Il risveglio in corso Matteotti, i commercianti: "Noi continuiamo a resistere ma che ci siano dei servizi mirati per i visitatori"
Oggi, come ogni mattina, i commercianti di corso Matteotti a Macerata si sono svegliati al solito orario ma forse con un pensiero in più. All’apertura del loro negozio hanno infatti dovuto fare i conti con l’assenza di alcuni colleghi, quelli del negozio Max Mara, chiuso sabato, dopo l’ultimo giorno di attività, dopo 25 anni.
Una notizia che era già nell’aria e che ha suscitato molto clamore in città. C’è chi preferisce non parlare e chi invece vuole sottolineare il lavoro quotidiano che svolge con sacrificio e passione per la città che ama.
“Meno pubblicità facciamo alla chiusura e meglio è – commenta qualcuno -. Se continuiamo a parlare male di Macerata è normale che poi la gente decide di non venire più in città.”
C’è chi invece a Macerata vuole continuare a rimanere, “perché questa è la mia città e nonostante siamo insoddisfatti di molte scelte, e soprattutto delle non scelte, noi qui continuiamo a resistere. Macerata dobbiamo farla vivere con le strutture e con i servizi – spiega qualche commerciante -. La crisi è generale ma bisogna fare qualcosa per contrastarla; noi ci svegliamo tutti i giorni per rendere viva la città e molti turisti e visitatori ci dicono che siamo fortunati ad avere un centro storico così bello. Se andiamo fuori, a Roma, New York, Parigi, andiamo nel cuore della città, come è normale che sia. Quindi cerchiamo di fare qualcosa e di offrire dei servizi e delle agevolazioni ai visitatori affinché Macerata torni a vivere: dispiace a noi in primis se le persone vanno via insoddisfatte o se i negozi chiudono perché qui abbiamo investito e vogliamo continuare a investire, resistendo ogni giorno.”
E poi c’è chi è pungente e non nasconde, oltre al dispiacere, anche un pizzico di rabbia. “Siamo rimasti quattro gatti e le motivazioni di questa chiusura sono tante – commentano altri commercianti -. Se chi di dovere non è capace di prendere delle decisione giuste per la propria Città, come dei servizi mirati per turisti e visitatori, è naturale che la gente non è incentivata a venire in centro. Spesso inoltre chi deve accedere al centro storico per effettuare dei servizi necessari alle nostre attività commerciali, come elettricisti, tecnici o muratori, non ha nemmeno modo di farlo in tranquillità. Se vogliamo continuare così, mandando tutti a casa, allora facciamolo.”
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