Dall’ultima seduta consiliare del comune di Appignano sembrerebbe che l’attuale giunta, guidata dal sindaco Mariano Calamita, grazie al Consigliere capogruppo d’opposizione, Luca Buldorini, abbia di recente scoperto la distinzione tecnica tra ‘salma’ e ‘cadavere’; distinzione non solo formale ma che prevede una serie di implicazioni normative di non poco conto.
A tal riguardo, un errore reso ancor più importante dal fatto che questo inesatto uso delle due parole era presente nel testo ufficiale del Regolamento Comunale di Polizia Mortuaria e che ha richiesto ben due sedute per provvedere alla relativa modifica. Un passo avanti e uno indietro che, al netto di un atteggiamento di apertura, incorre nel rischio di uno stallo.
Non solo una questione terminologica ma anche di contestualizzazione e interpretazione a livello di leggi. Sempre il consigliere, nonché segretario provinciale della Lega, Buldorini, nella stessa seduta, ha sollevato dei dubbi e delle osservazioni sull’articolo 26 comma 4 della Proposta di Delibera Comunale dello scorso 4 aprile. Quest’ultimo lascia il posto a una serie concatenata di grandi perplessità sotto più punti di vista, a partire da quello igienico-sanitario.
In particolare, il Consigliere lo ha definito un ‘copia e incolla’ decontestualizzato di una Circolare Nazionale del Ministero della Salute n.10 del 1998 che recita: “Per le professioni religiose che lo prevedono espressamente è prevista la inumazione del cadavere avvolto unicamente in un lenzuolo di cotone. Per il trasporto funebre è d’obbligo l’impiego della cassa di legno e, nei casi stabiliti, in duplice cassa di legno e zinco”.
Dunque, ad Appignano, sarebbe possibile deporre, direttamente in una fossa scavata a terra, il cadavere di una persona, avvolto da un telo di cotone, qualora il suo credo religioso preveda questa tipologia di inumazione.
È lo stesso Buldorini a entrare nel merito della questione, mettendone in luce tutte le contraddizioni:
“È difficile concepire, al di là di ogni credo o ideologia, che al termine di un funerale, qualunque esso sia, si possa arrivare a riaprire una bara, riesumando un cadavere deceduto da 48 ore. Tale atto, oltre a costituire una scena dal forte impatto visivo, solleva seri interrogativi sulla sua accettabilità sotto il profilo igienico-sanitario. Deporre un corpo avvolto solamente in un lenzuolo, senza alcuna protezione o contenitore, è una pratica che merita una riflessione approfondita”.
Questa Circolare, come sottolinea il Capogruppo d’opposizione, sarebbe stata applicata dall’attuale Giunta senza avere coscienza dell’effettivo contesto del cimitero di Appignano, molto diverso da quello delle grandi città con strutture predisposte.
Inoltre, l’articolo in questione sembrerebbe ignorare il Regolamento Regionale del 2009 all’art. 6, relativo alle ‘Aree e fosse per inumazione’, che prevede l’obbligo di sepoltura con la cassa di legno e, solo eccezionalmente, su autorizzazione dell’Asur (attuale Ast), a fini di cautela igienico-sanitaria, l’inumazione col lenzuolo.
“Dal punto di vista morale e ideologico- incalza il Consigliere- ritengo sia necessario riesaminare e aggiornare tali normative, affinché rispecchino i valori e le esigenze della nostra società contemporanea, nonché la struttura e il funzionamento dei nostri cimiteri”.
Ad Appignano la Giunta comunale sembra lavorare in direzione di uno smantellamento delle tradizioni e culti cristiani che, come dichiara Luca Buldorini, “sono parte fondante dell’identità degli appignanesi, di chi questa terra la conosce veramente perché ci è cresciuto e l’ha vissuta. Infatti, mentre si prendono misure a favore di altre religioni, vengono cancellate quelle del luogo. Calamita, già durante l’amministrazione Messi, adducendo motivazioni di sicurezza stradale, ha fatto sì che venisse spazzata via una tradizione profondamente sentita ad Appignano; quella dell’accompagno dei defunti dalla Chiesa al cimitero, suscitando polemiche e malcontenti tra la popolazione”.
L’usanza del corteo funebre è più di un semplice rituale; è un atto di solidarietà collettiva, un momento di condivisione del dolore che rafforza il tessuto sociale e perpetua la memoria della comunità.
“L’eliminazione dell’accompagno al cimitero- prosegue il Consigliere- giustificata da normative impersonali, come un codice della strada, è la dimostrazione di un divieto applicato a priori, senza il minimo sforzo di trovare una soluzione normativa in grado di andare incontro alle esigenze di una piccola realtà come Appignano”.
In un’epoca di globalizzazione, la politica della valorizzazione delle tradizioni locali, di cui l’opposizione si erge a garante, non è solo un atto di conservazione ma un ponte tra generazioni che assicura la continuità di una storia privata e allo stesso tempo collettiva.
“Ogni tradizione, inclusa quella religiosa, è un capitolo vivente della storia di un popolo e la nostra opposizione non permetterà che tutto questo venga gettato via e sostituito in nome dell’omologazione, che è ben diversa dall’eguaglianza”, conclude Buldorini.
È stata inaugurata ieri pomeriggio (mercoledì 10 aprile) dal vicesindaco Denis Cingolani alla presenza del presidente regionale della federazione Ciclistica Italiana Lino Secchi e degli assessori Maria Boccaccini e Graziano Falzetti, la cartellonistica che certifica che Matelica promuove l’uso della bicicletta.
Questo come atto conclusivo della stipula della convenzione siglata tra il Comune di Matelica e la Federazione Ciclistica Italiana - Comitato Regione Marche di adesione al progetto "Bike Hospitality", ideato al fine di promuovere il territorio a favore degli appassionati di ciclismo, di tutte le età e di tutti i livelli. Tale convenzione consentirà, infatti, ai cicloturisti di usufruire di vantaggi nelle attività ricettive e commerciali di Matelica e viceversa per le attività la possibilità di ampliare la propria clientela.
L’assessore al Turismo Maria Boccaccini ritiene che tale convenzione sia un «ottimo mezzo per promuovere il territorio, incrementando così le presenze turistiche nella nostra città, considerando l’enorme interesse che stanno suscitando i percorsi cicloturistici negli ultimi periodi».
Soddisfazione anche per il presidente Secchi: «Abbiamo consegnato a Matelica i cartelli che danno visibilità ai Comuni che sono convenzionati con Bike Hospitality - spiega Lino Secchi -. È un progetto nato proprio nella provincia di Macerata qui a Matelica, grazie all’iniziativa che il presidente del Comitato provinciale di Macerata, Carlo Pasqualini, ha portato avanti, poi coordinata anche a livello di Comitato regionalei».
