja.
E’ stato ulteriormente valorizzato il legame tra la casa editrice “Giaconi Editore”, particolarmente attenta alla valorizzazione del territorio e il Comune di Appignano che in collaborazione con l’associazione Prometeo rappresentata dalla presidente Federica Arcangeli, ha promosso vari eventi culturali che hanno evidenziato quanto cultura, storia e tradizioni possano fondersi al magico mondo dei libri e della lettura per tramandare e lasciare alle nuove generazioni il valore inestimabile del nostro territorio.
Nell’area di quello che sarà il futuro cantiere per la costruzione del nuovo Istituto Tecnico Tecnologico Statale “Eustachio Divini” di San Severino Marche si è tenuta la seconda seduta della Conferenza permanente chiamata ad approvare il progetto esecutivo della scuola che ospiterà 800 alunni in un edificio da 14 milioni di euro finanziato con l’Ordinanza commissariale 14/2017.
Al sopralluogo, servito per verificare l’organizzazione del cantiere ma anche per evitare interferenze con un altro cantiere già presente e avviato nei mesi scorsi per la costruzione di officine e laboratori abbattuti prima del sisma, hanno preso parte il Responsabile unico del procedimento, la proprietà rappresentata dalla Provincia di Macerata, il sindaco del Comune di San Severino Marche, l’impresa esecutrice dei lavori, tecnici della Rete Ferroviaria Italiana e dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione.
Entro la settimana la Conferenza dovrebbe concludere i lavori per avviare poi l’opera.
“Il Comune ha subito dato l’ok al Commissario per l’approvazione del progetto senza ulteriori modifiche per evitare ulteriori perdite di tempo - commenta il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei - Fin dall’inizio abbiamo chiesto di poter avere il nuovo edificio in tempo per l’avvio del nuovo anno scolastico”.
La nuova scuola disporrà di 32 aule, nuovi laboratori, una nuova palestra e un’area esterna per la pratica sportiva e sarà costruita su isolatori sismici e avrà una struttura in cemento armato e acciaio con un altissimo grado di sicurezza e di efficienza energetica.
Nella mattinata odierna, si è tenuta una riunione del Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica, convocata e presieduta dal Prefetto di Macerata, Iolanda Rolli.
Alla presenza dei rappresentanti delle Istituzioni e degli Enti interessati, è stata sottoposta all’attenzione del Comitato la gara ciclistica Tirreno - Adriatico, che nella quinta ( Colli al Metauro/ Recanati) e sesta tappa (Matelica / Jesi), in programma rispettivamente il 17 ed il 18 marzo, attraverserà il territorio provinciale.
Nel corso della riunione sono state attentamente esaminate le condizioni del percorso di gara, individuate e condivise le misure idonee a prevenire il verificarsi di situazioni di criticità. In particolare è stata verificata l’adozione da parte degli enti organizzatori e dei comuni interessati delle misure di safety e security.
Dopo un’attenta disamina dei vari tratti interessati dalla corsa non sono state evidenziate dai soggetti intervenuti problematiche di rilievo, salvo alcuni aspetti di dettaglio in corso di definizione che potranno essere oggetto di specifica valutazione da parte del tavolo tecnico già costituito in Questura.
Ritorno alla normalità per altre famiglie settempedane alle prese con il post terremoto. Due di queste potranno fare finalmente rientro a casa dopo che, in queste ore, il sindaco Rosa Piermattei ha firmato l’Ordinanza di revoca dell’inagibilità disposta a seguito delle scosse di due anni fa.
Gli edifici considerati di nuovo agibili sono ubicati in via Di Contro, si tratta di una villa recuperata con opere finanziate per circa 160mila euro e seguite dall’ingegnere Federico Carboni, e in località Paterno, in questo caso un’abitazione singola per la quale sono state finanziate opere d’importo pari a 45mila euro seguite dal geometra Luca Rinaldi.
La Provincia di Macerata sta eseguendo in questi giorni, grazie anche al bel tempo, i lavori di pavimentazione di alcuni tratti della strada provinciale Braccano nel territorio del Comune di Matelica.
Come è già stato fatto in passato per il rifacimento dei tappetini su altre strade provinciali anche in questo caso sono stati utilizzati i proventi delle sanzioni comminate dal Comune di Matelica ai trasgressori del codice della strada.
