Urbs Salvia, nuovi ritrovamenti dagli scavi Unimc tra città romana e Villamagna (FOTO e VIDEO)
Dalle tracce del villaggio che precedette la nascita della città romana ai mosaici che decoravano una grande villa di campagna, Urbs Salvia continua a restituire nuovi tasselli della propria storia. È iniziata l’8 giugno la XXXII campagna di scavi archeologici dell’Università di Macerata a Urbisaglia, uno dei più longevi e importanti cantieri scuola del panorama archeologico nazionale, che quest’anno coinvolge oltre cinquanta studentesse e studenti provenienti da università italiane e straniere.
Le attività, inserite nei tirocini del corso di laurea magistrale in Archeologia e sviluppo dei territori del Dipartimento di Studi Umanistici, vedono impegnati sul campo docenti, ricercatori, dottorandi, tecnici e collaboratori dell’Ateneo insieme a giovani archeologi in formazione, chiamati a confrontarsi con le metodologie della ricerca e della tutela del patrimonio culturale.
Le indagini, autorizzate dal Ministero della Cultura e dirette da Roberto Perna, docente di Archeologia classica dell’Università di Macerata, interessano sia l’area dell’antica Pollentia-Urbs Salvia sia la villa romana suburbana di Villamagna. Le attività si svolgono in collaborazione con la Direzione regionale Musei naz ionali Marche, guidata da Luigi Gallo, con il coordinamento scientifico di Sofia Cingolani, direttrice del Parco archeologico di Urbs Salvia, e con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, diretta da Giovanni Issini, con la responsabilità scientifica di Cecilia Gobbi, oltre al sostegno del Comune di Urbisaglia e della Fondazione Giustiniani Bandini.

Fondamentale anche il contributo della Banca di Credito Cooperativo di Recanati e Colmurano, che sostiene la presenza delle studentesse e degli studenti nel cantiere archeologico attraverso una sponsorizzazione dedicata. Un intervento che rafforza la dimensione didattica dell’iniziativa e consente a un numero crescente di giovani archeologi di confrontarsi con il lavoro sul campo in uno dei siti più importanti delle Marche.

Uno dei principali obiettivi della campagna riguarda l’area settentrionale del foro di Pollentia-Urbs Salvia, dove i ricercatori stanno cercando di individuare e comprendere le testimonianze dell’insediamento più antico, precedente alla fondazione della città romana avvenuta nel II secolo avanti Cristo. In prossimità della forgia per la lavorazione dei metalli, già indagata negli anni scorsi, stanno emergendo strutture realizzate in mattoni crudi che sembrano appartenere alle prime fasi di occupazione dell’area.
“Stiamo scoprendo il villaggio del III-II secolo avanti Cristo. Questo villaggio iniziale lo stiamo scavando per capire quando arrivarono i Romani qui”, ha spiegato Roberto Perna. “L’obiettivo della ricerca è proprio quello di capire come era fatto l’insediamento e come si organizzò Roma in un territorio di nuova conquista”.

