Politica, social e consenso: Maurizio Lombardi presenta "Politikè" negli studi di Picchio News (VIDEO)
Come si fa politica nell'epoca dei social? E quanto è cambiato il rapporto tra chi governa e chi viene governato? È da queste domande che parte Politikè, il nuovo libro di Maurizio Lombardi, giornalista, editorialista ed esperto di comunicazione politica, ospite negli studi di Picchio News per una conversazione dedicata alla politica contemporanea.
Già dal titolo, Lombardi rivendica un'idea precisa: la politica è una cosa seria, una “scienza” che merita di essere presa sul serio. Il suo è però un approccio dichiaratamente “cinico e pragmatico”: Politikè si propone come una sorta di manuale per chi vuole entrare in politica, per chi già la pratica e anche per chi deve imparare a riconoscere i meccanismi della comunicazione politica di oggi.
Al centro c'è soprattutto il cambiamento portato dai social. Lombardi parla di “sòcialdemocrazia” per descrivere una politica sempre più disintermediata, nella quale il rapporto tra eletto e cittadino può essere diretto e immediato. «Oggi l'eletto, il politico, anche quando amministra, può instaurare un rapporto diretto con il cittadino», spiega.
Ma la velocità ha anche un prezzo. Tra commenti, provocazioni e contenuti costruiti per diventare virali, il rischio è che la politica finisca per trasformarsi in una sequenza infinita di botta e risposta. Nel libro Lombardi dedica spazio anche al “dissing” politico, invitando a non trasformare ogni confronto in una guerra permanente: a volte rispondere serve, altre volte il silenzio può essere la strategia più efficace.
C'è poi una domanda più profonda: che cosa deve fare un politico? Lombardi mette da parte la retorica del “bene comune” come punto di partenza e insiste sulla necessità di una politica capace di scegliere e di agire. «Le scelte penalizzano sempre qualcuno», osserva, e la ricerca dell'unanimità può finire per rallentare quella che definisce la “politica del fare”.

Un'altra distinzione attraversa la conversazione: fare politica e amministrare non sono la stessa cosa. Una volta eletto, il politico deve governare anche chi non lo ha votato. E proprio qui, secondo Lombardi, la comunicazione deve lasciare spazio alla responsabilità istituzionale.
Politikè si rivolge quindi a chi la politica la fa, a chi vuole iniziare a farla, ma anche a chi la osserva dall'esterno. Perché, nell'epoca dei social, comprendere come viene costruito e comunicato un messaggio politico significa anche avere più strumenti per interpretarlo.
Una conversazione che parte da un libro per arrivare a una domanda molto attuale: come si comunica la politica quando tra il politico e il cittadino non c'è quasi più nessun filtro?



cielo sereno (MC)
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