Il rifacimento del manto stradale sui tratti più usurati della Braccano erano stati programmati da tempo ma hanno subito un’accelerazione in vista del passaggio della Tirreno Adriatico.
Un altro grande successo per Cittadino Attivo e Donor Game per la tappa di Pieve Torina! Ad attendere lo staff, oltre agli studenti dell’Istituto Comprensivo di Pieve Torina, anche quelli di Muccia, Visso, Valfornace e Pievebovigliana. Un appuntamento entusiasmante dove i ragazzi sono stati parte attiva del progetto ottenendo ottimi risultati di apprendimento.
Argomenti molto importanti uniti in un mix perfetto tra lezione a scuola e una sfida interattiva che da tempo appassiona gli studenti marchigiani e caratterizza il contest itinerante “CITTADINO ATTIVO” che da dicembre scorso sta proseguendo il tour nelle Scuole delle Marche in vista delle Finali di maggio.
Presenti durante il contest a scuola: Antonella Spurio Presidente AVIS Comunale di Pieve Torina, Luciano Milani Segretario AVIS Comunale di Pieve Torina, Roberta Serfaustini Presidente AVIS Comunale di Visso, Roberto Stefani Presidente AVIS Comunale Pievebovigliana e Nicola Cecoli Consigliere AVIS Pievebovigliana.
“Cittadino Attivo e Donor Game sono progetti eccezionali - ha dichiarato Antonella Spurio -. Ci permettono di far conoscere argomenti tanto importanti in modo leggero e divertente”. “Questo progetto è molto interessante - ha proseguito la professoressa Maura Antonini - Da 7 anni lavoriamo in un’attività interna legata proprio alla cittadinanza attiva. Quindi una mattinata produttiva per relazionarsi con l’esterno e per integrare la didattica fatta finora a scuola”.
Affianca il progetto, il contest Donor Game promosso da AVIS Regionale Marche e dal Dipartimento Regionale di Medicina Trasfusionale che ha l’obiettivo di coinvolgere gli studenti in attività di sensibilizzazione e conoscenza dei principi della Cittadinanza Attiva e Solidale.
Partners dell’iniziativa Avis Regionale Marche, Gruppo Astea e Astea Energia, Consmari, San Giorgio Servizi e Distribuzione, Solgas, Tech Inform, Comune di Fermo, Comune di Grottammare e Comune di Recanati.
“L’ascolto del territorio e il coinvolgimento dei cittadini per una ricostruzione condivisa.” E’ questo il titolo dell’incontro con Lina Calandra, Prof.ssa associata presso l’Università degli Studi de L’Aquila, proposto da Visione Sibillina, il gruppo spontaneo di cittadini nato per riflettere sulla rigenerazione della comunità. Per continuare il percorso di ripartenza sociale, culturale e civica, questa volta Visione Sibillina promuove un evento che aiuterà i partecipanti a conoscere alcuni interessanti progetti portati avanti da cittadini e ricercatori che provengono dalla realtà de L’Aquila, a quasi dieci anni dal triste anniversario del forte terremoto che ha cambiato per sempre la città, il suo comprensorio e gli abitanti.
Queste le parole della Prof.ssa Calandra per presentare l’incontro di Tolentino che verrà ospitato venerdì 15 marzo alle ore 21,00 negli spazi del Cisei, in via Gramsci 1: “Dopo il manifestarsi di una emergenza, a fronte del disorientamento generale che morte e distruzione provocano in chi viene colpito, c’è una cosa che invece, in maniera apparentemente paradossale, nelle persone non si perde e anzi, per certi aspetti, si rafforza, si amplifica, diventando più chiaro ed esplicito: l’amore per i propri luoghi, per il proprio territorio. Un amore, una “energia” che può manifestarsi in tanti modi e con diversi sentimenti: nostalgia, desiderio di impegnarsi e darsi da fare, rabbia, fiducia/sfiducia, desiderio di bellezza e cura, ecc. Ecco, è questa la carica esplosiva di sentimenti anche contrastanti che andrebbe da subito presa in carico e “incanalata” nelle politiche di gestione del post emergenza e della ricostruzione poi. Attraverso il racconto delle attività di ricerca-azione partecipativa coordinate da un gruppo di lavoro dell’Università de L’Aquila nel contesto post terremoto aquilano, l’intervento si propone di illustrare i metodi e gli strumenti utilizzati per il coinvolgimento delle persone in percorsi pubblici di elaborazione di scelte condivise per la ricostruzione sociale.” Un’occasione di confronto da non perdere per chi crede nei temi proposti. Solo dal confronto e dalla conoscenza sarà possibile ripartire per progettare una nuova comunità rigenerata.
