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Giorno del Ricordo, le celebrazioni in provincia: "Chi dimentica non ha passato né futuro"

Giorno del Ricordo, le celebrazioni in provincia: "Chi dimentica non ha passato né futuro"

In occasione del Giorno del Ricordo, solennità civile nazionale italiana che il 10 febbraio di ogni anno celebra e commemora i massacri delle foibe e l’esodo giuliano dalmata, diverse città della provincia di Macerata hanno opsitato cerimonie commemorative. San Severino Marche ha ospitato una cerimonia ufficiale al Monumento ai Caduti che si è aperta con il rito dell’alzabandiera sulle note dell’Inno di Mameli e la deposizione di una corona di alloro da parte del sindaco, Rosa Piermattei.

Subito dopo, il primo cittadino settempedano ha pronunciato un discorso ufficiale nel quale ha ricordato: “Esattamente venti anni fa, con la legge 92 del 30 marzo 2024, veniva istituita questa Giornata per conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. In un lembo di terra bagnato dall’Adriatico, si consumarono eccidi e stragi prima di un grande esodo di massa. Una pagina che oggi, a distanza di venti anni, sembra ripetersi perché l’eco delle guerre, in due decenni, non si è mai placato nel mondo. Eppure tutti noi, ogni giorno – ha riflettuto il sindaco Piermattei - dovremo cercare la pace perché la guerra porta sofferenza, dolore e sangue. Sul confine orientale italiano se ne versò molto anche se qualcuno ha cercato di rimuovere questa dalle pagine di storia. Ha cercato persino di negare che quello che si consumò fu un grande eccidio. Persecuzioni ed esodi del passato, invece, vanno raccontati perché persecuzioni ed esodi non abbiano più a ripetersi nel presente”.

A nome di tutti i settempedani, il primo cittadino di San Severino Marche ha voluto poi far sentire la “vicinanza di una comunità a quella giuliano dalmata la quale ha chiesto di poter avere la sua memoria senza rancore perché al dolore e al sacrificio non si sommi un confronto che nulla riguarda quella stagione. A questa comunità oggi rappresentata dall’Associazione Unione degli Istriani - ha aggiunto la Piermattei - vogliamo far sentire il nostro abbraccio”.

Infine, un passaggio di testimone ai giovani studenti delle scuole presenti alla commemorazione: “Mi rivolgo a voi invitandovi a non dimenticare perché chi dimentica non ha passato, non ha presente e non avrà futuro”. A prendere la parola per l’associazione Unione degli Istriani è stata Francesca Piloni, che ha ricordato, ripercorrendo la storia: “Le stragi delle foibe, con il successivo drammatico esodo, furono solamente l’ultima pagina di un preciso disegno di cancellazione dell’italianità adriatica orientale perseguito per oltre un secolo. Migliaia di italiani vennero barbaramente torturati e uccisi nelle foibe, fucilati, annegati con le pietre al collo, deportati nei campi di concentramento jugoslavi dai quali in pochissimi fecero ritorno. E questa pagina della storia d’Italia riguarda da vicino anche le Marche. Furono 79 i cittadini marchigiani che caddero al confine orientale in quei tragici giorni".

"Oggi – ha poi proseguito la Piloni – commemoriamo una pagina della storia d’Italia volutamente occultata per 60 anni e, da molti, ancora oggi negata e vilipesa. Per questo, al fine di rendere giustizia alla memoria dei tanti italiani orrendamente assassinati, agli esuli e ai loro discendenti, ultimi testimoni dell’italianità adriatica orientale, invito a difenderne la dignità ed il ricordo, la drammatica storia, le enormi sofferenze subite. Sofferenze che ho toccato con mano e che visto per anni negli occhi di mia nonna, gli occhi di una giovane ragazza testimone delle sparizioni, dei macabri viaggi delle tristemente note “corriere della morte”, delle stragi, del recupero dei corpi dalle foibe. Quegli stessi occhi che cercavano il cielo attraverso le sbarre della prigione, quando venne incarcerata perché italiana per poi essere costretta a fuggire e ad abbandonare per sempre la propria casa e la propria terra. Una terra mai dimenticata e amata fino alla fine, amata come l’Italia il cui tricolore volle portare con sé, quando i suoi occhi stanchi e sofferenti si chiusure, per il suo ultimo viaggio”.