«Ci siamo rivolti ai Comuni per favorire anche la mobilità ciclistica, portando avanti un discorso di designazione dei percorsi adatti ai cicloturisti, oltre a voler portare un messaggio di corretto uso della bicicletta nelle scuole con i genitori, con le associazioni, quindi un coinvolgimento pieno da parte delle amministrazioni comunali. Questo progetto sta avendo successo a livello nazionale, è iniziato nelle Marche, ma adesso si sta sviluppando in Italia e c'è l’interesse anche dell’Anci per poter coinvolgere i Comuni che possano accodarsi a Matelica e agli altri».
«Gli amanti del cicloturismo potranno accedere o al sito internet www.bikehospitalty.it oppure scaricare la App Bike Hospitality e trovare gli itinerari di Matelica e le strutture della città che aderiscono al progetto. «L’amministrazione comunale ha aderito con convinzione alla proposta arrivata dalla Federciclismo regionale perché, oltre al lato sportivo, guarda a quello turistico e di promozione dei territorio – ha aggiunto il vicesindaco Cingolani – Ringraziamo il presidente regionale Lino Secchi per il supporto e Francesco Baldoni e Carlo Pasqualini del Bike Italia Tour». Turismo, ma anche sport: «Tramite la sottoscrizione dell’accordo - commenta l’assessore allo Sport Graziano Falzetti - abbiamo voluto entrare a far parte del circuito Bike Hospitality per promuovere Matelica attraverso lo sport e il benessere».
Il progetto Bike Hospitality intende promuovere il cicloturismo sui territori lungo le ciclovie, alla scoperta dei borghi e dei paesaggi che li circondano, oltre alle manifestazioni legate al mondo della bicicletta, alla mobilità sostenibile, all'educazione e all'utilizzo consapevole della bicicletta tra i più giovani con le attività di promozione giovanile. Bike Hospitality rappresenta un’opportunità economica per le strutture ricettive dei comuni aderenti e si pone lo scopo di fare promozione ai siti archeologici minori, ma non per questo meno importanti. Un turismo dolce che va alla ricerca della natura e dei sapori lungo le vie della storia.
La conferenza dei servizi permanente ha approvato il progetto per il restauro e rafforzamento locale della chiesa di Santa Croce, per un valore di oltre 348 mila euro, nella frazione Valdiea a Camerino in provincia di Macerata.
"Camerino è un luogo simbolo del sisma del 2016 e vogliamo restituire alla sua comunità i luoghi dell’i-dentità culturale e spirituale - ha dichiarato il commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016, Guido Castelli -. Desidero ringraziare il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, l’Ufficio speciale per la ricostruzione, il sindaco Roberto Lucarelli e l’arcivescovo Francesco Massara per la costante collaborazione".
L'edificio, risalente al XIII secolo e testimone di una ricca storia medievale, ha subito gravi danni a seguito del sisma del 2016: lesioni verticali ai paramenti murali, principio di ribaltamento della facciata principale, danneggiamento delle strutture di copertura e della parete circolare dell’abside, che hanno compromesso la stabilità e l'integrità della struttura. Il progetto prevede un intervento complesso che mira al recupero strutturale e funzionale dell'immobile, migliorandone il comportamento antisismico.
Tra le azioni previste, il consolidamento delle murature con la tecnica del "cuci-scuci", il rifacimento delle strutture di copertura e l'installazione di cordoli in acciaio per garantire maggiore resistenza. Inoltre, sono previste opere di finitura architettonica che rispettano l'autenticità storica del luogo.
"Oltre 40 incidenti sul lavoro al giorno. I più penalizzati sono giovani e precari in un mercato del lavoro che vede meno del 10% dei contratti attivati nell’ultimo anno a tempo indeterminato". Queste le motivazioni che hanno portato Cgil e Uil a dichiarare quattro ore di sciopero generale.
Nelle Marche sono previste 5 manifestazioni nei capoluoghi di provincia in occasione dello sciopero generale dell’11 aprile, promosso da Cgil e Uil, esteso a 8 ore per tutti i settori privati in seguito ai gravi fatti accaduti sul bacino del lago di Suviana.
Le manifestazioni saranno: ad Ancona, dalle 10, con corteo da piazza della Repubblica a piazza del Plebiscito, dove si svolgerà un flash mob in ricordo dei morti sul lavoro nelle Marche nel 2023; a Pesaro, dalle 10.30, in piazza del Popolo; a Macerata, dalle 9.30, in piazza della Libertà; a Fermo, dalle 9, in corso Cavour e ad Ascoli Piceno, dalle 10, in piazza Arringo.
Lo sciopero generale è per chiedere maggiore sicurezza nei luoghi di lavoro, salari e pensioni dignitosi e una riforma fiscale all’insegna dell’equità e della giustizia. Giuseppe Santarelli, segretario generale Cgil Marche, sottolinea che "si sciopera perché, ancora oggi, non c’è un tavolo di confronto a livello nazionale e regionale. Le proposte del ministro Calderone, oltre al fatto che non state condivise dai sindacati, non vanno nella direzione da noi auspicata. È tempo di agire con investimenti, a partire dalle assunzioni di migliaia di ispettori".
"Da oltre due anni - spiega la segretaria generale della Uil Marche Claudia Mazzucchelli - abbiamo lanciato la campagna Zero Morti sul Lavoro per denunciare gli inaccettabili bollettini di guerra che siamo costretti a subire ogni giorno. Lo scorso anno nella nostra regione si sono verificati quasi 17mila infortuni, quasi 2 ogni ora. Sono morte 28 persone. Non è degno di un paese civile l’andare al lavoro e non sapere se si riuscirà a tornare a casa ed è per questo che chiediamo leggi più rigorose, lotta alla precarietà, formazione continua per tutti e controlli intensificati sulle norme di sicurezza".
Ultimati i lavori di riqualificazione e asfaltatura delle vie Colucci, Spadolini e del parcheggio pubblico di fronte al Supermercato Le Guglie di Treia.
A tale intervento costato circa 80 mila euro seguirà la riqualificazione delle vie Farabollini e Bellamore che ricomprenderà il collegamento stradale alle nuove case popolari in corso di realizzazione, la realizzazione del COC (edificio ad alta resistenza sismica per la Protezione civile e i servizi alla popolazione in caso di calamità) e la realizzazione del muro di sostegno del verde relativo ai condomini (denominate comunemente “Case degli infermieri”). Il progetto è in avanzata fase di studio e presumibilmente si realizzeranno i lavori dopo l’estate prossima.
«Un ringraziamento – ha detto il sindaco Franco Capponi - alla ditta SGF di Treia, esecutrice in quanto aggiudicataria dei lavori, al nostro ufficio tecnico per la progettazione e direzione dei lavori e ai nostri vigili urbani per il progetto e la direzione dei lavori relativi alla segnaletica orizzontale e verticale».
Inizia una nuova avventura per l’azienda agricola il Mulino di Monte Cavallo. Questa mattina è stato infatti inaugurato, alla presenza del sindaco Sandro Parcaroli, il nuovo punto vendita di Macerata in piazza Annessione. In quella che è stata per anni la storica macelleria “Da Daniele”, uno punto di riferimento per tutti i cittadini maceratesi, si potrà dunque ora acquistare presso la nuova agri-macelleria carne allevata a Montecavallo e tanti altri prodotti di assoluta qualità.