L’Amministrazione comunale ha approvato il progetto esecutivo dei “Lavori di messa in sicurezza mediante demolizione controllata degli edifici di via San Catervo dal civico n. 67 al civico n.79” redatto dall'ing. Emanuele Porfiri il cui quadro economico prevede un importo complessivo di poco superiore ai 143 mila euro.
L’intervento di demolizione inizierà subito dopo l‘effettuazione della gara per l’affidamento dei lavori.
"Abbiamo deciso – afferma il Vicesindaco Silvia Luconi - di prorogare il bando per la concessione di contributi per le attività turistico-commerciali del centro storico anche per il 2019 benché ci rendiamo conto che questo non sia l’unico provvedimento utile per rilanciare il centro storico che, sicuramente, ha bisogno di una serie di iniziative che lo possano portare alla rinascita. In questo momento ci sono tante situazioni che rendono le cose complicate, come i tanti cantieri aperti a seguito dei danni del sisma. Comunque l’Amministrazione comunale sta lavorando a un nuovo piano parcheggi che verrà illustrato alla Città nelle prossime settimane dove si prevede un restyling di piazza Martiri di Montalto, di un tratto di via Filelfo e via Bonaparte. Finalmente libereremo piazza della Libertà dalle auto, lasciando una serie di parcheggi a spina di pesce lungo corso Garibaldi. Ovviamente, non sono provvedimenti definitivi, anche a seguito delle esigenze della ricostruzione ma certamente sono progetti che possono migliorare il “cuore pulsante” della nostra Città che oggi “grida vendetta”. Resta inteso che le nostre proposte saranno condivise con tutti, al fine di migliorarle e di rispondere alle esigenze di tutta la Comunità, residenti, commercianti e operatori in primis."
Come si ricorderà, la Giunta aveva approvato l'atto di indirizzo per la pubblicazione di un avviso pubblico finalizzato alla concessione di contributi per le attività turistico-commerciali del centro storico pesantemente danneggiate dalla crisi sismica che ha colpito questo Comune nel corso del 2016.
Essendo scaduto a dicembre 2018 il termine ultimo per la presentazione delle domande, l’Amministrazione comunale ha deciso di riaprire i termini per la presentazione delle domande di contributo per tutte le attività commerciali del centro storico, non solo di somministrazione e promozione turistica, fino alla data del 31/12/2019, secondo le medesime condizioni indicate nell'avviso pubblico, da finanziare utilizzando la somma di € 20.000,00 stanziata nel bilancio di previsione 2019, comunque fino ad esaurimento delle risorse finanziarie.
Pertanto con una apposita delibera è stato deciso di approvare l'atto di indirizzo per la pubblicazione di un avviso pubblico finalizzato alla riapertura dei termini per la concessione di contributi per tutte le attività commerciali del centro storico, non solo di somministrazione e promozione turistica con le seguenti caratteristiche: importo a disposizione per finanziare il progetto € 20.000,00, contributo concesso fino a esaurimento delle risorse finanziarie; beneficiari imprenditori e aspiranti imprenditori che avviino una nuova attività in un locale sfitto o libero del centro storico ampliato al Ponte del Diavolo; tipologie di attività finanziabili: tutte le attività commerciali, non solo esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, strutture ricettive, esercizi di vicinato per la vendita di souvenir; entità contributo a fondo perduto € 90,00 al mq di superficie coperta dell'immobile oggetto di nuova attività, nei limiti delle spese sostenute entro un massimo di € 9.000,00; agevolazione concessa ai sensi del Regolamento (UE) in regime di "de minimis"; spese finanziabili: canoni di locazione locali oggetto di attività; spese per utenze relative ai locali stessi; criteri di valutazione ai fini della stesura della graduatoria: capacità del progetto di generare occupazione; tipologia di proponente (giovani e donne); presenza rilevante di persone svantaggiate o di personale affetto da disabilità; categoria oggetto di nuova attività; interventi ammessi se effettuati a decorrere dal 28/12/2018; di dare atto che il presente provvedimento prevede una spesa di € 20.000,00 che trova copertura nel capitolo del bilancio “Incentivi per attività commerciali” da imputare al Bilancio di previsione 2019.
