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"L'antenna è troppo alta", il Comune di San Ginesio vince il ricorso contro la Wind

"L'antenna è troppo alta", il Comune di San Ginesio vince il ricorso contro la Wind

Antenna troppo alta, il Comune di San Ginesio vince il ricorso contro la Wind e il colosso della telefonia dovrà adeguarsi alle richieste, o in alternativa presentare istanza al Consiglio di Stato.

Tutto ha iniziato a giungo 2020 quando la Wind deposita allo sportello Suap del Comune, convenzionato con l’Unione Montana dei Monti Azzurri, la richiesta per l’assessore Giordano Saltari l’installazione di un impianto tecnologico di telecomunicazioni di telefonia mobile stazione radio base consistente nella realizzazione di un antenna di 27 metri di altezza da posizionare in località Morichella nei pressi di un crinale collinare.

Pochi mesi dopo, a settembre, il Comune chiede alla società di produrre un elaborato in cui venga simulata la costruzione da diversi punti di vista localizzati lungo la Statale 78 Picena e dai giardini del Colle Ascarano del centro storico e da altri punti strategici, tenendo conto che l’antenna dovrà essere opportunamente mimetizzata mediante idonei accorgimenti come la colorazione che ne favorisca l’inserimento nel contesto in cui sarà installata e ridimensionata.

Questo perché, da una verifica su cartografia quotata con linee di livello, il Comune ha accertato che l’antenna sarà visibile anche dal centro storico, andando così ad interrompere la visuale che dalla parte più panoramica del paese si apre sull’intero comprensorio dei Monti Sibillini.

A novembre Wind invia al Comune un elaborato grafico e tecnico che prevedeva, in riscontro alla richiesta di integrazioni, le foto simulazioni, da diversi punti di vista, con riduzione dell’altezza del palo di 4 metri e con proposte di mitigazione della stessa con colorazione in verde, piantumazione di alberi base o adozione di struttura camuffata in finto pino.

Quando però l’antenna viene costruita, vengono mantenute le misure originarie, cioè un’altezza di 27 metri, e non c’è nessuna schermatura. Così il Comune a giugno 2022, con un’ordinanza del sindaco, diffida Wind ad adeguare entro 15giorni la struttura dell’antenna alle integrazioni presentate nel secondo elaborato.

Wind, perciò,  presenta ricorso al Tar, sostenendo l’impossibilità del Comune nel richiedere integrazioni vista la formazione del silenzio assenso e che comunque le integrazioni erano state fornite per mero spirito collaborativo.

Il Comune da parte sua si è opposto ai ricorsi, sostenendo che le integrazioni fornite dalla Wind sono state trasmesse, ad ogni effetto di legge, anche alla Suap, come formale e doveroso passaggio dovuto e che pertanto non andava fornito alcun assenso o riscontro autorizzativo.

Il 25 gennaio scorso il Tar ha dato ragione al Comune. “Ha accertato essersi formato il silenzio assenso sulla istanza della Wind – spiega l’amministrazione comunale – però non in relazione al progetto originario ma, come eccepito dal Comune, sul progetto modificato e ridotto; ne consegue che l’ordinanza che disponeva l’adeguamento dell’antenna alle indicazioni dell’elaborato che la stessa società aveva prodotto è stata ritenuta legittima dal Tar sicché ora la Wind dovrà ottemperare a quanto con essa disposto e, cioè, in particolare, ridurre l’altezza della antenna”.

 

(In foto l'assessore Giordano Saltari)

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