“Da anni volevamo aprire un punto vendita. Abbiamo saputo che Daniele stava chiudendo la sua storica macelleria, così ci siamo messi d’accordo e abbiamo iniziato questo nuovo percorso qui in centro a Macerata”. Ci spiega Francesca.
Le zone dell’entroterra maceratese, fra cui Monte Cavallo, sono state fortemente colpite dal terremoto del 2016, costringendole a ricostruire il loro tessuto economico e, in alcuni casi, ha visto diverse attività spostarsi altrove, come testimoniato da Francesca.
“Purtroppo, il terremoto ci ha colpito fortemente e questo è stato uno dei motivi che ci ha spinto a spostarci verso Macerata. Da noi la ricostruzione procede ancora un po’ a rilento; quindi, non c’era la possibilità di aprire un punto vendita, che però è di prossima costruzione anche a Monte Cavallo”.
Il personale dell’agri-macelleria invita tutti i cittadini maceratesi ad assaporare le prelibatezze del nuovo negozio di piazza Annessione, dove qualità e professionalità sono le armi principali.
“Quello che ci contraddistingue è la qualità della carne e la professionalità del personale. I nostri bovini sono cresciuti per la maggior parte dell’anno al pascolo, questo è quello che fa riscontrare la qualità del nostro negozio”.
In una mattinata carica di significato, il Teatro “Lauro Rossi” di Macerata ha fatto da cornice all'evento per il 172° anniversario della fondazione della polizia di Stato.
Come ogni anno, la celebrazione non è stata solo un momento per riconoscere i meriti dei rappresentanti della polizia che hanno servito con coraggio e onore, ma anche un’occasione per riflettere sull’importanza della legalità e del ruolo che questo corpo di Stato svolge ogni giorno per garantire la sicurezza dei cittadini; un anniversario che riafferma l’impegno verso la giustizia e la tutela dei valori fondamentali della nostra società.
La cerimonia, iniziata alle 10.15 di questa mattina, ha visto la partecipazione di illustri figure quali il questore Luigi Silipo, il prefetto Isabella Fusiello, il sindaco e presidente della provincia Sandro Parcaroli, il vescovo Nazareno Marconi.
Tra gli altri autorevoli partecipanti: i vertici delle forze di polizia, della Procura della Repubblica, del Tribunale, della polizia locale, dei vigili del fuoco e della Croce Rossa. In rappresentanza dell'istruzione universitaria, i rettori delle Università di Macerata e Camerino. Infine, a completare la folta schiera delle massime cariche la capitaneria di Porto di Civitanova Marche, le rappresentanze sindacali di polizia e dell’amministrazione civile dell’Interno, i familiari delle vittime del dovere e del servizio e diversi appartenenti alla polizia di Stato e rappresentanti dell’A.N.P.S., il presidente del Comitato d’Intesa (in rappresentanza di tutte le Associazioni combattentistiche e d’Arma).
L’evento ha preso avvio con un gesto di profondo rispetto: la deposizione di una corona di alloro al monumento dei caduti della polizia di Stato presso la caserma “P. Paola”. Un momento di commossa riflessione che ha preceduto le celebrazioni ufficiali al Teatro “Lauro Rossi”, dove la capo ufficio di gabinetto e vicequestore, Nicoletta Pascucci, ha letto i messaggi augurali del presidente della Repubblica, del ministro dell’Interno e del capo della polizia e direttore generale della Pubblica Sicurezza, Vittorio Pisani.
Quest'ultimo ha espresso l'emozione e l'orgoglio per una festa in cui passato e presente si uniscono in una stratificazione di ricordi che crea un legame speciale tra liturgia pubblica, vita privata e professionale di tutti i poliziotti. Poi, si è soffermato sui tragici risvolti della guerra: "Non possiamo lasciarci travolgere dal rapido svolgimento degli impegni quotidiani; correremmo il rischio di perdere le rotte che devono guidarci lungo il nostro cammino al servizio del Paese. Siamo chiamati a operare in un'epoca caratterizzata dalla digitalizzazione e dalla intelligenza artificiale che ha riscoperto con angoscia e, purtroppo, con concretezza, il termine guerra, una parola che ormai tutti speravamo fosse deposta nei libri di storia o confinata in angoli molto lontani della terra. La conseguente instabilità nazionale sta incidendo sul comune vivere sociale, non solo determinando sentimenti di smarrimento e mancanza di fiducia nel futuro, ma anche altresì con riflessi inevitabili sull'ordine pubblico e la sicurezza collettiva; quei beni primari la cui tutela abbiamo il dovere di garantire".
A intervenire anche il questore di Macerata Luigi Silipo che ha colto l'occasione di festeggiare anche il suo primo anno di lavoro nella provincia maceratese: "Non importa come ci chiamiamo, abbiamo tutti la stessa 'giubba' blu; è quello che ci contraddistingue, che ci unisce, che ci fa soffrire e gioire. Oggi è il 172esimo compleanno della polizia di Stato e per me è il primo compleanno da questore e il destino ha voluto che io lo festeggiassi nella terra che amo: le Marche sono la terra che mi ha dato amore, amicizia e mi ha permesso di passare i migliori anni della mia vita e i migliori momenti della mia vita. Ringrazio tutti i cittadini perché mi fanno sentire a casa".
"L'attività degli agenti di polizia- prosegue il questore- è raccontata da quello che fanno giornalmente anche in silenzio; un dato, un numero non può dar conto dei pensieri che ci sono dietro a un passaporto, dietro a un rilascio o non rilascio di un permesso di soggiorno, dietro a un arresto un sequestro, non danno conto di cosa c'è dietro l'esecuzione di un servizio di ordine pubblico". Infine delle parole sul senso e la finalità stesse dell'essere parte della polizia: " L'essenza nostra è aiutare e aiutare si può fare anche con un semplice sorriso".
Il clou della giornata è stato il riconoscimento al personale della polizia di Stato che si è distinto per meriti eccezionali, un premio alla dedizione e al coraggio dimostrati nel corso dell’anno. A essere premiati: sov. Giuseppina Pinna, Emanuele Balzi, Ass.c.c. Roberto Domizi, v.isp. Gianluca Romagnoli, agt.sc. Danilo Mario De Nigris, v.sov. Marco Francia, agt.sc. Daniele Sorato, agt. Leonardo Brandi, v.isp. Michele Bocchi, v.sov. Gabriele Senesi, isp. Erasmo Perniola, Isp. Lorenzo De Renzis, v.sov. Laura Bucossi, ass.c. Marco Gallucci, sov. Lorenzo Di Paolo, ass.c.c. Massimiliano Giretti, sost. comm. Roberto Rapacci, sov.c. Rinaldo Alessandrelli, v.isp. Fabio Castelli, sov. Pier Giovanni Francioni, agt.sc. Giordano Virgili, sost.comm. Carlo Piergentili, sost. comm Mauro Pirro, isp. Eno Scagnetti, sov. Gionata Compagnucci, sov Flaviano Luciani.