Secondo il docente dell’Università di Macerata, gli scavi stanno restituendo informazioni preziose sul processo di romanizzazione del territorio. “Se l’ipotesi attuale sarà confermata, abbiamo trovato un grande complesso industriale dove si producevano ceramiche e strumenti”, ha sottolineato Perna. “Producevano ceramiche d’uso comune, ceramiche da fuoco, ceramica a vernice nera e lavoravano il ferro per realizzare attrezzi destinati all’agricoltura”.
L’attenzione dei ricercatori è rivolta anche alla città di età augustea e imperiale. Due saggi di scavo interessano infatti un grande edificio monumentale situato a nord del foro, del quale restano ancora da chiarire caratteristiche architettoniche e funzione, e una prestigiosa residenza urbana appartenuta probabilmente a una delle famiglie più influenti della città, dove la scorsa campagna aveva restituito importanti pavimenti musivi.
Proseguono parallelamente le ricerche nella villa romana di Villamagna, immersa nella Riserva naturale dell’Abbadia di Fiastra, uno dei più significativi complessi rurali di età romana delle Marche. Dal 2017 gli scavi hanno riportato in luce sia gli ambienti produttivi della tenuta sia gli spazi destinati alla residenza dei proprietari.
La campagna 2026 concentra l’attenzione sul settore termale della villa, dove stanno emergendo nuovi lacerti di mosaico e intonaci dipinti che decoravano gli ambienti di rappresentanza. “Abbiamo poi aperto un’altra area dove abbiamo trovato una domus con caratteristiche termali. Poi c’è l’area di Villamagna, dove abbiamo trovato già mosaici”, ha evidenziato Perna.
Il docente ha inoltre ricordato il valore raggiunto dal sito archeologico negli ultimi anni. “Il Parco è di interesse nazionale dal 2022. Questo non è capitato a caso ma grazie alla collaborazione di molti soggetti, come Direzione regionale Musei, Università, Comune e Soprintendenza”. Un risultato che si accompagna alla crescita della partecipazione studentesca. “Non ci aspettavamo 57 iscritti quest’anno allo scavo da parte dei nostri studenti”, ha aggiunto.

Il direttore del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Macerata, Roberto Mancini, ha sottolineato il valore formativo dell’iniziativa. “Qui gli studenti fanno un’esperienza completa, di ricerca, didattica e vita vera”, ha dichiarato, evidenziando l’importanza della collaborazione tra università, istituzioni e partner privati nel sostenere un’attività che coinvolge studenti provenienti anche da altri atenei.
Per Sofia Cingolani, direttrice del Parco archeologico di Urbs Salvia, il rapporto con l’Università di Macerata rappresenta un elemento essenziale per la crescita del sito. “Unimc fa ricerca qui da molti anni ed è una presenza radicata nel territorio del Parco. Quello che ci consente di raccontare il Parco in maniera sempre nuova e aggiornata è proprio questa collaborazione con l’Università di Macerata”.

Sulla stessa linea Francesco Belfiori della Soprintendenza, che ha evidenziato il lavoro condiviso di tutela, valorizzazione e comunicazione di un sito che continua a rappresentare un punto di riferimento per gli studi sull’antichità grazie all’abbondanza di dati e ai continui aggiornamenti forniti dalla ricerca.

Il direttore generale della BCC Recanati e Colmurano, Davide Celani, ha ribadito il significato del sostegno al progetto. “Può sembrare anacronistico mettere cultura e finanza insieme. Per noi è un impegno statutario oltre che morale”, ha affermato. “Se la banca può in qualche modo aiutare la ricerca è sempre un bene, così come l’aiuto e la valorizzazione dei giovani”. Celani ha inoltre ricordato il forte legame dell’istituto con il territorio e la volontà di sostenere iniziative capaci di valorizzare le eccellenze locali e accompagnare gli studenti nel loro percorso di formazione.
Grazie alla collaborazione tra Università di Macerata, Soprintendenza, Direzione regionale Musei, Fondazione Giustiniani Bandini, Comune di Urbisaglia e BCC Recanati e Colmurano, la campagna di scavo 2026 potrà contribuire alla definizione di nuovi percorsi di tutela e valorizzazione, favorendo anche l’inserimento del sito archeologico di Villamagna all’interno dell’offerta culturale e turistica del territorio.

Lo scavo rappresenta soltanto una parte dell’attività che l’Università di Macerata svolge durante tutto l’anno a Urbisaglia attraverso ricerca, laboratori e progettazione. Un’esperienza che consente agli studenti di confrontarsi con l’archeologia professionale e con le esigenze della tutela e della gestione del patrimonio culturale, acquisendo competenze sempre più richieste nel settore della ricerca archeologica, dell’archeologia preventiva, della pianificazione territoriale e della valorizzazione del patrimonio.






cielo sereno (MC)
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