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Violenza a Civitanova, le forze dell’ordine rispondono. “No allarme sociale, controlli sufficienti” (FOTO e VIDEO)

Violenza a Civitanova, le forze dell’ordine rispondono. “No allarme sociale, controlli sufficienti” (FOTO e VIDEO)

Un lavoro di sinergia fra i carabinieri di Macerata e Fermo, la squadra mobile Macerata e il commissariato della polizia di Stato di Civitanova Marche hanno permesso – a seguito di indagini ininterrotte – di procedere alle ore 13.30 di oggi all’individuazione e quindi alla disposizione dello stato di fermo nei confronti del 26enne tunisino S.H. (clandestino, incensurato).

A rendere ufficiali i risultati dell’inchiesta sin qui condotta sono stati – fra coloro che sono intervenuti nella conferenza stampa indetta alle 17.30 presso la Caserma dei Carabinieri di Civitanova - il Porcuratore della Repubblica Claudio Rastrelli, il comandante provinciale carabinieri Macerata, colonnello Nicola Candino, e il comandante del nucleo operativo e radiomobile dei carabinieri di Macerata, colonnello Serafino Dell’Avvocato.

Sul giovane tunisino - intercettato presso uno stabile sito in zona Fareniense (Porto Sant’Elpidio) e tradotto presso lal casa circondariale di Fermo - gravano le accuse di omicidio, possesso di sostanze stupefacenti (28 dosi di eroina, corrispondenti a 9,700 gr, pronte all’uso) e porto illegale di arma da taglio: una lama da 15 cm, con la quale avrebbe compiuto il delitto alle ore 21.30 di ieri nei confronti del cugino Amri Rached. Il movente – secondo le prime dichiarazioni - sarebbe un regolamento di conti di natura debitoria.

“Alcuni indizi, oltre all’arma del delitto individuata dalla polizia scinetifica presso il parco Palatucci di Civitanova e e ai diversi cellulari rinvenuti presso l’abitazione dove S.H. dimorava – hanno spiegato Candido e Rastrelli – ci inducono a pensare che possano essere coinvolte altre cinque persone, probabilmente per responsabilità di altro tipo. Ci preme assicurare che non esiste alcun allarme sociale a Civitanova come nel resto della provincia: la situazione è sufficientemente sotto controllo”.

“Tutto viene enfatizzato – ha aggiunto il colonnello - dal fatto che determinati accadimenti vengono ripresi e subito pubblicati in rete: liti fra due persone vengono trasformate in risse solo perché ci sono altri soggetti che semplicemente assistono. Ritengo che si possa andare soddisfatti del nostro lavoro per mantenere la sicurezza anche in termini di prevenzione, soprattutto nel periodo estivo. Naturalmente, è impossibile evitare del tutto che si verifichino eventi delittuosi del genere: non possiamo presidiare ogni angolo di strada”.

Di seguito, il servizio:

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