Inoltre, una particolare attenzione è stata rivolta ai giovani, con la premiazione degli studenti vincitori del concorso “PretenDiamo Legalità”, un’iniziativa che sottolinea l’importanza dell’educazione civica e del rispetto delle leggi. A essere stati premiati i giovani studenti delle classi degli Istituti Scolastici " Tacchi e Venturi" (1D) di San Severino Marche, " G. Leopardi" ( 2 D e 3D) di Gualdo, Liceo artistico " Cantalamessa" (4D) di Macerata e l'Istituto Comprensivo " Via Tacito" ( 4 A-B-C) di Civitanova Marche, risultate vincitrici del concorso " PretenDiamo Legalità" indetto dal Ministero dell'Interno per l'anno scolastico 2013/2024.
·
In occasione della ricorrenza della lacrimazione della statua della Madonna, domenica 21 aprile torna il tradizionale Pellegrinaggio a piedi al Glorioso.
Questo il programma: alle ore 8 ritrovo e partenza dal piazzale del Duomo. Si procederà lungo via Nazario Sauro, via Giuseppe Garibaldi, piazza del Popolo, via Bartolomeo Eustachio, via Settempedana, strada Septempedana fino a via del Glorioso. L’arrivo al santuario, per la celebrazione di una santa messa, è previsto per le ore 9. Le confraternite, l’iniziativa è organizzata dalla venerabile confraternita del Corpus Domini, parteciperanno alla cerimonia indossando le loro divise. Il pellegrinaggio si svolgerà anche in caso di maltempo.
Come ricorda lo storico settempedano Raoul Paciaroni in una delle sue numerose pubblicazioni dal titolo: “Gli ex voto del santuario di S. Maria del Glorioso”, nel venerdì santo del 22 aprile 1519 avvenne un fatto miracoloso narrato dagli storici: i moltissimi fedeli presenti nella cappellina videro con stupore scendere copiose lacrime dagli occhi della Pietà. Il prodigio, che si registrò per la prima volta esattamente 505 anni fa, si ripeté anche nel 1701 e 1702 secondo testimonianze raccolte nel tempo.
Quello del santuario di Santa Maria del Glorioso è uno degli edifici più cari ai settempedani. Qui esisteva, intorno al XIV secolo, un oratorio chiamato de Grilluso, da cui deriva il nome attuale di Glorioso, dove si venerava una devota statua in terracotta della Madonna addolorata con in grembo il figlio morto. Nel luogo stesso in cui la statua lacrimò sorge il santuario realizzato su progetto dell’architetto Rocco da Vicenza con le abbondanti elemosine raccolte e con il contributo del Comune.
“Si tratta – ricorda ancora Paciaroni nella pubblicazione – di un edificio monumentale in forme rinascimentali che è a tre navate divise da otto grandi colonne di pietra di gesso tutte d’un pezzo ed altre sedici mezze colonne della stessa pietra, che dividono le nicchie dove sono collocati gli altari laterali. In fondo alla nave mediana, di rimpetto all’ingresso principale, l’architetto ideò una tribuna o tabernacolo aperto in tre lati e sorretto da quattro colonnine cilindriche, dove fu collocata la statua prodigiosa della Madonna. Il tabernacolo fu poi chiuso da ogni lato a somiglianza della cappellina nella Basilica Lauretana e anche qui c’era l’usanza da parte di fedeli e pellegrini di passare per devozione attraverso le due porte del sacello dove era custodita la statua recitando preghiere e giaculatorie”.
A causa del terremoto il tempio è inagibile nella parte che ospita la chiesa ma ogni anno si tengono diverse iniziative che continuano a richiamare numerosi fedeli.
Via libera alla stagione di balneazione 2024. La data per la sua apertura è il 1° maggio mentre la chiusura è fissata al 29 settembre. La stagione di balneazione per le acque fluviali avrà inizio il 22 giugno e terminerà il 1° settembre 2024. Così è stato comunicato dalla regione Marche, contestualmente all’individuazione delle acque di balneazione (Bw) e delle nuove Aree Omogenee (Ao) per la stagione 2024 con la loro classificazione.
Ad eseguire le attività di campionamento ed analisi delle acque per la valutazione della loro conformità, prima e durante la stagione di balneazione, e per la loro classificazione al termine della stagione, provvede l'Arpam, l'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale delle Marche, che si occuperà anche del programma di monitoraggio per la sorveglianza algale, del monitoraggio di Ostreopsis cf Ovata nelle acque di balneazione marino–costiere e del monitoraggio dei Cianobatteri nelle acque dolci degli invasi artificiali.
"L’attento monitoraggio effettuato dall'Arpam - dichiara l'assessore regionale all’Ambiente, Stefano Aguzzi - consente di garantire una balneazione in sicurezza, a tutela della salute pubblica. I dati offrono del resto risultati soddisfacenti. Oggi su 254 acque balneari monitorate, 244 sono classificate di qualità eccellente. Gli esiti delle rilevazioni offrono quindi un quadro positivo in vista del prossimo avvio della stagione turistica".
"Inoltre - prosegue l’assessore Aguzzi - questo risultato è stato ottenuto anche grazie agli importanti investimenti che la regione, gli Egato ed i gestori del Servizio Idrico Integrato stanno realizzando per garantire una qualità delle acque, soprattutto quelle balneari, di elevata qualità".
Il monitoraggio molto rigoroso prevede in particolare che nei quindici giorni precedenti l’inizio della stagione, per ogni acqua di balneazione, debba essere prelevato almeno un campione preventivo per la verifica della conformità della qualità delle acque balneari da parte di Arpam e, se necessarie, devono essere attuate le misure di gestione per la salvaguardia della salute pubblica, da parte dei Comuni costieri. In caso di campioni non conformi Arpam effettuerà campionamenti fino alla data a ridosso dell’inizio della stagione di balneazione per verificare l’eventuale conformità delle acque, e qualora ciò non si verificasse, comunicherà prontamente ai Comuni la loro preclusione per mancata conformità delle stesse.
Nelle acque balneari in cui possono verificarsi scolmi di acque reflue urbane dalle reti fognarie, qualora tale evento si verifichi dopo il campionamento preventivo effettuato nel mese di aprile, Arpam effettuerà un nuovo campionamento al fine dell’accertamento della conformità delle acque richiesto prima dell’avvio della stagione di balneazione. Stessa attenzione per il programma di sorveglianza algale per tutta la fascia marina della costa regionale e per gli invasi artificiali.
Sono state individuate di qualità scarsa le acque della zona Nord Foce Musone, le quali devono essere gestite e trattate adeguatamente, stabilendo in questo caso il divieto permanente di balneazione per tutta la stagione 2024 come misura gestionale preventiva, in quanto le acque hanno presentato classificazione scarsa per almeno 5 anni consecutivi.
