Scuola, Snals Macerata: "Cinque professori aggrediti in un anno, serve una riforma vera"
Non sono passate nemmeno due settimane dalla campanella d'inizio anno e la violenza nelle scuole torna già a far discutere. Lo rivela lo Snals di Macerata, che attraverso il proprio segretario provinciale, Ugo Barbi, lancia un nuovo allarme sulle condizioni in cui insegnanti e personale scolastico sono chiamati a lavorare ogni giorno.
«La violenza dilaga. Ciò che ascoltiamo al tg sono casi che toccano anche le scuole della nostra provincia: lo scorso anno ho ricevuto cinque professori nel giro di poco tempo che hanno subito spintoni, aggressioni verbali e non, situazioni incontrollabili in cui i ragazzi tirano i banchi e sfidano i docenti con atteggiamenti di superiorità. Siamo arrivati addirittura a proposte di licenziamento perché non si è più in grado di esercitare al meglio la professione. C'è molta omertà da parte del corpo insegnanti, perché evidenziare questi comportamenti, a volte, può mettere in luce anche una scarsa capacità di controllare la situazione da parte dell'adulto, che si sente meno autorevole», dichiara Barbi.
Un fenomeno che i numeri confermano tutt'altro che marginale. Secondo il monitoraggio del Ministero dell'Istruzione e del Merito, gli episodi di violenza contro il personale scolastico sono stati 51 nel 2024/2025, con le famiglie degli studenti responsabili di quasi la metà dei casi. Un'indagine dell'Istituto di fisiologia clinica del CNR segnala inoltre che nel 2025 il 3,6% degli studenti delle scuole superiori dichiara di aver colpito un insegnante, una quota quasi triplicata rispetto agli scorsi anni.
«A questo si aggiunge una questione parallela: la presenza degli stranieri nelle classi. Già un vecchio decreto del 2010 stabiliva un tetto del 30% nelle aule, che oggi si vuole ulteriormente ridurre. La provincia di Macerata registra la presenza di 7.114 alunni stranieri con cittadinanza non italiana, pari al 18,33% del totale. Il problema, però, è che la scuola si regge anche sui bambini stranieri, sempre più numerosi, e non possiamo spostarli da un istituto all'altro. Sono esternazioni che lasciano il tempo che trovano», prosegue Barbi.
«Bisogna attuare una vera e seria riforma, cioè tagliare in generale il numero degli studenti nelle classi. Lo chiediamo da anni: un massimo di 15 alunni per migliorare la qualità della didattica ma soprattutto per aumentare il numero di collaboratori scolastici e di personale. Dal video pubblicato dal tredicenne che ha accoltellato la professoressa a Roma si evince proprio che, in quell'ala scolastica percorsa dal ragazzo, non c'era nessuno: era un episodio che si sarebbe potuto evitare», continua il segretario provinciale.
Per lo SNALS di Macerata la strada da percorrere è quindi duplice: ridurre il numero di alunni per classe, per alleggerire il carico gestito da ogni docente, e rafforzare in modo strutturale la presenza di personale di vigilanza negli istituti.
«Cerchiamo di dare una maggiore dignità alla scuola e a chi ne fa parte ogni giorno», conclude Barbi.

nubi sparse (MC)
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