Una città più illuminata. Più sicura. E più rispettosa dell’ambiente. Così Pollenza ha deciso di rinnovare la pubblica illuminazione affidandosi alle migliori tecnologie: un impegno complessivo di 1,3 milioni di euro per 1.286 punti luce i quali garantiranno, insieme, un nuovo sistema di illuminazione a led e alcuni servizi da attivare che faranno del comune maceratese un piccolo gioiello. Si agirà diversamente nel centro storico: per non impattare sull’estetica verranno installati dei riduttori di flusso.
Sarà l’azienda Menowatt Ge SPA di Grottammare, una delle imprese leader nella green economy con prodotti brevettati in questo settore, a eseguire i lavori. E così in futuro la nuova rete potrà essere utilizzata anche per i servizi integrati della cosiddetta “smart city”, ovvero il controllo dei decibel e del livello delle polveri sottili Pm10 oltre che per altri servizi di smart metering (telelettura a distanza dei consumi di acqua e gas nelle abitazioni vicine).
“Per noi è un progetto molto importante – spiega il Sindaco Luigi Monti – Le nostre linee erano vecchie e oltretutto abbiamo previsto altri tratti di illuminazione pubblica in strade prima non coperte. In questo modo aumenteremo la sicurezza stradale e anche la percezione della sicurezza, specie in alcune zone prima al buio. Inoltre con quest’opera garantiamo una notevole riduzione dell’impatto ambientale derivante dall’illuminazione pubblica”.
Il tutto, va detto, a costo zero. Grazie all’intervento di Menowatt il risparmio stimato è di circa il 60% sul costo complessivo: ciò consentirà di avere tutto il servizio della nuova illuminazione praticamente senza alcun aggravio sulle casse pubbliche.
“Questo intervento è stato fortemente voluto da tutta l’Amministrazione Comunale – continua Monti – e siamo felici di aver terminato l’iter e avviato i lavori prima della fine del mandato. Volevamo farlo prima ma il terremoto ci ha bloccato per un anno e mezzo. Eppure ci siamo riusciti”.
Il tetto in pessime condizioni, parzialmente crollato, che rischia di cedere completamente se non si interviene, con le infiltrazioni d'acqua che potrebbero rivelare delle soprese, se mai qualcuno andasse a verificare la situazione interna.
Parliamo del mastio della Rocca dei Borgia e la denuncia arriva via social da alcuni cittadini, nella pagina Facebook "Mondo Camerte", con tanto di foto in cui si vede quel buco preoccupante sulla copertura. "Riusciranno i nostri eroici amministratori - riporta ironicamente l'appello - nel valoroso sforzo di far crollare il tetto del maschio della Rocca borgesca (e, a seguire, hai visto mai, anche le mura sottostanti)?"
Ci si chiede, inoltre, se qualcuno sia a conoscenza della situazione interna del Mastio, dato che i locali sottostanti, per via della mancanza di parte del tetto, sono esposti alle intemperie da diversi mesi. La cosa che più fa indignare i cittadini, da quanto riportato nel post, è che la colpa del crollo non imputabile al terremoto ma esclusivamente all'incuria, dato che le pessime condizioni della copertura erano già evidenti prima del sisma che ha sconvolto la città.
"C'è da prendere provvedimenti - scrive qualcuno -, è un bene di tutti quello, abbiamo il diritto e dovere di tutelare la nostra storia e la nostra identità Camerinese".
Basta entrare nei locali di produzione de La Pasta di Camerino, o aprire una confezione della pasta Hammurabi, la grande novità del 2018 della nota azienda maceratese, per sentire gli odori della pasta fatta con ingredienti italiani.
Abbiamo incontrato Federico Maccari, il direttore dell’Azienda che, a 27 anni, ha preso in mano ciò che suo padre Gaetano e sua mamma Mara Mogliani hanno costruito nel 2002 partendo da una piccola impastatrice. Papà Gaetano è il tipico grande lavoratore marchigiano di poche parole: un vero mastro pastaio che ogni mattina alle quattro accende i macchinari dell’Azienda dando il buon esempio alla sua “famiglia”.
“La lavorazione de La Pasta di Camerino avviene a basse temperature, sempre inferiori ai 100 gradi, per far sì che non si perdano i veri sapori – eccoci svelato uno dei segreti del successo dal giovanissimo Federico -. La nostra volontà è quella di rimanere sempre fedeli al prodotto dando ai nostri clienti il massimo della qualità: non devono esserci compromessi, bisogna sempre seguire la tradizione.”
