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Abbazia di Rambona, l'architetto Saracco fa il punto: "Ok dalla Sovrintendenza pochi giorni fa. Ora attendiamo l'Ufficio Ricostruzione"

Abbazia di Rambona, l'architetto Saracco fa il punto: "Ok dalla Sovrintendenza pochi giorni fa. Ora attendiamo l'Ufficio Ricostruzione"

Lo stato di sospensione in cui versa oggi l'Abbazia di Rambona a Pollenza, con la cripta in condizioni gravemente danneggiate e un complesso che continua a mostrare con evidenza i segni del tempo e del sisma del 2016, suscita profonda tristezza e interrogativi in chiunque si trovi a passare da quelle parti, residenti e non solo (leggi qui). La vista di un edificio immortalato in molteplici libri di storia dell’arte, per secoli fulcro di una comunità di credenti e di viaggiatori, restituisce infatti l’immagine di un luogo di straordinario valore storico e spirituale ancora collocato in una fase di attesa.

Proprio degli interrogativi su quando l’Abbazia tornerà a nuova luce ci sono stati sollevati da un gruppo di cittadini di Pollenza, dopo i più recenti fatti che hanno visto la messa in sicurezza dell’area. Da qui, la necessità di comprendere a che punto sia l’iter legato al progetto di ricostruzione dell’Abbadia di Rambona, quali siano oggi i passaggi già compiuti e quali quelli ancora da completare prima dell’avvio dei lavori.

Il quadro che emerge è quello di un percorso complesso, cha va dallo studio degli interventi condotti sul complesso negli ultimi 50 anni ai rilievi geometrici, oggi arrivato a un passaggio importante sotto il profilo progettuale. Circa un mese fa, anche il sindaco di Pollenza Mauro Romoli, intervenendo sullo stato dell’iter, aveva spiegato che il Comune, a inizio anno, aveva acquisito il progetto trasmesso dalla Diocesi di Macerata per il recupero della cripta e del locale sovrastante, nell’ambito della procedura legata alla ricostruzione post sisma.

Un’impostazione che trova conferma nelle parole dell’architetto Mauro Saracco, coordinatore dello staff dei progettisti, che delinea con maggiore precisione il punto raggiunto dal progetto e i prossimi passaggi attesi.

Entrando nel merito dello stato di avanzamento, Saracco chiarisce anzitutto la situazione relativa alla parte strettamente liturgica del complesso, vale a dire la chiesa superiore e la cripta: “Per quanto riguarda la Chiesa superiore e la cripta, quindi la parte dedicata al Culto, abbiamo presentato il progetto che è stato vagliato dalla Sovrintendenza la quale ha dato parere positivo proprio pochi giorni fa e ora stiamo aspettando l’approvazione dell’Ufficio Ricostruzione. Questa è la parte finanziata con l’Ordinanza 105, riservata agli edifici religiosi. Tutto il resto, la villa, la casa canonica, l’aula carolingia, tutto quello che non è strettamente legato al culto, invece viene finanziata con il finanziamento per la ricostruzione privata”.

L’architetto si sofferma quindi sulla complessità della parte restante del complesso e sulla necessità di procedere con particolare cautela: “Per quanto riguarda quest’ultima stiamo per presentare gli aggiornamenti per la richiesta dei livelli operativi perché è un aggregato, sono più unità strutturali con livelli di danneggiamento piuttosto elevati. La parte dedicata al culto avrà una tempistica più stretta ma, essendo un unico cantiere e avendo delle murature comuni, saranno due interventi piuttosto concomitanti. Essendo un organismo edilizio complesso e soprattutto delicato sotto il profilo storico-artistico siamo andati con i piedi di piombo”.

Infine, Saracco richiama sia i prossimi passaggi amministrativi sia la scelta di ricondurre l’intero intervento a una visione unitaria: "Il passo successivo sarà l’autorizzazione dell’Ufficio di Ricostruzione e la conseguente gara per l’affidamento dei lavori per quanto riguarda la parte dedicata al culto per cui Chiesa superiore e cripta. Prima era una doppia proprietà (con una parte di proprietà privata) ora è tutto raggruppato sotto la supervisione della Diocesi di Macerata, pur essendo divisa tra enti proprietari di riferimento diversi (Parrocchia Santa Maria Assunta, Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero e la stessa Diocesi). Per questo motivo abbiamo cercato di dare un senso un po’ a tutto l’intervento sotto una visione unitaria per valorizzare maggiormente i fondi pubblici”.

 

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