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Attualità Cessapalombo

Dalle macerie alla rinascita: restituito a Cessapalombo il prezioso crocifisso di Barberetti

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Un ritorno atteso, carico di emozione e di significato. Cessapalombo ha vissuto un momento di grande partecipazione con la restituzione del prezioso crocifisso attribuito allo scultore Barberetti, tornato nel territorio che lo ha custodito per secoli.

L’opera è stata accolta nella chiesa di Santa Maria Ausiliatrice, nella frazione di Villa di Montalto, al termine di un lungo percorso iniziato dopo il terremoto del 2016. L’iniziativa è stata promossa dal Comune di Cessapalombo, dall’Unione Montana dei Monti Azzurri, dall’Arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche e dalla Rete Museale dei Monti Azzurri, con l’obiettivo di restituire alla comunità un bene profondamente legato alla sua storia e alla sua identità.

Prima del sisma, il crocifisso era custodito nella chiesa di San Benedetto a Cessapalombo, oggi ancora inagibile. Il suo recupero, avvenuto l’11 novembre 2016, è uno dei momenti rimasti più impressi nella memoria collettiva del territorio. L’opera venne recuperata dalle macerie da Pierluigi Moriconi della Soprintendenza archeologica e dal tenente Grasso: il Cristo fu ritrovato con la testa mozzata, diventando una delle immagini simbolo delle ferite lasciate dal terremoto.

A portarlo via dalle macerie fu Patrizio Guglini, cittadino di Cessapalombo, che custodì quel momento con grande commozione, consapevole del valore non solo artistico ma soprattutto affettivo e spirituale dell’opera.

Nei mesi successivi al sisma numerose realtà si mobilitarono per il recupero del patrimonio artistico danneggiato. Tra queste Italia Nostra, che, attraverso un confronto con la Soprintendenza, individuò alcune opere meritevoli di restauro, tra cui proprio il crocifisso di Barberetti.

L’associazione sostenne economicamente il recupero dell’opera, restaurata nel 2018 dal restauratore Angelani per conto dell’Arcidiocesi di Camerino. Per diversi anni il crocifisso è stato conservato nel deposito Venanzina Pennesi di Camerino, insieme alle tante opere salvate dalle chiese colpite dal sisma.

Il ritorno a Cessapalombo rappresenta un caso particolare. Nonostante la chiesa originaria di San Benedetto non sia ancora agibile, l’Arcidiocesi ha accolto la richiesta del Comune e dell’Unione Montana dei Monti Azzurri concedendo una deroga e autorizzando la ricollocazione dell’opera nella chiesa di Santa Maria Ausiliatrice, dotata dei requisiti necessari per garantirne la sicurezza e la conservazione.

Il Cristo restaurato è stato così nuovamente posizionato sul suo supporto originale con croce a raggiera, accanto alla Madonna della Misericordia della scuola pittorica di Giovanni Angelo d’Antonio.

«Questa restituzione rappresenta un’eccezione importante – ha spiegato Barbara Mastrocola, direttrice del Museo Diocesano di Camerino e San Severino – perché normalmente le opere tornano nelle loro sedi solo quando le chiese sono nuovamente agibili. In questo caso è stata concessa una deroga perché c’erano tutte le condizioni per garantire la corretta conservazione e perché era importante restituire alla comunità un’opera che le appartiene profondamente».

«Questi beni – ha aggiunto – non raccontano soltanto la fede, ma anche l’identità dei territori. Davanti a queste immagini generazioni di persone hanno vissuto i momenti più importanti della loro vita: battesimi, comunioni, cresime e matrimoni. Riportarle a casa significa restituire un pezzo di memoria collettiva e dare un concreto segnale di rinascita».

Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco di Cessapalombo Giuseppina Feliciotti e il presidente dell’Unione Montana dei Monti Azzurri Giampiero Feliciotti. Durante l’incontro il direttore della Rete Museale dei Monti Azzurri, Valerio Vernesi, ha illustrato le caratteristiche artistiche del crocifisso e la figura di Barberetti, autore al quale sono attribuite anche opere come la Madonna di Macereto e la Santa Lucia di Camerino.

L’appuntamento ha rappresentato anche un’occasione per guardare al futuro: nel corso della giornata è stato sottoscritto un accordo di collaborazione tra l’Unione Montana dei Monti Azzurri e Treccani per la valorizzazione, lo studio e il restauro di ulteriori opere d’arte del territorio.

«È stato un momento di grande emozione per tutta la comunità – ha commentato il sindaco Giuseppina Feliciotti – perché viene restituito un simbolo della nostra storia. Dopo il terremoto abbiamo visto cambiare profondamente il nostro territorio, ma oggi torniamo a riappropriarci della nostra memoria e delle nostre tradizioni».

Il ritorno del crocifisso di Barberetti diventa così non solo la riconsegna di un’opera d’arte, ma un segno concreto di ricostruzione culturale e spirituale per Cessapalombo.

 

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