Un’azienda relativamente giovane, che porta avanti i valori della famiglia, del territorio, della passione e della tradizione e che produce 180 diversi tipi di pasta. “Siamo arrivati oggi al quarto ampliamento – ci spiega Federico – dopo un’ascesa rapida e ricca di soddisfazioni: il nostro pastificio è il terzo più grande d’Italia con la sua superficie di 10 mila metri quadri e i suoi 68 dipendenti. L’Azienda è sempre stata pensata con il suo nome attuale perché la volontà di mio padre è sempre stata quella di dare importanza al territorio, un territorio che spesso ci penalizza ma che è anche uno dei valori aggiunti del nostro successo.”
Tutti i dipendenti dell’Azienda sono del posto, anche se Federico non ci nasconde che “questa peculiarità, soprattutto due anni fa, è stata un “problema”. 36 dei nostri dipendenti il 30 ottobre del 2016 sono rimasti senza casa e si sono dovuti spostare lungo la costa – ci racconta Federico -. La struttura, che è antisismica, non ha subito danni, come hanno confermato i tre ingegneri che il 30 ottobre l’hanno visionata, ma abbiamo avuto dei “danni indiretti” come ad esempio la difficoltà per i nostri dipendenti di raggiungere il luogo di lavoro ogni giorno partendo dalla costa. Un momento di criticità che però ha rafforzato ancora di più la nostra famiglia: nessuno ha infatti fatto mancare il sostegno all’altro.”
Proprio le risorse umane sono un altro degli ingredienti del successo de La Pasta di Camerino. “Il nostro intento è quello di far crescere e formare i nostri dipendenti che dimostrano di avere voglia di imparare – ci spiega Federico -. Sei persone sono alla produzione, sei al confezionamento e poi c’è lo stoccaggio.” La Pasta di Camerino rappresenta ciò che potremmo definire l’artigianato marchigiano e seleziona esclusivamente le delicate mani delle donne per trattare con cura i nidi della pasta all’uovo destinati al confezionamento. Una produzione giornaliera che si aggira sui 400 quintali e uno stabilimento capace di produrne 500.
Uno dei principali vanti de La Pasta di Camerino è di utilizzare ingredienti 100% italiani e certificati. “La proporzione è di otto uova per ogni chilo di semola – spiega nel dettaglio Federico -. Dopo l’impasto, il tutto viene posizionato nella trafila di bronzo che determina il taglio della pasta e il tutto esce dalla parte in bronzo e in acciaio. I nostri macchinari inoltre si distinguono da quelli che ci sono normalmente in circolazione perché sono ideati e progettati da mio padre: chi meglio di lui sa cosa serve per fare un vero prodotto di qualità” sorride Federico. “Per quanto riguarda la pasta all’uovo invece, le uova e la semola vengono impastate per circa trenta minuti e poi una vite le spinge dall’impastatrice fino alla trafila in bronzo. La pasta qui viene poi assottigliata, grazie a un macchinario, e posizionata sui nidi (telai in legno) per poi essere messa in essiccazione che, in base ai formati, può durare dalle 28 alle 52 ore. Dopo l’essiccazione i macchinari prelevano i telai e li portano alle operatrici che procedono con il confezionamento.”
Lo scorso anno la famiglia Maccari ha lanciato sul mercato anche una novità, la Pasta Hammurabi. “Il grano da cui prende il nome è un grano antico che per molto tempo è rimasto abbandonato – ci racconta Federico -. La sua storia parte dalla lontana Mesopotamia, il grano arriva poi in Sardegna e infine nelle Marche: il nostro è registrato a Taccoli, una piccola frazione di Camerino. Gli agricoltori di Taccoli, ricevono il grano dalla famiglia Maccari e lo seminano, lo raccolgono e lo macinano nei loro mulini: il che permette un controllo chiuso della filiera. Poi c’è la micronizzazione: la crusca viene quindi completamente polverizzata e dopo questo step il grano passa allo stabilimento de La Pasta di Camerino che lo lavora e lo mette sul mercato.”
