Aggiornato alle: 14:27 Domenica, 11 Ottobre 2026 cielo sereno (MC)
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Ddl antisemitismo: un progetto osceno, per silenziare la critica a USraele

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Era decisamente prevedibile. Il disegno di legge sull’antisemitismo ha suscitato un dibattito assai animato, contrassegnato dalla divisione nettissima tra sostenitori e oppositori. Per parte nostra, affermiamo senza ambagi e senza perifrasi edulcoranti che il disegno di legge è semplicemente vergognoso e inqualificabile. Proviamo celermente a chiarire perché, in modo semplicissimo e accessibile a chiunque sia ancora in grado di utilizzare sovranamente la propria testa.

L’obiettivo reale del disegno di legge non è perseguire penalmente l’antisemitismo, ma silenziare ogni critica alle politiche estere genocidarie di Netanyahu. Il trucco, ça va sans dire, è, come sempre, l’identificazione irriflessa della critica delle politiche imperialistiche e sanguinarie di Israele con l’antisemitismo.

L’obiettivo ultimo è immunizzare Israele rispetto a ogni possibile critica e, dunque, giustificarne sempre e comunque l’operato, quand’anche esso si traduca in pulizie etniche e in genocidi, come sta appunto avvenendo a Gaza. In sostanza, il ddl in questione introduce il reato di opinione, mettendo al bando la possibilità di criticare Israele, quali che siano le sue azioni.

Anche un bambino delle scuole elementari può agevolmente comprendere che l’antisemitismo e la critica delle politiche di Israele non hanno alcuna connessione tra loro. Come non si arresta il ladro per la sua religione o per la sua nazionalità, ma in quanto ha rubato, così si critica Israele non per questioni etniche o religiose, ma per le sue malefatte nella politica estera, come si criticherebbe qualsiasi altro Stato del mondo se si comportasse in maniera analoga.

Identificare l’antisemitismo con la critica delle politiche estere di Israele è quel che resta del ragionamento quando si è tolto il ragionamento. È chiaro come il sole che si può e, a nostro giudizio, si deve avversare radicalmente l’antisemitismo, come si può e si deve avversare radicalmente il criminale di guerra Netanyahu. Sarebbe, del resto, un puro non sequitur criticare un orrore, l’antisemitismo, per poi accettarne a cuor leggero un altro, l’agire genocidario e assassino di Netanyahu.

Il richiamo ossessivo al passato novecentesco svolge in questo caso una parte quintessenzialmente ideologica, volta a garantire, come ricordavo, una permanente impunità a Israele per le sue malefatte.

In questo modo, le vittime del 900 vengono oltraggiate e, per così dire, uccise una seconda volta, dacché sono incorporate in un progetto ideologico di santificazione della nuova violenza e dei nuovi stermini. Peraltro, l’antisemitismo è già, giustamente, punito penalmente in tutta Europa, quindi non si capisce a cosa serva detto ddl, se non a perseguitare chi critichi Israele facendolo passare per antisemita.

Ciò detto, il ddl antisemitismo, tra l’altro, condanna come antisemitismo il paragone tra le politiche di Israele e quelle del nazismo. Converrete con me che è un puro controsenso, dato che nella storia può effettivamente accadere che uno Stato, compreso quello di Israele, possa effettivamente attuare politiche paragonabili a quelle del nazismo (o magari addirittura direttamente ispirate a queste ultime).

Con il ddl in questione, però, si criminalizza a priori un’interpretazione storica possibile di eventi possibili, ponendo di fatto in essere un reato di opinione ma poi anche un reato di interpretazione storica.

Spinoza si starà sicuramente rivoltando nella tomba, come si suol dire. In un regime democratico, spiegava il filosofo, ciascuno deve essere libero di interpretare la realtà e perfino i Testi Sacri come meglio crede: se le sue idee sono false, verranno confutate da quelle vere, poiché il contrario di falsità è verità, non censura.

Il passaggio che ho poc’anzi evocato del ddl antisemitismo istituisce una sorta di blocco ermeneutico, in forza del quale una possibile interpretazione viene disabilitata aprioricamente e giudicata antisemita a prescindere dai fatti storici che si stanno svolgendo o che potranno svolgersi in futuro.

Quanto poi al fatto che si debba perseguitare penalmente chi identifichi la critica delle politiche di Israele con l’intero popolo ebraico, non si capisce perché questo principio debba valere solo per un popolo e non per tutti: forse che è lecito identificare l’intero popolo americano con le malefatte compiute dal governo USA o l’intero popolo tedesco con i crimini a suo tempo compiuti da Hitler?

Per dirla ancora con lo Spinoza del “Trattato teologico-politico”, non esistono popoli eletti che, in quanto tali, debbano essere trattati diversamente rispetto agli altri, perché tutti i popoli, come del resto tutti gli enti, sono estrinsecazioni immanenti dell’unica sostanza esistente, Deus sive natura. Insomma, basterebbe leggere Spinoza per capire l'assurdità del DDL.

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