Saranno inoltre attenzionate quelle acque di balneazione che hanno avuto almeno una chiusura. Divieto di balneazione e cartellonistica informativa per i tratti costieri prospicienti le foci dei fiumi e dei torrenti e le strutture portuali/industriali. Saranno segnalati anche eventuali tratti lacustri o degli invasi non adibiti alla balneazione.
«Interagire con l’arte per vivere meglio, in un luogo che traguarda l’infinito». Queste le parole pronunciate dal presidente dell’Unione Montana Marca di Camerino, Alessandro Gentilucci, durante la giornata inaugurale della mostra “Un orizzonte libero per i colori dell’arte” tenutasi nei giorni scorsi all’eremo del Beato Rizzerio di Muccia alla presenza del sindaco Mario Baroni.
«Mi complimento con gli artisti Daniele Cristallini e Giancarlo Minen per averci consentito di osservare il nostro territorio, martoriato dagli eventi sismici, da un altro punto di vista. Le loro opere, che privilegiano l’osservazione e l’ascolto, ci restituiscono una terra ricca di odori e silenzi. Il tema dell’arte nelle sue varie forme» prosegue Gentilucci «deve accompagnare la ricostruzione per far sì che la funzionalità si sposi alla bellezza e si continui a coltivare la cura dei nostri luoghi. Sono queste le esperienze di contaminazione che perseguiamo con il progetto “Le Terre del Tartufo” e che mettono insieme tipicità e prelibatezze locali, natura, paesaggio e arte in una modalità innovativa che amplifica il valore complessivo del territorio. E proprio con Cristallini avvieremo una partnership che ci vedrà collaborare insieme per “Le Terre del Tartufo”».
"Piazzale Massimo Girotti-Attore (Mogliano 1908- Roma 2003)". Con questa intitolazione il borgo maceratese ha reso omaggio al grande attore Massimo Girotti, alla presenza della figlia Arabella, del sindaco Cecilia Cesetti, dell'assessore alla cultura Simone Settembri e di un numeroso pubblico. Ci si è poi trasferiti al teatro Apollo dove ha avuto luogo un interessante talk show, moderato da Pietro Romagnoli. Arabella Girotti ha tracciato un ritratto inedito del padre Massimo. Sul palco anche lo scrittore Roberto Liberatori, autore di una sua biografia.
La sua carriera iniziò molto presto, negli anni ‘40, interpretando il primo film a soli 21 anni: ne ha girati 100 nel corso della sua lunga carriera, oltre a sceneggiati per la tv - che allora erano trasmessi in presa diretta - e spettacoli teatrali. Per la bellezza e la prestanza fisica venne paragonato a Gregory Peck e ad altre icone del cinema del tempo.
"Era spesso lontano da casa per girare film - ha esordito Arabella - Al ritorno, tra le mura domestiche sfogava la tensione accumulata sul set: solo più tardi, da adulti, mio fratello ed io ne abbiamo compreso le ragioni. Separava sempre il lavoro dalla sfera personale, per questo motivo non aveva molti amici attori: è stato comunque molto stimato ed apprezzato da tutti. Trascorreva spesso il tempo libero nella sua villa a Torre di Palme, che vendemmo negli anni '90".
"Gli zii ed i cugini vivevano a Fermo e Porto San Giorgio, ed andava spesso a trovarli: in quei luoghi, lontano dal set e dalla vita mondana di città, si poteva ritrovare la persona semplice e di assoluta umanità - ha aggiunto Arabella -. Ricordava Mogliano con tenerezza pur avendo lasciato il borgo a soli tre anni, e ciò mi ha lasciato molto sorpresa in quanto non poteva ricordare granchè. Era molto legato ai genitori, quindi Mogliano faceva parte della sua storia. Inoltre, i nonni erano originari di Caldarola e suo nonno studiò farmacia a Camerino".
"Raggiunti i 40 anni, dopo essermi sposata, ci sentivamo al telefono quasi tutte le mattine per commentare i fatti del giorno, un film, un libro o scambiarci i pareri su vari argomenti . ha ricordato ancora -. Spesso andavo a colazione da lui: nel corso di questi incontri c’è stata la possibilità di chiarire una serie di cose e di imparare ad amarlo. A noi figli ha lasciato la passione per la lettura, fin da bambini ci faceva leggere le edizioni per ragazzi dei grandi classici internazionali, e per i viaggi: quando tornava dal paese straniero dove aveva girato un film, ci incantava con i suoi racconti".
"Ha fatto molta fatica a sentirsi bravo, maturo e capace: probabilmente ha raggiunto il suo scopo proprio nell’ultimo film 'La finestra di fronte' di F.Ozpetek nel 2003, girato pochi mesi prima della sua scomparsa", ha concluso Arabella. Ed è appunto con la proiezione di questa pellicola che si è concluso l’omaggio di Mogliano al suo illustre figlio Massimo Girotti.
Il Banco di Solidarietà insieme alla Fondazione Girolamo Colonna hanno recentemente coordinato un progetto di donazione di elettrodomestici e mobili a famiglie del territorio maceratese. Questa iniziativa, resa possibile grazie alla collaborazione dei fornitori Trony per gli elettrodomestici e GSG per il mobilio, mira a fornire sostegno tangibile a coloro che si trovano in situazioni di difficoltà.
Numerose sono state le persone che non solo hanno abbracciato con entusiasmo questa iniziativa ma l’hanno anche saputa trasformare in un’opportunità dove la partecipazione del singolo concorre, in uno slancio comunitario, a supportare coloro che vivono momenti di bisogno. Proprio grazie a questa sinergia, 7 famiglie hanno ora accesso a elettrodomestici essenziali per la loro vita quotidiana, come lavatrici, frigoriferi, aspirapolveri e altro ancora, oltre a mobili che renderanno le loro abitazioni più confortevoli e accoglienti.
Il Banco di Solidarietà e la Fondazione Girolamo Colonna desiderano esprimere la loro profonda gratitudine a Trony e GSG per il loro sostegno prezioso e continuo. Questa collaborazione è la dimostrazione che quando la comunità risponde a un bisogno di aiuto riscopre la sua più autentica finalità, creando un sistema di sostegni dove nessuno è lasciato solo.
Le famiglie beneficiarie di questa iniziativa hanno accolto con gioia e gratitudine questi doni, che rappresentano molto più di semplici oggetti materiali.
Il Banco di Solidarietà e la Fondazione Girolamo Colonna continuano a impegnarsi nella realizzazione di progetti e iniziative che promuovano la solidarietà e il benessere delle persone nel territorio maceratese. Questa donazione trova il suo massimo compimento nella misura in cui l’atto del donare non è mai monodirezionale ma va in direzione di uno scambio reciproco dove da un gesto di umanità si genera altra umanità, ancora più coesa.
Si rinnovano a maggio gli scambi culturali tra le scuole di Civitanova ed Esine, un legame nato dopo il gemellaggio ufficiale tra i due comuni siglato nel luglio del 1989, che ha generato progetti anche tra gli alunni delle scuole secondarie di primo grado dei due comuni oltre che tra Avis.