“Un grano per il quale ci sono voluti dieci anni di lavoro per riportarlo alla sua purezza, che ha indubbiamente un costo maggiore per la sua lavorazione ma che tiene conto di moltissime esigenze del mercato odierno – ci spiega Federico -. In primis l’alimentazione corretta e sana, anche visto il grande boom delle intolleranze; è inoltre un grano monococco e quindi ha una storia davvero antica ed è apprezzato, fin dai tempi della Mesopotamia appunto, per le sue proprietà nutrizionali; inoltre la pasta ha una cottura inferiore rispetto ai tempi normali, un’accortezza pensata proprio perché oggi, la vita di tutti i giorni, è sempre più frenetica e veloce.”
Passione, materie prime 100% italiane, tradizione, unione, valore alle risorse umane e qualità: sono questi i principali ingredienti che, insieme a grano e uova, rendono La Pasta di Camerino leader in tutto il territorio nazionale (e non solo).
Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana, “Chiedilo all'avvocato”.
Questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente la controversa tematica, relativa alla responsabilità delle compagnie assicurative in caso di sinistro stradale, e in alternativa, la possibilità di attivazione del Fondo di Garanzia vittime della strada.
Ecco la risposta dell’avv. Oberdan Pantana, alla domanda posta da un lettore di Corridonia, che chiede: “In caso di sinistro stradale provocato da un veicolo sprovvisto di assicurazione o munito di tagliando assicurativo falso, è comunque responsabile la compagnia assicurativa del soggetto che ha provocato l’incidente, oppure si può essere indennizzati direttamente dal Fondo di Garanzia vittime della strada?”
Il caso di specie ci offre la possibilità di far chiarezza su una questione molto dibattuta, relativa alla responsabilità colposa delle compagnie assicurative, nonché circa le condizioni e modalità di attivazione del cosiddetto Fondo di Garanzia, facendo particolare riferimento all’art. 283 C.d.A., che disciplina in modo chiaro, le circostanze in cui il Fondo interviene ad indennizzare il soggetto danneggiato nella misura stabilita in sede di formulazione della relativa offerta, statuendo testualmente: “Il Fondo di garanzia per le vittime della strada, costituito presso la CONSAP, risarcisce i danni causati dalla circolazione dei veicoli e dei natanti, per i quali vi è l’obbligo di assicurazione, nei casi in cui:
a) il sinistro sia cagionato da veicolo o natante non identificato;
b) il veicolo o natante non risulti coperto da assicurazione;
c) il veicolo o natante risulti assicurato presso una impresa in stato di liquidazione coatta o i venga posta successivamente;
d) il veicolo sia posto in circolazione contro la volontà del proprietario, dell’usufruttuario, dell’acquirente con patto di riservato dominio o del locatario in caso di locazione finanziaria.”
Inoltre, per il caso specifico di sinistro con veicolo provvisto di tagliando assicurativo falso e dunque, privo di idonea copertura assicurativa, rientrante nella categoria di cui alla lett. b), è opportuno operare una precisazione, poiché in tal caso, infatti, così come stabilito dall’art. 127 C.d.A, la compagnia di assicurazione del soggetto danneggiante risulterebbe responsabile per il solo fatto del rilascio di contrassegno assicurativo e indipendentemente dall’inefficacia o dall’invalidità del rapporto di assicurazione, pure in ipotesi di contrassegno contraffatto o falsificato, salvo che l’assicurazione stessa dia prova dell’insussistenza di una propria condotta colposa, tale da ingenerare in capo al danneggiato, l’incolpevole affidamento in merito alla sussistenza del rapporto assicurativo; in tale ultimo caso, dunque, a operare sarà il Fondo di Garanzia.
Tale questione è stata infatti affrontata dalla Corte di Cassazione, in una recentissima Ordinanza, n. 6300/2019, la quale ha fatto luce su tale controversa fattispecie, pronunciandosi in merito ad una questione analoga e consolidando un prezioso principio di diritto.
Difatti, nel caso di specie, sia il Giudice di Pace che il Tribunale adito in funzione di giudice di appello, avevano rimproverato al danneggiato che aveva subito dei danni a causa di un sinistro avuto proprio con un veicolo munito di un tagliando falso, di aver attivato direttamente il Fondo di Garanzia per le vittime della strada, anziché promuovere preventivamente una causa di risarcimento avverso la compagnia di assicurazione falsamente indicata nel tagliando, sulla base di un autonomo convincimento circa la palese falsità del contrassegno in oggetto.