Poi, anche per la rappresentante dell’associazione Unione degli Istriani, l’invito rivolto ai presenti alla cerimonia in ricordo delle foibe: “Parlatene, leggete, studiate, approfondite, raccontate ai vostri figli questa storia, andate a visitare quelle che erano le nostre città e le nostre case, tramandate il ricordo. Fatelo per i nostri morti, per i vostri figli, per le prossime generazioni, affinché imparino a conoscere l’indissolubile legame tra l’Italia e l’Istria, Fiume, la Dalmazia, là dove ancora oggi campeggiano le vestigia romane, i leoni di San Marco, i campanili veneziani, l’architettura italiana. Là dove il nostro popolo non c’è più – ha concluso la Piloni – ma dove tutto, ancora oggi, parla italiano”.

Anche a Porto Potenza Picena questa mattina, innanzi al Monumento ai Caduti di Piazza Douhet, si è tenuta la manifestazione per il Giorno del Ricordo: l’evento si è tenuto con il Patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Potenza Picena, rappresentata dall’Assessore Paolo Scocco e dal Consigliere Michele Galluzzo.

“Quest’anno ricorre il ventennale dell’approvazione della Legge 92/2004 che ha istituito il Giorno del Ricordo – ha sottolineato il coordinatore locale del Comitato 10 Febbraio, Attilio Minoliti – dunque un motivo ulteriore per profondere maggior impegno nella commemorazione dei Martiri delle foibe e il sacrificio degli esuli istriani e giuliano - dalmati costretti ad abbandonare terre da sempre italiane. Cogliamo, inoltre, l’occasione di proporre all’Amministrazione Comunale di intitolare una via, una piazza o un giardino pubblico a Norma Cossetto, insignita della Medaglia d’Oro al Merito Civile. A sostegno di questa richiesta siamo pronti ad avviare una raccolta di firme tra la popolazione potentina”.

Sabato prossimo 17 febbraio, nell’ambito delle celebrazioni nazionali della Giornata del Ricordo volute dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, il “Treno del Ricordo” farà tappa nella Stazione di Ancona, binario 1 Ovest, aperto al pubblico dalle ore 9 alle ore 18. Si tratta di un treno storico caratterizzato da particolari allestimenti evocativi che, partendo da Trieste, farà tappa in 12 diverse stazioni da nord a sud della penisola, toccando le città che furono particolarmente significative di quel viaggio.

Infine, nel Piazzale delle Foibe antistante la Scuola Primaria “Olimpia” a Montefano, si è tenuta un'altra commemorazione del Giorno del Ricordo: il vicesindaco Claudio Pianesi ha invitato tutti, nel suo discorso, ”a una profonda riflessione su questo atroce destino. Molti giovani oggi lasciano l'Italia in cerca di un luogo e di un futuro, molto spesso a livello professionale, una scelta giusta e comprensibile. Ma il dolore che quegli esuli hanno provato nel dover abbandonare furtivi la loro terra deve ancora essere ricordato e condiviso, perché anche questa grande tragedia – come quella della Shoah ricordata pochi giorni fa – non debba mai essere dimenticata. Oggi, in questa cerimonia, uniamo la nostra voce a quelle dei bambini e dei ragazzi delle nostre Scuole per ricordare ed esprimere solidarietà e compassione verso coloro che hanno sofferto, verso le famiglie che hanno perso i propri cari e verso coloro che hanno vissuto l'esodo forzato”.

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