Lo scambio culturale coinvolge la scuola secondaria di I grado "Ungaretti" e la scuola secondaria di I grado di Esine ed è finalizzato a rendere più saldi i legami tra i ragazzi, favorendone non solo la crescita culturale ma anche la maturazione attraverso lo scambio di esperienze vissute nei diversi luoghi di appartenenza, con il costante confronto tra due realtà, usanze ed abitudini differenti.
"È con grande entusiasmo che ripartono ad incontrarsi i nostri ragazzi e quelli della comunità gemellata di Esine, con cui c'è un legame di amicizia fondata su valori che non tramontano – ha detto l’assessore ai Servizi formativi ed educativi Barbara Capponi. Estremamente significativo è il fatto che le due città si siano legate a seguito del gemellaggio delle due Avis, sintomo di due comunità sane, e che istituti comprensivi dei territori abbiano voluto aggregare ancora di più profondamente i giovani tramite l'istituzione scuola. Il mio grazie sentito a tutti coloro che hanno con forza voluto e che lavorano a questa bella sinergia umana, con l'auspicio che buone prassi come queste siano sempre più imitate in ogni settore".
I ragazzi lombardi, insieme ai docenti, arriveranno a Civitanova il 7 maggio e rimarranno tre giorni. Visiteranno anche monumenti e luoghi d’interesse grazie al ricco programma preparato dall’’IC Sant’Agostino per ricambiare il calore, l'ospitalità e le iniziative programmate in occasione delle visite a Esine ad ottobre 2023. Per consentire lo svolgimento del programma legato al gemellaggio scolastico, la Giunta comunale ha stabilito di sostenere le spese per i servizi di trasporto, ingressi e visite guidate a musei e in generale per la completa fruizione delle proposte pensate per favorire la conoscenza della nostra città e le peculiarità dei territori limitrofi.
Si chiama Marta e sarà l'assistente digitale per i viaggiatori che percorrono la rete dei trasporti pubblici locali della regione. Marta (acronimo di Marche Trasporti App) è in pratica il nuovo sistema di bigliettazione elettronica (Sbe) che sarà esteso a tutto il territorio regionale e che consentirà di attuare una tariffazione integrata dei servizi di trasporto pubblico locale su gomma e ferro, permettendo ai viaggiatori di usufruire dei diversi modi di trasporto utilizzando lo stesso titolo di viaggio.
Marta è stato presentato questa mattina in regione dal presidente Francesco Acquaroli e dall’assessore ai Trasporti Goffredo Brandoni, insieme con Giorgio Fanesi, amministratore delegato di Pluservice – Thales, l’azienda che provvede all’implementazione del sistema.
"Questa iniziativa – ha affermato il presidente Acquaroli - proietta la nostra regione verso un sistema più avanzato del Trasporto pubblico locale. Un sistema all’avanguardia, specialmente in un territorio complesso come il nostro costituito da bacini differenti. Credo che la bigliettazione unica possa essere un punto di partenza fondamentale per semplificare la vita dei cittadini e anche per essere più accoglienti nei confronti dei tanti visitatori nelle Marche. Voglio anche ricordare l'importante investimento che la Regione sta facendo per il rinnovo del parco mezzi nell’ottica della sicurezza e sostenibilità ambientale. Sono investimenti frutto di scelte necessarie perché è fondamentale avere un trasporto pubblico efficiente".
Nel rappresentare Marta è stato fatto un riferimento ai classici "robot" e alle distintive colline del territorio marchigiano, che le fanno da capelli. La forma della testa ricorda la lettera "A" di "Applicazione".
"Diamo una nuova ‘identità’ al trasporto pubblico locale – ha spiegato Brandoni - Con questo sistema gli utenti del trasporto pubblico potranno utilizzare indistintamente ogni tipologia di mezzo di trasporto pubblico, autobus o treno che sia, con uno stesso titolo di viaggio costituito da una smartcard elettronica di tipo contactless o un biglietto con QR-Code utilizzabile su tutti i mezzi semplicemente avvicinandola alle apposite obliteratrici".
"Il sistema di bigliettazione elettronica – ha continuato Brandoni - si baserà, inizialmente, sull’attuale sistema tariffario a fasce chilometriche e, successivamente alla messa a regime, su un sistema integrato di tariffazione totalmente rinnovato rispetto all’attuale, per il quale l’utente pagherà una tariffa dipendente soltanto dal percorso che intende effettuare, a prescindere dal vettore utilizzato".
La Regione ha predisposto il progetto tecnico ed individuato le risorse necessarie, grazie a un protocollo d'intesa sottoscritto con 35 operatori del trasporto regionale, che saranno i soggetti attuatori, con i quali ha concertato una gara unica europea per complessivi 7,3 milioni di euro. L'ammontare complessivo del cofinanziamento regionale è di quasi 4 milioni di euro, pari a circa il 66% dell’investimento a fondo perduto (il rimanente 34% + Iva sarà a carico delle aziende firmatarie).
La Società Conerobus di Ancona ha aggiudicato la gara ad un unico fornitore, al fine di garantire la massima integrazione dei sistemi e delle logiche di funzionamento. Il fornitore individuato è stato Rti Pluservice - Thales, di cui la capofila Pluservice è un’azienda marchigiana, leader sul campo nazionale e non solo nell’implementazione di questi sistemi.
"Questo - ha detto l'ad Giorgio Famesi - è il primo progetto a livello nazionale in cui le informazioni per chi viaggia sono registrate non più sulla classica carta o sul biglietto cartaceo ma direttamente su un sistema centralizzato. Questo vuol dire che si abbatte l'evasione perché ogni biglietto viene controllato in tempo reale. La grande innovazione sta nel fatto che le aziende del trasporto pubblico locale avranno i dati in tempo reale, monitorando in tal modo il flusso effettivo dell’utenza e permettendo così di programmare tutti i servizi in maniera funzionale e razionale rispetto alle esigenze dei viaggiatori”.
È prevista la fornitura, l'installazione e la manutenzione dei seguenti componenti hardware e software: sistemi di bordo bus (obliteratrici elettroniche e router GPS+WiFi+4G); sistemi di vendita e controllo (punti vendita aziendali, punti di emissione smartcard, emettitrici self-service e terminali portatili di verifica); smartcard di tipo contactless; biglietti con QR-code ed app; moduli B-SAM per il pagamento del viaggio a bordo bus con carta bancaria (carta di credito/debito); sviluppo della piattaforma software 100% web-based a supporto della gestione centralizzata dei dati del sistema «Centro SBEM», ad uso della Regione e delle Aziende, compresa la gestione del sistema di vendita, della ripartizione dei ricavi (clearing) e del sistema di diffusione delle informazioni (infomobilità).
"Allo stato attuale – precisa Brandoni - si è conclusa la fase di progettazione esecutiva del sistema e la messa a punto delle funzionalità del ‘sistema pilota’ e si sta completando la fornitura e l’installazione degli apparati presso le varie aziende attuatrici. Si prevede una graduale attivazione del nuovo sistema, limitato per ora al solo Tpl gomma, che man mano sostituirà quelli attuali, a partire dall’inizio dell’estate con il servizio urbano di Pesaro, Urbino e Fano, e da settembre 2024 con l’avvio del nuovo anno scolastico sul territorio regionale, per andare a regime su scala regionale, presumibilmente entro la fine del 2025".