Al contrario, la Suprema Corte adita, ha cassato tale pronuncia, stabilendo il principio di diritto secondo il quale: “Non sussiste per il danneggiato la necessità di citare autonomamente l’assicurazione apparentemente titolare del contrassegno assicurativo, allorchè la prova della falsità o comunque della non attribuibilità del tagliando assicurativo all’assicurazione citata, emerga dagli atti del giudizio promosso nei confronti del Fondo Vittime della Strada, per essere stata dal danneggiato spontaneamente e preventivamente accertata, rendendo superflua l’instaurazione di un autonomo giudizio nei confronti dell’apparente compagnia, la quale si limiterebbe ad invocare il fatto notorio della falsità del contrassegno”(Corte di Cass.; Sez. III Civ.; Ord. n. 6300; dep. 05.03.2019).
Per tali motivi, in risposta alla domanda del nostro lettore, in caso di sinistro con veicolo sprovvisto di idonea copertura assicurativa o munito di tagliando palesemente falso, il soggetto danneggiato potrà attivare direttamente la procedura di indennizzo nei confronti del Fondo di Garanzia con le modalità previste dal codice delle assicurazioni, il quale fornirà una copertura dei danni in base all’offerta di indennizzo di volta in volta formulata, senza dover preventivamente citare per il risarcimento dei danni, la compagnia assicurativa falsamente indicata, dal momento che, dato l’immediato accertamento circa la palese falsità del contrassegno assicurativo, non appare in nessun caso ipotizzabile una responsabilità colposa in capo alla stessa.
Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.
di Corrado Bellagamba
Fare rete, per le imprese, per i giovani e per il territorio. Questa la priorità emersa nelle parole dei giovani imprenditori di Camerino. Giovani che nelle difficoltà sono rimasti ancorati al loro territorio martoriato e hanno messo a disposizione le loro capacità al servizio della città e della sua gente, lavorando in una pluralità di settori che non potrebbe che trarre vantaggio da una sinergia.
“Penso che fare rete sia fondamentale – ha dichiarato Andrea Gianfelici di Harcome – Le realtà di imprenditoria giovanile nel territorio sono poche per cui penso che per quelle che ci sono sia importante confrontarsi. La concorrenza è quella che crea imprenditoria di qualità e dove scarseggia è importante che ci sia un confronto multidisciplinare che metta a contatto diversi settori. Harcome per esempio, lavorando anche a Civitanova Marche, è abituata a confrontarsi con realtà simili del settore dell’arredamento e delle costruzioni chiavi in mano e quindi ci piace portare l’esperienza e crescita e specializzazione che ne deriva anche nella zona montana. Unire più discipline permette una mentalità più aperta”.
C’è chi ha usato la forza del marchio per permettere ai lavoratori (e alle loro famiglie) di rimanere a Camerino, come la Pasta di Camerino, creando anche ulteriori posti di lavoro dopo il sisma. “Oggi per un giovane che vuole programmare il suo futuro rimanere qui è sicuramente una scelta di cuore – ha spiegato l’amministratore Federico Maccari – Non è facile al momento trovare spazi. Fare rete quindi può aiutare: mettere in comune strutture e conoscenze, ma ancor di più credo che il contributo principale lo possono dare istituzioni come l’Università di Camerino, un polo di attrazione e di innovazione che può essere volano per cercare di iniziare delle attività che possono permettere ai giovani di fare rete o di trovare loro delle attività o progetti in proprio. A livello di impresa a Camerino c’è spazio e ci sono maestranze da riscoprire e valorizzare, anche in questo caso grazie al supporto delle conoscenze che arrivano dall’Università. Oltre a questo credo che possa essere utile una visione di insieme nella Regione, magari con dei bandi specifici per il finanziamento di start-up innovative con imprenditori under 35”.
“L’Università ha anche un ruolo fondamentale nel tenere i riflettori puntati su Camerino, anche da parte della politica e questo si traduce anche in vantaggi in termini di fondi per i giovani imprenditori – aggiunge Andrea Gianfelici – Dal canto nostro molte cose possono essere fatte, anche molto semplici. Il nostro showroom per esempio potrebbe ospitare prodotti locali come ad esempio la Pasta di Camerino unitamente alle cucine o un nostro studio di design potrebbe esibire una produzione di un artigiano locale: il concetto di base è che ogni azienda può dare visibilità all’altra”.
Altre realtà, come il relais Villa Fornari, hanno contribuito ad ospitare i giornalisti provenienti da tutta Italia per raccontare i giorni immediatamente successivi. “La cosa prioritaria è sempre stata che il territorio continuasse ad offrire servizi, che fosse una filiera di produzione come la Pasta di Camerino, o un produttore di arredamento e ristrutturazioni come Harcome – ha dichiarato Alessio Bottacchiari – Per noi, che invece siamo in un settore di terziario puro, fare rete con i produttori come Pasta di Camerino può essere importante. Avere un collegamento che ci permetta di promuovere le eccellenze e i prodotti tradizionali del territorio sarebbe molto utile. Lo scopo è la promozione del territorio e da questo punto di vista anche le varie forme di associazionismo che si sono sviluppate dopo il sisma (come l’Associazione Io Non Crollo di Camerino) sicuramente contribuiscono molto a permettere ai giovani di rimanere collegati”.
Dopo la bufera dello scorso ottobre, quando un commerciante di Civitanova Marche lamentò l'uso degli stalli per il carico/scarico vicini al proprio esercizio come parcheggio personale di un consigliere comunale, senza che gli ausiliari del traffico, nemmeno su sua sollecitazione, fossero mai intervenuti per elevare sanzioni, abbiamo ricevuto una segnalazione da parte di un automobilista su un caso poco chiaro accaduto questa mattina nel pieno centro della città rivierasca.
"Qualche giorno fa, mi sono dovuto recare in un esercizio commerciale di Corso Umberto I per una commissione, una cosa talmente veloce per la quale avrei impiegato sicuramente più tempo nel recarmi al parcometro e tornare - scrive il cittadino indignato -. Ebbene, un solerte ausiliario mi ha sanzionato e su questo non ho nulla da eccepire. Si potrebbe usare un po' più di tolleranza ma riconosco di essere in torto e la multa me la sono meritata".
"Oggi - prosegue il messaggio dell'automobilista civitanovese - ho visto invece che a una dipendente comunale è stato riservato un trattamento ben diverso, consentendole di lasciare la propria auto sugli stalli dedicati al carico/scarico, dove il tempo limite è di 20 minuti, per tutta la mattinata e di multe, manco a dirlo, nemmeno l'ombra. E non è che i controllori dei parcheggi (sia essi ausiliari o vigili urbani, che hanno gli stessi poteri nelle multe sulla sosta) non ci fossero, perché in qualche auto poco distante erano ben visibili dei foglietti sotto il tergicristallo".
"Lo stesso accade - conclude il cittadino - pressoché tutti i giorni davanti alla sede comunale, con auto parcheggiate sugli spazi riservati agli autobus, che devono a loro volta fermarsi in mezzo alla strada per far salire e scendere i passeggeri, bloccando il traffico nei momenti più congestionati. È possibile una cosa del genere? Penso sia imbarazzante ciò che si permette ai dipendenti comunali, senza che nessuno prenda provvedimenti e la storia va avanti da sempre".
Da lunedì 11 marzo cambierà la viabilità nel Centro Storico del Comune di San Ginesio. In ottemperanza alla delibera di Giunta n. 73 del 11 luglio 2018 è stato predisposto uno studio di massima relativo al miglioramento della circolazione stradale, con particolare riferimento all'ottimizzazione della stessa sia durante il periodo estivo, quando si attua l’area pedonale in P.za A. Gentili e vie confluenti, sia nel resto dell’anno.
L’Amministrazione Comunale è infatti chiamata a trovare soluzioni che migliorino e agevolino la mobilità urbana, prevedendo la regolamentazione della circolazione veicolare, seppur in un quadro complessivo, individuando nel centro urbano e centro storico delle aree omogenee, sulle quali poter intervenire, attraverso dei provvedimenti che garantiscano una corretta circolazione delle categorie più deboli e dei veicoli.
Tali aree sono il fulcro del Centro Storico, che purtroppo a causa delle criticità dovute dal sisma del 2016, ha ad oggi una viabilità e circolazione stradale disagiata, tanto che alcune vie e piazze risultano essere solo pedonali.
Si tiene comunque a sottolineare che la modifica della viabilità ha il carattere di sperimentalità, da cui verranno desunti dati, osservazioni e gli spazi stessi che saranno oggetto di messa in sicurezza e ricostruzione post sismica. Da lunedì 11 marzo, tutti gli utenti sono tenuti a prestare massima attenzione alla nuova segnaletica stradale.