Il prezzo della benzina raggiunge il livello massimo da sei mesi: attestandosi a 1,911 euro al litro al self. Non va meglio per il diesel, che raggiunge quota 1,811. Inavvicinabili i prezzi al servito. Rincari elevatissimi che pesano sulle tasche degli automobilisti, specialmente ora che, con il bel tempo, molte famiglie si organizzano per qualche trasferta fuori porta.
Si tratta di prezzi che si attestano ben al di sopra di quanto dovrebbero: secondo le stime dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, tenendo conto sia dell’andamento del costo del petrolio che dell’andamento del cambio Euro/Dollaro, la benzina registra un sovrapprezzo di ben 6 centesimi al litro, il gasolio addirittura di 9 centesimi al litro.
“Questo si traduce in aggravi estremamente rilevanti, spiega Federconsumatori Macerata. Solo in termini diretti, per il carburante, considerando 2 pieni di benzina da 50 litri al mese, un automobilista spende, a causa di questi sovrapprezzi +72 euro annui. Per quanto riguarda il diesel va anche peggio: considerando circa 1 pieno e mezzo da 50 litri al mese, il maggiore carico in termini diretti ammonta a +81,00 euro annui.
A destare forte preoccupazione sono anche i rincari indiretti, visto che nel nostro Paese le merci sono trasportate per circa l’84% su gomma: secondo i nostri calcoli, con tali sovrapprezzi, si determinano ricadute di +79,70 euro annui a famiglia. “Questi rincari rischiano di costringere le famiglie a ulteriori rinunce e sacrifici”, proseguono. "Per questo è necessario intervenire per arginare, da subito, questa nuova corsa al rialzo: monitorando eventuali fenomeni speculativi; operando un taglio delle accise sui carburanti, immediato e congruo, oppure definendo un’accisa mobile realmente efficace; scorporando le accise dall’applicazione dell’IVA sui carburanti: da tempo sottolineiamo quanto sia insopportabile e iniqua l’imposizione di una tassa su un’altra tassa”.
“Soprattutto - concludono - è necessario che il Governo non abbassi la guardia e non abbandoni i cittadini anche su questo fronte, come ha già fatto, troppo prematuramente, su quello di energia elettrica e gas”.
Riaperta la chiesa di Sant’Agostino dopo i lavori che hanno interessato soprattutto il rifacimento dell’impianto di riscaldamento.
La cerimonia di riapertura alla presenza delle Autorità cittadine ha visto la celebrazione della santa messa da parte del Vescovo di Macerata Monsignor Nazzareno Marconi.
“Siamo molto felici di poter restituire alla comunità la chiesa di Sant’Agostino, uno dei principali luoghi simbolo della città di Recanati per la sua importanza religiosa, artistica e culturale, famosa nel mondo per l’ispirazione che il suo campanile diede al nostro poeta Giacomo Leopardi nella creazione della celebre poesia “Il passero solitario” – ha dichiarato il sindaco Antonio Bravi - In questi cinque anni di governo del nostro mandato abbiamo investito sulla chiesa di Sant’Agostino una cifra complessiva di 250 mila euro di cui siamo riusciti a reperire dai fondi statali la somma di 190 mila euro e 60 mila euro impiegati dal Comune “.
La chiesa di Sant’Agostino è stata edificata sul finire del XIV secolo e costituisce sicuramente uno degli edifici più belli e significativi, espressione magistrale dell’arte del Quattrocento italiano. L’impostazione architettonica rispecchia quella delle chiese degli ordini mendicanti di quel periodo (Agostiniani, Domenicani e Francescani).
Tra gli interventi effettuati negli ultimi cinque anni sulla chiesa di Sant’Agostino ricordiamo che nel 2021 l’Amministrazione comunale ha investito circa 66 mila euro, di cui 60 mila reperiti dai fondi statali e 6 mila euro a valere su fondi comunali per l’adeguamento dell’impianto elettrico.
Tra il 2023 e 2024 invece, sono stati progettati e realizzati lavori complessivi per 184 mila euro per la realizzazione di un nuovo e moderno impianto di riscaldamento della chiesa: di questi 130 mila euro reperiti dai fondi statali sono stati investiti per la realizzazione del riscaldamento a pavimento con contestuale efficientamento energetico in luogo dell’originario riscaldamento mediante termoconvettori, in quanto il riscaldamento a pavimento comporta un maggior rendimento ed efficienza energetica nonché un miglior comfort e qualità del riscaldamento medesimo.
Tale miglioramento è stato possibile grazie all’investimento di 54 mila euro da parte del Comune per i lavori di rifacimento di parte della pavimentazione della chiesa realizzati da ditte specializzate nel restauro, essendo l’edificio di culto un bene culturale sottoposto a tutela.
Andando ancora più indietro negli anni ricordiamo che nel 2018 è stato restaurato il portale della chiesa di Sant’Agostino per una spesa di circa 35 mila euro coperta in parte grazie ai contributi derivati dall’Art Bonus.
«Una giornata straordinaria per Treia che va anche oltre la gioia della sua comunità». È il commento del consigliere provinciale e comunale di Treia Andrea Mozzoni dopo la posa della prima pietra del cantiere del convento del Santuario del Santissimo Crocifisso a Treia. «Aver accompagnato il presidente Acquaroli e il commissario straordinario Castelli in questa visita riempie d'orgoglio da treiese per l'importanza che vanta come riferimento per i fedeli e anche storicamente tutto il complesso - ha aggiunto Mozzoni -, l'attenzione posta dalla Regione Marche e dalla struttura commissariale segna da tempo il cambio di passo nella ricostruzione e, come in questo caso, c'è grande gioia e attesa grazie all'avvio dei lavori».
L’intervento, che ha un importo di 6,9 milioni, punta a riparare i gravi danni riportati dopo il terremoto del 2016/2017, che ha prodotto una totale inagibilità del complesso. Tra le azioni in programma, oltre al restauro pittorico e degli elementi decorativi, ci sono la demolizione dell’edificio mono-piano realizzato nella seconda metà del ‘900 nella zona est, la rimodulazione delle quote di calpestio di piano terra, la conservazione ed il restauro dei pavimenti del porticato e del chiostro interno, la razionalizzazione degli spazi interni ed il superamento barriere architettoniche con implementazione del tessuto connettivo orizzontale e verticale.
L’intero fabbricato sorge sulle rovine dell’antico insediamento pre-romano di Treia. A testimonianza dell’antichità dell’impianto originario risulta tuttora visibile la pianta di un anfiteatro nell’area adiacente al santuario, oltre ai frammenti ritrovati di epoca romana, alcuni dei quali inseriti nei muri del convento, a due pavimentazioni musive e a due preziose statue egizie, Iside e Serapide, rinvenute nel settecento.
Dopo quelle posizionate con la collaborazione della CRI matelicese, a Matelica è stata inaugurata una nuova panchina rossa grazie al locale gruppo dell’AIDO (Associazione italiana per la donazione di organi).
Nel pomeriggio di ieri (venerdì 5 aprile) è stata scoperta questa nuova panchina davanti al Palazzo Acquacotta che invita la popolazione a riflettere sull’importanza della donazione di organi, un gesto significativo che viene promosso anche attraverso lo slogan “Io dono! Non so a chi, ma so perché”.
All’inaugurazione erano presenti i vertici dell’AIDO provinciale, guidati dal dott. Elio Giacomelli, l’amministrazione comunale matelicese con il vicesindaco Denis Cingolani, gli assessori Rosanna Procaccini, Graziano Falzetti e Maria Boccaccini e i consiglieri Sauro Falzetti e Corinna Rotili.
"II Comune di Matelica, tramite il sindaco Baldini, aveva accolto subito l’istanza dell’AIDO – ha detto Cingolani -. Abbiamo qui fra noi il presidente provinciale dott. Giacomelli, che saluto cordialmente ed alcuni esponenti ed iscritti all’AIDO matelicese. Anche Matelica ha una bella storia in quanto il gruppo locale è stato fondato ben 44 anni fa ha rappresentato per molti anni un importante stimolo e sensibilizzazione alla cultura della donazione".
"Poi- prosegue Cingolani- come purtroppo succede a molte associazioni non c’è stato ricambio generazionale ed il gruppo non avendo potuto eleggere un direttivo era stato sciolto. Proprio su iniziativa del dott. Giacomelli, che ha sensibilizzato soprattutto alcune persone della consorella Avis, lo stesso è stato ricostituito. È proprio grazie all’AIDO che alcuni anni fa il parlamento ha emanato una legge che prevede che, all’atto della richiesta o del rinnovo della carta dì identità in Comune, si possa esprimere il consenso ad essere inseriti nel database del centro nazionale trapianti per concedere l’autorizzazione ad un’eventuale donazione.
Matelica ha recepito tale obbligo istallando la relativa procedura nel 2016 e questo ha dato notevoli risultati positivi se si pensa che ad oggi hanno dato il consenso 1’82,3% di persone. Questo impegno sia dell’AIDO alla sensibilizzazione che del Comune alla concretezza deve senz’altro continuare. Per quanto ci riguarda l’ufficio Anagrafe, diretto da Valeria Pavoni e l’impiegata allo sportello Bruna Chierici (che ha sostituito Maria Grazia Gigliucci che anche su questo argomento ringraziamo per il prezioso lavoro svolto) sono a disposizione per ricordare all’atto della richiesta della carta di identità questa particolare scelta da effettuare. C'è infatti un estremo bisogno di organi in quanto pur essendo aumentata di molto la disponibilità in seguito a tale scelta sono però altrettanto lunghe le attese per le persone che hanno necessità di procedere ad un trapianto».
Dall’8 al 14 aprile torna la Paper Week promossa da Comieco, in collaborazione con Federazione Carta e Grafica e Unirima e con il patrocinio di ANCI, del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica e di Utilitalia.
Anche quest’anno Cosmari aderisce aprendo le porte dei propri impianti di Tolentino. Infatti sarà possibile fare il percorso che, ogni giorno, tonnellate di carta, cartone e cartoni per bevande percorrono all’interno dell’impianto di selezione fino al recupero e alla trasformazione in materie prime-seconde per il riciclo.
Saranno sette giorni di grandi eventi che in tutta Italia coinvolgeranno istituti scolastici, associazioni di categoria, realtà culturali e sociali del territorio.
L’obiettivo è coinvolgere pubblici diversi e raccontare con linguaggi differenti, come la raccolta differenziata di carta e cartone che facciamo nelle nostre case inneschi un ciclo virtuoso dando il via ad un processo industriale efficace ed efficiente che produce grandi risultati per l’ambiente, la comunità e la nostra economia.
Tra gli appuntamenti di punta c’è RicicloAperto che da oltre 20 anni porta gli studenti di tutta Italia a visitare gli impianti della filiera del riciclo di carta e cartone e per mostrare ad adulti e bambini la realtà del riciclo di carta e cartone facendo vedere da vicino gli aspetti più importanti e meno conosciuti, sfatando falsi miti come “buttano tutto insieme” e dando valore all’impegno quotidiano di ciascuno nel fare la raccolta differenziata che dà impulso all’economia circolare.
Alla sede di Tolentino, in località Piane di Chienti, sono attesi gli studenti dell’Ipsia “R. Frau” di Sarnano.
Tutti i cittadini potranno visitare liberamente il nuovo e moderno impianto di selezione dei rifiuti nelle giornate di giovedì 11 e venerdì 12 aprile, dalle ore 9 alle ore 12 e dalle ore 15 alle ore 17.
Civitanova è uno dei sei comuni italiani Bandiera blu e l’unico in tutte le Marche che ha ricevuto l’invito a partecipare, il 10 aprile a Gaeta, all’Educational Bandiera Blu, un appuntamento organizzato nell’ambito del terzo summit nazionale sull’Economia del Mare Blue Forum.
Saranno presenti tutti gli utenti del mare, la politica nazionale ed europea con l’obiettivo di condividere una programmazione italiana sull’Economia del Mare.
“Ricevere questo invito è per noi motivo di grande orgoglio - ha detto il sindaco Fabrizio Ciarapica con delega al Turismo – siamo stati ritenuti uno dei comuni più qualificati in tutta Italia a partecipare a questo confronto dedicato all’importanza che l ’educazione ambientale riveste per un settore strategico quale il mare. Ciò significa che le azioni da noi intraprese, insieme alle tante attività e ai tanti progetti che negli anni le nostre scuole hanno presentato e portato avanti, stanno dando i giusti risultati”.
Civitanova, infatti, riceve da ormai 18 anni consecutivi la bandiera verde, la prima nel 2004/2005, che contribuisce anche all’ottenimento della Bandiera Blu Fee, in quanto i progetti ambientali che la città mette in atto rivestono un ruolo di fondamentale importanza anche ai fini della conferma del bollino blu.
“Eco-Schools – dice Ciarapica - è un progetto internazionale che si basa su azioni concrete volte ad educare gli studenti alla sostenibilità ed i risultati, visibili e misurabili, producono un vero e proprio cambiamento culturale. Porteremo la nostra esperienza ed il nostro modello di gestione e visione ecologica degli istituti scolastici a questo tavolo nazionale, consapevoli che tutto ciò è frutto della sensibilità ed attenzione di dirigenti scolastici ed insegnanti che da anni educano, coinvolgono ed ispirano i nostri studenti, ma anche di famiglie e associazioni che sono soggetti fondamentali di questo percorso condiviso e partecipato. I comportamenti ecologicamente corretti di ognuno - conclude il sindaco - portano a un sensibile miglioramento del livello della qualità della vita dell’intera comunità”.